Didattica BES Baschiera Barbara

March 29, 2018 | Author: Daniela Costanzo Frasco | Category: Learning, Competence (Human Resources), Leadership & Mentoring, Leadership, Psychology & Cognitive Science


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INSEGNAMENTO: DIDATTICA DEI BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI PROF.SSA BARBARA BASCHIERA LEZIONE ONLINE N. 1 DAL 22/02/14 AL 27/02/14 L’APPRENDIMENTO COOPERATIVO PER L’INTEGRAZIONE DEGLI STUDENTI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI 1 ne misero in evidenza la dimensione dialogica intesa come capacità dell’uomo di “essere in relazione con l’altro da sé”(1). La metodologia dell’apprendimento cooperativo L’Apprendimento Cooperativo. in quanto favorisce un approccio solidale e cooperativo dello stare in gruppo e nel lavorare insieme. da quelle filosofiche a quelle educative. per educare tutti i componenti del gruppo ai comportamenti sociali richiesti per una efficace cooperazione. E’ il risultato della capacità dell’insegnante di strutturare in modo adeguato i compiti da assegnare a ciascun gruppo. 2 . ha una storia lunga perché nasce nell’ambito della ricerca sulla dinamica del gruppo e si sviluppa in diverse situazioni. Tra i tentativi che. una condizione per la quale il “destino” (in termini di successo o di fallimento) di ciascun componente è interconnesso a quello degli altri. 2. sia per poter rispondere alle situazioni di disagio personale e sociale che porta a rischio l’autonomia e la crescita dei soggetti con bisogni educativi speciali. si sta facendo ormai da anni con l’applicazione nel gruppo classe di quell’insieme di metodi di lavoro noto come Apprendimento Cooperativo (Cooperative Learning). I modi dell’apprendere nella società moderna Oggi la scuola.1. dal punto di vista filosofico. in campo educativo e particolarmente nel caso dell’educazione speciale. in questo difficile contesto. L’Apprendimento Cooperativo può essere considerato anche come un’occasione di studio per rivisitare i modelli di analisi della dinamica di gruppo. andando oltre le dimensioni classiche su cui si è basata. l’aggregazione. proprio perché utilizzare questa modalità di apprendere significa porre le condizioni perché si determini aquello stato di interdipendenza positiva che rende significativo l’apprendimento per tutti. si trova a rispondere a domande sempre più pressanti di integrazione personale e sociale di fasce deboli di popolazione giovane fortemente a rischio. una modalità fondata su una forte interdipendenza positiva tra pari. ecc. di accettazione e di aiuto.. la leadership. comunità di conoscenza ma anche di comprensione. di predisporre i materiali necessari per l’apprendimento e di stabilire quali attività devono essere condotte. una forma di intervento mediato che si realizza attraverso l’uso condiviso di strutture di apprendimento in gruppo su una base di impegno cooperativo e di responsabilità individuale. Come modalità di gestione di comportamenti personali e sociali l’Apprendimento Cooperativo assume particolare rilevanza se applicato a gruppi nei quali sono presenti soggetti con bisogni educativi speciali. come. in una situazione di reciproco riconoscimento. l’Apprendimento Cooperativo si caratterizza per la sua collocazione antagonista ai modelli educativi basati sull’individualismo e sulla competitività. Si tratta di una modalità di lavoro che non ha alcuna relazione con i tradizionali gruppi di lavoro. Buber e Levinas che lo studiarono per primi. Ecco perché per l’insegnante diventa irrinunciabile il possesso di competenze che riguardano metodologie di supporto e sviluppo della persona. l’appartenenza. sia per quanto concerne lo specifico disciplinare dei saperi che gestisce con il gruppo di apprendimento. come metodologia. si possono fare nell’esplorare metodologie di lavoro con gli allievi per rendere più facile il processo di apprendimento. riesce bene quello che. la coesione. Se lo cogliamo nella dimensione educativa. (vedi tabella) Normalmente si ricorda: il il il il il il il 10 % 20 % 30 % 50 % 70 % 80 % 95 % di ciò che si legge di ciò che si ascolta di ciò che si vede di ciò che si vede e si sente di ciò che si discute con gli altri di ciò di cui si ha diretta esperienza di ciò che si spiega ad altri Il tasso di apprendimento in rapporto ad alcune attività dell’uomo La risposta di apprendimento varia a seconda del sistema di interazione cognitiva adoperato. Emerge dall’indagine. E’ interessante quello che un’indagine condotta qualche anno fa ha evidenziato a proposito di quanto può fare una metodologia come l’Apprendimento Cooperativo rispetto alla facilità con cui l’uomo normalmente apprende utilizzando