Corso p Giovanni Marini

March 25, 2018 | Author: d_marzoli | Category: Saint Joseph, Abraham, Love, Evil, Homo Sapiens


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L’amore umano, un nome, un voltopadre Giovanni Marini anno 1999 Indice 1 Introduzione 1.1 Il percorso . . . . . . . . . . . . . . . . . 1.2 Dai vecchioni di Susanna a Giuseppe . . 1.3 Il corteggiamento . . . . . . . . . . . . . 1.4 Il rapporto sponsale . . . . . . . . . . . . 1.5 I nuclei di morte . . . . . . . . . . . . . 1.6 La magna charta dell’amore cristiano . . 1.7 I tratti dell’amore maturo . . . . . . . . 1.8 Consacrazione e matrimonio alternativo . 1.9 Lo scopo del corso . . . . . . . . . . . . 2 Avvicinare un’altra libert` a 2.1 “Le avventure di un uomo vivo” 2.2 Cinque icone bibliche . . . . . . 2.3 Genesi 24 . . . . . . . . . . . . 2.4 Giovanni 4, 1-31 . . . . . . . . . 2.5 Matteo 15, 21-28 . . . . . . . . 2.6 Il piccolo principe e la volpe . . 1 1 1 6 7 8 10 11 11 11 13 13 15 16 24 32 33 35 35 40 42 45 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3 Leggi fondamentali dell’amore 3.1 Domande previe e principi di fondo . . . 3.2 Una lettera . . . . . . . . . . . . . . . . 3.3 L’uomo abbandoner` il padre e la madre a 3.4 La tenerezza e la responsabilit` . . . . . a . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4 Le realt` del sesso e dell’amore a 51 4.1 Il sesso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 51 4.2 L’amore . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 60 i ii 5 La magna charta dell’amore cristiano 5.1 La storia di Tobia . . . . . . . . . . . . 5.2 L’inconscio . . . . . . . . . . . . . . . . 5.3 Asmodeo, demone della concupiscenza 5.4 Vincere la morte . . . . . . . . . . . . 5.5 Guarire la memoria . . . . . . . . . . . 5.6 Peccato, senso del peccato e perdono di INDICE 69 69 79 89 94 104 108 117 117 117 119 119 121 121 122 123 124 127 127 128 129 129 130 . . . . . . . . . . . . . . . Dio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6 Nuclei di morte nella coppia 6.1 Pericolosit` dei nuclei di morte . . . . . . . a 6.2 Il rapporto non paritario . . . . . . . . . . . 6.3 Il rapporto simbiotico . . . . . . . . . . . . . 6.4 Non avvenuta desatellizzazione . . . . . . . 6.5 Egoismo di coppia . . . . . . . . . . . . . . . 6.6 Rapporti sessuali prematrimoniali . . . . . . 6.7 Doppio legame . . . . . . . . . . . . . . . . 6.8 Amore paterno-materno e amore sponsale . 6.9 Il non amore per s´, la non conoscenza di s´ e e 6.10 Non elaborazione del fantasma dell’altro . . 6.11 Fissazione a tappe precedenti di maturazione 6.12 Complesso di onnipotenza . . . . . . . . . . 6.13 Complesso dello “stato abbandonico” . . . . 6.14 Il troppo lavoro . . . . . . . . . . . . . . . . 6.15 Il complesso da consacrazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . della . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . libido . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7 Amore adulto 7.1 L’arte di amare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7.2 Test di maturit` . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . a 7.3 L’amore crocifisso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 131 . 131 . 135 . 138 8 L’altra via 147 8.1 Generare Cristo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 147 8.2 Autocandidatura o vocazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . 150 9 Il matrimonio francescano 155 9.1 Sposarsi secondo Francesco d’Assisi . . . . . . . . . . . . . . . 155 9.2 Fuori dagli schemi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 157 Capitolo 1 Introduzione 1.1 Il percorso L’argomento trattato ` l’amore umano, una realt` che coinvolge profondae a mente tutti, che esplode nella giovinezza e che diventa un po’ l’asse portante della vita di ciascuno, perch´ riuscire nella vita significa essenzialmente e riuscire nell’amore. Avremo probabilmente avuto modo di sperimentare che quando un ragazzo o una ragazza si misura con l’amore, nonostante magari parta con la pi` u grande buona volont`, con le aspettative e le speranze pi` alte e pi` sublimi, a u u spesso accade che si faccia del male e faccia del male a un’altra persona. Soprattutto, capita che non agganci l‘amore sponsale. In questo percorso avr` importanza fondamentale partire dall’ascolto dela la parola di Dio, per comprendere quale sia il suo pensiero sui diversi aspetti dell’amore che si intendono considerare. A questo scopo faremo spesso uso dei quadri biblici, o icone bibliche. 1.2 Dai vecchioni di Susanna a Giuseppe Una prima icona biblica la troviamo nel libro di Daniele, in Daniele 13. Successivamente esamineremo un’altra icona, che si trova in Genesi 39. Esaminando questi due quadri biblici, apprenderemo come fare un viaggio, per partire, uscire, da una situazione ed arrivare ad un’altra situazione, considerando quali siano gli elementi che ci interessano per fare questo cammino. 1 2 CAPITOLO 1. INTRODUZIONE Leggiamo, allora, la storia della casta Susanna, nobilissima donna, e dei vecchioni che volevano approfittare di lei. Dal libro del Profeta Daniele. In quei giorni abitava in Babilonia un uomo chiamato Ioakim, il quale aveva sposato una donna chiamata Susanna, figlia di Chelkia, di rara bellezza e timorata di Dio. [. . . ] In quell’anno erano stati eletti giudici del popolo due anziani. Questi frequentavano la casa di Ioakim e tutti quelli che avevano qualche lite da risolvere si recavano da loro. Verso il mezzogiorno Susanna era solita recarsi a passeggiare nel giardino del marito. I due anziani, che ogni giorno la vedevano andare a passeggiare, furono presi da un’ardente passione per lei. Persero il lume della ragione, distolsero gli occhi per non vedere il cielo e non ricordare i giusti giudizi. Mentre aspettavano l’occasione favorevole, Susanna entr`, come al solito, con sole due o ancelle, nel giardino per fare il bagno poich´ faceva caldo. Ape pena partite le ancelle i due anziani uscirono dal nascondiglio, corsero da lei e le dissero: “ecco, le porte del giardino sono chiuse, nessuno ci vede e noi bruciamo di passione per te. Acconsenti e datti a noi. In caso contrario ti accuseremo: diremo che un giovane era con te e perci` hai fatto uscire le ancelle.” o Susanna, piangendo, esclam`: “sono alle strette da ogni parte: o se cedo ` la morte per me, se rifiuto non potr` scampare dalle e o vostre mani. Meglio, per`, per me cadere innocente nelle vostre o mani che peccare davanti al Signore”. Susanna grid` a gran voce. Anche i due anziani gridarono o contro di lei e uno di loro corse alle porte del giardino e le apr` ı. I servi di casa, all’udire tale rumore in giardino, si precipitarono dalla porta laterale per vedere che cosa stava accadendo. Quando gli anziani ebbero fatto il loro racconto, i servi si sentirono molto confusi perch´ mai era stata detta una simile cosa di Susanna. e Il giorno dopo tutto il popolo si adun` nella casa di Ioakim, o suo marito, e andarono l` anche i due anziani per condannare a a morte Susanna. Rivolti al popolo dissero: “si faccia venire Susanna, moglie di Ioakim”. Tutti i suoi familiari e amici piangevano. I due anziani si alzarono in mezzo al popolo e posero le mani sulla sua testa. Essa piangendo alz` gli occhi al cielo, con il cuore o pieno di fiducia nel Signore. 1.2. DAI VECCHIONI DI SUSANNA A GIUSEPPE Gli anziani dissero: “mentre noi stavamo passeggiando soli nel giardino, ` venuta con due ancelle, ha chiuso le porte del giardino e e poi ha licenziato le ancelle. Quindi ` entrato da lei un giovane, e che era nascosto, e si ` unito a lei. Noi che eravamo in un angolo e del giardino, vedendo una tale nefandezza, ci siamo precipitati su di loro e li abbiamo sorpresi insieme. Non abbiamo potuto prendere il giovane perch´, pi` forte di noi, ha aperto la porta e u ed ` fuggito. Abbiamo preso lei e le abbiamo domandato chi era e quel giovane, ma lei non ce l’ha voluto dire. Di questo noi siamo testimoni.” La moltitudine prest` loro fede, poich´ erano anziani e giudici o e del popolo, e la condann` a morte. Allora Susanna ad alta voce o esclam`: “Dio eterno che conosci i segreti, che conosci le cose o prima che accadano, Tu lo sai che hanno deposto il falso contro di me. Io muoio innocente di quanto essi iniquamente hanno tramato contro di me.” E il Signore ascolt` la sua voce. Mentre o Susanna era condotta a morte, il Signore suscit` il Santo Spirito o di un giovinetto chiamato Daniele, il quale si mise a gridare: “Io sono innocente del sangue di lei.” Tutti si voltarono verso di lui dicendo: “che vuoi dire con le tue parole”. Allora Daniele, stando in mezzo a loro, disse: “Siete cos` stolti israeliti! Avete ı condannato a morte una figlia di Israele senza indagare la verit`. a Tornate al tribunale perch´ costoro hanno deposto il falso contro e di lei.” Il popolo torn` subito indietro e gli anziani dissero a Daniele: o “vieni, siedi in mezzo a noi e facci da maestro poich´ Dio ti ha e dato il dono dell’anzianit`.” Daniele esclam`: “separateli bene a o l’uno dall’altro e io li giudicher`.” o Separati che furono Daniele disse al primo: “O invecchiato nel male. Ecco, i tuoi peccati commessi in passato vengono alla luce. Quando davi sentenze ingiuste opprimendo gli innocenti e assolvendo i malvagi mentre il Signore ha detto: “non ucciderai il giusto e l’innocente”. Ora, dunque, se tu hai visto costei, d` ı sotto quale albero tu li hai visti stare insieme?” Rispose: “Sotto un lentisco.” Disse Daniele: “In verit` la tua menzogna ricadr` a a sulla tua testa. Gi` l’angelo di Dio ha ricevuto da Dio la sentenza a e ti spaccher` in due.” a Allontanato questo, fece venire l’altro e gli disse: “Razza di 3 4 CAPITOLO 1. INTRODUZIONE Canaan e non di Giuda, la bellezza ti ha sedotto, la perversione ti ha pervertito il cuore. Cos` facevate con le donne di Israele ed ı esse per paura si univano a voi. Ma una figlia di Giuda non ha potuto sopportare la vostra iniquit`. Dimmi, dunque, sotto quale a albero li hai trovati insieme.” Rispose: “Sotto un leccio”. Disse Daniele: “In verit` anche la tua menzogna ti ricadr` sulla testa. a a Ecco l’angelo di Dio ti aspetta con la spada in mano per spaccarti in due e cos` farti morire.” Allora tutta l’assemblea diede in ı grida di gioia e benedisse Dio che salva coloro che sperano in Lui. Poi, insorgendo contro i due anziani, ai quali Daniele aveva fatto confessare con la loro bocca di aver deposto il falso, fece loro subire la medesima pena alla quale volevano assoggettare il prossimo, e applicando la legge di Mos`, li fece morire. In quel e giorno fu salvato il sangue innocente.” La passione ti ha sedotto il cuore. L’asse portante della vita di ogni persona ` l’amore, ` questa forza che ci guida, che ci trascina e che irradia in e e tutta la nostra vita. Questi due vecchi sono persone nobili, sono persone che hanno responsabilit`, sono giudici; eppure di fronte alla passione si arriva a alla menzogna, al sotterfugio, si arriva alla morte. E questa ` la realt` nella quale, in qualche modo, noi viviamo. Questo ` e a e il risultato di molti sforzi umani proiettati verso direzioni sbagliate. In certi ambienti, magari anche conclamati tanto dai mezzi di comunicazione sociale, si trovano persone che sotto molti aspetti sono innalzate, chi perch´ ` un e e attore, chi perch´ fa un lavoro nobile, chi perch´ ha un titolo onorifico, per e e mille motivi. Se per` si va a scavare, in fondo al mondo dell’affettivit`, ecco o a che arrivano a galla tanti scheletri, tante meschinit`. C’` una dimensione a e nella persona umana che si irradia, appunto, dall’affettivit`. L’affettivit` a a dopo permea e colora tutti gli altri aspetti della vita. Vedremo come nella icona biblica che seguir`, con Giuseppe che viene a circuito dalla moglie del Faraone, le cose siano esattamente al contrario. Qui troviamo un’altra situazione. Giuseppe, da quando entra nella famiglia di Potifar, l’uomo che lo compr` in Egitto, ` una vera benedizione per tutta la o e sua famiglia, come sar` successivamente una benedizione per la famiglia del a Faraone. E sar` una benedizione anche nel carcere dove viene gettato a causa a delle accuse della moglie del faraone. E vedremo che sar` una benedizione a per tutto il popolo d’Egitto, e poi ancora proprio per quei fratelli che l’hanno venduto. 1.2. DAI VECCHIONI DI SUSANNA A GIUSEPPE Dal libro della Genesi. Giuseppe era stato condotto in Egitto e Potifar, consigliere del Faraone lo acquist`. Il Signore fu con Giuseppe: a lui tutto o riusciva bene. Il suo padrone si accorse che il Signore era con lui e che quanto egli intraprendeva, il Signore faceva riuscire nelle sue mani. Cos` Giuseppe trov` grazia agli occhi di lui e divenne ı o suo servitore personale, anzi, quegli lo nomin` suo maggiordomo o e gli diede in mano tutti i suoi averi. Da quando egli lo aveva fatto suo maggiordomo, il Signore benedisse la casa dell’egiziano per causa di Giuseppe. Ora Giuseppe era bello di forma e avvenente di aspetto e la moglie del padrone gett` gli occhi su Giuseppe e gli disse: “Unio sciti a me”. Ma egli rifiut` e disse alla moglie del suo padrone: o “Vedi, il mio signore non mi domanda conto di quanto ` nella e sua casa e mi ha dato in mano tutti i suoi averi, lui stesso non conta pi` di me in questa casa. Non mi ha proibito nulla se non u te, perch´ sei sua moglie. E come potrei fare questo grande male e e peccare contro Dio?”. E bench´ ogni giorno essa ne parlasse a e Giuseppe, egli non acconsent` a darsi a lei. ı Un giorno egli entr` in casa per fare il suo lavoro, mentre non o c’era nessuno dei domestici. Essa lo afferr` per la veste dicendo: o “Unisciti a me”. Ma egli le lasci` tra le mani la veste e fugg` o ı. Ed essa pose accanto a s´ la veste di lui finch´ il padrone venne e e a casa. Allora gli disse: “Quel servo ebreo che tu ci hai condotto in casa mi si ` accostato per approfittare di me, ma appena io ho e gridato e ho chiamato, ha abbandonato la veste presso di me ed ` fuggito fuori.“ Quando il padrone ud` le parole di sua moglie si e ı accese d’ira, lo prese e lo mise nella prigione dove erano detenuti i carcerati del Re. Ma il Signore fu con Giuseppe. Gli concili` o benevolenza e gli fece trovare grazia agli occhi del comandante della prigione. 5 Anche da questo passo risulta chiaro quanto l’affettivit` e la sessualit` a a siano determinanti nelle relazioni interpersonali. La casa del Faraone rest` o beneficata dalla presenza di Giuseppe, tanto che Potifar gli aveva dato tutto. Poi, soltanto al momento della prova si vede l’uomo, ed ` la prova dell’affete tivit` quella che veramente conta. Prima della prova tu non sai se sei casto a 6 CAPITOLO 1. INTRODUZIONE e fedele, anche se ne fossi convintissimo, battessi i piedi e facessi la parte che faceva Pietro con Ges`: “non ti rinnegher` mai. Se anche tutti gli altri ti u o abbandoneranno, io no. Io morir` per te”. Dopo cinque ore, nella notte, lo o disconoscer`. a Questa ` la situazione umana. Prima della prova noi non sappiamo chi e siamo, perch´ solo nella prova si vede chi ` una persona. Nell’icona che e e abbiamo preso in considerazione, nella prova si trova un giovane, di cui s` la ı donna pu` prendere il vestito, ma non il corpo e l’anima. o Il matrimonio poggia proprio sulla fedelt`, esattamente il contrario di a quanto si sente dire. La cultura e la mentalit` che ci circondano, infatti, a pone tutte le premesse perch´ si ripeta la corruzione della prima icona. Nei e giornali, nella pubblicit`, nei film, in televisione, ci sono tutte le premesse, e a sono anche approvate. Quando c’` la corruzione della mente, allora tutte le e altre corruzioni sono possibili. Le coppie di un certo taglio culturale si dicono “beh, finch´ lo sento e star` con te, dopo vedremo. Se i sentimenti mi accompagneranno, staremo o insieme”. Ma i sentimenti sono una realt` che va e viene, come l’onda del a mare: oggi sono in un certo modo, domani sono l’esatto contrario, perch´ la e loro natura ` cos` E se il matrimonio ` poggiato soltanto sul sentimento, che e ı. e ` una caratteristica adolescenziale, manca il fondamento. Bisogna prestare e molta attenzione a dove si appoggia la casa che si sta costruendo. La scelta ` qui. Lo scopo di questo corso ` far capire dove si vogliono poggiare le e e fondamenta della casa, se sulle sabbie mobili della corruzione dei vecchioni o se sulla roccia solida di Giuseppe, che diventa un uomo sapiente, che diventa un uomo di fronte al quale tutti si inchinano. Il suo prestigio in Egitto valica ogni confine, perch´ ` un uomo integro, ` un uomo serio, ` un uomo che e e e e ovunque arriva benefica. Questo corso vuol essere una riflessione su questo elemento, l’amore, e vuol anche essere un cammino che ciascuno ` chiamato a percorrere, partendo e dalla prima situazione considerata, che ` la pi` naturale di questo mondo, e u come le nostre esperienze attestano, per giungere alla seconda situazione, profondamente diversa. 1.3 Il corteggiamento Due persone che si amano formano una coppia felice, all’apparenza la coppia pi` bella del mondo. I due hanno ogni cosa per poter essere contenti e per u 1.4. IL RAPPORTO SPONSALE 7 stare insieme, ma ad un certo momento lei tradisce, lui tradisce. Di fronte a queste situazioni ci si sente schiacciare. No! Questo corso dir` come ` a e possibile costruire veramente sulla roccia. Per prima cosa esamineremo come avvicinare un’altra libert`, ovvero coa me corteggiare un ragazzo o una ragazza. In questo ambito ci si deve muovere da persone mature. Vedremo che non ` possibile vincolare un’altra libert` se e a non creando in s´ stessi un grande fascino, un fascino che si ottiene soltanto e appropriandosi dei tratti di Ges` Cristo. u A noi cristiani non ci sono state date delle leggi, dei criteri o dei consigli, a noi Dio ha dato un uomo. E noi abbiamo Lui come modello. Anche in questo caso tramite icone bibliche, noi impareremo in che modo ricreare quell’incanto per cui un ragazzo, o una ragazza, viene come risucchiato. Quando si ha il fascino di Ges`, allora tutto diventa facile. Nessuno pu` sfuggire, ` solo per u o e un grande fascino che l’uomo si muove. Quindi vedremo in che modo, a partire dai primi passi del cammino, sia possibile evitare lo sbaglio di fare del male ad una persona o a s´ stessi. Ma e soprattutto diremo come sia possibile agganciare il rapporto sponsale, che non ` il rapporto madre e figlio, n´ il rapporto fratello e sorella. Esso si e e distingue da tutti gli altri rapporti umani, ` il pi` bello, ` il pi` alto, il pi` e u e u u sublime che esista. Dio per trattare ed esprimere all’uomo il grande amore che ha per noi, usa la categoria sponsale. Ed allora dedicheremo del tempo al corteggiamento. 1.4 Il rapporto sponsale Poi andremo a vedere, una volta che ` stata cambiata l’identit`, quando cio` e a e due persone sono ormai fidanzate e si impegnano per verificare la possibilit` a di stare insieme nella vita, quali siano le leggi fondamentali che regolano questo stare insieme. Andando in giro per l’Italia e per il mondo, ho trovato che molte persone sono lievitate dal punto di vista biblico ed evangelico, credono in Dio e in Ges` Cristo, credono nella Chiesa, fanno dei servizi ecclesiali, magari fanno u catechismo, magari cantano, ma quando si va a toccare l’ambito dell’amore, si scopre che l` il Vangelo non ` lievitato per niente. Per cui un ragazzo ı e o una ragazza di parrocchia si comporta esattamente come un ragazzo non credente. Questo corso ha lo scopo di far arrivare il Vangelo in questa sfera. E quando l’amore ` lievitato dal Vangelo, allora attinge direttamente dalla e 8 CAPITOLO 1. INTRODUZIONE sorgente dell’amore, che ` lo Spirito Santo. Vedremo, cos` se esiste l’amore, e ı, dove lo si debba ricercare, da dove nasce, quali siano le sue leggi essenziali. Quando un ragazzo e una ragazza si mettono insieme, ` bene che non si tuffino e ` immediatamente sulla bella torta dell’amore e del sentimento. E subito un impegno. Vedremo che ci vuole la responsabilit`, ci vuole la tenerezza. Cos` a ı sarete equipaggiati. Non dovrete essere pi` persone che vanno a mendicare da qualche parte u consigli su come si possa gestire un rapporto sponsale, ma lo dovrete sapere voi, perch´ voi dovrete essere protagonisti del vostro futuro, finalmente. e Questa ` la gloria di Dio, cio` l’uomo vivente, un uomo consapevole di avere e e in mano i criteri per operare le giuste scelte, e che si muove e gestisce la vita con responsabilit`, da protagonista. a Dove nasce l’amore? Scopriremo la terza entit` invisibile, ossia lo Spiria to Santo, perch´ amare ` un copiare Dio, in qualche modo, il quale ` Padre, e e e Figlio e Spirito Santo. Vedremo che la terza entit` invisibile ` la sorgente dela e l’amore che irradia e costituisce l’amore tra i due, che costituisce tanto amore anche per i figli, e poi per altre persone ancora Splendide quelle famiglie aperte dove possono veramente respirare amore tante e tante altre persone. In questo nostro mondo c’` grande bisogno della testimonianza sponsale dell’ae more. Un ragazzo mi diceva: “Giovanni, io non credo pi` nell’amore. I miei u genitori si sono divisi, mi sono fidanzato con una ragazza e improvvisamente mi ha lasciato. Adesso sono fidanzato con un’altra ragazza, ma un bel giorno ha iniziato ad avere dubbi ed io mi sono impaurito. Una mia cugina si ` e sposata e dopo due mesi si sono separati, ognuno per la sua strada. Un altro mio parente ` sposato con due bambini che sono indesiderati da entrambi; e ma dov’` l’amore?”. Aveva intorno a s´ una costellazione di situazioni che lo e e portavano ad essere impaurito e a chiedersi dov’era l’amore, non sapeva che prospettive avrebbe potuto avere, quale futuro avrebbe potuto esserci. Era un ragazzo molto intelligente, che rifletteva molto sulle situazioni che vedeva intorno. 1.5 I nuclei di morte Successivamente vedremo un insieme di nuclei di morte dentro la dinamica sponsale. Mentre un ragazzo e una ragazza si relazionano, procedono nel loro fidanzamento, ad un certo momento possono imboccare delle vie senza uscita. Noi le chiamiamo nuclei di morte. Ne esamineremo una ventina. 1.5. I NUCLEI DI MORTE 9 Il nucleo di morte ` come il cancro. Il male attacca la persona, ma l` per e ı l` va avanti, ritiene che sia cosa di poco conto, per` ` certo che prima o poi ı oe l’uccide. Allo stesso modo, non conoscere i nuclei di morte, significa entrare nella relazione e viverla in maniera sprovveduta, e presto o tardi ci si trova di fronte ad un amore finito. L’amore, di per s´, non pu` finire perch´ ha i caratteri dell’eternit`. Anche e o e a nelle difficolt`, molte volte l’amore esiste tra due persone. Se ` morto, ` a e e perch´ sono state calpestate alcune leggi fondamentali, essenziali, che bisogna e conoscere. I nuclei di morte si possono paragonare ai controlli che sono sul cruscotto della macchina. Quando si accende la spia rossa dell’olio, si pu` fare ancora o un po’ di strada, ma proseguendo pi` a lungo il motore fonde. Se si accende u la spia dei freni, ci si trova in una situazione di estremo pericolo. Conoscere questa ventina di nuclei di morte significa avere una tale libert`, una tale gioia di avere sotto controllo tutta la situazione, da non a correre pericoli di fronte ai quali ci si trova con le spalle al muro. Questo spesso accade, invece, proprio perch´, permettetemelo, c’` un analfabetismo e e totale sull’argomento. Qui ad Assisi ` venuto un signore che diceva che si stava separando dalla e moglie. Per`, c’era un problema. Avevano una bambina di 11 anni, la quale, o di fronte al fatto che i genitori si stessero separando, batteva la testa contro il muro e si faceva uscire sangue. Io gli ho detto di far venire la sua signora, perch´ volevo vedere come i due si relazionavano. Questa signora inizialmente e era molto riluttante, ma io non potevo pronunciarmi se non vedevo come si relazionavano. E dopo tanto questa signora ` venuta. Era una professoressa e a Perugia. In due ore si sono detti tante cose cattive l’un l’altro, che non potete immaginare. Alla fine, mentre loro parlavano, io facevo i miei conti e ho cominciato a dire: “sapete perch´ ` morto il vostro amore?”. “No, e e perch´?”. “Perch´ ho trovato ben otto nuclei di morte. Per far morire l’amore e e ne basta uno! E ho iniziato a enumerarli. Questa signora, professoressa, ` e rimasta allibita: “mai sentito dire!”. Certo, chi te lo dice! L’analfabetismo ` totale, sotto certi aspetti. Dopo, per non avere aspettative troppo grandi, e ho detto: “prima di intraprendere un’altra storia con un altro uomo, con un’altra donna, almeno cercate di esaminare perch´ ` morta questa prima e e esperienza, altrimenti siete condannati alla fatalit` di ripetere gli stessi errori a con il prossimo partner che avrete”. Ho invitato lui ad alcuni ascolti della Parola di Dio, e dopo cinque o sei mesi si sono rimessi insieme. Adesso la famiglia funziona, la bambina non batte pi` la testa contro il muro. Ovvio! u 10 CAPITOLO 1. INTRODUZIONE E poi loro dicevano di amare la loro figlia, ma per amarla dovevano prima amarsi tra di loro! Ho poi detto alla signora che se fosse venuta sei, otto, dieci anni fa, non c’era bisogno di un profeta, glielo avrei assicurato io che se la loro dinamica era quella nel giro di alcuni anni si sarebbero cavati gli occhi. Non ci vuole chiss` che cosa per arrivarci, ma ` fondamentale conoscere i a e nuclei di morte. A Perugia c’` un uomo, Nunzio, che fa la guardia di finanza. Lui ` e e venuto qui a fare il corso e si ` segnato diverse cose. Quando ` tornato a e e casa, ` entrato in molte famiglie dei suoi fratelli e delle sue sorelle, in cui e c’erano svariati problemi e ha incominciato a dire: “ma certo che le cose non funzionano. Voi trasgredite queste leggi essenziali”. Sono cose semplicissime, ve ne dovete appropriare, per entrare con la luce di Dio dentro alla dinamica sponsale e allora vedrete che si affoga veramente nell’amore. Allora vedrete come si smentisce quella stupida frase che ogni tanto si sente dire: “il matrimonio ` la tomba dell’amore”. No! Il matrimonio e ` la fucina dell’amore, basta che ci si attenga a determinati criteri. Quindi e noi esamineremo una ventina di nuclei di morte. 