le sue funzioni cognitive di base. un procedimento. questa metodologia individua e definisce tutte le variabili da controllare per costruire un gruppo. Tende piuttosto lentamente e inesorabilmente a sfilacciarsi e a dissolversi ed è proprio per questa ragione che. A scuola. Se da una parte. assume una prospettiva educativa e sociale di grande interesse. che la collaborazione all’interno di un gruppo di soggetti che interagiscono è sempre instabile e può mancare perché nasce e si sviluppa a condizione che tutti posseggano alcune competenze sociali di fondo. Di norma le persone stanno insieme e si sentono reciprocamente indispensabili perché ciascuno sa che è importante per sé. mentre una metodologia centrata sulla discussione svolta in gruppo. un insegnamento basato essenzialmente sulla trasmissione orale delle conoscenze (la classica lezione frontale). anticipando e annullando tutte le possibili resistenze e difficoltà che possono sorgere. ad esempio. lo favorisce fino a raggiungere il 70%. 3 . lo stare insieme e l’operare insieme. incide poco sull’apprendimento degli alunni con il solo 20%. come il dato più interessante è quello che riguarda il 95% di risposta positiva assegnato alla condizione per la quale un contenuto di sapere. tuttavia. come il saper comunicare. l’applicazione di modelli di relazione di tipo cooperativo. una regola sono appresi meglio quando si è costretti “a spiegarli a qualcun altro”. come per gli altri. E’ chiaro. E questo è un punto critico perché un gruppo senza una guida e lasciato a se stesso difficilmente permane nel suo stato positivo di continuo sviluppo. infatti. il saper negoziare o il saper risolvere problemi. la funzionalità e l’efficienza dell’agire sociale. dall’altra fornisce strumenti di controllo per organizzare al meglio la sua funzionalità. tuttavia.scoprendo così la centralità di dimensioni come la flessibilità. tutti si vedono uniti gli uni agli altri per raggiungere il successo e questo comporta la nascita di una relazione che rende possibile l’acquisizione dei modi di apprendere più facili per ciascuno. giacché ciascuno è costretto a perseguire il proprio scopo. Le strutture di tipo competitivo basate sulla risposta individuale portano facilmente ad alti tassi di insuccesso scolastico anche perché il processo di valutazione. il ruolo spinta del gruppo promuove maggiore motivazione all'apprendimento e al coordinamento degli sforzi per raggiungere l'obiettivo comune. frequentemente contribuisce a determinare un senso di inadeguatezza e disistima nei confronti del proprio “Io”. come anche le eventuali difficoltà vengono totalmente trascurate. Il concetto di “lavoro di gruppo” Un gruppo è un insieme di individui che condivide uno scopo comune e che è caratterizzato da un rapporto di interdipendenza tra i membri del gruppo. che rendono molto differente un gruppo cooperativo da un normale 4 . Ma non solo. Si tratta di quello che è noto nelle letteratura tecnica come “relazione di interdipendenza negativa“ in base alla quale i percorsi di apprendimento si differenziano in ragione della motivazione al successo. delle “azioni”. che i modi di apprendimento di ciascun allievo. dei “processi” e dei “prodotti” del gruppo. (2) Nel caso dell’Apprendimento Cooperativo. invece. Nel caso della lezione tradizionale. come titolare di conoscenza dotta e accreditata. (Dozza. come quello della mediazione dei contenuti di apprendimento. Inoltre l'insegnante che gestisce in proprio il lavoro e non è in grado di dare particolare libertà ed autonomia all’allievo. nella maggior parte dei casi. In tale situazione. l’unico abilitato ad elaborare contenuti e a trasmetterli agli alunni utilizzando questa forma di modalità espositiva nota che è. In tale contesto per l’insegnante è determinante il possesso di una professionalità alta e variegata che gli permetta di gestire un processo. che è costretto ad adattarsi in attesa di essere valutato sulle competenze acquisite. Ne consegue spesso un forte calo della motivazione all'apprendimento con un effetto aggiuntivo costituito dallo sviluppo di atteggiamenti negativi nei confronti del sistema scuola nel suo complesso. 1993) (4) Creare una situazione di Apprendimento Cooperativo significa. Da qui generalmente un clima di apprendimento in cui gli alunni sono indotti a lavorare uno contro l'altro per emergere mentre la percezione del successo individuale è vissuta in qualche modo in rapporto al fallimento degli altri. Il “lavoro di gruppo” può quindi essere definito come l’insieme dei “movimenti”. in quanto tale gruppo può produrre lavoro. la lezione frontale. invece. utilizzato in tali contesti. In proposito è bene sottolineare il fatto che l’Apprendimento Cooperativo non è da considerare una forma di attività di gruppo come tradizionalmente si intende.La struttura di apprendimento che si realizza in una classe quando si decide di applicare una metodologia di tipo cooperativo comporta una radicale modificazione del ruolo e del rapporto insegnante/allievi. L’insegnante sta nella relazione con gli alunni in modo tale che il loro apprendimento personale e sociale risulti in ogni momento attivo e costruttivo all’interno del gruppo cooperativo. tenuto conto che il focus si sposta dal “cosa apprendere” al “come apprendere”. mettere in pratica alcuni principi essenziali. la struttura di apprendimento è quella classica uno-molti che vede l'insegnante. In queste condizioni. sia i tempi. infatti. realmente difficile. di imparare e di fornire una prestazione del compito se gli venisse richiesto di completarlo. il principio del raggruppamento eterogeneo. Esiste un risultato prodotto dal gruppo. Comportamento. Non si sceglie né si assegna un leader. Comportamento. 5. Egli è responsabile dell'esecuzione e del completamento del compito. di doti fisiche e di sesso. Non tutti i membri vogliono lavorare in gruppo a meno che non vi sia una ragione per farlo. il principio di leadership distribuita. il principio dell’interdipendenza. Comportamento. Gruppo tradizionale Convinzione. Egli esercita tutte le competenze di leadership e le assegna ai membri del gruppo. I gruppi più efficaci sono quelli omogenei in termini di provenienza sociale. 3. materiali condivisi e/o una particolare premiazione di gruppo. una responsabilità di gruppo o individuale. quando il lavoro è finito. L'insegnante seleziona i gruppi in base alle caratteristiche dei membri del gruppo. I gruppi più efficaci sono i gruppi eterogenei in termini di provenienza sociale. il principio dell’acquisizione delle competenze sociali. di livello di competenza. Ognuno sente simpatia per gli altri. Un membro del gruppo è scelto dall'insegnante o dal gruppo come leader. ecco in cosa risultano differenti dal punto di vista delle dimensioni della “convinzione” e del “comportamento” che ciascun gruppo (o componente del gruppo) assume in proprio.gruppo di lavoro. 2. 4. si sentono responsabili solo del proprio apprendimento e ricevono premi individuali. I membri del gruppo creano uno o più prodotti di gruppo. La selezione dei gruppi è fatta in modo casuale o dagli insegnanti per assicurare l'eterogeneità Gruppo tradizionale Convinzione. I cinque principi che caratterizzano un gruppo cooperativo secondo Dishone e O’Leary sono: 1. il principio dell’autonomia del gruppo. Tutti i membri del gruppo esercitano le competenze di leadership quando è necessario e appropriato farlo. Se si confrontano un gruppo cooperativo e un gruppo tradizionale utilizzando questi cinque principi. Gruppo tradizionale Convinzione. Ogni membro del gruppo è in grado di capire. I membri lavorano insieme soltanto quando l'insegnante dice loro di farlo. Un leader è assegnato o scelto. Si constata un senso di simpatia di uno verso l'altro quando il compito è terminato. Comportamento. Comportamento. 5 . IL PRINCIPIO DEL RAGGRUPPAMENTO ETEROGENEO Gruppo cooperativo Convinzione. Comportamento. (5) IL PRINCIPIO DI LEADERSHIP DISTRIBUITA Gruppo cooperativo Convinzione. IL PRINCIPIO DELL’INTERDIPENDENZA Gruppo cooperativo Convinzione. qualche volta condividono i materiali. di doti fisiche e di sesso. di livello di competenza. la gestione dei conflitti. L'abilità a lavorare in modo efficace in gruppo deriva dalle competenze che possono essere insegnate ed apprese. Comportamento. Comportamento. La qualità e la quantità dell’apprendimento nel gruppo cooperativo sono strettamente connesse alla padronanza di abilità interpersonali come. I membri del gruppo hanno continuamente bisogno dell'aiuto dell'insegnante per risolvere i loro problemi. anche se molti autori si sono cimentati nell’elaborazione di metodi e tecniche mirati a raggiungere specifici scopi dell’attività svolta in gruppo. Gruppo tradizionale Convinzione. I membri del gruppo imparano a risolvere i problemi che incontrano per conto proprio. Gli studenti vanno a scuola pensando di sapere già come andare d'accordo e lavorare in gruppi. i risolvere i conflitti in modo costruttivo. praticate. osservate e controllate.Structural Approach). Comportamento. l’accettarsi e il sostenersi a vicenda. l'insegnante suggerisce e consiglia a richiesta dell'intero gruppo Gruppo tradizionale Convinzione. L'insegnante dirige e ordina i gruppi per risolvere i problemi secondo quanto rileva.IL PRINCIPIO DELL’ACQUISIZIONE DELLE COMPETENZE SOCIALI Gruppo cooperativo Convinzione. discusse. E’ proprio la forma di interdipendenza positiva che si realizza nei rapporti interni a guidare la vita del gruppo cooperativo e a far raggiungere il successo attraverso una forma di leadership condivisa che permette a tutti di sperimentare a turno ruoli diversi. Comportamento. Nelle situazioni problematiche. Il modello “APPRENDERE INSIEME” di Johnson & Johnson Molta attenzione viene riservata da questo modello all’insegnamento diretto e all’esercizio delle competenze sociali richieste per poter lavorare positivamente in gruppo. anziché chiedere aiuto all'insegnante. 