1.6 La magna charta dell’amore cristiano Dopo analizzeremo la magna charta del matrimonio cristiano, il libro di Tobia. Nessuno che non abbia ben penetrato i contenuti di questo libro deve valicare il sacramento del matrimonio. Noi andremo a vedere cosa c’` oltre e al linguaggio biblico di un demone che uccide i mariti la notte delle nozze, che significato ha quel pesce che, mentre stai nella quotidianit` della vita a (Tobia era andato a lavarsi i piedi dopo un giorno di viaggio), balza e ti vuol divorare. No! Divora tu il pesce! Anzi, estrai utili medicamenti: cuore, fegato, fiele. Questo ` un linguaggio mitico e noi cercheremo di capire che e cosa significa per noi oggi. Dal momento poi che nella vita ci si misura con la realt` dell’amore, chi di a noi non porta qualche ferita, non porta un passato che pesa, il quale diventa il filtro che colora la relazione che ciascuno ha con il partner, o magari con tante altre persone. Pertanto, ` necessario dedicare un buon lasso di tempo e alla guarigione della memoria, in quanto si deve tornare ad essere persone limpide, psichicamente vergini, avere quella disponibilit`, quella freschezza, a quella capacit` di apertura all’amore che in genere si ha alle prime esperienze. a Questo ` possibile perch´ siamo cristiani e Ges` Cristo ci rende possibile e e u 1.7. I TRATTI DELL’AMORE MATURO 11 ` questo recupero. E un bene che dobbiamo farci, diamoci del tempo. Il passato non deve pesarci pi`. Lo dobbiamo portare sulle spalle, ma anche u se fosse pesantissimo, lo si mette da una parte e non deve incidere pi` sul u presente. 1.7 I tratti dell’amore maturo Poi ci dobbiamo misurare con alcuni tratti di amore veramente maturo: come fare a riconoscere se la persona che sta davanti a me ha aspettative adolescenziali, che non devo soddisfare, oppure se ha aspettative da persona veramente adulta, matura? 1.8 Consacrazione e matrimonio alternativo Un altro tema che brevissimamente tratteremo ` quello della consacrazione. e ` E indispensabile gettare uno sguardo anche all’altra via, perch´ ` importante ee capire che c’` una complementariet` tra le persone che si sposano e quelle e a che si consacrano. Poi penseremo ad una cerimonia sponsale alternativa a quella che comunemente viene presentata, per giungere a una vita familiare veramente alternativa. 1.9 Lo scopo del corso Scopo di questo corso, dunque, ` di far uscire ciascuno dalla casa di suo pae dre, dal parentado, cio` dalla cultura dove vive, che respira e che non gli fa e nascere neanche il dubbio che ci possa essere un’alternativa; una situazione non molto florida, individuata nei compromessi e nella corruzione dei vecchioni di Susanna, per farlo approdare a un matrimonio in cui i due non sono una benedizione soltanto per se stessi, ma anche per tutti gli altri. Con esso, vogliamo aiutarvi a non aver bisogno pi` di nessuno, vi voru remmo portare alla meta che Don Lorenzo Milani esprimeva in una battuta, che sembra un po’ forte e violenta ma che ` bellissima: “servo di Ges` Cristo e u e di nessun altro!”. Significa che i criteri di giudizio e di comportamento si desumono essenzialmente da Dio, perch´ qui ` la vera libert`, servire Dio e e a e regnare, smettendo quindi di desumere i criteri dalle idee dominanti della 12 CAPITOLO 1. INTRODUZIONE cultura. La grande spaccatura che accadr` necessariamente tra un credente, a una persona che ` equipaggiata in un determinato modo, e un non credente, e ` inevitabile. Un esempio sono i rapporti prematrimoniali. Questo diventa e subito un criterio immediato. Se tu desumi i criteri dalla cultura che ti sta attorno, ` logico andare a letto dopo un po’ di tempo, perch´ altrimenti cosa e e si sta ad aspettare! Se li desumi dall’alto, ` tutto un altro discorso. Allora e se i criteri sono tali che potrai essere circuito, come la moglie del Faraone circuiva Giuseppe, potranno ti si potr` sottrarre il tuo esterno, il tuo abito, a ma mai il tuo cuore e la tua anima. Allora le cose cambiano notevolmente. E spesso accade che una persona credente, che i criteri li desume dall’alto, diventa lievito, sale, luce e salvezza anche per il partner, il quale magari, non sappiamo per quali motivi, non ` riuscito ad assurgere ai criteri della fede. e Capitolo 2 Avvicinare un’altra libert` a 2.1 “Le avventure di un uomo vivo” Voi conoscete Chestertone? In uno dei suoi libri, “Le avventure di un uomo vivo”, ad un certo punto c’` un dialogo tra un ragazzo e una ragazza. “E e vedendo tutto questo”, chiese Rosamunda con la pi` grande espressione di u sincerit` nel viso tondo, “insistete sul serio a volervi sposare?”. “Amore mio, a che altro posso fare!” replic` l’irlandese. “Quale altra occupazione valida un o uomo valido pu` avere su questa terra fuorch´ sposarsi. Che alternativa c’` o e e al matrimonio, eccettuato il sonno? Non certo la libert`, perch´ libero ` solo a e e chi fa una scelta. A meno che non sposiate Dio, come le nostre monache in Irlanda, bisogna sposiate un uomo, cio` a dire me. La terza e ultima ipotesi e sarebbe che sposaste voi stessa, viveste con voi, voi, voi sola, cio` a dire in e quella compagnia che mai ` soddisfatta e non soddisfa mai”. e Sono solo poche righe, ma dicono cose essenziali. Cosa fa un uomo valido su questa terra? Si sposa. E che altro vuoi fare! Non c’` un’altra altere nativa. Ogni persona ` una capacit` sponsale ed ` una capacit` materna e a e a per una ragazza e paterna per un ragazzo. Questi sono i talenti di fondo, quei talenti che il Signore ci ha dato e che siamo chiamati a far fruttificare. La tua capacit` d’amare ` la tua capacit` di generare, perch´ questo ti d` a e a e a gli attributi di Dio, ti d` le stesse caratteristiche di Dio. Per cui un uomo a valido quale altra occupazione pu` avere su questa terra fuorch´ sposarsi? o e Che alternativa c’` al matrimonio? Il sonno: la persona sta in parcheggio, e in rottamazione, si direbbe oggi. Questo va detto, perch´ attualmente c’` e e una calma, una tranquillit`. Un po’ di mesi fa in televisione hanno detto a 13 14 ` CAPITOLO 2. AVVICINARE UN’ALTRA LIBERTA che una percentuale pari al 70% dei giovani se ne stanno belli e tranquilli nella loro famiglia, coccolati, con buona pace dei genitori che dicono che il lavoro non si trova, che negli studi va un po’ a lungo. Questo perch´ spesso e lo studio ti parcheggia. Arrivano a 30 anni e stanno ancora nella famiglia. Sono soddisfatti i genitori perch´ il figlio sta ancora in casa, ` soddisfatto e e pure il figlio perch´ ` caldo caldo, nel nido. ee In realt`, ` semplicemente drammatico che la persona rimanga nel nido. a e Il sonno, l’alternativa ` il sonno, dormire. Non certo la libert`, perch´ libero e a e ` solo chi fa una scelta. Arrivato ad un bivio, se io rimango prima di questo e bivio non sono libero, non assaporo la libert`. Se io mi trovassi ancora a a pensare: “mi far` frate o mi sposer`?”, io non sarei stato libero! La libert` o o a l’ho assaporata quando ho fatto la scelta. Esiste una vera e propria patologia, la sindrome da scelta. Ci sono delle ` persone che quando arrivano davanti ad un bivio si bloccano. E oggetto di ` studio da parte degli psicologi. E un male. Una persona fragile va in tilt, sta l` ferma, non fa mai la scelta. Ma questa non ` libert`. Libero ` solo chi ı e a e opera una scelta. A meno che non sposiate Dio, come le nostre monache in Irlanda. L’alternativa c’` e sarebbe quella di sposare Dio, ma sposare Dio non e ` meno facile e meno implicante che sposare un uomo o una donna. “Bisogna e sposiate un uomo, cio` a dire me”. “La terza ed ultima ipotesi”, ritorna sul e concetto, “sarebbe che sposaste voi stessa, viveste con voi, voi sola, cio` a e dire in quella compagnia che mai ` soddisfatta e non soddisfa mai”. L’acidit` e a dello zitellaggio ` una realt` nota a tutti, perch´ viene frustrato un bisogno e a e fondamentale, quello di esprimersi, quello di fiorire, quello di far s` che la vita ı non me la tenga io ma che sia sempre donata. Ges` lo afferma molto chiaramente: se tu in qualche modo non perdi la u vita allora ti perdi, se tu invece dai la vita la ritrovi, perch´ ` una vita che ee si rinnova e si trasforma e cresce. Questa pagina di Chestertone ci mette in mano gli elementi pi` essenziali. u Dobbiamo arrivare a far s` che ognuno di noi diventi un uomo vivo, un uomo ı lucido, una persona che non si arrende, una persona che non si parcheggia e non si siede, una persona che esprima vita. Non ` semplice, lo vedremo in see guito, soprattutto quando una persona non si ama, non ` viva, ` scoraggiata, e e ` sfiduciata in se stessa. e Perch´ questo? Perch´ per affascinare un’altra persona bisogna essere e e vivi. 2.2. CINQUE ICONE BIBLICHE 15 2.2 Cinque icone bibliche per un io forte, sapiente, capace di affascinare un’altra libert` a Come faccio ad essere vivo? Davanti a una donna, davanti a un uomo, come faccio? Naturalmente, ` fondamentale avere accesso alla vita e la vita ` Ges` e e u Cristo. Infatti, per trattare questo argomento, andremo ad esaminare alcune icone bibliche. Troviamo una prima icona in Genesi 24, dove ` riportato un episodio pae radigmatico, da cui trarremo criteri, leggi, regole e linee di pensiero che sono le linee di pensiero di Dio. Nella Bibbia, tutti gli episodi colgono le costanti del modo di agire di Dio e possiamo trovare gli elementi che illuminano la storia di tutti gli uomini, di tutte le culture, in ogni tempo. Quando noi leggiamo un brano e chiudiamo con “parola di Dio”, diamo a questo un significato particolare. Se la si avvicina con la preghiera e con cuore aperto, infatti, la parola di Dio ` una ricchezza infinita. e Un’altra icona la troviamo in Giovanni 4, il racconto della samaritana. Qui troviamo un uomo, Ges` Cristo, che conquista una donna molto difficile. u Ricaveremo tante linee di comportamento, di giudizio, di valutazione. Un’altra icona ancora ` quella di Matteo 15, episodio in cui una donna, e una caananea, conquista, in qualche modo, Ges`. u Poi l’icona di Luca 7, in cui una donna approccia, avvicina Ges`. Qui u risulta evidente che l’amore non basta averlo dentro al cervello, non basta averlo nel cuore, l’amore bisogna averlo sulle mani, deve essere tangibile, toccabile. Altra icona, l’icona per eccellenza, ` il Cantico dei cantici, in cui troviamo e il dinamismo vivo della relazione tra uomo e donna. L’indicazione questa volta non ` di amare Dio, ma una persona concreta, un ragazzo, una ragazza. e E il tutto ` descritto in una maniera unica, splendida. e Una volta era venuta a trovarmi una ragazza a cui avevo dato compito la lettura di questo libro. Ero veramente contento perch´ lo aveva studiato e molto e lo conosceva benissimo. E le ho detto: “Ora lo sai bene, ma l’hai ` messo in pratica con un ragazzo?” Lei disse di no. “E allora cosa ci fai?”. E come aver imparato una lezione, ma non averla ancora tradotta in pratica. La persona deve essere tutta coinvolta, nel cervello, nel cuore, nei sentimenti, nell’agire. Lo stesso Cantico dei Cantici, ` la piattaforma della dinamica d’amore e 16 ` CAPITOLO 2. AVVICINARE UN’ALTRA LIBERTA con Dio. Tu come puoi amare Dio che non vedi, se non ami un uomo o una donna che vedi? Nell’approccio, nel corteggiamento, nell’amore tra un uomo e una donna si fa esperienza dell’autentico rapporto con Dio. Tutti i grandi mistici hanno trovato diverse espressioni per manifestare l’amore nei confronti di Dio, ma quella ne ` la piattaforma. e Diamo ora la parola a Dio, perch´ possa illuminarci, facendo lievitare le e nostre vite. Il metodo che si seguir` sar` di dare innanzitutto la parola a a a Lui, poi ci si interrogher` su di essa penetrandola a fondo, tenendo presente a che la Parola ` sempre valida specificatamente per chi la legge, nel momento e in cui la legge. 2.3 Genesi 24 Genesi 24, 1-67. Rapidissimo excursus su questo brano. “Abramo era vecchio. Il Signore lo aveva benedetto in ogni cosa”. Abramo ` un uomo che sa di essere al centro di un grande amore da parte di e Dio. Lo sappiamo anche noi, perch´ anche noi siamo benedetti con ogni bee nedizione spirituale nei cieli in Cristo, cio` noi siamo al centro di un grande e amore. Quando una persona si sente al centro di un grande amore, sa che la provvidenza lo accompagna, che non ` solo nel viaggio della vita, che c’` e e qualcuno che vigila. Il testo direbbe: “Dio manda un angelo davanti a te”. Una volta ho chiesto a dei giovani: “Ma in questa vostra storia d’amore, Dio c’entra? Interessa a Dio questa vostra storia d’amore?”. La risposta ` e stata agghiacciante: molti hanno risposto di no, molti hanno detto che sarebbe meglio che non ci entrasse. Questo perch´ sono convinti che quando e il maschietto allunga un po’ la mano, quello di sopra si arrabbia. Invece se c’` per il Signore una realt` che gli sta particolarmente a cuore, ` proprio e a e la storia d’amore di una persona, perch´ la riuscita della vita di un uomo o e di una donna coincide esattamente con la sua storia d’amore. Al cospetto dell’amore, allora, ` giusto avere uno sguardo speranzoso, aperto, fiducioso, e ci si sta avviando verso l’avventura pi` grande della vita, per la quale si ` u e venuti al mondo. “Andrai al mio paese, nella mia patria a scegliere una moglie per il mio figlio Isacco”. Abramo era uscito dalla sua terra, che era una terra di politeisti, una terra idolatrica, e aveva fatto l’esperienza del Dio vivo e vero. Ed ` tenuto a conservare questa esperienza, che non ` di poco conto. “Non e e prenderai una figlia tra le figlie dei cananei” Anche loro, infatti, erano terri- 2.3. GENESI 24 17 bilmente politeisti. “Se la donna non vorr` seguirmi, dovr` forse ricondurre a o tuo figlio al paese da cui sei uscito?”. “Guardati dal ricondurre l` mio figlio”, a non facciamo che lui possa andare e stabilirsi l`. No, lui fa parte di un piano a di Dio, c’` un progetto globale. Abramo lo sa e sa come devono andare le e cose. “Il Signore mander` un angelo davanti a te perch´ tu possa di l` trarre a e a una moglie per mio figlio”. Abramo ` un uomo di fede; Abramo sa che Dio e gli ` sempre stato vicino, che maggiormente lo sar` in questo momento. e a “Mander` un angelo”. Nella Bibbia con il termine “angelo” si indica a o la presenza di un messaggero di Dio benevolo nei confronti degli uomini o la presenza tangibile e visibile di Dio, che troviamo poi profondamente incarnata in Ges` Cristo. In questo caso ci suggerisce che Dio si coinvolge u nella storia d’amore di ciascuno, che a Lui interessa moltissimo. Questo ` lo e spazio della fede affinch´ Dio possa operare ed ` indispensabile saperlo. e e “Il servo giur`, prese ogni sorta di cose preziose e si mise in viaggio”. o Qui c’` prima di tutto una decisione. Questo sbaraglia, spazza via, quello e che comunemente si pensa e si dice. “Beh, se capita... quando Dio vuole...”. Questo non fa parte della Bibbia, ma fa parte della melensaggine umana. Qui c’` un atto dell’intelligenza, una decisione ferma. e “E si mise in viaggio”. La persona deve essere in viaggio, deve essere pellegrino. Questo lo sa meglio chi fa un cammino di ricerca vocazionale. Generalmente le persone sono parcheggiate, fanno una prima sfarfallata, si bruciano le ali e poi si fermano. Per rimettere in moto le persone, per ridargli la spinta, ci vuole tanto tempo ed ` molto difficile, soprattutto perch´ la cule e tura intorno ti addormenta e ti d` quelle eterne pasticche che sono autentici a sonniferi. “Presso il pozzo, nell’ora quando le donne escono ad attingere”. Il pozzo, questa diventer` una parola che entrer` nel nostro linguaggio tecnico. Nella a a Bibbia tutte le volte in cui si parla del nostro argomento, tu trovi che ci sono situazioni pozzo, cio` le situazioni in cui c’` possibilit` di incontro ragazzoe e a ragazza. Lo vedremo anche in Ges`, che sta al pozzo dove le donne vanno u ad attingere. L` ` la possibilit` di incontro. Quando Mos` dovette fuggire, ae a e perch´ il Faraone lo perseguitava, and` nel deserto, ma dove? Presso un e o pozzo. Presso un pozzo i pastori venivano ad abbeverare i greggi, le figlie di Ietro hanno portato il loro gregge, per` arrivano i pastori, sono prepotenti, o le scacciano. Per far bere il loro gregge, allora, Mos` si erge a difenderle e e presso un pozzo conosce Zippora, che successivamente sposa. Le situazioni pozzo. “Hai trovato un ragazzo, hai trovato una ragazza?” “No!” “Ma con le situazioni pozzo, come siamo?”. Vale a dire: “Ma tu ti 18 ` CAPITOLO 2. AVVICINARE UN’ALTRA LIBERTA rimbocchi le maniche?” Vai, partecipi a quei momenti quali una festa, un ballo, e cos` via, dove si incontrano ragazzi e ragazze? Non ti dico di andare ı in discoteca, dove, da quello che mi raccontano, ci sono delle cose allucinanti. Mi sono fatto l’idea che certe volte ` il tempio dei disperati, dove si viene e uccisi tra luci e suoni. Mi riferisco, invece, a quelle situazioni dove ci si possa incontrare. Bisogna rimboccarsi le maniche, mica si pu` stare l` a grattarsi o ı la pancia, bisogna muoversi e darsi da fare. Tu stesso, di fronte a Dio, quando alla mattina reciti le preghiere, quando vai a messa, quando ringrazi Dio, ti devi chiedere chi sei, sei mica un rimbambito?! Ci pensi alle situazioni pozzo? C’erano tante possibilit`, ma ti sei a dato da fare? Qui si esce fuori da ogni forma di fatalismo. Il cristianesimo ` e l’antidoto ad ogni forma di fatalismo. Non ci sono fatalit`, il fato lasciatelo a ` al fato. Ma sapete chi ` il fato? E’ il dio degli imbecilli. E solo l’imbecille e che ti dice che tutto ci` che gli accade ` stato un caso e si rifugia in questa o e forma di alienazione. Non esiste fato. Tu da Dio sei stato consegnato alla tua intelligenza, alla tua iniziativa, alla tua sensibilit`, alla tua capacit` di uomo a a o di donna. “Signore, concedimi oggi un felice incontro, usami benevolenza”, ` questa ` una preghiera che tu devi imparare a memoria. E semplicissima. e Una volta ` venuta una ragazza con il suo fidanzato e mi ha detto: “Giovane ni, il giorno prima avevo pregato con tanto cuore questa preghiera e il giorno dopo, ecco l’ho incontrato”. “La ragazza che abbasser` l’anfora e dir`: “Bevi tu e i tuoi cammelli”, a a quella sar` e io riconoscer` la tua benevolenza”. Attenzione alla frase “la a o ragazza che abbasser` l’anfora e dir`: “Bevi tu e i tuoi cammelli””. Cosa a a c’` dietro a queste parole? Quest’uomo ha le idee chiare dentro al cervello, e egli avviciner` soltanto una ragazza che abbia i tratti della maturit`. Questo a a bisogna metterselo bene in mente, non si pu` andare dietro a un ragazzo o disastrato e immaturo, non si pu` andare dietro a una ragazzetta vanesia. o “La ragazza che abbasser` l’anfora e dir`: “Bevi tu e i tuoi cammelli””. a a Questo non so come lo recepiate. Immaginate che ci siano dieci cammelli, e il cammello ` proverbiale quanto beve. Il riferimento all’anfora, poi, indica che e si deve faticare per attingere. Bisogna tenere presente che chi sta compiendo questo viaggio non ` un ragazzo, ma una persona di una certa et`. Dando da e a bere a lui e ai suoi cammelli, la ragazza darebbe prova di grande maturit`. a Qual ` il centro della maturit`? E’ il gesto gratuito. Questo ` il centro, il e a e nucleo dell’amore, l’agire nella gratuit`. Questo vale anche in senso generale. a ` Quando l’amore ` maturo? Quando si ` capaci di un gesto gratuito. E allora e e che l’amore mi ritorna, se invece l’amore lo esigo, mi rifuggir`. a 2.3. GENESI 24 19 Allora, tu, ragazza, non sei chiamata a fare la mamma di nessuno, tu non sei chiamata a fare la salvatrice di nessuno, il Salvatore ` uno solo ed ` Ges` e e u Cristo. Tu non sei chiamata a fare il terapeuta di situazioni disperate, tu non sei chiamata a fare la catechista. Quello che deve stare al centro, nel periodo tra i venti e i trentacinque anni di et`, ` il bisogno di amore e di a e amore sponsale. Non ` semplice, perch´ un ragazzo ha inclinazione sponsale e e e paterna insieme. Pertanto, c’` il pericolo che si metta a fare il padre ad una e ragazzetta sbandata. E c’` il pericolo, ancora pi` grande, che una ragazza e u si metta a fare la mamma. Questo lo vedremo come nucleo di morte nella dinamica sponsale. Dalla Sicilia ` venuta una ragazza e mi ha raccontato che a diciannove anni e si ` innamorata di un ragazzo, di poco pi` grande di lei, il quale per` era uno e u o sbandato, un pazzoide. Per dieci anni ha fatto la mamma a questo ragazzo, fino a quando l’ha portata sull’Etna, su una strada tipica di montagna, e nella sua follia ha cominciato a correre con la macchina in discesa, perch´ e avrebbero dovuto morire insieme. Questa ragazza era terrorizzata. Quando la macchina ` uscita di strada, andando a sbattere sul versante opposto al e precipizio, ha avuto la possibilit` di aprire lo sportello ed uscire. Aveva a salvato la vita. Per ben dieci anni, non c’` stato un cane, la mamma o il e pap` di questa ragazza, non c’` stato un prete, un frate o una suora, non a e c’` stato un professore, non c’` stato uno che abbia aperto gli occhi a questa e e ragazza dicendole: “Ma tu stai facendo la mamma! Ma chi ti chiama a fare la mamma a questo ragazzo?! Ma dove sta scritto! Stai totalmente fuori strada”. Gli anni migliori della sua vita li ha passati dietro a un pazzoide. Ma chi te lo chiede! Ma dove sta scritto! Eppure casi di questo genere quanti ce ne sono! “La ragazza che abbasser` l’anfora e dir`: “Bevi tu e i tuoi a a cammelli”, quella sar` e riconoscer` la tua benevolenza”. a o “La giovinetta era molto bella di aspetto, era vergine, nessun uomo le si era avvicinato”, perch´ la verginit` ` in ordine all’amore. Le persone, poi, e ae sono tutte belle, lo vedremo, non esistono le persone brutte, ` la stupidit` e a del mondo in cui viviamo che ti dice questo. “Era molto bella”, che cos’` che e fa bella una persona? L’integrit` dell’essere, la ricchezza e la qualit` delle rea a lazioni, ed essenzialmente la relazione con Dio. La relazione con Dio fa belli. Mos` era stato con Dio quaranta giorni e quaranta notti, era sceso dal monte e e irradiava fino ad abbagliare gli altri. Per Chiara lo stesso. Nel processo di canonizzazione, quando le sorelle, sollecitate dagli esperti, dovevano dire quale esperienza avessero fatto di questa donna, dissero che quando tornava dalla preghiera i suoi occhi erano fasci di luce. Generalmente portiamo i ra- 20 ` CAPITOLO 2. AVVICINARE UN’ALTRA LIBERTA gazzi dalle Clarisse. L’immaginario collettivo le considera persone frustrate che, poverine, sono andate a rinchiudersi in un Monastero. Quando, invece, ritornano da quell’incontro, hanno preso coscienza di una realt` molto divera sa. La maggior parte di loro mai avevano visto tanta luce e tanta bellezza. “Era molto bella di aspetto”. Se ti vuoi bene, conservati nella tua integrit`. a Questo ` un intuito e lo sanno tutte le donne. Molte volte, le ragazze che mi e raccontano la prima esperienza sessuale fuori dal contesto del matrimonio, quando percepiscono che qualche cosa ` stato sciupato, sempre mi dicono e che scendono le lacrime. E anche qui la superficialit` affiora: “Come, ma ti a ho voluto bene!”, dice il maschietto. Forse, ma hai messo quella persona in una condizione di tale conflitto che non sa come fare. Mi diceva una ragazza: “Sono rientrata in casa e non ho avuto il coraggio di guardare in faccia i miei genitori, avevo tradito la loro fiducia, mi sono andata a nascondere nel bagno”. “Fammi bere un po’ d’acqua dalla tua anfora”. “Bevi mio signore, anche per i tuoi cammelli ne attinger`”. Allora, prima viene il pensiero, ci` che o o quest’uomo porta nella mente. Per nessun motivo si pu` andare sprovveo duti. Nessuno valichi la porta dell’amore che non sia un iniziato, perch´ si e sciuperebbero delle realt` bellissime. a L’iniziato deve avere qualche conoscenza, anche trasmessa da altre persone. Ma certe volte, gi` la famiglia non dice niente a riguardo. Anzi, proprio a la realt` dell’amore ad un certo momento comincia a separare i figli dai gea nitori. La scuola non so cosa possa insegnare. Dei mezzi di comunicazione sociale cosa si pu` dire? Una volta, mi sono incuriosito perch´ alla televisione o e facevano un grande dibattito su questa tematica. Ho iniziato a sentire che uno era divorziato, quell’altra era zitella, quell’altro..., e voi che cosa avete da dire su queste cose! Chi vi autorizza ad aprire bocca! Beh, ascoltando le loro considerazioni mi sono venuti i capelli bianchi. Questo per dire che, prima di passare all’azione, si devono avere delle conoscenze precise, che poi dovranno essere verificate. “Fammi bere un po’ d’acqua dalla tua anfora”. “Bevi mio signore, anche per i tuoi cammelli ne attinger`”. Questa donna ha dato prova di amare, o anzi, ha dato la prova, in quanto ha deciso di dare da bere sia a lui sia ai suoi cammelli. “Intanto quell’uomo la contemplava in silenzio, in attesa di sapere se il Signore avesse o no concesso buon esito al suo viaggio”. Qui siamo di fronte a una persona che non ha la testa vuota, bens` conosce alcuni criteri e li ı passa alla verifica. Ma passa alla verifica non soltanto quello che accade l` ı 2.3. GENESI 24 21 davanti a lui, ossia la ragazza che d` da bere, ma anche la benevolenza di a Dio. Quest’uomo non ha i paraocchi, ma legge a vari livelli; legge l’intervento di Dio nella sua storia, perch´ ` un uomo di fede, e legge gli avvenimenti, ee verificandoli in base a precisi criteri. “Pendenti e braccialetti al naso e alla bocca”. Noi abbiamo due modalit` a di comunicazione, una simbolica o analogica, costituita dal linguaggio del corpo, e una numerica, costituita dalla parola. Se un bambino piange utilizza un linguaggio simbolico o analogico, ` poi compito della mamma capire se e piange perch´ ha fame, se piange perch´ ` malato o se piange perch´ ha e e e e paura. Una volta, una donna mi ha detto che nel suo bambino aveva identificato dodici differenti significati del suo pianto. Alcuni di questi me li sono dimenticati, ma quanto mi ` rimasto impressa la capacit` di questa donna di e a diversificare, di capire! Soltanto un genio femminile lo pu` fare. o Per il linguaggio numerico, caratterizzato dalla precisione, il bambino ` piange perch´ ha fame. E importante capire bene la differenza, perch´ quee e sto ` un concetto importante, su cui dovremo tornare parecchie volte. Noi e comunichiamo a due livelli, il livello analogico-simbolico e il livello numerico. Vedremo che quando un livello viene contraddetto dall’altro, ci troviamo di fronte a un nucleo di morte che spacca il mondo psichico. Qui viene messo in atto il linguaggio analogico, “i pendenti” sono simbolo di un linguaggio che comunica benevolenza e attenzione, un linguaggio che conferma le parole, ` un linguaggio che deve essere usato ancora prima delle e parole. “Di chi sei figlia? C’` posto per noi in casa di tuo padre?” “C’` paglia e e e foraggio in quantit`. Io sono figlia di Betuel”. Quando si avvicina un ragazzo a o una ragazza, si deve sapere che la persona non cala dal cielo n´ nasce come e un fungo dalla terra, ` sempre collocata in un contesto familiare. Il contesto e familiare, per quanto si possa essere sprovveduto, d` molte informazioni su a una persona. L’amore si nutre di conoscenza e conoscendo il nucleo familiare della persona che amo, posso anche comprenderla meglio. Un ragazzo che mi dice che nella sua famiglia la mamma ha in mano il potere ed ` colei che fa da madre e da padre, io capisco che la sua ` e e una situazione familiare in cui la figura del padre ` periferica. Dunque, ` e e probabile che la strutturazione psichica di questo ragazzo sia conseguenza di questa realt`. Allora, se ` mancata la presenza maschile, che d` energia, a e a che d` il senso della disciplina, il senso dell’ordine e della forza, esistono a buone probabilit` che il ragazzo sia debole e manchi di carattere. Se quindi a 22 ` CAPITOLO 2. AVVICINARE UN’ALTRA LIBERTA andasse all’universit` e lo trovassi tutto fragile e impaurito, capirei da che a cosa dipende questo suo modo di essere! Allora, di chi sei figlia? Se una ragazza ` cos` bella, matura, aperta, e ı pronta, di fatto trovi il riscontro di una famiglia aperta e accogliente. “Sono la figlia di Betuel”. “Quell’uomo si inginocchi`, si prostr` al Signore e disse: “Benedetto il Sio o gnore che ha usato benevolenza, mi ha guidato sulla via”. Emergono sempre i due livelli. Si ha un rapporto con una persona, ma contemporaneamente anche con Dio. Il servo sa che in questa storia il Signore vi ` implicato e e che ` Lui che guida i suoi passi. Questo ` rassicurante per l’uomo, questo e e lo tira fuori da ogni forma di ansia, da ogni forma di depressione, da ogni forma di paura. Toglie fuori l’uomo da quella realt` esistenziale per cui si a sente solo nel cammino della vita, come se fosse un atomo sperduto. Anche se gli altri mi snobbassero, mi disprezzassero, comunque c’` sempre Uno che e ha in mano il destino della mia vita. E di questo ringrazio. Il ringraziamento significa creare lo spazio in cui Dio depone i suoi doni. Ringraziare ` dare e l’opportunit` a Dio, che gi` mi ha dato tanti doni, di continuare a darmi a a doni. E una persona che non avesse accettato il dono di se stessa, come pu` o ` pensare che Dio possa dare il dono di una ragazza o di un ragazzo. E proprio un assurdo! “Si inginocchi`, si prostr` al Signore e disse: “Benedetto il Signore che o o mi ha usato benevolenza e mi ha guidato sulla via”. Il Padre ha donato l’intelligenza ad Abramo e a questo uomo, che essi hanno messo a frutto, perch´ Dio non premia i pigri o le persone sciatte, Dio premia colui che e ` equipaggiato e che sfrutta il suo equipaggiamento. Una donna che non e veste bene, una donna che non esprime femminilit`, mai far` s` che un uomo a a ı rimanga incantato, anche per l’antropologia biblica. Adamo, infatti, era solo, ma quando Dio gli port` la donna egli disse: “questa s` con voce soddisfatta o ı!”, e con occhi sgranati. Se una ragazza passa vicino a un ragazzo e non gli dice niente, quella non assolve al compito di donna. Qualunque uomo che veda una ragazza deve poter dire: “che bella ragazza!”, pure un frate. Rebecca al fratello Labano: “Vieni benedetto dal Signore”. Siamo in un contesto familiare in cui il dinamismo dell’amore e dell’accoglienza, del calore umano ` tangibile, ` palpabile. e e “Non manger` finch´ non avr` detto quello che devo dire”. Poi, racconta o e o tutto e chiede per Isacco la mano di Rebecca. Quest’uomo sa bene che ` e l` per uno scopo ben preciso, che ` trovare una moglie per il figlio del suo ı e padrone e che non deve quindi perdersi dietro a tutti gli ammennicoli e le 2.3. GENESI 24 23 cerimonie. Desidero conquistare questa ragazza, questo ragazzo, e allora non devo mai perdere di vista il fine cui voglio giungere. “Labano e Betuel risposero: “La cosa procede dal Signore, prendila e va””. I genitori hanno un compito, il compito di vedere se la cosa viene dal Signore. Se in una famiglia arriva un drogato che chiede la mano della figlia, i genitori hanno la responsabilit` della figlia, che pu` essere ancora giovane a o e un po’ sprovveduta. E se la figlia non ` in grado di reggere la propria vita, e come pu` reggere la vita di quest’altra persona? Per cui i genitori hanno il o compito di verificare se la cosa viene dal Signore. Se anche una persona non crede in Dio, bisogna comunque vedere se ci sono le condizioni di maturit` a umana. Una volta verificato questo, prendila e va’. “Il servo di Abramo si prostr` davanti al Signore”, vedete, tappa dopo o tappa, lui non dimentica mai che chi conduce, alla fin fine, ` sempre il suo e ` Signore ed ` Lui che appiana i cammini. E Lui che va oltre la babele umana e della confusione, ti fa arrivare e non ti fa sperdere dentro a tanti stereotipi culturali e a tante stupidit`, ` il Signore che dalla babele ti porta alla a e Pentecoste, quindi ringrazia. “Offr` oggetti d’oro a Rebecca e ai familiari tutti”; continua il linguaggio ı analogico in cui viene coinvolta tutta la famiglia. “Mangiarono, passarono la notte. Al mattino, “lasciatemi andare dal mio padrone””. Quest’uomo non perde di vista lo scopo e non perde tempo, ` un uomo sollecito. Di frone te a questa sollecitudine i parenti insistettero affinch´ la giovinetta potesse e rimanere ancora una decina di giorni. E lui: “Non trattenetemi, lasciatemi partire”. Di fronte a questa indecisione, chiamarono la giovinetta, per domandare direttamente a lei cosa volesse fare ed ella decise di andare. Lasciarono quindi partire Rebecca. In queste poche righe ` presentata tutta e una problematica, ed ` la problematica della desatellizzazione. Quando si ` e e piccoli, ciascuno desume i principi di comportamento da quello che dicono mamma e pap` e questo serve per crescere. Arrivati a vent’anni, per`, il a o processo di desatellizzazione deve essere un fatto compiuto. Come si vede, nell’attrazione affettiva, il figlio ` legato ai genitori e viceversa. Per la decie sione di questa ragazza di partire, i genitori la lasciarono andare. Sempre in questo contesto biblico, invece, quando il figlio di Isacco, Giacobbe, far` la a stessa cosa e andr` a prendere una moglie in questa medesima zona, scoprir` a a che Labano, il fratello di Rebecca, avendo sposato due donne, sar` poligamo. a I danni nascono quando il processo di desatellizzazione non si compie. E la dinamica ` difficile, in quanto se c’` un vitellino che vuol bere, c’` e e e sempre una mucca che vuol dare il latte. La cosa fondamentale ` staccarsi, e 24 ` CAPITOLO 2. AVVICINARE UN’ALTRA LIBERTA ma se il giovane conosce il problema si ha la desatellizzazione, altrimenti questo processo spesso non avviene e questo distrugge le famiglie. Si pu` o anche entrare nel matrimonio, ma la non avvenuta desatellizzazione sar` a sempre un veleno che lo minaccia. Quante volte un uomo sposato, con figli grandi, prende e ritorna dalla mamma, o la moglie, perch´ ha delle difficolt`, e a ritorna dalla mamma. Ma qui le cose sono molto chiare, questa ` una donna e veramente desatellizzata: “andr`!”. “Ed essi lasciarono partire Rebecca”. o “Benedissero Rebecca”. “Diventa migliaia di miriadi”, questo ` un modo e biblico tipico di augurare che Dio porti a compimento la grandiosa opera del matrimonio. Esso ` quanto pi` ci rende simili a Dio, perch´ nel matrimonio e u e si vede la Trinit`. a “E seguirono quell’uomo. Isacco alz` gli occhi e vide Rebecca, anche o Rebecca alz` gli occhi e vide Isacco. Scese subito dal cammello, prese il velo o e si copr` Quando si avvicina un uomo o una donna si vede soltanto l’aspetto ı”. esterno di questa persona, ma non la si pu` sposare per questo. La si potr` o a sposare soltanto quando si avr` colto il mistero di quest’uomo, di questa a donna, allora dir`: “questa corporeit`, questi occhi, questo volto, questi o a capelli, sono soltanto la punta di iceberg, il pi` ` ancora tutto sommerso, u e tutto da scoprire. “Il servo raccont` tutto. Isacco si prese in moglie Rebecca e l’am`”. Nella o o storia di ciascun uomo e di ciascuna donna, Dio ` totalmente coinvolto e la e loro relazione ` il luogo in cui dona il suo amore. Egli ` amore e fa fluire il e e suo amore nella coppia. Dio non pu` desiderare altro che essi ripetano questa o dinamica che accade dentro alla Trinit`. a 2.4 Giovanni 4, 1-31 Un’altra icona importantissima la si trova in Giovanni 4, 1-31, in cui Ges` u incontra al pozzo una donna samaritana. Con uno splendido dialogo, Ges` u conquista una donna molto difficile. Egli diventa il criterio di quello che ognuno di noi ` chiamato ad essere. Il battesimo ci chiede di diventare Ges` e u Cristo, semplicemente questo. Il nostro destino di persone umane ` assumere e i tratti incarnati di Dio, in Ges`, appunto. Il Padre non ci ha dato teorie, non u ci ha dato chiacchiere, ci ha dato una carne nella quale noi ci identifichiamo, nella quale ci trasformiamo. Questo opera lo Spirito Santo in noi. Per cui Ges` ` il modello da studiare e da ricopiare. La suprema aspirazione ` u e e essere come Lui, appropriarsi del suo essere e del suo agire, avere i tratti di 2.4. GIOVANNI 4, 1-31 25 cortesia che Lo caratterizzano, avere il suo stile di approccio, la sua carica di umanit`, amare come Lui ama. Nell’avvicinare un’altra persona, un’altra a libert`, dobbiamo rivestirci proprio del tatto, della finezza, della cortesia e a del fascino di Ges` Cristo. u “Doveva attraversare la Samaria”. Per andare dalla Giudea verso la Galilea c’erano due strade, una passava lungo il Giordano, risalendolo, e l’altra passava per la Samaria. Quella per la Samaria era pi` breve, mentre l’altra, u che costeggiava il Giordano, a detta dei patriarchi era pi` lunga. u “Doveva passare”, sta accadendo un evento molto importante. L’amore ha sempre una specie di via obbligata. E spesso segue le vie pi` ardue e u pi` folli. Si pensi all’incontro con Zaccheo, anche l` Ges` “deve” fermarsi da u ı u lui, ` una necessit`. Doveva passare per un paese dove non passa nessuno. e a I samaritani, infatti, sono nemici, ma il cuore dell’amore non ha nemici. L’amore, come Ges`, imbocca sempre la via dei samaritani. Ogni uomo, in u qualche modo, deve imboccare un giorno la via difficile e rischiosa dell’amore, perch´ la vita deve essere donata, giocata, rischiata. La prima laurea che la e persona deve avere ` la laurea in amore. e Gli ebrei hanno subito varie deportazioni, nel 700 erano stati in esilio per una settantina di anni, poi un imperatore si dimostra particolarmente benevolo con i giudei e questi possono ritornare in patria. Quando essi ritornano, il paese ` devastato, Gerusalemme ` distrutta, il tempio ` a terra. La prima e e e cosa di cui si preoccupano ` la ricostruzione del tempio. Era accaduto, per`, e o che gli assiri e i babilonesi, che erano stati in esilio, avevano mandato nella Palestina, nella regione della Samaria, dei coloni, perch´ facessero dei figli e con quelle donne e nascesse cos` una razza speciale. Per cui i samaritani ı erano diventati nel tempo una razza spuria. Quando dovevano ricostruire il tempio, tutti gli ebrei accorrevano per apportare il proprio contributo, perch´ e per loro il tempio era importante. Quando si fecero avanti i samaritani, per`, o gli ebrei che si ritenevano di razza pura, quelli che si erano sempre sposati tra loro pur vivendo in esilio, li cacciarono via. Cos` avvenne una scissione, ı per cui i giudei ebbero il loro tempio, mentre gli altri costruirono un altro tempio, su un monte, il Carizim. Essi non accolsero i profeti e le ulteriori rivelazioni di Dio, ma conservarono i primi cinque libri della Bibbia, quello che noi chiamiamo Pentateuco. I samaritani, quindi, erano molto malvisti, tanto ` vero che Ges`, una volta che era intenzionato ad andare dalla Galilea verso e u Gerusalemme, mand` davanti a s´ dei discepoli per preparare la sua venuta. o e Quando i samaritani seppero che questi erano diretti a Gerusalemme, non li fecero parlare. Arrivato Ges` e saputo l’accaduto, Giacomo e Giovanni, che u 26 ` CAPITOLO 2. AVVICINARE UN’ALTRA LIBERTA erano i figli del tuono, dissero: “Vuoi che preghiamo e scenda dal cielo un fuoco che li bruci tutti quanti?”. Questo per dire che c’era allora un forte attrito. “Stanco del viaggio”, quando la vita non viene innervata dall’amore, l’uomo ` stanco, ` frustrato, ` sfiduciato, le energie vengono meno. A volte ossere e e vo le persone e quando le vedo sprizzanti di gioia so che si sono innamorate. Nelle donne te ne accorgi subito, ma anche negli uomini. Ti accorgi immediatamente che la vita ` piena, che si ` in cammino. Le persone che falliscono in e e amore sono stanche, demotivate, acidule, soffrono la pi` terribile frustrazione u esistenziale. Questo perch´ il mondo psichico deve nutrirsi di amore, amore e a vari livelli, quello della famiglia, degli amici, di un uomo e di una donna. L’amore sponsale ` il pi` forte, quello che risintetizza tutte le altre forme e u d’amore, ` il pi` alto amore che esiste in natura. e u “Sedeva presso il pozzo”, il pozzo di Giacobbe, un luogo di appuntamento per l’amore. Nella Bibbia le storie nascono intorno a un pozzo. Noi dobbiamo creare situazioni pozzo, cio` trovare luoghi e circostanze di incontro tra e giovani, gettare ponti di amicizia. “Ges` sedeva”, perch´ all’amore bisogna u e dedicare tempo, non si pu` essere frettolosi, non si pu` mettere davanti qualo o cosa di pi` importante. Il meglio delle proprie energie deve essere convogliato u nell’amore. Nulla anteporre all’amore. Qui possiamo aprire una parentesi e affermare che la cultura, la societ` a che ti sta intorno, ti frega letteralmente. Infatti, a partire dalla famiglia, ti fa credere che nella vita ` importante la laurea, ` importante studiare, ` e e e importante il lavoro, ` importante la specializzazione, ` importante la casa, e e ` importante la macchina, ` importante avere la casa in citt`, ma anche al e e a mare e in montagna. Insomma ti frega in maniera colossale, ti fa mettere altre cose prima dell’amore. Questo ` un calcio, uno schiaffo, uno sputo in faccia e a Dio, il quale ti dice di non anteporre nulla all’amore. A questo proposito, ` e splendida e importantissima la conclusione del Cantico dei Cantici: “Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio, perch´ forte come la e morte ` l’amore, tenace come gli inferi ` la gelosia, le sue vampe sono vampe e e di fuoco, una fiamma del Signore. Le grandi acque non possono spegnere l’amore, n´ i fiumi travolgerlo. Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa e in cambio dell’amore, non avrebbe che dispregio.” Se una persona prima dell’amore ci mette qualche altra cosa, o fa investimenti in qualcosa che non ha al centro l’amore, questo ` un uomo oggetto e di dispregio. Per cui, prima dell’amore, si mette niente. Per` si vive in una o cultura, in un contesto culturale, che dice esattamente il contrario e anche 2.4. GIOVANNI 4, 1-31 27 come fosse la cosa pi` scontata di questo mondo. Ma le conseguenze sono u sotto gli occhi di tutti e ci si accorge che nelle storie d’amore c’` una fase di e crescita iniziale, che pu` durare qualche anno, ma poi tende a declinare, ` o e una parabola. “Era verso mezzogiorno”. C’` sempre nella vita di ogni uomo un’ora x, e un cairos, un tempo opportuno privilegiato, una buona occasione regalata da Dio. Spesso le persone non sanno riconoscere i doni di Dio, n´ sanno cogliere e la qualit` e la preziosit` del tempo. Giovanni, nel suo vangelo, al capitolo a a ` 1, puntualizza l’ora x della sua vita, erano le 4 del pomeriggio. E questo il momento del suo incontro con Ges`. Dio viene nel quotidiano pi` quotidiano u u e spesso l’uomo non riconosce le opportunit` che gli offre. L’ora sesta ` l’ora a e della incommensurabile e infinita misericordia di Dio, nella quale Dio viene incontro e si china su tutti i suoi figli. Bisogna, allora, saper distinguere il cronos dal cairos. Il cronos ` il tempo che scorre, il cairos ` il tempo e e opportuno, ` l’occasione, l’occasione da non mancare. e Se, per esempio, vado alla stazione e ho solo due minuti di tempo per poter prendere il treno, questi due minuti hanno un valore diverso da tutti gli altri. Essi costituiscono il cairos, il tempo opportuno. “Era verso mezzogiorno. Arriv` una donna di Samaria. “Dammi da o bere””. Entra in scena una donna e Ges` le chiede da bere. La novit` u a assoluta e il vero mistero sta proprio nel gesto di Ges` di chiedere dell’acqua. u ` E il paradosso di un Dio che si fa bisognoso e mendicante, uomo, per avere il pretesto di incontrare l’uomo e dare l’acqua che disseta in eterno, che ` se e stesso. Chiedere per dare ` una legge fondamentale dell’amore che non viene e dall’uomo. Ges` vuole donare se stesso, e chiede per dare. Questo ` il primo u e passo. C’era una ragazza che frequentava l’universit` e mi aveva confidato che a c’era un ragazzo che le interessava moltissimo, per` con lui aveva parlato o pochissimo. Bisognava trovare altre possibilit` di incontro, di dialogo, per a poter conoscere meglio questo ragazzo, perch´ da quello che sarebbe emerso e avrebbe avuto indicazioni per un ulteriore passo da compiere. Cercavo di aiutare questa ragazza chiedendole se non avrebbe potuto incontrarsi con lui, studiare un po’ con lui, ma la ragazza non trovava nessuna possibilit` di a questo genere. Poi mi disse che questo ragazzo era di un anno avanti negli studi e che aveva gi` sostenuto gli esami che lei doveva ancora sostenere. E a io le dissi: “tu vai da lui e mettilo in condizione di farti del bene, perch´ e questa ` la suprema forma d’amore. Vai da lui e digli: “Non mi presteresti e 28 ` CAPITOLO 2. AVVICINARE UN’ALTRA LIBERTA gli appunti che potrebbero servirmi?””. E lei, tutta titubante, mi apportava un mare di scuse. “Ma tu sei fatta per lo zitellaggio, bella mia. Ti lasci sfuggire le occasioni!” Un’altra ragazza, una volta, mi ha detto che era stata da don Gasparino, a Cuneo, dove c’era un grande incontro di circa trecento giovani. L` era ı arrivato un ragazzo di Genova che incantava, suonava la chitarra, era un leader, e ne era rimasta affascinata. Questa ragazza gli aveva scritto una lettera, ma lui le aveva risposto che in mezzo a tante ragazze non riusciva a collegare il nome con il suo volto. Questo, per`, aveva dato origine a una o possibilit` di amicizia. “Adesso come si potrebbe fare? Io vivo a Cuneo, a lui vive a Genova!”. Allora, studiando e studiando, a un certo momento mi si ` accesa una lampadina, e le dissi: “tu andrai a Genova e farai per me e una accurata ricerca per i conventi, per le pinacoteche e per le biblioteche sulle immagini in cui viene rappresentato Cristoforo Colombo nell’ambito del suo essere francescano, perch´ lui era francescano. Questa ` una cosa e e difficilissima in quanto a Genova non ci sei mai stata, ma telefoni al tuo amico! “ma guarda che mi capita! questo strano frate che compito mi d`!”. a Lei telefona all’amico: “me la faresti la cortesia di accompagnarmi per un pomeriggio?”. E lui: “ma anche due pomeriggi!”. Il ragazzo si ` preparato e e si ` messo al servizio della ragazza. Il Signore, vista questa ragazza sveglia e e intelligente, che si ` rimboccata le maniche, ha fatto il suo. Non c’` stato e e bisogno che lei insistesse altre volte, perch´ ` stato lui stesso che ` salito a ee e Cuneo. Farsi bisognoso per dare ` un principio che trovi soltanto nel vangelo, e perch´ nei libri di psicologia non l’ho mai trovato. Ti ci devi attenere. Questo e ` il rispetto, ` il modo di avvicinare con delicatezza e cortesia una libert`. E e e a a questa legge, ` implicata anche un’altra: mettere una persona in condizioni e di farmi del bene ` la suprema forma di carit`, la suprema forma d’amore. e a Mettere l’altro in condizioni di farmi del bene consente alla sua strutturazione psichica di riceverne un bene grandissimo. “Dammi da bere”. Ges` parla u per primo, rompe il silenzio della confusione. “I discepoli erano andati in citt`”. Sia che il cammino di una persona a vada verso la consacrazione, sia che vada verso il matrimonio, gli occhi, le implicanze, il pensiero, gli interventi delle altre persone disturbano. “Tu giudeo chiedi a me, una donna samaritana”. La samaritana si rivela donna di pochi buoni costumi, alquanto volgare, come spesso accade quando si ` perduta ogni traccia di pudore. La perdita della verginit` del cuore la e a rende incapace a cogliere certe sfumature, certe finezze dello spirito. C’` in lei e 2.4. GIOVANNI 4, 1-31 29 una certa civetteria di cattivo gusto che la porta a fraintendere di proposito le parole di Ges`. Occorre saper andare oltre la corteccia ruvida delle appau renze e dei pregiudizi. Le convenzioni culturali devono essere infrante. Nelle iniziative di Ges` c’` la rottura di ogni barriera, quella del sesso, in quanto u e un rabb` non parlerebbe mai con una donna fuori di casa, quella della razza, ı quella della nazionalit` e della religione, quella della corazza di durezza di a cui le vicende della vita hanno rivestito questa donna dai cinque mariti. “Tu giudeo”, la prima parola di questa donna ` di ostile pregiudizio. e Quando l’amore prende l’iniziativa, l’uomo escogita mille scuse per sottrarsi al dono. Questo lo facciamo con Dio, ma lo facciamo anche nei confronti degli altri. Al pozzo di Giacobbe, il pi` delle volte, non c’` un uomo o una donna, u e ma un giudeo, una samaritana, cio` stereotipi culturali e religiosi. La donna e non vede un uomo che ha sete, ma un giudeo, cio` un nemico. Il nemico e nasce in noi quando qualcuno ci ` sconosciuto e viene inquadrato nell’ottica e del pregiudizio. Catalogare e giudicare sono un’esigenza di esemplificazione del nostro mondo psichico. Nascono cos` le frontiere di inimicizia. Mai gioı vane trover` di dover conquistare partner pi` difficile. Per riuscire, bisogna a u muoversi come Ges` Cristo. u “Se tu conoscessi il dono di Dio e colui che ti dice: “dammi da bere””. L’amore deve essere donato nella speranza. “Ti avrebbe donato l’acqua viva”. L’acqua viva di cui parla Ges` ` la u e progressiva rivelazione del proprio mistero. Il mistero di ogni essere umano esige una progressione, perch´ ` una realt` amplissima, profonda, sconosciuta ee a spesse volte a se stessi, che deve, in qualche modo, incominciare ad aprirsi, a sfogliarsi come un libro. Il linguaggio di Ges` ora ` velato, lascia intuire u e qualcosa di grande e di nuovo, ma, come spesso accade, la donna lo interpreta in forma molto concreta, bassa, terra terra: “ma se non hai neppure un secchio per attingere!”. La perenne tentazione ` sempre quella di chiudersi e al dono grande dell’amore, entro le piccole attese, le piccole prospettive. Ges` sta usando un linguaggio simbolico, che si presta a svariate interu pretazioni, a fraintendimenti. Questa ` per` la strada per non intaccare la e o libert` dell’altro. Cos` ci si rende presenti all’altro senza essere invadenti. a ı Questa ` la strada per tessere un rapporto d’amicizia e solo su un tessuto di e amicizia si pu` deporre un eventuale dono di amore. Non si pu` prendere un o o fiore e piantarlo, senza aver prima preparato un terreno. “Chiunque beve di quest’acqua avr` ancora sete, quella che io dar` in a o lui diventer` sorgente per la vita eterna.” Una vita eterna significa una vita a 30 ` CAPITOLO 2. AVVICINARE UN’ALTRA LIBERTA in espansione. Abbiamo visto all’inizio che il primo comandamento ` essere e vivi, e si diventa vivi nella misura in cui si assume il pensiero di Cristo, gli atteggiamenti di Cristo. Dietro agli atteggiamenti e il pensiero di Cristo viene lo Spirito Santo che ` l’amore e la vita. e “Dammi di quest’acqua”. Ecco che la persona si apre al dono. “Va’ a chiamare tuo marito”. Questo ` molto importante. Ges` introduce e u la donna alla sorgente del suo mistero di donna infelice, alla radice della sua verit` di donna peccatrice, ha messo il dito sulla piaga, sulla miseria di a questa donna, sulla sua miseria morale. Ma Ges` non esaspera, non umilia, u fa semplicemente verit` in lei. Per ritornare alla sincerit` occorre fare crollare a a la maschera del personaggio che ciascuno recita. Va a chiamare tuo marito significa “fa verit` in te”. Significa che quando si ha di fronte una persona, il a parlare sia “s` s` no, no”, perch´ il di pi` viene dal maligno. Questa donna ı, ı, e u che sembrava tanto arrogante e ben salda nelle sue sicurezze, ben difesa da un partito e dalla sua religione, diventa ora una povera donna, cio` la verit` e a di quello che ognuno di noi `. e “Non ho marito”, ancora un fremito, una specie di reazione. “Hai detto bene”, ha detto qualcosa che ` sulla strada della verit` e proprio verso la e a verit` Ges` la riconduce. Non la umilia, non le dice: “bugiarda”, ma “hai a u detto bene”. Aiuta a creare una piattaforma di verit` e di sincerit`, punto a a giusto per ogni ripresa. Il coraggio della verit` ` un dovere per la dignit` a e a dell’uomo. Ormai questa donna ` completamente nuda davanti alla verit`, e a non ha pi` difese, non ha pi` maschere, ha buttato via la maschera della u u strafottenza e non si difende pi` dietro a un’etichetta. Finalmente ` nella u e verit`, ossia ` umile. Va’ a chiamare tuo marito, fammi vedere il tuo vero a e ` volto, quello che il Signore vede nel segreto. E inutile che io faccia la persona per bene davanti a Lui, davanti a tutti, devo sempre chiamare mio marito, cio` entrare nella verit`, essere onesto. Ogni coppia deve mettere questo e a fondamento nel rapporto: l’amore si fa carico del passato disastrato dell’altro e dell’altra senza giudicare. Questo significa che ognuno di noi pu` portare o una ferita, ma l’amore se ne fa carico. Questo bisogna tenerlo presente, altrimenti, dopo poco, non ci potr` pi` essere amore, ma calcolo. a u “Vedo che sei un profeta”, vedo che sei un ragazzo o una ragazza speciale. ` arrivato, perch´ ha creato fascino. Bisogna arrivare a questo punto, ma E e non si pu` pretendere che avvenga immediatamente, ` il frutto di un lavorio. o e “Vedo che sei un profeta”, vedo che il tuo parlare di ragazzo non ` come e quello degli altri. Normalmente le ragazze mi dicono: “ma sai, i ragazzi ti si avvicinano e pensano sempre a quella cosa l`, hanno soltanto l’obiettivo di a 2.4. GIOVANNI 4, 1-31 31 venire a letto con te”, ma si pu` vivere cos` Allora la ragazza deve intuire che o ı! tu sei un ragazzo speciale e quanto ` bello quando me lo raccontano! Oppure e con una ragazza che parla come parlano tutte le ragazze, che si comporta come tutte le ragazze, tu cosa ci fai? Dentro il mondo psichico maschile spaccato, l’uomo contemporaneamente vuole la donna usa e getta e la donna che vedrebbe come donna della sua vita e mamma dei suoi figli, per cui tasta sempre il terreno per vedere dove collocare una donna. Per un uomo, una donna vale tanto quanto impiega a conquistarla. Una volta conquistata, finisce quella tensione che era nata e subito comincia a provare a conquistare un’altra donna, perch´ ormai questa ` conquistata. e e Per cui una donna intelligente sa che deve affascinare l’uomo, ma non si deve ` mai far conquistare, perch´ l’amore vive e si alimenta in questa tensione. E e un’arte, ` l’arte suprema di vivere. e “Vedo che sei un profeta”. Quando si esce con una ragazza, ci si deve ` domandare se si sta nell’amore o nell’amicizia. E come se ci fosse una linea divisoria tra l’amore e l’amicizia. E quando si capisce quando dall’amicizia ci si ` addentrati nell’amore? Un primo criterio ` quando si scopre l’unicit` e e a dell’altro. Su questo ci ritorneremo su, perch´ prima occorre scoprire che si e ` unici e irripetibili, bellissimi. Un altro criterio ` quando la persona vive e e dentro di te, quando cio` ti si piazza al centro del cuore, quando ti sprigiona e energie. Allora si ` nell’ambito dell’amore. e Si pensi al Cantico dei Cantici, “una voce, il mio diletto, eccolo viene. Ora parla il mio diletto e mi dice ”alzati amica mia, mia bella vieni, l’inverno ` passato, i fiori sono apparsi nei campi”. Il mio diletto ` per me ed io e e per lui”. Quando sboccia l’amore nel cuore di una persona, il mondo si trasforma, le distanze si accorciano, le difficolt` si attenuano, le cose pesanti a acquistano leggerezza, tutta la vita si riveste dei colori della primavera, il lavoro ` allegria, le difficolt` non si sentono, non si cammina pi` perch´ ` e a u e e spontaneo correre, non si parla perch´ le parole non bastano pi`. e u “Lascia la brocca.” Lasciare la brocca significa che finiscono le prospettive di prima. Questa donna era andata per attingere un secchio d’acqua, ma che cos’` adesso un secchio d’acqua di fronte a questo fatto grandissimo che e rivoluziona la vita, che la sconvolge. L’avventura dell’amore ` proprio cos` e ı. ` un terremoto, sconvolge, ridefinisce tutte le cose. Tutto parte da un punto E di vista nuovo. “In quel momento giunsero i suoi discepoli”. “La donna and` in citt`”, o a “venite a vedere”, “rabb` mangia”, “un cibo che non conoscete”. Arrivano ı gli apostoli, che erano andati in citt` a comprare del cibo, ma Ges` non a u 32 ` CAPITOLO 2. AVVICINARE UN’ALTRA LIBERTA mangia. E il mangiare ` un bisogno primario. Io, per esempio, ho due bisogni e fondamentali, che sono quelli del mangiare e del dormire, ma tra questi per me ` prioritario dormire, perch´ se non dormo vado in tilt. Eppure di fronte e e a questo bisogno primario del cibo, c’` ancora un bisogno pi` alto, quello e u dell’amore. 