6 .Learning Together) e quello di Kagan e Kagan (“Apprendimento Cooperativo ad Approccio Strutturale . L'insegnante dice al gruppo di cooperare. il comunicare con chiarezza e precisione. Ma per conseguire questo risultato è necessario imparare a lavorare con gli altri e a collaborare con gli altri ed è proprio questo che impegna l’insegnante nel tradurre atteggiamenti e comportamenti individuali in competenze sociali come la comunicazione. Le abilità sociali sono definite. la risoluzione dei problemi o la presa di decisioni. 3. E’ l’insegnante che in tale situazione fornisce continuamente un feedback positivo sulle modalità relazionali utilizzate. il conoscersi e il fidarsi. I modelli dell’apprendimento cooperativo Generalmente i modelli più noti e maggiormente adoperati per l’apprendimento cooperativo sono quello di Johnson e Johnson (“Apprendere Insieme”. IL PRINCIPIO DELL’AUTONOMIA DEL GRUPPO Gruppo cooperativo Convinzione. valutando il gruppo e ciascun membro in termini di funzionamento e di produzione. l’interdipendenza delle risorse. La rotazione di ruoli e funzioni garantisce l’equilibrio complessivo e la capacità del gruppo di procedere senza difficoltà. l’interdipendenza ambientale. In generale Johnson e Johnson descrivono nove modi di strutturazione dell’interdipendenza positiva sulla base di caratteri specifici che riguardano l’attività del gruppo e i suoi scopi: 1. l’interdipendenza del compito. 7. quelli per l’apprendimento e quelli per lo stimolo. 2. (Vedi tabella) RUOLI E FUNZIONI NEL GRUPPO Tipo di ruolo/funzione Ruoli e funzioni di gestione Tipo di attività svolta Controllare i toni di voce Controllare i rumori Controllare i turni Spiegare idee e procedure Registrare Incoraggiare la partecipazione Osservare i comportamenti Fornire guida Fornire sostegno Chiarire e illustrare Ricapitolare Precisare Verificare la comprensione Fare ricerche/comunicare Elaborare Approfondire Criticare le idee e non le persone Chiedere motivazioni Distinguere Sintetizzare Sviluppare Verificare Sviluppare opzioni Valutare Ruoli e funzioni di funzionamento Ruoli e funzioni per l’apprendimento Ruoli e funzioni di stimolo 7 . Da questo punto di vista. 6. l’interdipendenza degli obiettivi. i due autori.Centrale risulta l’interdipendenza positiva che si realizza attraverso il modo migliore per garantire la partecipazione di tutti. 8. 4. 9. l’interdipendenza del rispetto dell’avversario. descrivono quattro ruoli e funzioni principali: quelli di gestione. l’interdipendenza dei ruoli l’interdipendenza di identità. 5. 3. quelli di funzionamento del gruppo. l’interdipendenza dei premi. In questo metodo la leadership è condivisa tra i componenti del gruppo con l’assegnazione di ruoli e funzioni. l’interdipendenza della fantasia. 2. ipotesi. sociale e didattico. 4. valori e angolo della sala rappresentando soluzioni di problemi alternativi. 1996) Si tratta di una visualizzazione del modello utilizzando il punto di vista dell’obiettivo specifico che la struttura costruita si propone di raggiungere. 3. l’apprendimento in forma cooperativa o la riflessione sulle proprie e sulle altrui modalità di apprendimento. 8 . ecc. griglia di un altro studente usando Competenze comunicative. Le strutture possono avere diverse applicazioni a seconda che si propongano di ottenere obiettivi come la costruzione di un gruppo. abilità solo la comunicazione orale ad assumere ruoli diversi. Nome struttura Round-robin COSTRUZIONE DEL GRUPPO (TEAMBUILDING) Descrizione struttura Funzione struttura Ogni studente a turno condivide Esprimere idee e opinioni. Il modo attraverso cui questo avviene è chiamato “struttura” e caratterizza il metodo in quanto tale proprio perché sulla base del tipo di struttura ideata è possibile conseguire un certo obiettivo. incontrarsi con i discutono nell'angolo. Questo comporta la nascita di forme di interdipendenza differenti tra loro che possono riguardare. di una classe o la condivisione di opinioni.Il modello “APPRENDIMENTO COOPERATIVO AD APPROCCIO STRUTTURALE” di Kagan e Kagan E’ uno dei modelli più utilizzati in ambito educativo e si basa su quattro principi cardine che regolano la vita