2.5 Matteo 15, 21-28 Consideriamo ora brevemente l’episodio in cui una donna pagana conquista Ges`, l’icona biblica della cananea. Questa donna aveva una figlia malata, si u presenta a Ges` e gli dice: “Aiutami per mia figlia.” E Ges` non le rivolge u u neanche la parola. Ha nei confronti di lei un comportamento davvero brutto, antipatico. Questa donna gli corre dietro e strilla, gli apostoli non possono pi` sentirla e dicono: “Ma Ges`, ascoltala!”. E Lui le manda a dire: “guarda u u che io sono stato mandato alle pecore perdute della casa di Israele, io devo pensare ad altro”. Questa donna non si arrende mica! Allora, si presenta a ` Ges`, e Ges` la offende. E il terzo grado di maleducazione. Le dice: “non u u ` bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini”. Ancora oggi gli e ebrei ci chiamano i cani, i pagani, ma in quel contesto culturale era proprio una offesa gravissima. Le offese sono una pi` grande dell’altra. Prima non u le rivolge neanche la parola, poi le manda a dire: “non ti voglio sentire”, infine la offende. E questa donna, in risposta: “per` anche i cagnolini si o cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni”. Allora Ges` ` ue conquistato e si scioglie: “grande ` la tua fede, avvenga quello che desideri”. e Nella strategia del corteggiamento, alcune volte, bisogna usare anche questo metodo. Se c’` una ragazza che ` libera, che sta l` a parcheggiare, non e e ı ` per il fatto che lei non mi rivolge neanche la parola che io sia costretto a e desistere. Non ` per il fatto che lei mi dica che ha un altro ideale di uomo e e magari mi offenda che io sia obbligato ad arrendermi. Molte storie d’amore, contrariamente a quanto ci si aspetterebbe, nascono proprio in questa linea. Molte volte io stesso l’ho verificato. Una volta, ` venuta una ragazza di S. Donato Milanese e mi ha detto e che amava Gianluca. “Calma, calma. Ancora questo non ` pronto!”. E ha e messo in atto tutta una sua strategia. Un giorno arriva da me dicendo: “` e lui che mi ha fatto la dichiarazione d’amore!”. Lei aveva preparato per bene il terreno. Lui, per`, prima pensava ad un’altra, c’era il fantasma dell’altra. o Molte storie d’amore sono nate cos` “Io ho sposato quest’uomo”, mi diceva ı. 2.6. IL PICCOLO PRINCIPE E LA VOLPE 33 una donna, “e all’inizio mi dava una vibrazione di repulsione incredibile, oggi guai a chi me lo tocca”. 2.6 Il piccolo principe e la volpe Per concludere, conoscete “Il piccolo principe”? Sia dal punto di vista culturale, sia dal punto di vista letterario, non ho trovato una pagina pi` bella u di questa sul corteggiamento. “In quel momento apparve la volpe. “Vieni a giocare con me”, le propose il piccolo principe, “sono cos` triste”. “Non posso giocare con te”, ı disse la volpe, “non sono addomesticata”. “Ah! Scusa”, fece il piccolo principe. Ma dopo un momento di riflessione soggiunse: “che cosa vuol dire “addomesticare”?”. ` “E una cosa da molto dimenticata. Vuol dire “creare dei legami””. “Creare dei legami?”. “Certo”, disse la volpe. “Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sar` per te unica al mondo”. o (Vi ricordate le caratteristiche dell’amore? L’unicit` dell’essere). a “Comincio a capire”, disse il piccolo principe. “C’` un fiore... credo che e mi abbia addomesticato”. Ma la volpe ritorn` alla sua idea: “la mia vita o ` monotona. Io do la caccia alle galline e gli uomini danno la caccia a me. e Tutte le galline si assomigliano e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio, perci`. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sar` come illuminata. o a Conoscer` un rumore di passi che sar` diverso da tutti gli altri. Gli altri passi o a mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi far` uscire dalla tana, come una a musica”. La volpe tacque e guard` a lungo il piccolo principe: “per favore, o addomesticami”, disse. “Volentieri”, rispose il piccolo principe, “ma non ho molto tempo, per`. Ho da scoprire degli amici e da conoscere molte cose”. o “Non si conoscono che le cose che si addomesticano”, disse la volpe. “Gli uomini non hanno pi` tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti u le cose gi` fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini a non hanno pi` amici. Se tu vuoi un amico, addomesticami!”. “Che bisogna u fare?”, domand` il piccolo principe. “Bisogna essere molto pazienti”, rispose o la volpe”. In principio, tu sederai un po’ lontano da me, cos` nell’erba. Io ı, ti guarder` con la coda dello occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una o 34 ` CAPITOLO 2. AVVICINARE UN’ALTRA LIBERTA fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ pi` vicino”. (Le u parole sono una fonte di malintesi, si pensi alle differenze tra il linguaggio simbolico e il linguaggio numerico). Il piccolo principe ritorn` l’indomani. “Sarebbe stato meglio ritornare o alla stessa ora”, disse la volpe. “Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincer` ad essere felice. Col passare dell’ora, auo menter` la mia felicit`. Quando saranno le quattro, incomincer` ad agitarmi a a o e ad inquietarmi; scoprir` il prezzo della felicit`! Ma se tu vieni non si sa o a quando, io non sapr` mai a che ora prepararmi il cuore. Ci vogliono i riti”. o (Vi ricordate i pendenti). Cos` il piccolo principe addomestic` la volpe. E quando l’ora della parı o tenza fu vicina: “ah!”, disse la volpe, “pianger`”. “La colpa ` tua”, disse o e il piccolo principe, “io non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi”. Poi soggiunse: “va’ a rivedere le rose. Capirai che la tua ` unica al mondo. Quando ritornerai a dirmi addio, ti regaler` un segreto”. e o Il piccolo principe se ne and` a rivedere le rose. “Voi non siete per niente o simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente”, disse. “Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico ed ora ` per me unica al mondo. Voi siete belle, ma siete vuote”, e disse ancora. “Non si pu` morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante o crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, ` pi` importante e u di tutte voi, perch´ ` lei che ho innaffiata. Perch´ ` lei che ho messa sotto ee ee la campana di vetro. Perch´ ` lei che ho riparata col paravento”. E ritorn` ee o dalla volpe. ` “Addio”, disse la volpe. “Ecco il mio segreto. E molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale ` invisibile agli occhi”. “L’essenziale ` e e invisibile agli occhi”, ripet´ il piccolo principe, per ricordarselo. “E’ il tempo e che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa cos` importante”. ı “E’ il tempo che ho perduto per la mia rosa”, sussurr` il piccolo principe o per ricordarselo. “Gli uomini hanno dimenticato questa verit`. Ma tu non a la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa”. “Io sono responsabile della mia rosa”, ripet´ il piccolo principe per ricordarselo. e Capitolo 3 Leggi fondamentali dell’amore. Responsabilit`, tenerezza, a desatellizzazione 3.1 Domande previe e principi di fondo Nel momento in cui si ha di fronte un ragazzo o una ragazza che si ritiene interessante, ` importante porsi una serie di domande. e Primo, ` possibile? e Giovanni Paolo II ha scritto un libro bellissimo, “La bottega dell’orefice”, in cui si narra di un orefice da cui vanno tanti ragazzi e ragazze per acquistare l’anello di fidanzamento. Quest’uomo aveva un occhio molto abile a discernere la qualit` dei rapporti. La protagonista, Teresa, ad un certo punto dice: a “non mi sono mai permessa di coltivare un sentimento destinato a rimanere senza risposta, non ` stato semplice”. Vale a dire che se ti innamori di un e prete o di un uomo sposato, ` inutile che tu alimenti i sentimenti. e Alcune volte, in questo, si vede la stupidit` di una persona. Ma che cosa a vuoi fare, la ruota di scorta di questo uomo che ti ha detto chiaramente che con te ci viene solo per i rapporti sessuali? Del resto non gli importa niente, perch´ lui sta con la famiglia, con i figli. Ma che cosa stai a fare, ma cosa tenti e di muoverlo a piet`? “Non mi sono mai permessa di coltivare un sentimento a destinato a rimanere senza risposta, non ` stato semplice”. e Secondo, ` onesto? e Mai intromettersi in una storia d’amore, anche se i due fanno fatica ad 35 36 CAPITOLO 3. LEGGI FONDAMENTALI DELL’AMORE andare avanti. Un principio biblico dice di non fare ad altri quello che vorresti gli altri non facessero a te. E c’` una nemesi nella storia: tu ti sei inserita in e quel rapporto, hai cercato di rubare quel ragazzo, stai attenta che succeder` a anche a te. Terzo, chi pi` ama, prende l’iniziativa. u Vi sono pregiudizi culturali, molte stupidit` che si dicono a riguardo, a quale per esempio: “Ma ` l’uomo che deve corteggiare!”. “Dove sta scritto? e Chi lo dice?” “Lo dice la nonna”. “E tu vivi con i criteri della nonna?”. Chi pi` ama prende l’iniziativa. Parte da te: se qualcosa ti si ` mosso dentro, u e rimboccati le maniche, rileggiti tutti gli appunti. Quarto, rendersi presente, senza essere invadente. Qui ci vuole arte. Vi sono due polarit` e ci si deve collocare nel modo a giusto, e in questo ci vuole arte. Quando sono stato a Milano, ho fatto il corso e una ragazza ` venuta e da me e mi ha detto: “Giovanni, dopo aver fatto il corso ho capito: il mio fidanzato ` stato un artista. Proprio tutto quello che adesso mi hai spiegato, e lui l’ha messo in pratica. Io, inizialmente, non ci pensavo per niente, anzi, ma ` stato un artista e mi ha conquistata”. E si capisce, ` un uomo intelligente! e e Un’altra ragazza, che aveva fatto il corso, mi ha detto: “Io so gi` tutte le a mosse, perch´ l’ho fatto anch’io”. Ci vuole arte. Per muoversi fra questi due e poli ci vuole maestria: l’altro ` una libert`, mai forzarla, ma intanto lavorare e a per creare un tessuto di amicizia caldo e tenero. Sai cosa significa forzare la libert` umana? Crea reazione. La libert` umana ` come il gas: pi` lo premi, a a e u pi` crea reazione. u Quinto, utilizzare prima il linguaggio simbolico, poi quello numerico. Usi il linguaggio simbolico se, nel momento in cui un ragazzo ti interessa, ` cominci a tessere un rapporto di amicizia. E in un’altra citt`, gli scrivi! Se c’` a e un momento libero, lo incontri. Gli regali un libro, una penna, di modo che, se deve scrivere, deve per forza anche usare la penna che gli ho regalato, ogni volta che la vede, mi deve pensare. Tessere, tessere, tessere, fino al punto (e lo devi individuare, perch´ questa ` arte) in cui arriva il momento di passare, e e quando le condizioni sono favorevoli, al linguaggio numerico: “Vogliamo fare insieme un cammino per verificare la possibilit` di una fedelt`?”. Quando a a c’` un rapporto di amicizia questo viene facile, facendo attenzione a non e trasformare l’altro nell’amicone o nell’amicona! Sesto, tenere presente che, superati i 20 anni, ci si innamora via via in maniera diversa, secondo criteri nuovi rispetto alle prime esperienze adolescenziali, caratterizzate da incandescenti sentimenti. 3.1. DOMANDE PREVIE E PRINCIPI DI FONDO 37 Quando si ` bambini, quando si ` piccoli, si viaggia tra il sogno e la e e fantasia, tra i 15 e i 20 anni si viaggia tra le emozioni e i sentimenti, a 20 anni si comincia a usare la ragione e via via si procede nella fede. Quando una persona si trova tra i 15 e i 20 anni, nascono sentimenti travolgenti e si arriva a dire: “tu mi piaci, mi fai impazzire, tu non mi piaci”. In questa fase sono i sentimenti che predominano. Questo criterio, generalmente, rimane fisso e la persona, anche se ` arrivata a 20 anni o e addirittura a 30 anni, aspetta questo. Campa cavallo! Un uomo di 30 anni ancora sta aspettando che le emozioni lo accompagnino. Non succeder` pi`. a u Ci vogliono altri criteri, la ragione e la fede. Io dico alle persone che si devono innamorare come mi innamoro io. Quando guardo e sto davanti a una ragazza, la fede mi dice che questa ragazza ` un mistero, ` l’immagine di Dio, e e ` una profondit`, ` una ricchezza alla quale io ancora non ho accesso, io non e a e so quanta ricchezza c’`, ma so che c’` n’` un’infinit`. Poi ci parlo e, a mano e e e a a mano che parliamo, lei mi nasce dentro, nella misura in cui mi affida il suo mistero, mi affida il suo mondo, io curo la relazione e subito sereni mi nascono i sentimenti. Allora, quando si ` adolescenti, si parte con un sentimento e fortissimo, parlo con la persona e ringrazio Dio per quanto l’ha fatta bella. Invece, quando si sono superati i 20 anni si invertono le cose, prima si guarda alla persona con fede (tutte le persone sono bellissime, tutte le persone sono una ricchezza, tutte le persone hanno qualit` stupende. Per questo motivo, io a non devo avere pregiudizi di nessun genere, questa persona potrebbe essere una splendida samaritana, per cui io non avr` pregiudizi neanche sul suo o passato. Questa ` la prima forma d’amore, la prima forma di rispetto). Poi e dopo parlo, penetro il mistero profondo, nascono i sentimenti, si pu` sognare o l’amore. Pertanto, superati i 20 anni, i criteri di innamoramento devono essere diversi. Settimo, l’amore e’ un’arte, come tale va appresa. La presunzione di sapere ` un ostacolo invalicabile che produce amari e frutti di morte. “Io sono una persona umana, e per il fatto che sono una persona umana io so che cosa ` l’amore”. Non ` vero! Guarda che sei una e e persona umana, ma se vuoi leggere e scrivere lo devi apprendere col sudore, se vuoi guidare una macchina lo devi apprendere, se vuoi essere medico lo devi apprendere e devi studiare, e cos` ` nell’amore. Non puoi partire da ı e quell’equipaggiamento minimo che hai. E da qui il principio che dice “nessuno valichi la soglia dell’amore che non sia un iniziato”. Ma adesso su di te cala il peso di iniziare altre persone; perch´ pure tu diventi mamma, ma non solo; tu e starai in un gruppo, ma non solo; tu avrai amici, ma non solo; nei confronti 38 CAPITOLO 3. LEGGI FONDAMENTALI DELL’AMORE di qualunque persona tu sei debitore e debitrice di amore. Ottavo, dopo una prima esperienza amorosa fallimentare, non intraprenderne un’altra se prima non hai capito perch´ la precedente ` finita, altrimenti e e si ` condannati a ripetere l’errore, o gli errori. e Tra i 15 e i 20 anni le cose vanno come vanno, non ha molta importanza. Ma superati i 20 anni, ` necessario porsi seriamente questa domanda: “se ` e e fallita questa storia d’amore, dove io ce l’ho messa tutta, dove pure all’inizio c’era l’amore, perch´ i sentimenti mi accompagnavano, se ` morta, perch´ e e e ` morta?”. Mica muore per una fatalit`, ma perch´ hai calpestato qualche e a e legge essenziale dell’amore. E allora bisogna scoprirlo, verificarlo, e dopo pu` o ancora essere possibile ricucire quella relazione, oppure pu` anche darsi che o tu decida di voltare pagina, ma non farai ulteriori sbagli. In amore non ci si pu` bruciare tante volte, si rischia la paralisi e se ne o perde il sapore, si finisce per non sapere pi` che cosa sia e si equivoca. u Nono, tenere fermamente presente che l’uomo e la donna sono due mondi simili e differenziati. Perch´ nasca l’amore, ci vuole la maturit` di abbandonare ognuno la e a propria terra per approdare nel pianeta del partner, pianeta uomo, pianeta donna. Non ` facile! Se io mi misuro con Laura, per esempio, per` i criteri di e o giudizio e di valutazione partono da me, io le faccio una grande violenza. Mi ` indispensabile, allora, avere una certa maturit`, che significa che io, prima e a di tutto, devo aver fatto un viaggio dentro di me, poi devo conoscere il mondo psichico femminile, le sue reazioni, le sue aspettative, la sua sensibilit`, il suo a modo di vedere, il suo modo di sentire, ed ` l` che mi devo innestare, allora e ı la incanto, allora si sprigiona l’amore, altrimenti lei tende a chiudersi. Decimo, dare giusto peso alla realt` corporea. a Essa, in giovent`, ha un’importanza notevole e spesso ` determinante per u e lo sbocciare di una storia d’amore. I sentimenti, invece, assumono valenza diversa a seconda dell’et` e della maturit` delle persone. I sentimenti, coa a munque, tendono a farla da padroni e questo non va bene. Mi spiego. Noi siamo strutturati in un modo ben preciso. Abbiamo un io corporeo, periferico, un io psichico, che ` il corpo, che vela e svela (io non conosco i sentimenti e di Laura, perch´ il mondo psichico ` costituito dalla sua intelligenza e dai e e suoi sentimenti, il corpo me li vela, ma quando lei parla me li svela, per cui il corpo vela e svela). Poi abbiamo il mondo spirituale, in quanto dentro ognuno di noi abita Dio, che io ci creda o non ci creda. Molte persone tendono a dare molta importanza al mondo psichico e a quello spirituale, trascurando l’io corporeo. Si dice che in giovane et` queste a 3.1. DOMANDE PREVIE E PRINCIPI DI FONDO 39 tre realt` siano equivalenti, pi` tardi il mondo psichico tende ad emergere e a u a diventare importante, e poi ancora tende a diventare importante il mondo spirituale, mentre il corpo va in declino. Nella realt` dell’amore, il corpo ha a un valore notevole, perch´ ` da l` che deve partire tutto. Questo ` un punto ee ı e molto delicato, che in passato ha attirato su di me molte ire, soprattutto da parte delle donne, quando io dico che la donna deve assolvere il compito che Dio le ha assegnato, e cio` deve incantare un uomo. Per far questo, per`, e o deve vestire bene, perch´ l’aspetto fisico deve proprio parlare. La donna non e pu` permettersi di essere quotidiana un giorno. Lei ` come in un campo, e o e in un campo verde c’` un fiore, e del fiore ` il profumo, cio` ` donna. e e ee Tempo fa, in Emilia, ` venuta una ragazza che mi faceva cenno mostrandoe mi un ragazzo che lavorava con lei in parrocchia, di cui era innamoratissima. Erano due anni che lei si struggeva e lui non se ne accorgeva, era distratto. Allora io le ho detto: “ma ti rendi conto di come sei vestita? Con quei bluejeans, con quel seno piatto, lui non si sveglia, il maschietto lo conosco io! Vestiti bene! Vestiti bene che all’uomo piace il seno; che il seno sia grande o sia piccolo non importa, basta che esprima femminilit`. Il seno e il volto di a una donna costituiscono insieme il 50% dell’impatto emotivo nell’uomo. Poi, togliti questi pantaloni, mettiti una bella gonna, insomma, perch´ all’uomo e hai accesso attraverso gli occhi, perch´ ` uomo, ` maschio, dammi retta che ee e me ne intendo”. Nel parlarle, sono stato fervoroso, ho cercato di dire tutto quello che ho potuto, le ho portato esempi, ma non fece quello che le avevo detto. Sono ripassato l` dopo quattro mesi e questa ragazza era inferociı ta, era letteralmente inferocita perch´ questo ragazzo si era fidanzato con la e Maddalena del paese, una ragazzetta cos` semplicemente perch´ gli aveva ı, e mostrato le gambe. Brutta stupida, mostragliele tu, no?! Non l’ha fatto. Durante uno dei corsi, una ragazza rinfacciava ancora al ragazzo che lei era di sentimenti fortissimi e lui dormiva, non se ne accorgeva di tutto il fuoco le bruciava dentro. Questo ` un clich´ che ritorna sempre, perch´ la donna e e e continua a dire: “mi devi voler bene per i miei sentimenti, per quella che sono dentro!”, questa ` la stupidit` di chi non conosce il mondo psichico maschile. e a E gli stava facendo la solita ramanzina perch´ lei si era bruciacchiata per e due anni e lui non se ne era accorto. A un certo punto il ragazzo se n’` e venuto fuori e con quattro pennellate l’ha dipinta dicendo: “ricordati, Laura, che tu mi hai conquistato quella sera quando abbiamo fatto quella festicciola in famiglia, sei arrivata alla festa con quella bella gonna verde, quelle belle gambe, quelle belle cosce”. Quello era stato il giorno in cui la ragazza gli era entrata dentro, in cui si era innamorato. Questo bisogna capirlo, bisogna 40 CAPITOLO 3. LEGGI FONDAMENTALI DELL’AMORE saperlo. Una volta, alla Verna, c’era una ragazza che diceva di volersi fare suora, ma lo diceva da cinque anni. Ad un certo momento mi sono scocciato e le ho detto: “senti, la prima condizione per farsi suora ` quella di dar prova e di saper gestire un rapporto sponsale, perch´ sei arrivata a 25 anni e non e hai incontrato mai un ragazzo”. “Eh, ma non ci sono”. “Come non ci sono! Guardali qua!”. C’erano una sessantina di giovani, eravamo al corso “Marta e Maria”. “Come non ci sono!”. E diceva: “non ci sono”. “Certo che non ci sono: guarda come sei vestita. Quei soliti blue-jeans, petto piatto che a un uomo... capito?!, non gli dice niente! Incomincia a obbedirmi, ce l’hai una ` bella gonna?”. “S` “Vatti a mettere la gonna, preparati”. E venuta gi` ı”. u con una gonna, “ma questa ` da frate, questa la porto io! Tira su! Ne hai e ` un’altra?”, “...ma ` un po’ mini”. “E dai, va’ ”. E venuta. “Beh, ci siamo. e Adesso, non facciamo che ti vai a mettere sempre vicino alle suore. E che `?! Vai dove stanno i ragazzi. Ti metti l`, cominci oggi, mica devi aspettare e a domani”. Erano passate 24 ore di orologio, dietro a questa ragazza c’era un codazzo di ragazzi. Potete chiedere conferma anche a suor Armanda, dato che lei sperava molto che si facesse suora. Quando ha visto l’accaduto ` andata da lei e l’ha arringata: “come mai ci e sono tutti questi ragazzi che ti vengono dietro?”. E lei dice: “Eh, ma me lo ` ha detto Giovanni!”. E venuta da me dicendo: “Tu, che vai dando i consigli diabolici!”. Consigli diabolici, ` gi` sposata ed ` nato Andrea. e a e Undicesimo, nulla anteporre all’amore. Dodicesimo, corteggiare ` un modo formidabile per imparare la socialize zazione. Il corteggiamento ` lo spazio adeguato dove tu veramente sperimenti se e sei vivo o se sei spento, ` lo spazio dove capisci se e in quale misura tu sei e una persona capace di fascino. Corteggiare ` un’arte, perch´ ` solo per un e ee grande fascino che l’uomo si muove. 3.2 Una lettera “Carissimo Padre Giovanni, pace. Ti scrivo a distanza di circa un mese dalla mia venuta in Assisi. Molte cose sono cambiate in questo mese, ma prima di andare oltre ti consiglio di sederti, insomma di metterti comodo, perch´ ho molte cose da comunicarti. e Sono da anni che cerco la mia strada e non mi ero mai accorta che Ges` u 3.2. UNA LETTERA 41 da cinque anni me l’aveva messa davanti. Sono tornata ad Assisi in aprile, appunto, perch´ avevo qualcosa in sospeso da chiarire faccia a faccia, cuore a e cuore con Ges`, e potevo farlo solo allontanandomi dalla quotidianit` e dalle u a ` conoscenze. E stato un incontro diverso da quello fatto due anni prima: ero diversa, cresciuta, cambiata, maturata, volevo vedere chiaro e volevo che mi cadessero definitivamente le scaglie dagli occhi. Ho insistito tanto con Dio che Lui, nella sua immensa bont`, mi ha esaudito. Ho trovato la mia strada. a La mia strada non ` la consacrazione, dissi tornando dall’ultima esperienza e di Assisi sul treno. Ed era vero, avevo questa certezza nel cuore. Ma allora mi sono trovata peggio di prima: prima non sapevo quale delle due scelte era la mia, ero nel dubbio, dopo sapevo che non era la consacrazione ed ero nell’angoscia. Io non sono mai stata fidanzata, un po’ perch´ non sapevo se e quella doveva essere la mia vita, un po’ perch´ mi ritenevo troppo giovane, e un po’ perch´ nessuno aveva suscitato interesse nel mio cuoricino. E allora e mi chiedevo: “Ok, Ges`. Non ` la consacrazione, ma io non sono fidanzata, u e n´ saprei quale persona ` la mia. Pregai. Il Signore mi infuse la sua grazia e e e mi apr` gli occhi, iniziai a rileggere gli appunti presi durante il corso e mi ı soffermai sul punto “non devi aspettare di vederlo scendere dal cielo, perch´ e Ges` te l’ha messo accanto, ma tu non lo vedi, non lo consideri. Guardati u intorno!”. (Nel corso vocazionale che io avevo fatto in aprile, questa ragazza pensava di consacrarsi. Poi dopo era passato un anno, ` tornata ed ha fatto il corso e per fidanzati. Dopo il corso per fidanzati incominci` a rileggere gli appunti o presi. Si sofferm` su questa idea, tra le tante cose che avevo detto, lei si era o appuntato questa). Presi quanto scritto alla lettera e il giorno dopo iniziai a valutare le persone che mi circondavano con un altro occhio. La mia attenzione si sofferm` o su un ragazzo, amico mio carissimo ed amico di famiglia, che conoscevo da ben cinque anni, insomma dal liceo. Con questo giovane, credimi, ho avuto un rapporto di vera e sincera amicizia e non l’avevo mai considerato come un qualcosa in pi`. Era un u caro amico e basta. Ed anche per lui era la stessa cosa. Per farla breve iniziai a porre la mia attenzione su questa persona e... incredibile! Scoprii d’amarla. Ora, per`, il problema era se anche per lui le cose erano cambiate, o oppure se per lui ero l’amica di sempre, che da 5 anni divideva con lui le angosce, le pene, le gioie, le paure, i sabati, le domeniche, la pizza, il gelato, le passeggiate in comitiva, la passeggiata con le famiglie. Iniziai a metterlo alla prova secondo i consigli delle tue conferenze. Ora te lo racconto ma, 42 CAPITOLO 3. LEGGI FONDAMENTALI DELL’AMORE credimi, sembra impossibile anche a me. Nel giro di una settimana il suo atteggiamento cambi`. o Una sera, mentre, come spesso facevamo, passeggiavamo, mi disse che aveva un problema. Mentre mi parlava non mi guardava in faccia. Il mio cuore sembrava che volesse cambiare posto per quanto mi batteva forte. Mi dissi: “Melania, vai piano. Aspetta. Senti cosa ha da dirti”. E lui mi disse le fatidiche tre parole: ti voglio bene. Per un attimo mi sono sentita smarrita come nel vuoto. Che gioia, siamo fidanzati da solo una settimana, mi sembra ancora impossibile...”