del gruppo: 1. la responsabilità individuale L’interdipendenza positiva. elaborato da Comoglio e Cardoso sintetizza l’articolazione delle strutture e la loro funzionalità. obiettivi. Gli studenti diversi dal proprio. e parafrasano le idee dei gruppi che sono in altri angoli. conoscenza reciproca tra compagni COSTRUZIONE DELLA CLASSE (CLASSBUILDING) Nome struttura Descrizione struttura Funzione struttura Corners Ogni studente si muove verso un Veder punti di vista. Lo schema che segue. (Comoglio e Cardoso. poi ascoltano compagni. in particolare. un'alternativa suggerita Conoscere e rispettare punti di vista dall'insegnante. creazione qualcosa con i suoi compagni di racconti. Uguale partecipazione. SVILUPPO DELLA COMUNICAZIONE (COMMUNICATION BUILDING) Nome struttura Descrizione struttura Funzione struttura Match Mine Gli studenti tentano di adeguare la sistemazione degli oggetti su una Sviluppo del vocabolario. l’interdipendenza positiva. l’uguaglianza della partecipazione. compiti. è vista dagli autori come interconnessa strettamente al modo scelto dall’insegnante per raggiungere un certo obiettivo cognitivo.. risorse e ruoli diversi. l’interazione simultanea. Team Word-Webbing Analisi delle componenti di concetti. muovendosi dalla memoria a breve termine alla memoria a lungo termine. Aiutare. sicuri che tutti conoscono la Tutoring. Ogni conclusione di unità. ragionamento induttivo e deduttivo. STRUTTURE DI RIFLESSIONE (THINKING SKILLS) Nome struttura Descrizione struttura Funzione struttura Think-Pair-Share Team Gli studenti riflettono su un argomento fornito dall'insegnante. Partecipazione e coinvolgimento. quindi condividono le loro riflessioni con la classe. Gli studenti scrivono simultaneamente su un manifesto di carta concetti principali. Il conteggio del punteggio è fondato sul miglioramento. Pairs Check Gli studenti lavorano in coppie all'interno di gruppi di quattro. Generazione e revisione di ipotesi. poi nell'altra. comprensione delle molteplici relazioni tra idee. differenze tra concetti. All'interno delle coppie gli studenti si alternano: uno risolve un problema mentre l'altro segue e stimola. controllo della studenti si consultano per essere comprensione delle conoscenze. poi formano una coppia con un altro compagno per discuterlo. Esercizio sui ruoli. Aiutare e lodare. applicazione. come ad esempio: ipotesi. CONDIVISIONE DI INFORMAZIONI (INFORMATION SHARING) Nome struttura Descrizione struttura Funzione struttura Gli studenti si fanno Condividere le informazioni Three-Step Interview vicendevolmente interviste in personali. gli Revisione. a una direzione.Nome struttura Numbered Heads Together PADRONANZA DI UN CONTENUTO (MASTERY) Descrizione struttura Funzione struttura L'insegnante fa una domanda. Esercizio di competenze. elementi di appoggio e concetti ponte rappresentando la relazione degli elementi che descrivono un argomento. coppie. giocando con un mazzo di schede. poi uno studente è chiamato dall'insegnante a rispondere. prima in reazioni a letture fatte o poesie. studente a sua volta condivide con il Partecipazione e ascolto gruppo l'informazione che ha appreso dall'intervista. Color-Coded Co-op Card Gli studenti memorizzano fatti Memorizzare fatti. Dopo ogni due problemi la coppia controlla per vedere se ha le stesse risposte delle altre coppie. 9 . lodare. risposta. Il gioco è strutturato in modo che ci sia un'altissima probabilità di successo ad ogni passo. Valutazione delle conoscenze possedute. Gli studenti usano schede di domande o rispondono a domande dell'insegnante mentre ruotano mettendosi ogni volta di fronte ad un nuovo partner. capacità di presentazione. Controllo della comprensione. Abilità nella presentazione e comunicazione. uguaglianza di status. aiuto. ogni studente dà un contributo particolare al gruppo. Co-op Co-op Gli studenti lavorano in gruppi per produrre un particolare prodotto di gruppo da condividere con l'intera classe. ognuno a turno insegna al gruppo.Nome struttura Roundtable MULTI-FUNZIONALITÀ (MULTIFUNCTIONAL) Descrizione struttura Funzione struttura Ogni studente a turno scrive a matita la risposta a una domanda su un foglio che gira per il gruppo. applicazione. analisi. valutazione. partecipazione di tutti. Apprendimento e condivisione di materiale complesso spesso con fonti molteplici. Al ritorno ai loro gruppi. sintesi. Interdipendenza. Padronanza e presentazione di materiale nuovo. Il cerchio interno guarda verso l'esterno. Insegnamento reciproco. Jigsaw Ogni studente nel gruppo diviene un "esperto" in un argomento-parte di un tema lavorando con membri di altri gruppi a cui è stato assegnato lo stesso argomento-parte su cui essere esperto. revisione. Costruzione del gruppo. Inside-Outside Circle Gli studenti si mettono in due cerchi concentrici in modo da essere uno di fronte all'altro. 10 . revisione. incontro con i propri compagni. condivisione. Acquisizione e presentazione di contenuti nuovi. Soluzione di conflitti. e gli studenti sono poi tutti valutati su tutti gli aspetti del tema. pratica delle competenze. dibattito tra persone informate. Ognuno scrive con una matita su ogni foglio la sua risposta una sola volta. Con il "Simultaneous Roundtable" vi sono più fogli con una domanda che girano contemporaneamente nel gruppo. attività. richiamo delle informazioni. Poi condividono i loro prodotti o la comprensione con l'altro partner nei loro gruppi. lavoro cooperativo. Partners Gli studenti lavorano in coppie per inventare o padroneggiare un contenuto. Si consultano con partner provenienti da altri gruppi. ma il cerchio esterno guarda verso l'interno. sviluppo di concetti. poi. All’insegnante è riservata la funzione di accertamento della competenza complessiva del gruppo su tutto il compito e su di esso viene valutato. Ciò permette anche agli studenti meno bravi di essere sfidati a migliorare le loro prestazioni. Attraverso una programmazione fatta insieme. anche se risulta essere anche importante la responsabilità individuale in termini di miglioramento del proprio rendimento. Il modello dell'indagine di gruppo mette al centro dell’attenzione l'interdipendenza fra i gruppi in quanto l'insegnante assegna un tema generale da studiare e gli studenti. Ciò incoraggia la discussione e la giustificazione delle risposte. 3) porre domande. In genere la ricerca viene effettuata costruendo veri e propri laboratori nella stessa aula dove viene condotta la ricerca e dove il gruppo riassume i risultati e prepara la presentazione da fare alla classe intera. Tecnicamente si tratta di gruppi eterogenei di pochi studenti (da 3 a 6) a ciascuno dei quali viene assegnata una parte di una lezione.Il modello “PUZZLE” di Aronson Il modello Puzzle si basa sulla specializzazione del compito. Nel modello il ruolo dell'insegnante è quello di: 1) spiegare il compito del gruppo. siedono assieme e lavorano per portare a termine il compito. Ogni studente lavora in modo indipendente con l’impegno di diventare esperto della parte della lezione avuta ed è quindi responsabile dell'insegnamento agli altri componenti del gruppo. Ogni studente ha un compito che serve a far raggiungere un obiettivo del gruppo. Il modello “APPRENDERE CON IL TEAM DI STUDENTI” di Slavin In questo modello l’attenzione è rivolta soprattutto al conseguimento degli obiettivi del gruppo. 11 . In questo tipo di modello vengono enfatizzate soprattutto le capacità cognitive di ordine superiore. 5) fornire assistenza ai gruppi (qualora i membri del gruppo non siano in grado di aiutarsi l'un l'altro). riducendo notevolmente il tempo dedicato dall'insegnante alla correzione dei compiti a casa. 2) presentare il problema. 6) condurre una discussione di follow-up. come l'applicazione e la sintesi. l'insegnante e gli studenti decidono come effettuare l’indagine e come assegnare i vari compiti ai membri del gruppo.Insegnare a piccoli gruppi” di Hertz e Lazarowitz. In questo modello non ci sono obiettivi da far raggiungere a livello individuale o di gruppo ma più semplicemente un compito assegnato a quattro studenti che in gruppo e selezionati a caso. 4) mettere in grado i gruppi di lavorare. Il modello “GRUPPI DI 4”di Burns Il modello Gruppi di quattro. scelgono un aspetto che fa parte del tema e che sia di loro interesse. in quanto generico per l’impianto che possiede si presta a qualunque situazione e vale per tutti i livelli scolastici. E’ un modello che si serve di diverse tecniche ciascuna delle quali mette a fuoco uno o l’altro degli aspetti più caratteristici del modello. Il modello “INDAGINE DI GRUPPO. in piccoli gruppi (da 2 a 6 elementi). per breve tempo (dipende dal compito proposto. L'insegnante forma delle coppie di alunni in modo casuale. che lo vede responsabile protagonista della sua crescita e della crescita di tutti i suoi membri.4. aumenta l’attenzione e lo sforzo per capire SCOPO/MODALITA’: FASE n. utilizzando ad esempio lettere uguali ma di colore diverso siglate sulle schede di lavoro. In chi ascolta. 2 MODALITA’ AZIONE COMPITI Lavoro di coppia Pensa con il compagno. Il fatto di doversi trovare a lavorare con un compagno antipatico sarà molto più accettabile se questo potrà essere attribuito a una situazione casuale di sfortuna. solitamente pochi minuti). dal conosciuto e verificato. La coppia formata deve lavorare insieme per ottenere una produzione unica partendo dal primo lavoro individuale. o guidato se la situazione lo rende necessario. 