. 3.3 L’uomo abbandoner` il padre e la madre a Genesi 2, 24. L’uomo abbandoner` il padre e la madre, si unir` a sua moglie, a a saranno una sola carne. Tre parole. Abbandoner`, unir`, sola carne. Non ` facile, di queste tre a a e parole, penetrarne la portata, il significato, l’incidenza nella vita. Sulla realt` a dell’amore, l’umanit`, da sempre, ha detto molto, ma ` proprio su questa a e realt` che ` nata la babele, la confusione delle lingue. La parola amore ` a e e come se fosse un’etichetta, la trovi ovunque, sulle bottiglie, sulle scatole, ovunque. Una volta, viaggiavo con un giovane su un pullman e ad un certo momento mi ha detto “no, non ho fatto un furto, ma una rapina”, perch´ e era stato in carcere. Gli chiesi di spiegarsi meglio, perch´ non capivo bene la e distinzione. La rapina ` un evento in cui si prevede la morte di una persona. e “Ma tu hai ammazzato?”. “S` “E perch´?”. “Perch´ noi venivamo dalla ı”. e e Sardegna, eravamo sette figli, ci trovavamo in una cittadina dove c’era la possibilit` di acquistare un appezzamento di terreno alla periferia della citt` a a che sarebbe diventato fabbricabile. A noi servivano 30 milioni, che in un breve spazio di tempo sarebbero diventati 300, perch´ avrebbero fruttato e molto”. “S` va bene, ma adesso tu hai ammazzato?”. “Beh, Certo!”. “Ma ı, come?!”. “Avremmo risolto il problema di tutti gli altri fratelli, eravamo sette e saremmo stati tutti sistemati”. Dico: “ma pensa, uccidi una persona...”. “Eh, che c’`? Ne muoiono tante negli incidenti stradali?!”. Insomma, mi e voleva far credere che lo aveva fatto per amore dei suoi fratelli. Di fronte a un fatto nefando come questo, lui ci vedeva una logica, ci vedeva una giustificazione. E non sono riuscito a convincerlo, ci siamo lasciati che lui era ancora convinto delle sue idee. Un altro uomo, un protettore, un giorno mi disse: “Giovanni, io custodi- ` 3.3. L’UOMO ABBANDONERA IL PADRE E LA MADRE 43 sco sette donne. Io voglio bene a queste donne, perch´ le faccio lavorare, le e proteggo dagli uomini violenti che certe volte si possono avvicinare, loro poi tanto stupidamente guadagnano i soldi e altrettanto stupidamente li spendono, per cui io glieli tolgo”. Lui lo faceva come una missione. . . “ora ti posso dare anche l’abito, ti faccio un monumento!”. Per cui non c’` parola pi` abusata, pi` babele, della parola amore, fintanto e u u che Dio, nel suo evento di rivelazione, intorno all’anno 1000, ha incominciato a porre dei paletti all’interno di questa babele, a dire alcune cose essenziali. Un primo nucleo di rivelazione, affinch´ gli uomini non si sperdessero, e affinch´ non si distruggessero nella babele, ` stato di porre queste tre parole, e e abbandoner`, unir`, una sola carne. Ti misuri con la realt` pi` essenziale a a a u della vita, la realt` dell’amore? Bene, incomincia a mettere questi tre pilastri. a Abbandonare. Che cosa deve abbandonare la persona? Abbandonare un amore, quello della famiglia, per un amore pi` grande, perch´ le cose non si u e fanno a perdere. Si unir`. E la realt` dell’amore, non c’` al mondo nulla di pi` unificante, a ` a e u di pi` stringente, della realt` dell’amore. u a ` Saranno una sola carne. E il sesso. Quando ` finito lo spazio dell’amie cizia, l’identit` cambia, non si ` pi` semplicemente amici. Lo chiamiamo a e u “fidanzamento” o “stare insieme”, ma, al di l` della terminologia, oramai a l’identit` ` cambiata e allora bisogna sapere che, quando si entra nell’ambito ae del fidanzamento, cambiano le coordinate del tempo e dello spazio. Quando due persone sono amiche, vivono nelle coordinate di tempo e spazio proprie dell’amicizia, per cui se si vedono domani, benissimo, se si vedono tra un mese, benissimo ugualmente, fra un anno, bene, perch´ le coordinate del tempo e non implicano nessuna responsabilit`. Cos` anche lo spazio. Se sono vicini, a ı bene, ma se uno dei due parte e va a fare un corso di lingue in America, l’evento non ha nessuna implicanza, non deve rendere conto a nessuno della sua scelta. Ma quando l’identit` ` cambiata, ` diverso! Se la mia fidanzata deve a e e andare in Inghilterra e deve stare via sei mesi per imparare la lingua, io posso dire: “come, sei mesi?!”. Il tempo e lo spazio hanno un incidenza notevole. “Sono stato al corso in Assisi, io abito a Milano e lei abita a Palermo”. Benissimo, ma se questa dinamica deve partire, tieni presente che non siete ad un passo l’uno dall’altra, considera che se vi vedete adesso e poi tra cinque mesi, stai fresco! All’amore gli mancano proprio gli elementi, per cui ci devi pensare bene. Non dico che in assoluto non si possa e non debba partire 44 CAPITOLO 3. LEGGI FONDAMENTALI DELL’AMORE niente, che non tu non debba alimentare questo sentimento, ma fai bene i tuoi calcoli, perch´ se entrate nella dinamica di fidanzati, avete bisogno di e stare vicino e vedervi spesso. La lontananza la si pu` in parte abolire con o l’aereo o con il treno, con il telefono, ma ` bene mettere in conto tutte questi e aspetti. Alcuni, poi, fanno i furbastri. Essere furbastri significa che si danno i bacetti da fidanzati, per` sono semplicemente amici. C’` un’ambivalenza, un o e qualcosa di oscuro fin dall’inizio. Bisogna definire subito quello che si `. Se e si ` amici, nell’ambito dell’amicizia, certi gesti e certi toccamenti non sono e ammessi; la persona ne rimane sorpresa, talvolta sconvolta, vede subito che il contesto non d` chiarezza e significato a quel gesto, perch´ i gesti sono sempre a e determinati dal contesto. Questo ` un concetto elementare della psicologia, e ossia ` il contesto che d` significato alle cose. La prima cosa che fanno le e a persone serie ` definire l’identit`. Chi sono io? Cosa c’` tra me e te? Siamo e a e amici o siamo fidanzati? Abbandoner` il padre e la madre. Esistono molte differenti modalit` con a a cui questo pu` accadere, in genere in base alle diverse culture. Per alcune ` o e previsto che questo accada con il matrimonio, ci si sposa. Noi abbiamo un frate che arriva dallo Sri Lanka, un frate di colore, e mi diceva, un giorno in cui mangiavamo insieme, che doveva andare in Germania perch´ si sposava una sua nipote. Io gli chiesi: “ma dove sta tua nipote?”. e “Mia nipote ` nello Sri Lanka, ma il fidanzato ` in Germania”. Rimasi un e e po’ perplesso e gli dissi: “ma ` emigrato o altro?”. “No, no. Loro non si e conoscono”. “Ma come? Si sposano e non si conoscono?”. A mano a mano che andava avanti io rimanevo pi` sbalordito e pi` scandalizzato. Secondo i miei criteri u u gli dissi: “ma tu vai a fare ..., ma tu ti rendi responsabile ..., ma quella ` vissuta laggi`..., ma neanche si conoscono ...!”. “Ma si conoscono per e u fotografia”. “Beh, ho capito. . . ma una persona mica ` la fotografia?”. e Tanto io ero sbalordito, tanto lui era tranquillo, sereno. Anche il ragazzo era dello Sri Lanka, ma era di una famiglia emigrata. Io cascavo dalle nuvole, cercavo di dire: “Ma non renderti responsabile!”. Ma lui era tranquillissimo e mi diceva: “da noi si fa cos` ı”. L’et` era buona perch´ lei aveva 23 anni, lui ne aveva 27, e tutto era a e stato combinato dalle famiglie. Nonostante io avessi detto tutto quello che avevo potuto, con la mia sensibilit`, i miei criteri, la mia esperienza, lui era a tranquillissimo. Infatti ` andato in Germania, ha celebrato il matrimonio ed e ` 3.4. LA TENEREZZA E LA RESPONSABILITA 45 ` ` andato tutto bene. E passato un anno, ` arrivato un bambino e si volevano e e bene. Io continuavo a rimanere sbalordito. Questa ` la cultura. e Anche qui da noi, nei tempi passati, le cose andavano pi` o meno cos` u ı. Nella nostra cultura, quella che viviamo oggi, sarebbe una cosa orrenda: quale ragazzo o quale ragazza si sposerebbe con qualcuno visto in fotografia. Questa ` un’area sacra. Oggi, qui da noi, come del resto in molte altre e culture, si entra in quest’area per la porta del sesso, per cui, quando le persone si incontrano, dopo un po’..., beh, insomma! Dopo un mese dall’inizio della ` storia, un ragazzo aveva detto a una ragazza: “ma ci pensi? E passato un mese!”. Un’altra volta era venuta una ragazza, aveva 19 anni, e si parlava dell’affettivit`: “l’aspetto affettivo come va? L’hai trovato un ragazzo?”. “Beh, a sotto questo aspetto ho un problema”. “E che problema hai?”. “Sono ancora vergine!”. Era un problema perch´ era ancora vergine, perch´ il contesto e e culturale dal quale veniva la faceva sentire la colpa di questo suo stato. Una ragazza mi chiedeva: “tutti mi dicono, tutti mi dicono, per` io semo bro una mosca bianca. Ma ho ragione io o hanno ragione gli altri?”. La persona si confonde. La cultura ` come la pelle, noi siamo estremamente e condizionati, anzi, l’essere dell’uomo ` la sua cultura. Quello che ti viene e detto, quello che tu recepisci, cos` come l’aria che respiri, la ritieni la cosa ı pi` normale di questo mondo, per cui la cultura ti avvolge, ti plasma. u Dio ci dice che appena messo piede dentro l’area affettiva, ` indispensabile e risalire il versante della responsabilit`, che ` la stessa cosa della maturit` (“la a e a ragazza che dar` da bere a me e ai miei cammelli”). La responsabilit`, poi, a a conduce al matrimonio, dove l’impegno tra lui e lei diventa definitivo davanti a tutti gli altri e davanti a Dio. In seguito, bisogna risalire anche l’altro versante, quello della tenerezza. La tenerezza ` la capacit` di viaggiare nel e a mondo psichico dell’altro, dell’altra. La tenerezza significa intesa profonda, significa amore. 3.4 La tenerezza e la responsabilit` a In realt`, sul versante della responsabilit` c’` una preminenza della razionaa a e lit`. a Dio ha messo l’uomo in mano al suo consiglio, cio` l’ha equipaggiato di e cervello, altro discorso ` se lo fa o no funzionare, se ` maturato. Poi ci sono e e i sentimenti. Se vai a vedere, trovi emergere la tenerezza prevalentemente 46 CAPITOLO 3. LEGGI FONDAMENTALI DELL’AMORE nell’uomo, mentre la razionalit` prevalentemente nella donna, ma in realt` a a sono complementari. Quando un uomo ama, subito si deve porre una domanda: “sono responsabile di questa donna, questa donna ha l’et`, la maturit` per essere a a responsabile di me? E la mia e sua responsabilit` ` un qualcosa che io afferae mo d’acchito o ` un qualcosa che io devo verificare nel tempo?”, perch´, in e e realt`, la responsabilit` ` anche una meta. Poi mi devo domandare: “quea ae sta ragazza che ho davanti, oltre ad essere responsabile nei miei confronti, ` e responsabile anche in ogni realt`, in ogni situazione che lei vive?”. Se, per a esempio, sta studiando all’universit`, l` ` uno spazio in cui verifico se lei ` a ae e responsabile o non lo `. Oppure ` in famiglia, anche quello ` uno spazio e e e dove posso verificare. Questa verifica ` complessa, richiede tempo, ma d` il e a taglio della maturit` di una persona. Quando io vado a fare un campeggio, a vedo subito la qualit` dei ragazzi, se ad un certo momento escono lasciando a tutte le luci accese e a nessuno viene in mente di spegnerle. Se incontri una famiglia, distingui subito la persona responsabile da quella che non lo `. La e non responsabilit` significa non maturit`, e tu te ne accorgi subito se una a a persona ` matura da come spende, da quanto spende, dalle scelte che fa, da e ` dove ` arrivato il gusto delle sue cose. E un campo amplissimo ed ` da verie e ` arrivato l’amore! Adesso ci mettiamo ficare. Non si dice: “oh, che bello! E gi`..., e la torta ce la mangiamo!”. No, ` una responsabilit`, ` un compito, u e a e ` una fatica, perch´ queste cose che verifichi nell’altro, le devi domandare e e e verificare anche su di te, e il partner dovrebbe fare la stessa cosa nei tuoi confronti. Dopo la responsabilit` c’` la tenerezza. a e Una volta, avevo di fronte un ragazzo e una ragazza, lei di 20 anni mentre lui di 21. Questa ragazza era piena di vita, si dedicava al volontariato, frequentava la parrocchia, andava di qua e di l`, protesa ai bisogni degli a altri. Era una donna piena di vita. E mi raccontava tutto il contesto in cui si muoveva, i suoi spazi di vita, il suo entusiasmo e lui, il giovin signore (conoscete il “giovin signore” del Parini?), diceva: “ah, tu non mi ami, tu non mi comprendi, tu devi capire le mie esigenze, tu...!”. E a ogni frase era come se le avesse inferto una pugnalata. Ma tu che cosa puoi pretendere? Quella ` donna, non deve corrispondere ai tuoi bisogni infantili. Qui il dislivello era e notevole, una era un gigante e lui era un bambinone che chiedeva nient’altro a quella ragazza che fargli da mamma, di accudirlo, di pulirlo. Per` non se o ne accorgevano, poverini! Lui parlava come se dicesse le cose pi` sacrosante u di questo mondo, mentre la ragazza non aveva la capacit` di dirsi: “questo a ` 3.4. LA TENEREZZA E LA RESPONSABILITA 47 non mi sta facendo delle richieste sponsali, ma vuole da me che io gli faccia da mamma”. Tutte le richieste sono infantili, cio` non appartengono a una e dinamica sponsale, perch´ lui non era maturo. e Per essere maturi bisogna aver fatto un viaggio dentro al proprio mondo interiore, bisogna conoscere la propria essenza di uomo. Una persona dimostra di essere immatura, nella misura in cui esige qualcosa da te. Iniziare ad amare ` come partire per un viaggio, prima di tutto mi devo collocare dentro e alle aspettative dell’altro, ai suoi sentimenti, poi devo verificare che siano di natura matura, allora potr` accedere all’altro, andargli incontro, allora avr` o o la capacit` della tenerezza, quella tenerezza che poi trover` la sua massima a a espressione nel rapporto sessuale. Ma questo ` il termine di un cammino. Si e unir` a sua moglie e saranno una sola carne, allora s` che il rapporto sessuale a ı acquista il significato di alimento dell’amore, altrimenti il rapporto sessuale ` un veleno che uccide l’amore. e Tanta ` cresciuta la responsabilit`, tanto si pu` esprimere, con la corpoe a o reit`, la tenerezza, fino al punto in cui lo sposalizio coincide con il linguaggio a del sesso. Queste linee devono essere parallele tra di loro nell’uomo e nella donna, perch´ tutte le relazioni umane sono governate dal principio paritario. e Il rapporto umano, tra le persone, deve essere paritario. Ges` lo affermau va molto chiaramente dicendo: “voi non chiamate nessuno Padre su questa terra perch´ il Padre ` uno solo, quello del cielo. Voi non chiamate Maestro e e nessuno sulla terra, il Maestro ` uno solo, il Cristo. Voi siete tutti fratelli”. e Con questo si afferma il principio fondamentale che deve regolare le relazioni umane, il principio paritario. Quando un figlio nasce all’interno di una famiglia, inizialmente il rapporto non risulta paritario, perch´ il bambino ` dipendente, per` crescendo, il e e o rapporto deve diventare paritario. E quando avr` 20 anni, tu non hai daa vanti un figlio o una figlia, ma un uomo con una sua personalit`. Se non hai a fatto opera devastante prima, hai di fronte una persona che ` maturata, e il e rapporto con lei ` paritario. e Tanto ` cresciuta la responsabilit`, che hai verificato nel tempo, e tanto e a si esprime nella tenerezza, nella corporeit`, nell’emozione e nei sentimenti. a Facciamo l’ipotesi che un ragazzo e una ragazza si sono messi insieme quando erano molto giovani, ad esempio a 15 anni. Che cosa accade? L’adolescenza ` un periodo della vita in cui un ragazzo e una ragazza devono e conoscere tanti amici, in quanto questo insegna loro ad aprirsi e consente loro di fare una fondamentale esperienza di umanit`. Ma alla fine una ragazza si a fissa con un ragazzo, che chiameremo Andrea, e di conseguenza tutti gli altri 48 CAPITOLO 3. LEGGI FONDAMENTALI DELL’AMORE spariscono, rimangono sullo sfondo. Questa ragazza, per`, non avr` vissuto, o a in qualche modo, a livello emotivo, l’adolescenza, ma avr` fatto la persona a matura, quello che avrebbe dovuto fare a 20 anni. Dato che la natura non sopporta balzi, come non si pu` prendere un bamo bino e stirarlo, perch´ soggetto a una legge di crescita naturale, cos` quello e ı che non ` avvenuto prima provvede la natura a farlo avvenire comunque, a e tempo debito, lo fa recuperare. Supponiamo che i due si siano messi insieme a 15 anni, per cui, arrivati intorno ai 20 anni, magari succede che ad Andrea, che anche si era fissato con quella ragazza, per esempio Luciana, si dilatano gli occhi e si accorge che anche Laura non ` niente male! Lui pensava e che il mondo finisse l` nella sua Luciana, e invece... Oh, ma anche Giorgia ı, ` un bel pezzo di donna, e che intelligenza! Per cui inizia ad allargare gli e orizzonti, cosa che avrebbe dovuto fare nell’adolescenza, e inizia cos` a sfarı fallare e si deresponsabilizza, torna indietro. Questo fenomeno pu` accadere o indistintamente sia nel ragazzo che nella ragazza. Generalmente, succede che il partner, per mantenere il legame, cresce nella tenerezza, fino al punto in cui, supponendo che si tratti di una ragazza, decide di dare tutta se stessa: “quando ti ho dato la verginit`, non puoi dubitare del mio amore per te”. Si a pensa in questo modo di salvare la relazione, ma ` il modo classico per fare e il funerale ad una storia d’amore. Una ragazza una volta mi disse: “Giovanni, ma quando una ` cotta, e cosa deve fare?”. Quando una ` cotta, molto spesso agisce in questo modo, e perdendosi, perch´ cos` l’amore ` prostituito. e ı e L’amore sponsale ha un’esigenza tale che, dando amore, si deve ricevere amore. Non lo si pu` svendere. Tu non puoi avere un amore di tipo matero no, l’amore materno ` gratuito, ma l’amore sponsale vuole una reciprocit`. e a Questo va tenuto ben presente. L’amore non si deve mai prostituire! Se, ad esempio, tu mi dai amore, io non ti posso dare in cambio un viaggio in Africa, una pelliccia o una macchina. L’amore con amor si paga. Che cosa avrebbe dovuto fare, a questo punto, la ragazza? La ragazza, se governata dal cervello, conoscendo quanto si ` detto, avrebbe dovuto cone servare il rapporto paritario tornando indietro, con la tenerezza, fin dove era tornato indietro il ragazzo. Quando c’` questa luce, in una percentuale alta e il rapporto si recupera, ma quando non c’` questa luce, si d` il colpo finale e a al rapporto, che finisce. Esiste un detto: “Dio perdona sempre, l’uomo perdona qualche volta, la natura mai”. Se trasgredisci qualcuna delle leggi fisiche o psichiche, la natura ti si rivolta contro. Io posso essere assolutamente convinto che volo, volo, ` 3.4. LA TENEREZZA E LA RESPONSABILITA 49 volo. Vado in cima a questo stabile e mi butto di sotto. Il risultato ` che e crepo. La natura non perdona. Il mondo psichico ` uguale, se si trasgrediscono alcune leggi di fondo, e l’amore sfuma, o non c’`, o non cresce. e Anche per il mondo morale ` lo stesso. Dio ha dato dei comandamenti, e tu li puoi anche trasgredire, ma stai attento che il tutto ti si rivolta con` tro. Questo perch´ tutti noi viviamo sottoposti a leggi che ci governano. E e inutile che cerco di uscire attraverso a una parete, non ho ancora il corpo spiritualizzato che mi sar` dato! Ora come ora, se voglio uscire, devo passare a attraverso la porta. Allo stesso modo, anche per ci` che concerne il mondo o psichico se tu vai contro determinate leggi, queste ti si rivoltano contro. Quindi io devo accertare due cose: - la responsabilit`, che si vede strada facendo, mentre trascorrono i giora ni, mentre si susseguono gli eventi, i fatti. Va verificata su un campo ampio, vastissimo, e la persona deve essere vista nel suo contesto totale e non soltanto nel rapporto con il partner; - la tenerezza, che implica, invece, un rapporto pi` personalizzato, ma u anch’essa si muove in un ambito ampio. Bisogna osservare come la persona si relaziona all’interno della famiglia (vi ricordate? “Sono figlia di Betuel”, cio` mi colloco in questo contesto). E vedere come si relae zionano con lei i famigliari, che tipo di relazione ha con i fratelli, con la mamma e il pap`, la sorella, la nonna, i parenti, gli amici, i cugini, a se ` una persona che sa creare un tessuto di amicizia. Per`, qui, la e o verifica ` molto personale, perch´, ad un certo momento, mi interessa e e capire se questa donna ha le capacit` di viaggiare nel pianeta uomo, e a in particolare nel mio essere uomo. Questo lo verifico volta per volta. Ci incontriamo, discutiamo, parliamo, verifichiamo. Se, ad esempio, la invito a uscire con i nostri amici e andare in quel locale, in quel contesto, che io so di gradire molto, ma che potrebbe non piacere altrettanto a lei, anzi potrebbe anche crearle un po’ di disagio, posso vedere se mi viene incontro, se fa tutto il possibile per adeguarsi, perch´ e sa che a me piacerebbe. Viceversa, si vede se anche io ho la capacit` di a rinunciare, qualche volta, alle mie aspettative, se anche io so sacrificarmi per lei. E cos` via, fino a quando la persona si chiede se l’altro viaggia nel suo ı mondo interiore. L’altro ` capace di anticipare le mie parole, di verbalizzare, e 50 CAPITOLO 3. LEGGI FONDAMENTALI DELL’AMORE di cogliere, di far emergere quel che si crea in me nel profondo? Questa ` la e tenerezza. Quando in amore le cose non funzionano, quasi sempre ` perch´ a monte e e non c’` stato questo cammino di conoscenza reciproca e di verifica. Consie deriamo, ad esempio, il caso in cui ci sia stato un matrimonio riparatore a causa di una gravidanza inaspettata. Questo matrimonio non ` frutto di una e decisione maturata, ma piuttosto un evento piombato addosso. Quando si va a toccare la libert` umana, prima o poi la si paga. Bisogna stare attenti. a Il criterio dice che ` meglio un figlio fuori dal matrimonio che un matrimonio e forzato. Una volta una ragazza era rimasta incinta. Sono andato a parlare con lei e il suo ragazzo, erano due bambini immaturi! “Ma perch´ vi sposate?”. I e famigliari facevano una pressione... Io mi sono messo in mezzo dicendo che non si dovevano affatto sposare. Loro erano preoccupati per le reazioni dei rispettivi genitori che li volevano vedere sposati. Alla fine, i parenti sono partiti da casa con l’intenzione di picchiarmi e dicevano: “ti fanno perdere pure la fede, questi, guarda!”. “Non ti preoccupare che la fede non ce l’hai, non perdi niente!”. Loro sono venuti ed io mi sono nascosto, ma alla fine non li ho fatti sposare. Ero riuscito ad acquisire una certa capacit` di entrare a nell’animo di questi due ragazzi, gli ho spiegato alcune cose e loro le hanno capite. Se si fossero sposati, c’era il rischio che dopo due anni si sarebbero separati. Si sono sposati dopo tre anni, adesso sono una famiglia felice e contenta. Altre volte, per`, capita che in futuro nascano dei dissidi. o Quando c’` qualcosa nel rapporto che non va, essa va prima ad intaccare, e poi a far ammalare, infine a far morire l’amore e il suo linguaggio specialissimo che ` il linguaggio del sesso. e Questo dev’essere espresso in un contesto adeguato, perch´ diventi vero e e perch´ assolva al suo compito, che ` quello di alimentare l’amore, ma se non e e lo si mette nel contesto giusto, non da questi risultati. E se ` usato male, e va ad incrinare l’amore, il matrimonio. Se ho faticato tanto per conquistare una ragazza e poi, una volta conquistata, dico basta e comincio a dedicarmi all’universit`, al lavoro, agli hobby, tanto lei ` l`, il rapporto non funzioner`. a e a a L’amore deve essere alimentato, ci vuole impegno, ci vuole energia, altrimenti si spegne. Capitolo 4 La realt` del sesso e la realt` a a dell’amore 4.1 Il sesso Partiamo da una domanda molto spicciola: ma perch´ il linguaggio del sesso e solo dentro al matrimonio? E se lo facciamo il giorno prima? E se lo facciamo un mesetto prima? E un anno prima? Eh, facci uno sconto, no?! Si tende a dire: “che male c’`?”. Questo lo senti ovunque, te lo dice la e ragazzetta di 15 anni, sta sulla bocca di tutti. Il linguaggio del sesso: prima di tutto bisogna definirne il significato. Quando il Padre Eterno ci ha creati, ha dato, alle nostre membra, un significato. Per esempio, i nostri occhi hanno il significato di vedere, la bocca quella di parlare e di mangiare, l’orecchio quello di udire. Anche al sesso ha dato il suo significato. Esso ` espressione di piacere, e ha il significato di e amore e di generare vita. Ma l’essenza del significato del linguaggio sessuale ` mutua appartenenza di due persone, quel linguaggio sta a significare che e due persone, in qualche modo, si appartengono, per cui tramite questo linguaggio io ti metto il sigillo di propriet`, tu mi metti il sigillo di propriet`. a a Ora questo diventa vero nel matrimonio. All’universit`, una volta, sono rimasto molto colpito quando un terapeua ta, che ci teneva lezioni, diceva le stesse cose che ora sto dicendo a voi, pensando che quest’uomo, da come lo sentivo parlare, fosse un anticlericale, un uomo che non si intendeva di Dio. E allora mi sono detto: “ma guarda, anche attraverso la via della scienza si riesce ad arrivare alle stesse conclu51 52 ` CAPITOLO 4. LE REALTA DEL SESSO E DELL’AMORE sioni! Un uomo onesto, un uomo che ha esperienza delle cose umane, guarda dove ` arrivato!”. Questo mi ha fatto molto piacere e nello stesso tempo mi e ha sorpreso. Il rapporto sessuale significa mutua appartenenza di due persone. Dopo noi, per la nostra intelligenza, sappiamo che ha anche una valenza sociale. Se un ragazzo e una ragazza si danno un bacio, questo gesto rimane tra loro due, ma un rapporto sessuale ha implicanza sociale per l’arrivo di una terza persona, perch´ quel modo di esprimersi l’amore rimane aperto alla e vita. Di conseguenza, un bambino non pu` venire a caso, o per frutto di o uno sbaglio, un bambino va desiderato, ` una responsabilit`, e soprattutto e a gli si deve preparare il contesto all’interno del quale si collocher`. Il primo a contesto ` che mamma e pap` si vogliano bene e che siano una comunit` e a a stabile, emotivamente, psicologicamente ed economicamente stabile. Ora, qualcuno mi potrebbe dire: “per`, Giovanni, oggi ci sono tanti meo ` vero che ci sono tanti metodi, per` stai anche attento che questo todi. . . ”. E o linguaggio lo devi usare in una condizione in cui l’emotivit` entra totalmente a ` e pienamente, e la razionalit` si deve ritirare. E allora che diventa gioioso a e quindi alimenta l’amore, ma se c’` la paura di rimanere incinta, ma se c’` e e la paura. . . questo ha un’implicanza tale che lo avvelena, non lo fa diventare gioioso. “Ah, ma non c’` pericolo, perch´ c’` la pillola!”