1 MODALITA’ AZIONE COMPITI SCOPO/MODALITA’: Lavoro individuale Pensa da solo Si chiede all'alunno di lavorare da solo in silenzio. oppure scambiarsi le idee o il lavoro precedentemente eseguito Lo scopo è quello di attivare una comunicazione che impegna chi parla ad usare una forma di "pensiero ad alta voce". oltre al quelle già note: un’attenzione particolare all’ascolto dei contenuti comunicativi dell’allievo (così da esaminare i vari modi di osservare e codificare) per potere sviluppare una logica didattica che. utilizzando vari giochi e sorteggi per rendere casuali i gruppi. L'insegnante forma dei gruppi di lavoro eterogenei di quattro o cinque elementi. con la conseguenza di una maggiore consapevolezza del lavoro fatto. Ciò che appare rilevante è l’abitudine che acquisisce il giovane a riflettere sulle proprie modalità di pensiero. Uno schema esplicativo di apprendimento cooperativo in classe Ciò che rende importante il sistema metodologico dell’Apprendimento Cooperativo è la sua ampia gamma di utilizzazioni possibili. si muova sempre di più verso il nuovo e lo sconosciuto. Lo scopo è quello di esplorare il compito proposto e di recuperare e/o attivare le conoscenze personali e/o utili. imparando a fare metacognizione. Le teorie pedagogiche e i recenti sviluppi delle scienze cognitive permettono di pensare che. presentino grandi vantaggi relativamente ai processi di apprendimento. metodiche come queste. essendo l'unico destinatario del messaggio. FASE n. FASE n. che prevede uno sforzo per farsi capire dall'interlocutore. 3 MODALITA’ AZIONE COMPITI Formazione del gruppo di lavoro Esposizione e annotazione delle idee di tutti (brain-strorming). Il modello applicativo è costituito da otto fasi attraverso cui si può guidare il gruppo lungo un percorso di studio e di scoperta. Nelle situazioni più problematiche può essere utile ricorrere al test sociometrico per individuare dei 12 . In questa prospettiva il ruolo dell’insegnante assume aspetti e funzioni nuove. Nello schema che segue è riportato un modello applicativo di attività di apprendimento cooperativo che può essere adottato per costruire un’unità didattica da svolgere in classe con i propri allievi. come quelli che possono derivare dal fatto che sono gli stessi alunni a gestire e regolare direttamente il proprio processo di apprendimento. Osservatore: dovrà riferire gli aspetti positivi e negativi del lavoro di gruppo alla conclusione di tutto il lavoro.espone il reporter di ogni gruppo. ecc. Con soggetti più piccoli si prendono in considerazione i ruoli del leader e del reporter. Provocatore: pone domande. Timer: controlla i tempi di lavoro. 5 MODALITA’ AZIONE COMPITI SCOPO/MODALITA’: Esecuzione e produzione Testo. in genere 15/20 minuti. FASE n. compilazione di schede.una coppia del gruppo presenta il lavoro.condivisione Ruoli: Leader: guida il gruppo. Tempo a disposizione 5/10 minuti circa per ogni gruppo. SCOPO/MODALITA’: 13 .espone un membro del gruppo scelto dal gruppo stesso. obiezioni e dubbi sul lavoro al gruppo. Lo scopo è di esporre ed annotare le idee o le produzioni di tutti. dove sono molto importanti le istruzioni date in modo chiaro e preciso per permettere a tutti di organizzare il proprio lavoro.SCOPO/MODALITA’: possibili gruppi di lavoro pilotandone la formazione. espone agli altri il lavoro del proprio gruppo. Tempo a disposizione di circa 20 minuti variabile a seconda del tipo di produzione. La presentazione può essere realizzata utiliz. Può essere utile. I tempi per questa fase dipendono dal tipo di compito. L'insegnante dà il via all'esecuzione del lavoro.espone un membro del gruppo scelto dall'insegnante.espone un membro del gruppo sorteggiato. 6 MODALITA’ AZIONE COMPITI Presentazione del lavoro del gruppo agli altri Attività collettiva Ogni gruppo espone il proprio lavoro agli altri gruppi. stimola il gruppo a restare nei tempi. 4 MODALITA’ AZIONE COMPITI Lavoro di gruppo Scegliere insieme che cosa produrre e come Vengono prese in considerazione strategie diverse presentate dai membri del gruppo per risolvere il compito proposto o per arrivare alla produzione richiesta. e controlla che tutti siano d'accordo sul lavoro. . SCOPO/MODALITA’: FASE n. Il lavoro presentato da ogni gruppo può essere su un tipo di compito uguale oppure diverso per ogni gruppo o a "puzzle" nel senso che ogni gruppo ha svolto una parte complementare di un compito più generale. in questa fase. I gruppi di quattro possono essere formati unendo in modo casuale due coppie. Questo è un momento collaborativo. . controlla la rumorosità del gruppo. . Reporter: relatore. Verbalizzatore: prende appunti. . La presentazione del lavoro di gruppo è un momento di comunicazione agli altri molto coinvolgente.ogni membro del gruppo presenta una piccola parte del lavoro del gruppo. cartellone. FASE n. viene data molta importanza al lavoro poiché ci si espone al giudizio. utilizzare dei ruoli precisi nel gruppo affinché il lavoro possa essere meglio organizzato secondo un criterio di divisione.zando varie modalità: . disegno. controlla l'ordine degli interventi. . raccoglie dati importanti per aiutare il reporter nella presentazione del lavoro. in questa situazione possiamo favorire quei soggetti insicuri o poco abili che nel gruppo si sentiranno rassicurati e aiutati dal compagno con cui hanno lavorato precedentemente. . D. Lewin. Massachusset. su che cosa è stato appreso.E . LAS. M. 1970 (4) cfr. Deutsch. D. 1993 (5) cfr. J Johnson. Dozza. 7 MODALITA’ AZIONE COMPITI SCOPO/MODALITA’: Conclusione del lavoro Attività sul gruppo L'insegnante raccoglie i lavori e le informazioni di tutti i gruppi. R. (10) cfr. Trento. Erickson. articolo in Età Evolutiva.Apprendimento cooperativo in classe. Burns. Roma 1996. T. Insegnare e apprendere in gruppo.Cooperative learning . E. La cosa interessante è che nonostante Dewey e Lewin non avessero avuto modo di confrontare le proprie opinioni entrambi giunsero a considerare l’importanza dell’interazione e della cooperazione nella scuola come mezzo per migliorare la società. 1992 (8) cfr. Dewey menter la seconda si richiama alle ricerche di K. FASE n. Apprendimento Cooperativo: una proposta di conciliazione fra prospettive evolutive e motivazionali . 8 MODALITA’ Riflessione individuale AZIONE Sul gruppo L'insegnante guida con domande orali o scritte un ripensamento sul lavoro fatto nei suoi vari momenti. Dishone e O’Leary (6) cfr. Slavin. Learning together and alone.P. La prima corrente deriva dagli studi di J. M. Il cooperative learning .) (7) cfr. Kagan.. (1987).S. 1995. L'attenzione viene focalizzata sulla modalità di COMPITI lavoro. 1999 (JOHNSON. integrando o correggendo o valutando sempre in positivo i lavori.The jigsaw classroom:.S .FASE n. Note bibliografiche __________________________________ (1) il Cooperative Learning nasce con le sue prime applicazioni che si richiamano al sistema di “insegnamento tra pari” (peer tutoring) ideato da Bell e Lancaster tra la fine del '700e l'inizio dell' '8 00. sintetizzare e organizzare i contenuti che sono stati oggetto dell'attività.Alyn & Bacon. e Kagan. 1986) 14 . Cardoso M. Le funzioni dell'insegnante sono in questo momento quelle di raccogliere. Addison – Wesley 1997 (9) cfr. Johnson. Warwick.. eventualmente. sui sentimenti provati e su come si potrebbero migliorare successive attività Diventa importante concludere l'attività con una verifica individuale SCOPO/MODALITA’: relativa al compito di apprendimento proposto in attività che viene considerato come un mezzo per produrre sempre e comunque apprendimento a livello individuale. & JOHNSON. R. bulding cooperation in the classroom . 1981 in Comoglio. 1968 (3) cfr.E. NJ: Prentice-Hall. (Slavin R. W. Holubec . Dopo queste prime esperienze maturate all’interno del sistema culturale anglosassone (Regno Unito e India) applicazioni di cooperative learning si sono avute anche negli Stati Uniti dove due correnti di pensiero hanno contribuito ampiamente alla valorizzazione del metodo. Englewood Cliffs. R. Da queste ricerche e da questi studi derivarono molti approcci pratici del cooperative learning con l'elaborazione di veri e propri metodi scientifici per verificare le funzioni e i processi coinvolti in questo tipo di apprendimento (2) cfr. Aronson. Rivista quadrimestrale. M. Cardoso.Le fonti di una scienza dell'educazione . . 1996 Comoglio. Dewey. ROMA. Trento: Edizioni Erickson.LAS. Pavan D.Educare insegnando. 2003 Cohen.Motivare gli studenti ad apprendere .Organizzare i gruppi cooperativi. LAS. Holubec E (1996) Apprendimento cooperativo in classe .. edn. 1999 Scorzoni P. M. Trento: Erickson. A. J .Organizzare i gruppi cooperativi .. Daminato A.La Nuova Italia. ISRE .Insegnare e apprendere in gruppo.G. Johnson.. TRENTO. Kagan. n.Costruire l'integrazione scolastica attraverso l'Apprendimento Cooperativo in Ianes D. S. J. D. 1998. E . Trento 1999 Cohen. . Tortello M. – L’apprendimento cooperativo: l’approccio strutturale – Edizione Lavoro.Edizioni Erickson. ROMA..Cooperative Learning made in Italy . . Comoglio. 1997 15 . Roma. Handicap e risorse per l'integrazione. .Indicazioni bibliografiche _____________________________________________________ Brophy. Johnson R. 2000 Pavan D. ERICKSON. Firenze 1951. M. 2.. a cura di (1999). Ellerani P. . LAS. . E. W.
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