. Va bene, c’` la e e e e pillola. Una volta, a Bibo Valentia, i medici hanno organizzato un convegno sulla pillola, su cui poi ` uscito un documento. Sono rimasto terrorizzato, perch´ e e contavano, allora, 54 conseguenze negative, e mi ricordo una frase: “una bomba atomica nel corpo di una donna”. Oggi si suppone che la scienza, la ricerca, abbia calibrato meglio tutte le cose. Questo risale a diversi anni fa. Queste sono considerazioni semplicemente umane, le recepisce anche uno psicologo. Ma noi sappiamo anche altre cose, noi sappiamo che il nostro corpo ` il tempio di Dio, noi sappiamo che questo tempio deve essere rispettato, e che questo tempio deve essere gestito proprio come un tempio. Quando si entra in una chiesa, non ` come entrare in una fabbrica. Vedremo che san e Paolo, quando fa la lista dei vizi, al primo posto ci mette sempre i disordini in questo campo, e dice anche delle parole forti: “e nessuno inganni il fratello, in questo campo, perch´ c’` un’implicanza del proprio rapporto con Dio”. Tutte e e le persone, quando hanno dei disordini a questo livello, subito instaurano inimicizia con Dio. Tutti quanti, per un intuito profondo, sanno che c’` e qualche cosa che si rompe in quella relazione, la pi` essenziale che esista, la u pi` forte, quella con Dio. Il disordine in questo campo crea, quindi, inimicizia u 4.1. IL SESSO 53 con Dio. C’era un uomo, un professore, che da un citt` del nord portava qui, alla a Porziuncola, dei giovani, perch´ si era fissato che doveva far conoscere loro e san Francesco. E gli dicevo: “ma tu, che hai tutta questa premura per i giovani, che tutti gli anni li devi portare in Assisi. . . ma tu!”. “Ah, io sono ateo”. Passa un anno, due, tre, quattro. Al quinto anno che portava i giovani in Assisi, ci siamo trovati una sera tardi a parlare e gli ho detto: “ma senti, adesso parliamo tra di noi guardandoci negli occhi, qui non mi ritornano i conti! Il tuo essere ateo che cosa significa? Guarda te lo dico io, l’ateo ` sempre una persona che nasconde un delitto. Scopri le carte! Che cosa e nascondi? Scopri le carte! A me non mi abbindoli!”. Ha scoperto le carte, aveva la relazione con quattro donne. Quello era il delitto che nascondeva. E mi ha detto: “Giovanni, ma se io mi converto, dopo le devo lasciare!”. L’ha tirato fuori, per` io gi` lo sapevo, perch´ non esiste l’ateo. o a e Il linguaggio del sesso diventa vero dentro alla realt` dell’amore. Tutte le a culture ti dicono che dal sesso si alimenta l’amore. No, ` l’esatto contrario, e dall’amore si parla il sesso. Per` noi viviamo in una cultura ben precisa. o Tutti i film che vediamo, tutti i fotoromanzi, tutte le storie, tutto quello che leggiamo, ha come presupposto base sempre questo, che il sesso alimenta l’amore. Questo concetto ci viene sbattuto sul muso in tutte le salse. Se qualcuno dovesse, anche in un solo caso, scoprire che questo schema ` rotto, e venga a segnalarmelo, perch´ io andr` a leggere quel libro, andr` a vedere e o o quel film. Viviamo in una cultura che ci bombarda. Su una rivista, una volta, avevo trovato un articolo, “I modi di vivere la sessualit`”. Presentava a 10 modi, sesso come antidepressivo, come fornitore di identit`, come strua mento di potere, come sfida generazionale, come socializzatore, come oggetto di scambio, come mezzo di comunicazione, come occasione di transfert. In senso psicologico e culturale, in realt`, si potrebbero trovare tantissimi altri a significati ancora, ma noi andiamo cercando il pensiero di Dio. Nel pensiero di Dio, questo linguaggio assume il significato di mutua appartenenza di due persone. Secondo libro di Samuele 13, 1-22 La Bibbia non riporta mai un brano giusto per farlo. Talvolta, in certi film, per renderli pi` attraenti, si mettono alcune scene un po’ piccanti. u Nella Bibbia non succede. La Bibbia, quando riporta un episodio, rivela una verit` che ha un valore perenne, e su quella realt` comunica il pensiero di a a Dio. Questa pagina ` proprio relativa al tema che noi stiamo trattando. e Troviamo un uomo innamoratissimo, fino ad avere delle conseguenze fisi- 54 ` CAPITOLO 4. LE REALTA DEL SESSO E DELL’AMORE che, psicosomatiche, che abbindola una ragazza per soddisfare il suo grande bisogno d’amore. La ragazza, a dire il vero, gli ha detto: “mettimi sotto la tenda del matrimonio: chiedimi al re, non mi rifiuter` a te”, in altre parole: a “sposiamoci!”. Per` lui ` stato molto furbo e, come molte volte i giovani o e di oggi, non vuole la responsabilit` del matrimonio. Al tempo stesso, per`, a o vuole soddisfare il suo bisogno e, in qualche modo, con la violenza, si impone. Avviene un processo psichico che si chiama formazione reattiva, lo si studia in psicologia. La formazione reattiva ` un modo di funzionare dell’io psichico e umano. Amore e odio si trovano molto vicini tra loro, un grande amore potrebbe diventare un grande odio e un grande odio potrebbe diventare anche un grande amore. Questa problematica si studia quando si va a sviscerare la problematica edipica, il complesso di Edipo, dove ancora ci sono studi e approfondimenti da fare. Insomma, il problema ` tale che ci si domanda come e si faccia a diventare psichicamente uomo, psichicamente donna. Sappiamo anche che alcune persone non lo diventano. In questi casi, che cosa succede? La problematica edipica, detto un po’ grossolanamente, ` la seguente. Un e bambino nasce, ` strutturato maschio, ma lo deve diventare anche psichicae mente. Come accade questo? E poi, perch´ alcune persone non lo diventano? e Un bambino, quando nasce, ` un tutt’uno con la mamma. Dopo, per`, tra e o i 2 e i 4 anni, ` profondamente innamorato della mamma. Qualche volta, e addirittura lo verbalizza, dicendo di volerla sposare. Pu` accadere anche che o abbia delle fantasie erotiche: “andrei molto volentieri con la mamma, ma c’` e anche quel carabiniere di mio padre. . . , non sia mai! Se lui potesse leggere i pensieri del mio cervello, viene e me lo taglia!”. Queste sono le fantasie che successivamente si rimuovono dalla persona, ma, se vai a vedere, rimangono delle tracce. Si struttura, quindi, nei confronti del padre, un odio violento. Per la formazione reattiva, questo grande odio, prima o poi, diventa un grande amore, fino a il ragazzo si identifica col padre, e questo processo lo porta ad essere psichicamente maschio, uomo. Nella donna, il processo ` un po’ pi` e u complicato, ma da qui ne deriva che nell’uomo si ha una struttura psichica sintetica, mentre nella donna si ha una struttura psichica analitica. In questo episodio, leggiamo di un grande amore. Infatti, non ` un amoe re di poco conto, si tratta di un sentimento fortissimo. Amnon desiderava fortissimamente il rapporto sessuale con Tamar, convinto che lo avrebbe soddisfatto e che quindi avrebbe alimentato l’amore. Il risultato ` stato l’esatto e contrario: “cacciala via, sprangale la porta dietro”. Ma prima lei gli aveva detto che quelle cose non si facevano in Israele. E questo vale per te oggi, cristiano, perch´ questo lo fanno i pagani, che non hanno la luce. Quando si e 4.1. IL SESSO 55 va a Gerusalemme, nel quartiere degli ebrei, ci sono delle scritte: “Figlia di Sion, tu non sei come le altre”. Queste cose non si fanno in Israele, perch´ e tu hai una luce che gli altri non hanno. Per`, nella gestione della sessualit`, o a quasi sempre un ragazzo di parrocchia ` tale e quale ad un pagano, perch´ di e e fronte a questa Parola di Dio, di fronte alla quale magari la donzella ha dato il suo dissenso, egli non risulta in accordo con Dio. La Parola di Dio ti dice che la struttura psichica umana non l’hai fatta tu, l’ha fatta una mente, e ti avverte che se vai contro, l’amore finisce. Vediamo se mi riesco a spiegare meglio. Una volta, stavamo facendo una missione popolare e ho conosciuto una famiglia. Erano ambedue pediatri. La signora, ad un certo momento, mi dice: “padre, immagini che cosa ` successo, mio marito mi ha portato l’amante e in casa davanti ai miei tre figli”, ed era veramente sbalordita!. Partecipavo della sofferenza, di tutto lo sconvolgimento che si era creato. La mamma, tra l’altro, l’aveva percepito anche nei figli. Lui aveva portato a casa la sua segretaria, presentandola come la sua amante. Io partecipavo ma, andando avanti e provando a fare un po’ di analisi, dissi: “signora, come ` stato e il vostro fidanzamento? Come andavano le cose?”. Loro venivano da una parrocchia in cui erano impegnati entrambi. Era dopo il 1968. I due erano considerati la coppia d’avanguardia, la coppia che tutti ammiravano, la coppia moderna, perch´ avevano i rapporti sessuali, dicendolo apertamente. e Poi si lamentavano perch´ la chiesa era un po’ matusa, “i preti sono un po’ e antiquati, ma quando si aggiorna la chiesa? Possibile che un Papa non faccia. . . , oggi i rapporti sessuali sono una cosa normale!”. Dato che le stesse cose io le ho vissute all’interno dell’universit`, riuscivo ad anticipare tutto a quello che diceva la signora. I due si erano rivestiti di enorme ammirazione da parte degli altri. Erano coppia all’avanguardia, gente che aveva studiato, e via di seguito. Ad un certo momento ho detto: “signora, chi semina vento raccoglie tempesta!”, la raccoglie dopo 15 anni, certo. “Prima hai voluto avere ragione, no? E oggi hai torto, perch´ tu, che sei donna hai il compito e di umanizzare e verginizzare un uomo, e tu non lo hai verginizzato. Ma se non verginizzi l’uomo della tua vita, sei condannata a condividerlo con altra persona. Se lo vuoi tutto e lo vuoi per sempre, lo devi verginizzare. ”Cara ` signora, la chiesa ha torto oggi, per aver ragione domani. E il destino del cristiano. Vuoi aver ragione oggi? Sta pur certa che la vita, prima o poi, ti presenta il conto¡‘. A questa signora l’aveva presentato, dopo 15 anni di matrimonio. Siamo nell’ambito di una realt` umana complessa, ma certamente, se Dio a 56 ` CAPITOLO 4. LE REALTA DEL SESSO E DELL’AMORE ti dice alcune cose, avr` i suoi motivi. E tu, prima di andare contro anche a solo a una delle cose che dice Dio, pensaci bene, perch´ Lui ha ragione e tu e torto. E ricorda che Dio, come Dio persona, perdona sempre, ma sono le leggi fisiche, psichiche e morali che non perdonano, perch´ l’amore non cresce. e Una volta incontrai una ragazzetta stava nel refettorio e piangeva. Io mi avvicinai e le dissi: ”che succede¿‘. Le era morto il pap` 10 giorni prima a e piangeva tanto, l’ho accarezzata e siamo diventati molto amici. Poi, l’ho invitata ai corsi. Lei ` venuta, ma la sua strada era il matrimonio, cos` ha e ı fatto il corso che state facendo voi. Era una ragazza con una capacit` di a corteggiamento unica, ci sapeva davvero fare. Era simpaticissima. Una volta, aveva individuato un ragazzo, che era di Firenze, ma diceva che voleva il biberon e l’ha fatto smammare, come anche un altro che voleva che le facesse da mamma. Cos` aveva fatto varie esperienze, e alla lunga si stava un po’ ı, smorzando, ma io l’ho incoraggiata a non temere, ch´ il Cantico dei Cantici e dice ”. . . dopo aver attraversato le guardie della citt`, incontrai l’amato dela l’anima mia“, e significa che, dopo le difficolt` della vita, arriva. Una sera, a era andata ad una festa ed aveva incontrato un ragazzo bellissimo. Allora l’ho attizzata molto: ”dai, dagli sotto, forza¡‘. E lei ci sapeva fare in una maniera! E l’ha conquistato. ”Beh! Penso io a ringraziare Dio, perch´ tu e ora non hai molto tempo¡‘. E di tanto in tanto mi informava. Parlando con me, una volta, mi diceva che questo ragazzo le diceva di volerle bene, ma non di amarla. ”Che cosa significa¿‘. ”Non gli nascono i sentimenti“. La ragazza cominciava ad essere preoccupata. Le dicevo: ”Ma tu vesti bene¡‘. ”A me vieni a dire queste cose?¡‘. Io gi` ipotizzavo nel mio cervello, per` non a o conoscendo le persone. . . anche per non dare un giudizio. Una volta, le ho detto di venire insieme con lui che avremmo parlato: ”ah no, Giovanni, lui non viene perch´ ` un anticlericale, non va mai in chiesa, lui ` arrabbiato con ee e Dio, siamo amici, ma non gli dico niente, no, no, lui non viene“. Parlando, poi, ` venuto fuori che lui era molto sensibile all’arte. Ho preso la palla al e balzo: ”qui in Assisi ci sono chilometri di arte, gli affreschi di Giotto, se li metti uno dopo l’altro, non so quanti chilometri fanno. Dato che questa era una ragazza molto intelligente e sveglia (ci si intendeva in una maniera!), ci siamo messi d’accordo: “voi venite, andate su, visitate Assisi, poi, ad una certa ora, gli dirai: ’beh, ora andiamo a prendere la superstrada a Santa Maria degli Angeli, e anche l` c’` un po’ di arte’, e mi dai un colpo di telefono”. ı e Nel momento indicato io aspettavo la telefonata. E verso l’una mi arriva: “Giovanni, tra un’oretta ci troviamo gi`”. Dove facevo i colloqui, c’era semu pre una fila di gente, ma quel giorno ho fatto smammare tutti e sono stato 4.1. IL SESSO 57 ad aspettare. Sono venuti, hanno fatto un giro, poi ` passata davanti alla e mia porta, ha visto la luce e ha detto: “mi sa che qui c’` il mio amico Gioe vanni, perch´ vedo la luce!”. Entra e iniziamo a farci saluti calorosi: “ciao, e come stai?”. Intanto il fidanzato non era entrato. Abbiamo fatto un po’ di festa: “mi hai detto che hai trovato un ragazzo bellissimo, ma non me lo fai conoscere?” “S` Iniziano i saluti: “entrate, sedetevi!”. “Ma veramente ı!”. siamo un po’ di fretta!”. “Ma non preoccupatevi, solo un minuto!”. Ci siamo seduti, abbiamo iniziato a parlare del pi` e del meno, di Giotto e Cimabue, u dell’arte. Insomma, preso l’argomento che gli interessava, mi sono addentrato nel discorso. Ad un certo momento, la ragazza aveva iniziato a parlare, portando il discorso dove le interessava: “Giovanni, va tutto bene, passiamo delle belle giornate, eccetera, per` lui dice che non ha i sentimenti. . . ”. “Pero bacco, non ha i sentimenti! Ma come, non hai i sentimenti? Ma una ragazza cos` bella? Non ti piace?”. “No, su questo non ho niente da dire, per` non ı o ho i sentimenti”. “Ma guarda! Ma come! Come mai? Ma Gabriella, tu non sei premurosa?”. “S` s` per` non ha i sentimenti!”. Dato che avevo fretta, ı, ı, o perch´ avevo paura che se ne andassero, ho fatto una cosa che non si deve e fare. Tutto a un tratto, mi sono fatto serio, l’ho guardato negli occhi: “non hai i sentimenti? O ti masturbi o vai con altre donne. Smettila!”, ` violenza, e capite?! Non si deve fare, anche perch´ lo conoscevo da poco, ma e quella era l’occasione che mi era capitata e non me ne sarebbe capitata un’altra! Il ragazzo, poverino, si ` fatto tutto rosso rosso. Malfatto, ma e benvenuto, perch´ in futuro deve essere successo qualcosa: lui si deve essere e recuperato sessualmente ed ` nato l’amore che prima non c’era, si sono sposati e ed hanno gi` un bambino. a Tutto questo per dire che queste energie hanno lo scopo di trasformarsi, devono diventare amore. Questo ` lo scopo ed ` questo che tu non sai con e e il tuo cervello, ma te lo dice Dio. Se vuoi, perch´ il Signore, in fondo in e fondo, mi chiede di essere casto? Lo so perfettamente, perch´ questa ` la e e condizione per cui quelle energie diventino grande disponibilit` di amore. a Questo lo puoi sperimentare. E nel matrimonio ` la stessa cosa. Per cui, e tu donzella, hai il compito di verginizzare un uomo, perch´ l’uomo, dentro e al cervello, ha un dischetto incantato che dice: “sesso. . . sesso. . . sesso. . . ”. E per soddisfare questo bisogno, l’uomo fa i salti mortali. Poi, quando di fronte a questo bisogno di fondo c’` tutta una cultura intorno che applaude, e concludi che non pu` che essere cos` Ma tu non dare retta al tuo cervello, o ı. non dare retta agli altri, dai retta a Dio. Questo episodio della Bibbia te lo dice chiaramente. Sapete come ` finita quella storia? Quando facevano la e 58 ` CAPITOLO 4. LE REALTA DEL SESSO E DELL’AMORE tosatura delle pecore, tutti i figli del Re si ritrovavano per una festa comune. I servi di Assalonne, fratello di Tamar, hanno aggredito Amnon e l’hanno ucciso. Questo perch´ il comportamento di Amnon ha anche conseguenze e sociali importanti. Se si esamina il testo, la ragazza ha espresso chiaramente la sua posizione: “sposiamoci! Dillo al Re e ci sposiamo!”. Ha capito che quel che voleva fare il fratello era possibile solo all’interno del matrimonio, perch´ e “queste cose non si fanno in Israele”, diversamente sarebbe diventata oggetto di obbrobrio. La ragazza pensa: “dove vado a portare il mio disonore?”. L’averla scacciata ` ancora peggio della violenza che gli aveva fatto! Ci sono e molti elementi interessanti in questo brano. David, il padre, ha sentito parlare di questo episodio, per` non ` intervenuto, perch´ amava Amnon. David, o e e cio`, ha consumato l’essenza del peccato dell’uomo, del maschio. L’essenza e del peccato della donna ` di vestirsi da crocerossina, da salvatrice, cio` la e e donna si fa Dio, salvatrice, mentre l’essenza del peccato dell’uomo ` di non e intervenire. L’uomo era stato costituito capo della creazione, per cui quando Eva ha fatto il disordine, lui avrebbe dovuto ricostituire l’ordine. Non l’ha fatto, si ` lasciato trascinare. Se si vanno ad analizzare tutti i mali di una e figlia o di un figlio, all’interno di una dinamica familiare, ci si trova sempre un padre che non interviene, smidollato, senza palle. Ecco perch´ si dice una e “societ` senza padre”. a Concludendo, il linguaggio del sesso ` molto delicato da usare, per le dife ferenze tra la struttura fisica e psichica della donna e quella dell’uomo. In breve, bisogna sapere che, come dice Freud nei suoi tre saggi sulla sessualit`, a il bambino prova in primis il piacere nella bocca, attraverso il mangiare, poi passa all’ano e infine nei genitali. Nel maschio, se tutte le cose procedono bene, questi sono i passaggi. Nella donna, invece, la libido, il piacere, rimane diffusa nella corporeit`. Quasi tutto il corpo della donna ha valenza libidica. a Prova piacere nel collo, nel seno - un uomo dovrebbe sapere che la stimolazione del seno in una donna ha valenza libidica tanto quanto i genitali- nei fianchi, nella spina dorsale, nelle natiche, nella parte interna delle cosce, nel pube, che ` ha valore libidico altissimo. Nell’uomo, invece, non ` cos` e e ı, il piacere ` tutto concentrato nei genitali, perch´ sono esterni, mentre nella e e donna sono interni. Una donna prima di tutto vuole un contesto di grande sentimento e grande amore, poi dopo, per parlare questo linguaggio, un uomo, che veramente ha sviluppato la tenerezza, cio` ` arrivato a capire il funzionamento della e e persona, dallo stato di riposo via via deve introdurre la donna alla totalit` a della sua corporeit`, per cui ci vuole un contesto particolare, ci vuole tempo e a 4.1. IL SESSO 59 ci vuole spazio, ci vuole soprattutto che l’uomo sappia contenersi, cio` sia un e uomo che ha lavorato l’affettivit`, la sessualit`. Ad un uomo puoi chiedergli a a tranquillamente di prendere il Subasio e di girarlo dall’altra parte che lui lo fa, ma se tu gli chiedi di essere casto . . . , insomma al maschietto puoi chiedergli tutto ma non di contenersi su quell’aspetto l` perch´ gli chiederesti delle cose ı, e difficilissime. Soltanto un uomo maturo, un uomo verginizzato, un uomo veramente responsabile, un uomo tenero e maturo secondo quei criteri che noi dicevamo, approcciando e avvicinando una donna ama voler bene, volere il bene dell’altra persona, allora lui sa che la deve coinvolgere in tutto, prima di tutto affettivamente (stai attento che questa ` una cosa imprescindibile; la e donna nel rapporto con un uomo, fuori da un contesto affettivo, non regge, a meno che non si tratti di una donna alienata, alla deriva. Quindi vuole un grande contesto di amore e di affetto, poi vuole il coinvolgimento di tutta la corporeit` fino al punto in cui, via via, arriva al rapporto sessuale, ad un a apice di piacere, e una volta pervenuta all’apice di piacere bisogna ancora stare vicino con parole dolci, carezze, ecc. fino al punto in cui ritorna lo stato di riposo. Nell’uomo, il maschio, il meccanismo ` totalmente diverso: anche l’uomo, e se non ` un alienato, vuole un contesto di amore e di affetto. Per` il mae o schietto va anche con la prostituta di cui non conosce nemmeno il nome, e ci va per uno sfogo puramente animalesco, per` lui pu` anche aver litigato con o o la moglie e la sera le chiede tranquillamente un rapporto sessuale; questo per una donna ` inconcepibile e lo percepisce come una grande violenza. Per` e o in lui il meccanismo ` tale che, dallo stato di riposo, non gli serve niente per e arrivare a un picco di piacere per poi ritornare allo stato di riposo. Quindi i meccanismi sono molto diversificati: se questo tu non lo sai, se vai allo stato brado, una donna, di per s´ generosa, pu` starci per farti piacere una volta, e o due, tre, un mese, cinque mesi, ma poi, dopo, il mondo psichico si ribella. Ma si ribella anche il mondo fisico: il vaginismo e certi disturbi, la percezione di una terribile violenza. . . Una volta dicevo queste cose in Puglia, in una cittadina, ed ` venuta una signora dicendomi: “Padre, ` successo a me proe e prio come ha descritto: i primi due mesi sono stati per me un inferno! Poi, dopo, un giorno ho preso il coraggio a due mani, ho preso mio marito e gli ho spiegato tutto: ”Cos` non si fa¡‘. Padre, mio marito ` stato buonissimo, ı e e da allora noi abbiamo potuto costruire 50 anni di matrimonio con i figli. Fosse stato solo per i primi due mesi, io me ne sarei ritornata a casa”. Io ascolto queste cose soprattutto dalle famiglie; una volta ho fatto una domanda: “Ma come? C’` tanta aspettativa per questa prima volta, per e 60 ` CAPITOLO 4. LE REALTA DEL SESSO E DELL’AMORE questa prima notte, che quando si sono sposati non ne parlano pi` con entuu siasmo”, e allora mi hanno spiegato che per parlare questo linguaggio ognuno deve trovare una sua armonia, alcuni la trovano entro uno spazio di tempo, altri, come mi ha detto un uomo, l’hanno raggiunta dopo 8 mesi. Questo rimane il sacrario, il mistero che tu donna mai dirai a qualche tua amica quello che succede nell’intimit` tra te e tuo marito, e tu marito mai farai a minimamente riferimento a questo per banalizzare o per quel ridere sciocco e sottosviluppato, di persona che non ha altre risorse che il sesso per ridere (questa ` proprio la targhetta di sottosviluppato). Allora tu non farai mai e battute nei confronti della donna della tua vita, perch´ questo rimane il tuo e sacrario; questo ` il primo elemento di scricchiolamento di una intimit`, pere a ch´ ` una cosa delicatissima. Le coppie si trovano la loro armonia, il loro e e cammino che ` il loro. Io, questo, l’ho sentito dalle persone sposate, persone e serie che noi avevamo chiamato per parlare a centinaia di giovani, di ragazzi, di coppie ecc., persone responsabili. Se, ad un certo momento, le cose vanno cos` tu fai una violenza; per ı, parlare questo linguaggio ci vuole il suo contesto, deve diventare vero. Se viene parlato cos` diventa un linguaggio gioiosissimo, ` un linguaggio veraı, e mente unificante; quando una donna l’hai fatta godere a questo livello, sta’ pur certo che si far` in quattro, sar` una donna che spaccher` il mondo pur a a a di venire incontro alle aspettative, alle esigenze, per far piacere al marito sotto tanti altri aspetti nella vita. Ma molte volte quando avvengono le incrinature, quando avvengono i dissidi, tu vedi che molte ` proprio qui (nella e sfera sessuale) che non funziona, perch´ ` qui che la persona ` abbandonata ee e all’istinto cos` come viene: ecco perch´ non bisogna mai valicare la soglia ı e dell’amore che la persona non sia in qualche modo iniziata. E del triangolo abbiamo esaminato soltanto un angolo: il sesso. 4.2 L’amore Su questo argomento i libri sono infiniti, ma noi cercheremo di vedere come ce lo presenta Dio. Dobbiamo innanzitutto tenere presente una cosa: l’amore tra due persone nasce da una terza entit` invisibile, che gli psicologi chiamano “relazione” a ed un credente chiama “Spirito Santo”. Siamo stati creati a immagine e somiglianza di Dio e funzioniamo proprio come funziona Dio, dove c’` Padre, e Figlio e Spirito Santo. L’amore ` perci` una realt` che ha una sorgente e o a 4.2. L’AMORE 61 invisibile (hai mai osservato una raffigurazione dello Spirito Santo?). Per strutturare l’amore, dobbiamo innanzitutto capire dove ` la sorgente: ` dalla e e relazione che fluisce l’amore a lui e a lei. Se voglio voler bene ad una ragazza, la mia prima preoccupazione deve essere quella di creare tra me e lei una buona relazione. Io sono un frate e la mia relazione esclude ogni forma di desiderio e di possesso nei suoi confronti; per cui io opero ma so bene che il volerla possedere come in un rapporto sponsale non ` nella logica. L’amore e di un frate, a differenza di uno che si sposa, ` semplicissimo, con una sola e differenza: non c’` l’esercizio genitale. Devo quindi curare questa terza entit` e a invisibile: devo rendere disponibili per lei i miei sentimenti, il rispetto, la gentilezza, la cortesia, il desiderio di conoscerla perch´ l’amore si nutre di e conoscenza, di fronte a lei il mio parlare deve essere “s` s` - no, no” perch´ il ı, ı e di pi` viene dal maligno. Non posso relazionarmi con lei con una maschera u perch´ le faccio del male, devo avere il coraggio della verit`. e a Spesso a noi frati capita di incontrare persone che pongono dei problemi: “Mio marito mi tradisce, e in me si ` scatenato un odio e una vendetta e che io non riesco a sostenere e a reprimere”. Solitamente le persone che si interpellano cercano di dare sempre dei consigli. Il coraggio della verit` a esige invece che io, che posseggo altre qualit` che non ha lo psicologo, inizi a a operare sulle soluzioni tentate: “Cosa ti ha detto tizio? Che risultato hai avuto?”, “Nessuno!”. Oppure: “Ho fatto un aborto. Mi hanno detto questo e quest’altro, per` i sensi di colpa mi logorano!”. La prima cosa che bisogna o fare di fronte ad una persona che, ad esempio, ` animata da un odio violento, e ` fare la verit`. Fare capire alla persona, invece di suggerire e di dare tante e a ricette, che da questa situazione, umanamente e con le sole sue forze non pu` o venirne fuori. “Sono pazzamente innamorata di un uomo sbagliato”. Le puoi dare tanti suggerimenti, farle capire quanto ` illogico, che non pu` funzionare e dirle e o tutte le parole di questo mondo, per` la persona non cambia. Cos` ad una o ı, persona drogata puoi fare tutte le prediche di questo mondo, ma lui ` arrivato e al limite e sta con le spalle al muro. La verit` ` una sola, ` una persona, ` ae e e Ges` Cristo. A quella persona devi dire: “Tu sei arrivato al limite umano, u tu non puoi salvarti con le sole tue forze!”. Se la persona ci crede, chiede ` aiuto a Dio e ne viene fuori. E necessario, quindi, curare questa terza entit` a invisibile, perch´ l’amore nasce da l` e ı. In Gal 5, 13-26 S. Paolo descrive quelli che sono i frutti dello Spirito e le opere della carne: “Vi dico dunque: camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare i desideri della carne. La carne, infatti, ha desideri 62 ` CAPITOLO 4. LE REALTA DEL SESSO E DELL’AMORE contrari allo Spirito, e lo Spirito ha desideri contrari alla carne. Queste cose si oppongono a vicenda sicch´ voi non fate quello che vorreste, ma se vi e lasciate guidare dallo Spirito non siete pi` sotto la legge, del resto le opere u della carne sono ben note: fornicazioni, impurit`, libertinaggio, idolatria, a stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere. Circa queste cose vi do preavviso, come gi` detto, che chiunque le compie non erediter` il Regno di Dio. Il frutto dello a a Spirito, invece, ` amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bont`, fedelt`, e a a mitezza, dominio di s´; contro queste cose non c’` legge. Ora, quelli che sono e e di Cristo Ges`, hanno crocifisso la loro carne con le sue passioni e i suoi u desideri. Se, pertanto, viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito. Non cerchiamo la vanagloria provocandoci e invidiandoci gli uni gli altri”. S. Paolo dice che nella relazione, questa terza entit`, ` necessario mettervi a e i frutti dello Spirito (e li enumera; amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bont`, mitezza, dominio di s´). Lo Spirito non lo vedi se non nei frutti, negli a e effetti, in quello che produce. C’` un’immagine, nella Bibbia, che in vista del prossimo anno, l’anno del e ` Giubileo, vi pu` essere preziosissima. E descritta nel brano di Ez 47, 1-12. o L’acqua, nella Bibbia, ` sempre collegabile allo Spirito Santo. Lo Spirito e Santo in una persona, in me, viene quando acquisisco il pensiero di Cristo e l’agire che Lui mi suggerisce (lo Spirito Santo non viene dietro alle “ideucce” da quattro soldi, non viene se io, ad un determinato problema, do la soluzione frutto del mio cervello, ma viene se acquisisco il pensiero di Cristo cercando di comportarmi in quel modo), e nella misura in cui acquisisco il pensiero di Cristo lo Spirito Santo viene e mi permette di fare le cose umanamente impossibili. Lo Spirito Santo ` paragonabile al sangue, che porta benessere a tutto e il tuo essere. La parola di Ges` Cristo la puoi immaginare come le vene e u le arterie che creano il circuito in tutto il tuo corpo, dal cervello fino alla punta dei piedi. Ges` Cristo ` venuto, quindi, a preparare la venuta dello u e Spirito Santo in mezzo agli uomini. Lo Spirito Santo ti fa vivere pienamente ` da uomo, ti trasforma in Dio. Vi ricordate quando Ges` ha detto: “E bene u che io me ne vada, altrimenti non viene a voi lo Spirito”? Tutto lo scopo dell’agire di Dio e Ges` Cristo era di far arrivare lo Spirito Santo, perch´ u e quando arriver` vi ricorder` tutto quello che vi ho detto facendovelo capire a a in profondit`, vi trasformer` da uomini impauriti a uomini pieni di forza. a a Quando viene lo Spirito? Lo Spirito viene, e tu lo vedi dai suoi effetti, 4.2. L’AMORE 63 quando, come cita Ezechiele, fluisce l’acqua. I suoi effetti sono amore, fedelt`, a pazienza, dominio di s´. Se fluisce lo Spirito, queste persone vengono irradiate e di tanto amore e le difficolt` che nascono tra moglie e marito si superano a perch´ c’` la forza dello Spirito, si superano il modo di vedere diverso, i e e propri limiti, facendo l’esperienza della carit` (1 Cor, 13). a Dove non c’` lo Spirito, una piccola difficolt` diventa una montagna, e a uno screzio diventa una frattura, perch´ con le tue sole forze umane dove e vuoi andare? Cosa vuoi fare? Essendo una creatura peccatrice incapace di amare, senza Spirito Santo non sarai fedele a tua moglie, non sarai casto, non riuscirai ad amare quella donna e neppure i tuoi figli. Lo Spirito Santo viene comunque, mandato da Dio Padre di tutti, e se hai il pensiero di Cristo, lo Spirito Santo ti “affoga” nell’amore. Se invece la tua relazione ` occupata dalle opere della carne (tutte le volte e che san Paolo inizia la lista dei vizi, mette sempre al primo posto tre riferimenti all’aspetto affettivo-sessuale), si tratta di ricominciare da una nuova “piattaforma”. In un’altra lettera (Col 3, 5-17), San Paolo dice: “Mortificate, dunque, quella parte di voi che appartiene alla terra, fornicazioni, impurit`, a passioni, desideri cattivi, quell’avarizia insaziabile, . . . ”. E in 1 Cor 6, 12-20 dice: “Tutto mi ` lecito, ma non tutto giova, tutto e mi ` lecito, ma io non mi lascer` dominare dal nulla. Non sapete che i vostri e o corpi sono membra di Cristo, prender` dunque le membra di Cristo e ne far` o o membra di una prostituta? Non sia mai! Non sapete voi che chi si unisce con la prostituta forma con essa un corpo solo (i due, ` detto, saranno un corpo e solo). Ma chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito. Fuggite la fornicazione”. Infine, citando 1 Ts 4, 1-8: “Per il resto, fratelli, vi preghiamo e supplichiamo nel Signore Ges` Cristo, che avete appreso da noi come comportarvi u in maniera da piacere a Dio, cos` come gi` vi comportate, cercate di agire ı a sempre cos` da distinguervi ancora di pi`. Voi conoscete, infatti, quali norme ı u vi abbiamo dato da parte del Signore Ges`, perch´ questa ` la volont` di u e e a Dio, la vostra santificazione; che vi asteniate dalla impudicizia, e che ciascuno sappia mantenere il proprio corpo con santit` e rispetto, non come a oggetto di passione e di libidine (come i pagani che non conoscono Dio). Che nessuno offenda o inganni in questa materia il proprio fratello, perch´ il Sie gnore `. . . di tutte queste cose, come gi` vi abbiamo detto e attestato. Dio e a non ci ha chiamati alle impurit` ma alla santificazione, perci` chi disprezza a o queste norme non disprezza un uomo, ma Dio stesso che vi dona il suo Santo Spirito”. 64 ` CAPITOLO 4. LE REALTA DEL SESSO E DELL’AMORE Tutto questo vale anche per lo psicologo. Se vuole studiare un problema di coppia, dovr` concentrarsi sulla relazione, non limitandosi ad ascoltare a solo lei o solo lui. Una volta venne da me una coppia di Assisi. Mai le mie orecchie avevano sentito tanto astio, tanto odio. Individuai nel loro rapporto otto “nuclei di morte”, quando spesso pu` bastarne uno a soffocarlo. Li invitai a trovare del o tempo per frequentare il corso e quando li rividi dopo tre mesi lei diceva: “` e inutile che gli avvocati mi vengano a dire, io quest’uomo l’ho sposato, ne sono responsabile di fronte a Dio, non ne voglio sapere di. . . ”. E io la guardavo. ` E proprio lei? Quando il rapporto non funziona non ` tutta colpa della moglie o del e ` marito. E necessario curare la terza entit` invisibile. Se in questa terza a entit` ci metti Dio, la preghiera e lo Spirito Santo vedrai miracoli. a Conosco una coppia di Napoli. Lei era una ragazza abbastanza ben strutturata psichicamente, ma lui era di una fragilit` incredibile. E la ragazza si a chiedeva, dubbiosa, che futuro le riservasse un uomo di cos` scarsa consistenı za. Cos` diedi a lui un estratto del commento al Vangelo di Marco di Silvano ı Fausti. Dopo averlo letto ha comprato l’intero volume e, pur senza pregarlo e semplicemente leggendolo, dopo tre mesi non lo riconoscevo pi`. Era divenu tato forte, lucido, creativo, intelligente, deciso. Si sono sposati dopo un anno e lui ` stato anche capace di gestire i difficilissimi rapporti con le famiglie. e Non si possono nemmeno immaginare l’amore tra di loro, la creativit` nella a gestione del matrimonio e la vita alternativa che stanno conducendo adesso. Questi sono i miracoli che fa Dio. E quando la persona cara ti si costituisce nemico, quando ` il prossimo e che ti inciampa, il partner, che si fa? Quando il prossimo tuo, l’uomo che hai sposato, la donna che hai sposato, ti si costituisce nemico che devi fare? Ricordati innanzitutto che la situazione umana pi` disperata, la morte, ` u e stata vinta. Allora saprai che se ti muore il padre Dio ti si costituisce padre e se ti muore la mamma Dio ti si costituisce mamma, perch´ il padre terreno e e la madre terrena sono soltanto un gradino per portarti alla vera paternit` a e maternit` che ` in Dio. Se ti muore lo sposo Dio si costituisce tuo sposo e a e se ti muore la moglie Dio si costituisce tua moglie. E questo lo devi sapere. Ecco quindi la scaletta da “imparare a memoria” di ci` che ` bene fare: o e 1. Devi pregare per il nemico. Se vuoi imbavagliare una persona che vuol farti del male, prega per lui. Io alla mattina appena mi sveglio mi chiedo quali sono le persone con cui ho pi` difficolt`, e per quelle u a 4.2. L’AMORE 65 prego, quelle raccomando a Dio. Perch´ Dio non ha nemici, Dio ama e tutti. Dio ` padre di tutti, buoni e cattivi. Allora tu subito ti sintonizzi e con Dio, anzi Dio, pi` una persona ` bisognosa e peccatore, pi` investe u e u amore per quella persona. Questo comportamento ` specifico cristiano, e ` non si trova in nessun libro e non ` prodotto dal cervello umano. E e rivelazione. 2. Devi portare il peso. Non devi pretendere che le cose siano magiche. Una certa immaturit` umana psichica e spirituale, fa percepire Dio a come una magia. Uno scrocchio di dita ed ` fatta. Non ` cos` e e ı. 3. Se hai da fare una cortesia falla prima di tutto a quella persona li che ti fa del male. Il 99% delle situazioni difficili trovano soluzione in questo. Perch´ quando una persona che ti ha fatto del male vede che non rimani e toccato, anzi che hai ancora le risorse di amore, sicuramente ne sar` a toccata. 4. Parlate tu e lei, da soli, senza coinvolgere altri. 5. Se le cose ancora non vanno, ci vuole la supervisione di una terza persona. Allora si prende una persona che non sia implicata nella dinamica, e gli si dice “tra noi le cose vanno cos` e cos` tu che ne pensi, tu che ı ı, ne dici?”. 6. Se le cose continuano a non andare, dillo all’autorit`. Nella Bibbia c’` a e scritto alla Chiesa. All’autorit`. a 7. Se le cose ancora non funzionano, distingui e fai chiarezza sui comportamenti. “Lei mi tradisce, anch’io la tradisco”. No! 8. Dove non puoi arrivare tu, pervenga la tua preghiera. Quando studierete teologia, gli esperti vi diranno che il modo di ragionare biblico ` ad e inclusione, a cerchio, parte con la preghiera e finisce con la preghiera. Tenendo sempre presente questa scaletta nella tua vita, in qualunque situazione tu possa capitare, non naufragherai. Una volta, tanti anni fa, a Milano ho conosciuto un clan familiare molto numeroso, erano circa duecento persone, e molto cattolico. Una famiglia di questo clan aveva cinque figli, e viveva una situazione molto drammatica. Il marito se ne andava spesso, beveva, conviveva con una donna. Io conoscevo i 66 ` CAPITOLO 4. LE REALTA DEL SESSO E DELL’AMORE figli di questa signora, in particolare c’era una ragazzo di diciassette-diciotto anni che aveva un taglio speciale e che io desideravo frate. La donna, rimase incinta e siccome aveva gi` cinque figli, era in et` avanzata e il marito era a a in quello stato, tutti, molto cattolici, gli consigliavano di abortire. Allora mi ha chiamato e mi ha detto: “io lo so bene quel che devo fare, possono dire tutto quello che gli pare”. Ha portato avanti la gravidanza, ne ` nata e una bellissima bambina. Poi, dopo circa otto anni, il marito ha un incidente stradale e rimane paralizzato. L’amante subito lo abbandona; la moglie lo va a prendere, lo riporta a casa e lo accudisce con grande tranquillit`, come a fosse la cosa pi` normale di questo mondo, fino alla morte avvenuta dopo u qualche mese. In questa storia si trovano tutti gli elementi di cui abbiamo parlato. Quando c’` almeno un lato del triangolo che regge la tenda, l’altra parte la fa Dio. e Quando si acquista questa sapienza, la vita ti si pu` presentare in tutta la o sua drammaticit`, ma si vive, perch´ Dio c’`, basta che lo chiami. a e e Un po’ di anni fa un frate della mia stessa et`, con cui ho condiviso gli a studi e tantissime esperienze, uniti da una profonda amicizia, ovunque mi incontra inizia a dirmi parolacce, mi offende. Mi faccio un piccolo esame e mi chiedo: “Ma che cosa ho fatto? Niente”. Per`, fratelli, il mondo non vive o di ragioni, il mondo vive di amore. Il cimitero ` pieno di gente che all’incrocio e aveva ragione. Quando sei morto che ci fai con la ragione? Non servono, Dio non da indicazioni in ordine alla ragione, da indicazioni in ordine all’amore. E noi siamo fatti a immagine e somiglianza di Dio. Forti come ` forte Dio, e teneri come ` tenero Dio. e Per verificare se la mia relazione con un’altra persona ` sana, io ho un e criterio. Il mio rapporto dev’essere un rapporto sinusoidale. Ci sar` una a situazione in cui dovr` essere forte e una situazione in cui dovr` essere tenero. o o La relazione allora ` sana, benefica me e benefica l’altra persona. Se invece e sono sempre remissivo o sempre aggressivo, la situazione ` patologica. e Quando la relazione si sviluppa cos` tra giusti momenti di forza e giusti ı, momenti di tenerezza allora ` sana. Alle mie richieste c’` stato un momento e e in cui sei stata complementare, mi sei venuta incontro, c’` stato un altro e momento in cui mi fai resistenza, allora tu veramente mi ami. E io ti amo. Quindi, nella relazione con il mio confratello, sapevo che un giorno avrei dovuto affrontarlo. E la grazia di Dio mi ` venuta incontro. e L’aggressivit` viene dalle frustrazioni, se ho una situazione di frustrazione a o di delusione questa produce aggressivit`, produce depressione, produce a compensazioni di vario tipo di cibo, produce masturbazione e tante altre 4.2. L’AMORE 67 cose. Sapevo dunque che doveva esserci una situazione di frustrazione ma non sapevo bene da cosa fosse procurata. E, dunque, sotto l’azione della grazia gli chiesi “Ma io in che cosa ti ho fatto male?”. E lui, anche lui toccato dalla grazia, mi ha detto che un mattino, quando eravamo in sacrestia per concelebrare, mentre metteva il camice io mi sono avvicinato e in quel contesto devo aver detto, mi ha detto lui ma io minimamente mi ricordo, “non sai neanche vestirti”. Per me dire cos` ` un modo di dire, ma per lui ha ıe avuto il significato di una totale squalifica della sua vita. E allora ho detto: “certo, ` una cosa grave e capisco anche perch´ tu hai messo in atto tutta e e questa aggressivit`. Comunque oggi guardandoti negli occhi ti devo dire che a ho avuto sempre stima di te per me non c’` stato mai un momento di crollo”. e E qual ` stato il risultato finale? ` stato che l’amicizia si ` rinsaldata ed ` e e e e diventata pi` forte. Non mi avesse fatto la grazia Dio, immaginate che cosa u sarebbe diventata la nostra relazione! Vi racconto ancora quest’altro episodio. Un frate molto anziano, di 82 anni, fu messo proprio nella stanza accanto alla mia. Questo qui, essendo vecchio ed essendo anche sordo, quando arrivava la mattina verso le quattro, cominciava a muovere le sedie, apriva il rubinetto, faceva un baccano e capite mi svegliava. Allora sono andato la e gli ho detto “Padre, ma non potrebbe fare un po’ pi` piano, per favore?”. Per` il giorno seguente era lo stesso, u o perch´ lui era sordo e non sentiva tutti i rumori che faceva. Di fronte a e questo fatto non potevo permettermi per` di cominciare ad alimentare e o albergare dentro di me sentimenti di rivalsa, di stizza, di rabbia. Perch´ e se io alimento la stizza e la rabbia, quando ti parlo, le mie parole vengono imbevute da questi sentimenti che ho dentro e tu lo senti, ti fa male. Portare il peso e privilegiare la cortesia. Ovunque era possibile lo facevo. Alla fine, quantunque io mi fossi alquanto adattato alla situazione, il disagio lo avevo provato sulla mia pelle. Una volta, una persona mi ha detto “Giovanni, ma tu chi ami?”. Nel mio spazio tra tante persone, tra tante amicizie, questo era l’uomo che amavo di pi`. Mi sono trovato ad amare di pi` l’uomo che pi` mi aveva fatto disperare. u u u Senza esagerare, disperare ` eccessivo ma certo del disagio me lo aveva dato. e Poi la grazia di Dio mi ` venuta incontro. e Ricordatevi bene di tutte le cose che abbiamo detto, che si riassumono in due elementi: curare la terza entit` invisibile e poi, nelle situazioni limite, a avere questa sapienza. La morte, la situazione pi` disperata, ` stata vinta. u e Per cui c’` spazio per un sano ottimismo, puoi andare avanti perch´ Dio c’`. e e e 68 ` CAPITOLO 4. LE REALTA DEL SESSO E DELL’AMORE Capitolo 5 La magna charta dell’amore cristiano 5.1 La storia di Tobia Chiunque si sposi deve aver meditato e conosciuto bene questo libro. Oggi ne proponiamo una introduzione. Tobia ` figlio di Tobi. Tobi ` un pio israelita che vive a Gerusalemme. e e ` un uomo giusto, ligio alla legge, e intrattiene un intimo rapporto con il E Signore. Viene deportato in Babilonia insieme a tutti i suoi concittadini. Uno dei rischi pi` gravi, durante le deportazioni (gli ebrei ne hanno subita u pi` d’una, nel corso della storia) era smarrire la propria identit`, la propria u a cultura e la propria fede per “amalgamarsi” con la gente del luogo. Tobi, per`, si conserva fedele. Continua a pregare e a lasciare un posto o libero alla propria mensa a disposizione di un pellegrino di passaggio, di un povero o di un bisognoso, nella consapevolezza che accogliere un povero significa accogliere il Signore. Ogni giorno rischia la vita nel tentativo di offrire una degna sepoltura agli ebrei che vengono crudelmente uccisi dai babilonesi e - in segno di sommo dispregio - abbandonati in pasto ai cani e agli avvoltoi. Un giorno, durante una ricorrenza ebraica, manda il figlio Tobia in giro per la citt` alla ricerca di qualche ebreo povero da invitare a mensa. Tobia, a invece che con un povero, rincasa con una pessima notizia: i babilonesi hanno ucciso l’ennesimo ebreo e ne hanno lasciato il cadavere in pasto agli avvoltoi. 69 70 CAPITOLO 5. LA MAGNA CHARTA DELL’AMORE CRISTIANO Il giorno di festa si trasforma, improvvisamente, in un giorno di lutto e Tobi - mosso a piet` - va a seppellire lo sventurato. a Un altro giorno, dopo una notte trascorsa a lavorare duramente, Tobi decide di riposarsi all’ombra, sull’angolo della casa. Improvvisamente lo sterco di alcune rondini cade sui suoi occhi e lo fa diventare cieco. Privato della vista, non pu` pi` fare alcun lavoro. La moglie si d` da fare, o u a e - per racimolare qualche soldo - trova lavoro come baby-sitter. Il datore di lavoro, un giorno, le regala un capretto. Lei lo porta a casa e, quando Tobi lo sente belare, interroga la moglie: “Che cos’` questo belare?”. e ` un capretto”, risponde lei. “E Tobi sospetta che la moglie lo abbia rubato, perch´ un capretto - allora e - era un dono di un certo valore. In preda agli scrupoli, perch´ non accetta e l’idea di essere tacciato di furto, dice alla moglie: “Va’ e riportalo dove lo hai preso. Non sia mai che nella nostra casa ci sia sentore di furto”. La moglie si sente umiliata e dispiaciuta. E gli rivolge frasi inconsulte. Si scaglia contro di lui urlando: “Ecco, tu che sei un uomo tanto religioso, che da quando eri bambino sei stato fedele al Signore, guarda come sei ridotto. Sei stato pio a Gerusalemme e ti hanno deportato; sei stato qui a rischiare la vita e sei diventato cieco”. Di fronte a questa reazione, Tobi rimane sconsolato. Quando avvengono questi fatti, sono gi` trascorsi una ventina d’anni dalla a deportazione. Prima di allora, Tobi aveva affidato un tesoro a un parente, nella Media, a Ninive. E aveva stilato con lui un contratto, nel quale stabiliva che il tesoro poteva essere ritirato soltanto quando i due pezzi di carta (quello custodito da Tobi e quello custodito dal parente) si fossero giustapposti. Anche a Ninive - intanto - si viveva una tragedia. Ne era protagonista Sara, la cugina di Tobia. Ella aveva sposato sette mariti, e tutti erano morti in occasione della prima notte di nozze. Sara, un giorno, viene aggredita da una serva, che le rinfaccia la sua situazione: “Guarda che donna sei, che hai fatto morire tutti questi uomini”. Profondamente ferita, Sara comincia ad accarezzare l’idea del suicidio. E soltanto il pensiero del grande dolore che avrebbe arrecato ai genitori la trattiene dall’insano gesto. Mentre accadevano queste cose e si consumavano questi drammi, Tobi oramai cieco e avanti negli anni - pensa sia giunta l’ora di andare a ritirare il tesoro. E ordina a Tobia: “Esci dalla citt` e cerca una guida, perch´ il a e viaggio ` lungo e molto pericoloso per le zone impervie e per i ladri”. e Tobia incontra un giovane e gli domanda: “Mi accompagneresti in Media?”. 5.1. LA STORIA DI TOBIA 71 E il giovane risponde: “S` ti accompagno”. ı, “Ma tu conosci bene la via?”. “S` ı”. Allora Tobia lo presenta a Tobi, che lo sottopone a una raffica di domande: “Chi sei?”. “Io sono Azaria, uno dei tuoi fratelli, della famiglia di Neftali, sono il figlio di. . . (e gli elenca tutta la genealogia)”. Il vecchio Tobi lo esamina attentamente e lo giudica intelligente e affidabile. E cos` Tobia e Azaria si mettono in cammino. ı Il viaggio si rivela immediatamente molto movimentato e pericoloso. Tobia viene salvato da un pesce (da cui Azaria estrae il fegato, il fiele e il cuore, utili medicamenti), incontra Sara, recupera il tesoro. . . Dopo molto tempo Tobia e Azaria fanno ritorno a casa. Appena arrivati, Azaria, servendosi del fegato e del fiele del pesce, guarisce il vecchio Tobi, che riacquista la vista. Tobia e Tobi, colmi di gratitudine verso Azaria, si domandano l’un l’altro: “Che cosa possiamo dargli per ricompensarlo di tutto quello che ha fatto per noi?”. E stabiliscono di donargli la met` del tesoro. Mentre glielo stanno a consegnando, Azaria rivela la sua vera identit`: egli non ` un uomo, ma l’ara e cangelo Raffaele, messaggero di Dio. Lascia loro alcune indicazioni relative al loro rapporto con Dio e poi sparisce. Questa storia ` la parabola di ogni avventura d’amore e di ogni matrie monio. Ogni matrimonio non ` altro che l’attualizzazione di questa storia: e la storia di una persona alla quale Dio mette accanto un angelo (il partner). Soltanto alla fine del viaggio la persona scopre che quello ` l’angelo di Dio, e che l’ha sostenuta nel cammino della vita. Proviamo a leggere l’ultima parte del capitolo 5 e i capitoli 6, 7 e 8 del libro di Tobia. Poi tenteremo di penetrarne i contenuti. Di andare oltre il suo linguaggio mitico, il suo “stile”, provando ad attualizzarlo e a cercare un lume per la nostra vita. Molte coppie li leggono durante i tre giorni di preparazione al matrimonio. Dal libro di Tobia Tobia si prepar` per il viaggio e, uscito per mettersi in o cammino, baci` il padre e la madre. E Tobi gli disse: “F` buon o a 19 viaggio!”. Allora la madre si mise a piangere e disse a Tobi: “Perch´ hai voluto che mio figlio partisse? Non ` lui il bastone e e della nostra mano, lui, la guida dei nostri passi? Si lasci perdere 5,18 72 CAPITOLO 5. LA MAGNA CHARTA DELL’AMORE CRISTIANO il denaro e vada in cambio di nostro figlio. 20 Quel genere di vita che ci ` stato dato dal Signore ` abbastanza per noi”. 21 Le disse: e e “Non stare in pensiero: nostro figlio far` buon viaggio e torner` a a in buona salute da noi. I tuoi occhi lo vedranno il giorno in cui torner` sano e salvo da te. 22 Non stare in pensiero, non temere a per loro, o sorella. Un buon angelo infatti lo accompagner`, riua 23 scir` bene il suo viaggio e torner` sano e salvo”. a a Essa cess` di o piangere. 6,1 Il giovane part` insieme con l’angelo e anche il cane li segu` ı ı e s’avvi` con loro. Camminarono insieme finch´ li sorprese la prio e ma sera; allora si fermarono a passare la notte sul fiume Tigri. 2 Il giovane scese nel fiume per lavarsi i piedi, quand’ecco un grosso pesce balz` dall’acqua e tent` di divorare il piede del ragazzo, o o che si mise a gridare. 3 Ma l’angelo gli disse: “Afferra il pesce e non lasciarlo fuggire”. Il ragazzo riusc` ad afferrare il pesce e ı 4 a tirarlo a riva. Gli disse allora l’angelo: “Aprilo e togline il fiele, il cuore e il fegato; mettili in disparte e getta via invece gli intestini. Il fiele, il cuore e il fegato possono essere utili medicamenti”. 5 Il ragazzo squart` il pesce, ne tolse il fiele, il cuore e il o fegato; arrost` una porzione del pesce e la mangi`; l’altra parte ı o 6 la mise in serbo dopo averla salata. Poi tutti e due insieme ripresero il viaggio, finch´ non furono vicini alla Media. 7 Allora il e ragazzo rivolse all’angelo questa domanda: “Azaria, fratello, che rimedio pu` esserci nel cuore, nel fegato e nel fiele del pesce?”. 8 o Gli rispose: “Quanto al cuore e al fegato, ne puoi fare suffumigi in presenza di una persona, uomo o donna, invasata dal demonio o da uno spirito cattivo e cesser` in essa ogni vessazione e non a 9 ne rester` pi` traccia alcuna. Il fiele invece serve per spalmarlo a u sugli occhi di uno affetto da albugine; si soffia su quelle macchie e gli occhi guariscono”. 10 Erano entrati nella Media e gi` erano a 11 vicini a Ecb`tana, quando Raffaele disse al ragazzo: “Fratello a Tobia!”. Gli rispose: “Eccomi”. Riprese: “Questa notte dobbiamo alloggiare presso Raguele, che ` tuo parente. Egli ha una e 12 figlia chiamata Sara e all’infuori di Sara nessun altro figlio o figlia. Tu, come il parente pi` stretto, hai diritto di sposarla pi` u u di qualunque altro uomo e di avere in eredit` i beni di suo paa ` dre. E una ragazza seria, coraggiosa, molto graziosa e suo padre ` una brava persona”. 13 E aggiunse: “Tu hai il diritto di sposare 5.1. LA STORIA DI TOBIA la. Ascoltami, fratello; io parler` della fanciulla al padre questa o sera, perch´ la serbi come tua fidanzata. Quando torneremo da e Rage, faremo il matrimonio. So che Raguele non potr` rifiutarla a a te o prometterla ad altri; egli incorrerebbe nella morte secondo la prescrizione della legge di Mos`, poich´ egli sa che prima di e e ogni altro spetta a te avere sua figlia. Ascoltami, dunque, fratello. Questa sera parleremo della fanciulla e ne domanderemo la mano. Al nostro ritorno da Rage la prenderemo e la condurremo con noi a casa tua”. 14 Allora Tobia rispose a Raffaele: “Fratello Azaria, ho sentito dire che essa ` gi` stata data in moglie a sette e a uomini ed essi sono morti nella stanza nuziale la notte stessa in cui dovevano unirsi a lei. Ho sentito inoltre dire che un demonio le uccide i mariti. 15 Per questo ho paura: il demonio ` geloso di e lei, a lei non fa del male, ma se qualcuno le si vuole accostare, egli lo uccide. Io sono l’unico figlio di mio padre. Ho paura di morire e di condurre cos` alla tomba la vita di mio padre e di mia madre ı per l’angoscia della mia perdita. Non hanno un altro figlio che li possa seppellire”. 16 Ma quello gli disse: “Hai forse dimenticato i moniti di tuo padre, che ti ha raccomandato di prendere in moglie una donna del tuo casato? Ascoltami, dunque, o fratello: non preoccuparti di questo demonio e sposala. Sono certo che questa sera ti verr` data in moglie. 17 Quando per` entri nella camera a o nuziale, prendi il cuore e il fegato del pesce e mettine un poco sulla brace degli incensi. L’odore si spander`, il demonio lo dovr` a a 18 annusare e fuggir` e non comparir` pi` intorno a lei. a a u Poi, prima di unirti con essa, alzatevi tutti e due a pregare. Supplicate il Signore del cielo perch´ venga su di voi la sua grazia e la sua e salvezza. Non temere: essa ti ` stata destinata fin dall’eternit`. e a Sarai tu a salvarla. Ti seguir` e penso che da lei avrai figli che a saranno per te come fratelli. Non stare in pensiero”. 19 Quando Tobia sent` le parole di Raffaele e seppe che Sara era sua consanı guinea della stirpe della famiglia di suo padre, l’am` al punto da o non saper pi` distogliere il cuore da lei. u 7,1 Quando fu entrato in Ecb`tana, Tobia disse: “Fratello Azaa ria, conducimi diritto da nostro fratello Raguele”. Egli lo condusse alla casa di Raguele, che trovarono seduto presso la porta del cortile. Lo salutarono per primi ed egli rispose: “Salute fratelli, siate i benvenuti!”. Li fece entrare in casa. 2 Disse alla moglie 73 74 CAPITOLO 5. LA MAGNA CHARTA DELL’AMORE CRISTIANO Edna: “Quanto somiglia questo giovane a mio fratello Tobi!”. 3 Edna domand` loro: “Di dove siete, fratelli?”, ed essi risposero: o “Siamo dei figli di N`ftali, deportati a Ninive”. 4 Disse allora: e “Conoscete nostro fratello Tobi?”. Le dissero: “Lo conosciamo”. Riprese: “Come sta?”. 5 Risposero: “Vive e sta bene”. E Tobia aggiunse: “` mio padre”. 6 Raguele allora balz` in piedi, l’abe o bracci` e pianse. Poi gli disse: “Sii benedetto, figliolo! Sei il figlio o di un ottimo padre. Che sventura per un uomo giusto e largo di elemosine essere diventato cieco!”. Si gett` al collo del parente o 7 Tobia e pianse. Pianse anche la moglie Edna e pianse anche la loro figlia Sara. 8 Poi egli macell` un montone del gregge e fece o loro una calorosa accoglienza. 9 Si lavarono, fecero le abluzioni e, quando si furono messi a tavola, Tobia disse a Raffaele: “Fratello Azaria, domanda a Raguele che mi dia in moglie mia cugina Sara”. 10 Raguele ud` queste parole e disse al giovane: “Mangia, ı bevi e sta’ allegro per questa sera, poich´ nessuno all’infuori di e te, mio parente, ha il diritto di prendere mia figlia Sara, come del resto neppure io ho la facolt` di darla ad un altro uomo all’infuori a di te, poich´ tu sei il mio parente pi` stretto. Per`, figlio, vogliono e u o 11 dirti con franchezza la verit`. a L’ho data a sette mariti, scelti tra i nostri fratelli, e tutti sono morti la notte stessa delle nozze. Ora mangia e bevi, figliolo; il Signore provveder`”. 12 Ma Tobia a disse: “Non manger` affatto n´ berr`, prima che tu abbia preso o e o una decisione a mio riguardo”. Rispose Raguele: “Lo far`! Essa o ti viene data secondo il decreto del libro di Mos` e come dal cielo e ` stato stabilito che ti sia data. Prendi dunque tua cugina, d’ora e in poi tu sei suo fratello e lei tua sorella. Ti viene concessa da oggi per sempre. Il Signore del cielo vi assista questa notte, figlio mio, e vi conceda la sua misericordia e la sua pace”. 13 Raguele chiam` la figlia Sara e quando essa venne la prese per mano e o l’affid` a Tobia con queste parole: “Prendila; secondo la legge e o il decreto scritto nel libro di Mos` ti viene concessa in moglie. e Tienila e sana e salva conducila da tuo padre. Il Dio del cielo vi assista con la sua pace”. 14 Chiam` poi la madre di lei e le disse o di portare un foglio e stese il documento di matrimonio, secondo il quale concedeva in moglie a Tobia la propria figlia, in base al decreto della legge di Mos`. Dopo di ci` cominciarono a mane o 15 giare e a bere. Poi Raguele chiam` la moglie Edna e le disse: o 5.1. LA STORIA DI TOBIA “Sorella mia, prepara l’altra camera e conducila dentro”. 16 Essa and` a preparare il letto della camera, come le aveva ordinato, o e vi condusse la figlia. Pianse per lei, poi si asciug` le lacrime e o disse: 17 “Coraggio, figlia, il Signore del cielo cambi in gioia il tuo dolore. Coraggio, figlia!”. E usc` ı. 8,1 Quando ebbero finito di mangiare e di bere, decisero di andare a dormire. Accompagnarono il giovane e lo introdussero nella camera da letto. 2 Tobia allora si ricord` delle parole di o Raffaele: prese dal suo sacco il fegato e il cuore del pesce e li pose sulla brace dell’incenso. 3 L’odore del pesce respinse il demonio, che fugg` nelle regioni dell’alto Egitto. Raffaele vi si rec` ı o all’istante e in quel luogo lo incaten` e lo mise in ceppi. 4 Gli o altri intanto erano usciti e avevano chiuso la porta della camera. Tobia si alz` dal letto e disse a Sara: “Sorella, alzati! Preghiamo o e domandiamo al Signore che ci dia grazia e salvezza”. 5 Essa si alz` e si misero a pregare e a chiedere che venisse su di loro o la salvezza, dicendo: “Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri, e benedetto per tutte le generazioni ` il tuo nome! Ti benedicano i e cieli e tutte le creature per tutti i secoli! 6 Tu hai creato Adamo e hai creato Eva sua moglie, perch´ gli fosse di aiuto e di sostegno. e Da loro due nacque tutto il genere umano. Tu hai detto: non ` e cosa buona che l’uomo resti solo; facciamogli un aiuto simile a lui. 7 Ora non per lussuria io prendo questa mia parente, ma con rettitudine d’intenzione. D`gnati di aver misericordia di me e di e lei e di farci giungere insieme alla vecchiaia”. 8 E dissero insieme: “Amen, amen!”. 9 Poi dormirono per tutta la notte. 10 Ma Raguele si alz`; chiam` i servi e and` con loro a scavare una fossa. o o o Diceva infatti: “Caso mai sia morto, non abbiamo a diventare oggetto di scherno e di ribrezzo”. 11 Quando ebbero terminato di scavare la tomba, Raguele torn` in casa; chiam` la moglie 12 e le o o disse: “Manda in camera una delle serve a vedere se ` vivo; cos` e ı, se ` morto, lo seppelliremo senza che nessuno lo sappia”. 13 Mane darono avanti la serva, accesero la lampada e aprirono la porta; essa entr` e li trov` che dormivano insieme, immersi in un sonno o o profondo. 14 La serva usc` e rifer` loro che era vivo e che non era ı ı 15 successo nulla di male. Benedissero allora il Dio del cielo: “Tu sei benedetto, o Dio, con ogni pura benedizione. Ti benedicano per tutti i secoli! 16 Tu sei benedetto, perch´ mi hai rallegrato e 75 76 CAPITOLO 5. LA MAGNA CHARTA DELL’AMORE CRISTIANO e non ` avvenuto ci` che temevo, ma ci hai trattato secondo la e o tua grande misericordia. 17 Tu sei benedetto, perch´ hai avuto e compassione dei due figli unici. Concedi loro, Signore, grazia e salvezza e falli giungere fino al termine della loro vita in mezzo alla gioia e alla grazia”. 18 Allora ordin` ai servi di riempire la o fossa prima che si facesse giorno. 19 Raguele ordin` alla moglie di o fare il pane in abbondanza; and` a prendere dalla mandria due o vitelli e quattro montoni; li fece macellare e cominciarono cos` a ı preparare il banchetto. 20 Poi chiam` Tobia e sotto giuramento o gli disse: “Per quattordici giorni non te ne andrai di qui, ma ti fermerai da me a mangiare e a bere e cos` allieterai l’anima gi` ı a tanto afflitta di mia figlia. 21 Di quanto possiedo prenditi la met` a e torna sano e salvo da tuo padre. Quando io e mia moglie saremo morti, anche l’altra met` sar` vostra. Coraggio, figlio! Io sono a a tuo padre ed Edna ` tua madre; noi apparteniamo a te come a e questa tua sorella da ora per sempre. Coraggio, figlio!”. Di questa storia bisogna analizzare alcuni elementi: - Che cosa rappresenta il demone Asmodeo? Come lo si pu` immaginare? o - Che cosa rappresenta il pesce che balza dall’acqua? E il fiele, cuore e fegato utili medicamenti? - Che cosa rappresentano i sette mariti che muoiono? ` necessario andare al di l` del linguaggio mitico. Quando si scrive e si e a parla, si sa, si utilizzano generi letterari. E una delle difficolt` della Bibbia a sta proprio qui: nel fatto di contiene generi letterari. Questo racconto appartiene al genere letterario mitico. Mitico significa non che la realt` viene falsata, ma che viene raccontata all’interno di un a contesto culturale e storico. Il demone Asmodeo: Per capirlo partiremo da una costante che ha attraversato la storia umana, la cultura. Il modo di intuire e di percepire la realt`. a Nei primi secoli del cristianesimo si ` imposta la figura di san Giorgio. e Secondo la leggenda, san Giorgio, soldato romano originario della Cappadocia, giunse un giorno nella citt` di Silene, in Libia. Nei paraggi c’era uno a stagno grande come il mare, nel quale si nascondeva un orribile drago che 5.1. LA STORIA DI TOBIA 77 pi` volte aveva messo in fuga il popolo intero armato contro di lui. Quando u si avvicinava alle mura della citt`, uccideva con il fiato tutti quelli in cui si a imbatteva. I cittadini, per mitigare il furore del drago e per impedire che appestasse l’aria causando la morte di molti, gli offrirono dapprima due pecore ogni giorno, perch´ se ne cibasse. Poi, venendo a mancare le pecore, furono e costretti a dargli da mangiare una pecora e una persona, scelta a sorte tra le famiglie della citt`. a Quasi tutti i giovani erano gi` stati divorati quando venne designata coa me nuova vittima l’unica figlia del re. Il re non voleva saperne di darla al drago che l’avrebbe divorata, ma fu costretto dal popolo. La giovinetta non protest`. Chiese la benedizione di suo padre e poi si incammin` verso il lago. o o San Giorgio, che passava di l` per caso, le chiese che cosa facesse in lacrime ı sotto gli occhi di tutto il popolo che la osservava dalle mura. La fanciulla, pi` preoccupata per lui che per se stessa, e sapendo che la sua sorte era gi` u a segnata, lo invit` a risalire sul suo cavallo e ad andarsene al pi` presto per o u non morire con lei. Segu` un lungo dialogo in cui ognuno dei due tentava ı nobilmente di salvare l’altro. San Giorgio voleva venirle in aiuto in nome di Cristo. La giovane lo scongiurava di andarsene per i fatti suoi e di non peggiorare la situazione. Ma intanto il drago aveva sollevato la testa dal lago. Giorgio sal` sul suo ı cavallo e fattosi il segno della croce si gett` sul drago, vibr` con forza la o o lancia e, raccomandandosi a Dio, lo fer` gravemente. ı Il drago cadde a terra e San Giorgio disse alla giovane: “Non aver pi` u timore e avvolgi la tua cintura al collo del drago”. Ella obbed` e il drago cominci` a seguirla mansueto come un cagnolino. ı, o Tornarono alla citt` e San Giorgio disse al popolo atterrito: “Non abbiate a paura: abbracciate la fede di Cristo e io uccider` il mostro”. o Allora il re e tutta la popolazione ricevettero il battesimo. In quel giorno furono battezzati ventimila uomini, senza contare le donne e i bambini. Dopodich´ San Giorgio uccise il drago e comand` che fosse portato fuori dalla e o citt` con un carro tirato da quattro paia di buoi. Infine, il santo abbracci` a o affettuosamente il re e se ne and` dalla citt`. o a ` una storia. Ha riempito la mente di tantissime generazioni. Ne hanno e fatto anche studi psicologici. . . Il drago, in qualche modo, rappresenta un male che intacca l’uomo, soprattutto i giovani. Oggi, come ce lo potremmo immaginare? Provate a pensare alle stragi del sabato notte. . . Mi trovavo in una cittadina vicino a Napoli e ho fatto un incontro in una sala parrocchiale. A un certo punto i giovani mi hanno detto: “Giovanni, 78 CAPITOLO 5. LA MAGNA CHARTA DELL’AMORE CRISTIANO quello che abbiamo detto qui adesso dovremmo andare a dirlo sulla piazza, dove ci sono migliaia di giovani, perch´ da noi il quaranta per cento dei e giovani sono drogati”. Che pu` essere questo demone che prende e prende soprattutto una fao scia? Potrebbe essere quel demone che si chiama piacere. Carlo Carretto ha scritto un libro, “L’utopia che ha il potere di salvarti”: si rivolge alla fascia pi` disperata dei giovani, ai drogati, alle prostitute, a chi vive ai margiu ni. . . Nel primo capitolo scrive: “Il vero nemico dell’uomo, dell’umanit`, non a ` la bomba atomica, non sono le ideologie: il vero nemico che pu` distruggere e o l’umanit` ` il piacere”. Quando una persona si adagia sul piano inclinato del ae piacere, non si sa dove pu` arrivare. . . o In un altro libro, intitolato “Occasione o tentazione?” Silvano Fausti, facendo riferimento alla grande esperienza di sant’Ignazio e ai suoi “Esercizi Spirituali”, dice che quando una persona va di male in peggio nella propria vita e nel cammino spirituale, non di rado ` perch´ soggiace alle logiche del e e ` una dimensione che fa parte dell’uomo, che viene costantemente piacere. E chiamata in causa. A tal proposito vi voglio leggere la lettera di un nostro amico, Walter Trobish, pastore protestante, in risposta a una ragazza che gli faceva delle domante sulla affettivit` e sulla sessualit`: “La tua sessualit` ` sempre prea a ae sente in te, che tu vegli o che tu dorma. Quando lavori o quando ti diverti, essa contribuisce a determinarti; nei tuoi sentimenti pi` sacri e nelle preghieu re pi` pure essa ` presente. Cristo vuol renderti capace di vivere con la tua u e sessualit`.“Chi crede deve fuggire l’amore?” mi chiedi. So che molti cristiani a si ritirano, vivono ripiegati su se stessi, evitano l’altro sesso e pensano in tal modo di essere cristiani particolarmente maturi e liberi. Si sbagliano: chi crede non fugge. Non puoi sfuggire alla tua sessualit` perch´ essa ` un a e e tutt’uno con te, ti appartiene. Ti racconter` una storia: c’era una volta una o tigre, l’avevano catturata e messa in gabbia. Un guardiano fu incaricato di nutrirla e di sorvegliarla. Il guardiano voleva farsela amica e le faceva dei bei discorsi avvicinandosi alla gabbia. Ma la tigre lo osservava con ostilit` con i a suoi occhi verdi e ardenti. Seguiva ogni movimento del guardiano pronta a balzare. Allora il guardiano ebbe paura e preg` Dio di ammansire la tigre. o Una sera, il guardiano era gi` andato a dormire, una bambina si avvicin` a o troppo alle sbarre della gabbia, la tigre la raggiunse con i suoi artigli. Un colpo. Un grido. Quando sopraggiunse, il guardiano non trov` che un corpo o dilaniato e sangue. Il guardiano seppe cos` che Dio non aveva ammansito la ı tigre e la sua paura crebbe. Egli spinse la tigre in una tana oscura, in cui non 5.2. L’INCONSCIO 79 arrivava nessuno, ma ora la tigre ruggiva notte e giorno. Il suo ruggito non lasciava pi` riposo al guardiano, gli ricordava la sua colpa. In sogno vedeva u sempre la bambina dilaniata e, in preda all’angoscia, lev` un grido. Preg` o o Dio che facesse morire la tigre. Dio rispose, ma la sua risposta fu diversa da quella che il guardiano si aspettava. Dio disse:“Fa’ entrare la tigre nella tua casa, nella tua abitazione, nella tua stanza pi` bella“. Il guardiano non aveva u pi` paura della morte, avrebbe preferito morire, piuttosto che continuare a u sentire i ruggiti della tigre. Quindi obbed` apr` la porta e preg`:“Sia fatta la ı: ı o tua volont`“. La tigre entr` e rimase tranquilla. A lungo si guardarono negli a o occhi. Quando la tigre si avvide che il guardiano non aveva paura e che la sua respirazione era regolare, gli si sdrai` ai piedi. Cominci` cos` Ma la notte, o o ı. la tigre rugg` di nuovo e il guardiano ebbe paura. Dovette aprire di nuovo ı la porta, farle fronte. Di nuovo dovette guardarla negli occhi. Cos` sempre, ı ogni giorno, mai la pot´ domare per sempre, una volta per tutte: doveva e sempre vincerla di nuovo. Ogni giorno la prova di coraggio si ripeteva. Dopo anni, la tigre e il guardiano divennero buoni amici. Il guardiano poteva accarezzare la tigre, metterle la mano fra i denti, ma non doveva abbandonarla con gli occhi. Quando si guardavano si riconoscevano e sapevano di essere inseparabili, di aver bisogno l’uno dell’altro per una vita pi` completa. E ne u erano grati. Francesca, devi imparare a vivere con la tigre coraggiosamente, guardandola negli occhi. Cristo ti vuol rendere libera per questo”. 5.2 L’inconscio Tutti vorremmo essere persone equilibrate, ma dobbiamo fare i conti con una realt` profonda che ci sovrasta e ci condiziona notevolmente. a Questa stessa linea di pensiero viene ripresa da Freud e da Jung, e segna la scoperta di una dimensione profonda dell’uomo: l’inconscio. Una buona parte del tuo essere non la conosci ed ` una parte importane ` tissima: il serbatoio di tutte le tue ricchezze e di tutte le tue energie. . . E come un torrente o una valanga che si abbatte, di cui non puoi determinare ` la caduta o incanalare la forza e la portata. E la pi` grande scoperta del u Novecento, ma la Bibbia gi` conosceva la dimensione profonda dell’uomo e a la chiamava cuore. L’uomo guarda all’apparenza, Dio guarda al cuore. Secondo Freud l’uomo ` un ammasso di energie. E i primi capitoli della e Genesi dicono che “in principio era il caos”. Consideriamo un bambino. Che cos’` se non un insieme di forze, di energie allo stato brado, puro e caotico? e 80 CAPITOLO 5. LA MAGNA CHARTA DELL’AMORE CRISTIANO Poi, con il passare del tempo, comincia ad emergere un io, una intelligenza che deve regolare, assoggettare e impadronirsi in qualche modo di queste forze per canalizzarle nella maniera giusta e far s` che la persona possa aderire alla ı realt`. Ossia: mettere le energie al servizio di se stesso per muoversi in questo a mondo e per vivere. L’io e l’intelligenza si muovono in base a leggi chiamate “leggi di realt`”. a Sono quelle che mi dicono che se io voglio uscire da qui devo andare verso la porta; che, anche se ` trasparente, devo aprire la porta a vetri per non e sbatterci dentro. . . Anche la mosca sa che se deve uscire da qui deve andare verso la luce, per` ignora il passaggio dell’intelligenza di dover aprire la porta. o Noi siamo equipaggiati dell’intelligenza necessaria per interagire con la realt`. Quando il processo di crescita e di sviluppo ` arrivato al massimo a e stato di maturit` possibile, troviamo che l’io governa al massimo un 20 per a cento di tutte queste energie. Perch´ l’inconscio ` una ricchezza, una forza e e talmente grande, che rimane inesplorato all’80 per cento. E condiziona la tua persona. Quando il professore ci spieg` per la prima volta queste cose, in classe o avvenne il finimondo: ad un certo momento ci siamo tutti ribellati. Quando il professore ci diceva: “Tanto in tutto quello che voi fate, in tutte le vostre scelte, voi siete condizionati all’80 per cento da una realt` che vi sfugge”, noi a ribattevamo: “Non ` vero! Non ` possibile! La vita sta nelle mie mani: la e e guida la nostra intelligenza!”. Insomma, nacque una grande discussione. La nostra era una scuola statale, e il professore ci invit` ad andare all’Universit` Cattolica, dove c’erano o a delle apparecchiature e la possibilit` di sperimentare la verit` delle sue tea a si. Ci fece fare un esperimento che adesso sarebbe troppo lungo spiegare, ma dove ci mostr` quanto grande sia la forza dell’inconscio e come davvero o determini gran parte del nostro operare. Perch´? Perch´ l’inconscio ` soggetto a un’altra legge: la legge del piacere. e e e Il cui principio fondamentale ` “avere la soddisfazione di tutti i bisogni subito, e con il minor sforzo possibile”. Questa ` la legge che determina l’uomo. Per cui e l’uomo si sente veramente come spaccato. Persone geniali hanno individuato questa grande spaccatura. Come il poeta latino Ovidio, che scriveva: “Video bona pro atque deteriora sequor” (= vedo il bene, lo approvo, ma poi seguo quello che non voglio). E san Paolo, che accusava: “C’` in me il desiderio del e bene ma non la capacit` di attuarlo. Infatti io non compio il bene che voglio a ma il male che non voglio. Ora, se faccio quello che non voglio non sono pi` u io a farlo, ma il peccato che abita in me. Io trovo dunque in me questa legge: 5.2. L’INCONSCIO 81 quando voglio fare il bene, il male ` accanto a me. Infatti acconsento nel e mio intimo alla legge di Dio, ma nelle mie membra vedo un’altra legge, che muove guerra alla legge della mia mente e mi rende schiavo della legge del peccato che ` nelle mie membra. Sono uno sventurato! Chi mi liberer` da e a questo corpo votato alla morte? Siano rese grazie a Dio per mezzo di Ges` u Cristo nostro Signore! Io dunque, con la mente, servo la legge di Dio, con la carne invece la legge del peccato”. Allora ti si dice qual ` la struttura della persona umana, come siamo fatti. e San Paolo si esprime in termini teologici, chiamando “peccato” questo male profondo. Ancora un altro genio dell’umanit`, Kafka, diceva: “Certo, nell’uomo c’` a e qualcosa di spaccato, c’` qualcosa di ferito”. Su questa realt` sfuggevole e a e poco comprensibile, ma oramai riconosciuta da tutti, che rende l’uomo alquanto misterioso, si gioca tutta la cultura e l’arte, i drammi e i film. . . Se vuoi penetrare la realt` dell’uomo, capire come ` strutturato in proa e fondit`, stai attento che la donna o l’uomo che sposi ` di questa stessa tua a e natura, perch´ dalla comprensione della realt` dell’uomo si sviluppano consee a guenze che sbalordiscono. Se l’uomo rimane com’` e non si sforza di mettere e un freno ai propri bisogni, rimane in uno stato di sviluppo molto basso. Se invece ` in grado di fare un sacrificio, allora cresce in umanit`. e a Il bambino piccolo vuole stare con la mamma, per` la mamma sa che se o lo porta all’asilo gli far` vivere un processo di socializzazione che lo avvana tagger` quando andr` a scuola: perch´ non graffier` i compagni e non caver` a a e a a loro gli occhi, ma si adatter` perch´ in qualche modo sar` maturato nella a e a socialit`. La stessa cosa non avviene senza i giusti presupposti. Conosco dei a bimbi zingari: stanno insieme, giocano, per` quando vuoi frenarli un tantino o per fargli fare un po’ di catechismo o altro, non hanno neanche la capacit` di a ascoltarti, non puoi chiedere loro nemmeno cinque minuti. Si muovono, corrono. Quando uno di questi bambini, ormai diventato ragazzo, voleva uscire da quella situazione per inserirsi nella societ` e prendere la patente per fare a il camionista, ` stato impedito. Come fai a prendere la patente se non sai e leggere e scrivere? Prima devi imparare a leggere e a scrivere. Allora l’umanit` cresce nella misura in cui si riesce ad anteporre certi a bisogni di fondo alla soddisfazione del piacere (al bambino piace giocare senza impegnarsi in niente. Se tu gli metti una croce cresce in umanit`). E il a destino di una persona dipende da quanto ha lavorato per determinare questa realt` inconscia e profonda. Se ci si lavora sopra, tutte le forze incontrollate a di questa realt` possono essere assoggettate. Le potrai allora usare per il tuo a 82 CAPITOLO 5. LA MAGNA CHARTA DELL’AMORE CRISTIANO bene, per la tua crescita, per la tua maturazione. Ma se una persona non ci ha dedicato tempo, non ` stato in qualche modo aiutato, questa rimane pi` e u o meno allo stato brado. Noi andiamo a fare le missioni. Siamo capitati in certi paesini in cui c’era una realt` di mafia: abbiamo incontrato dei bambini con delle idee di soddia sfazione - per esempio - del bisogno di vendetta, di odio allo stato puro. Ed ` su quella piattaforma che possono nascere la mafia e tutto il resto. Perch´ e e quello della vendetta per chi ha fatto loro del male ` un bisogno talmente e forte che non glielo si scalfisce minimamente: gli si ` gi` strutturato dentro. e a Poi cominciano a pensare agli altri bisogni: al bisogno di avere, di apparire, di sesso, di sopraffazione. . . Insomma, tutti questi bisogni si strutturano e si fortificano. Per cui, nel fondo di certe persone, tu trovi che c’` un serpentone e che caro mio combattere con quello. . . Altro che chiacchiere: con le parole tu non gli fai proprio niente. . . Una persona cresce nella misura in cui lavora, mette generalmente una croce alla soddisfazione dei bisogni, passa questo bisogno al vaglio dell’io, dell’intelligenza e (noi ci dobbiamo aggiungere) della fede. Per cui rinuncia per un piacere e per una gioia pi` grande. u A dire il vero, l’uomo non riesce a distinguere la differenza notevole tra piacere e felicit`. Se tu soddisfi il piacere, la felicit` proprio non la tocchi. a a Per cui l’uomo ha la capacit` di salire a valori, a gusto, a gioie via via pi` a u grandi nella misura in cui fa questo lavoro. E questo te lo dice la croce di Ges` Cristo. E se non lo capisci l`, allora non lo capisci pi`. u a u Se tu trovi una ragazza che sta facendo questo lavoro di autotrascendenza, di salire, di umanizzazione, sposala. Se tu trovi un ragazzo che sta facendo questo lavoro, sposalo, perch´ c’` sempre la possibilit` di una modificazione, e e a di un cambiamento, di arrivare ai valori pi` alti. Per` la cultura che ti ` u o e intorno plaude, ti invita e ti stimola continuamente a soddisfare i bisogni, i bisogni, i bisogni. . . Accendi la televisione e guarda. Questa ` la logica nella quale tu vivi. Per e cui le persone non hanno neppure capito il meccanismo di fondo per crescere e per maturare. Anche a me piace andare con una donna, per`, se io limito o questo bisogno, se io ci metto una croce, mi si riempie il cuore di un amore grande, di un amore che non ha l’esercizio sessuale, ma ` un amore che non e finisce mai. Per cui non pu` esserci al mondo persona che non mi voglia bene, o perch´ io le voglio bene, anche se quella persona mi insulta o mi aggredisce, e anche se ha qualche motivo per volermi male (magari anche solo perch´ sto e 5.2. L’INCONSCIO 83 parlando e dicendo certe cose. . . ). Una volta che hai capito il meccanismo, questo ti porta veramente alla felicit`. a Ma non accade sempre. E non accade per tutti, purtroppo, perch´ magari e non sono stati aiutati. Ma dopo che avrai fatto questo, tu non potrai mai cantar vittoria fino in fondo. Perch´ il mistero dell’uomo, poi, arriva alle e profondit`, dove c’` un’implicanza da parte di Dio, dove ci sono delle realt` a e a cos` misteriose e profonde che soltanto la fede, in qualche modo, ti illumina. ı Come avvenne in questa storia, capitata due anni fa. ` venuta una donna al corso, aveva trentasette anni, era sposata e mamma e di quattro figli. Nella cittadina dove vive era considerata una luce sul candelabro, un faro. Faceva catechismo in parrocchia, aveva preparato centinaia di bambini alla Prima Comunione e alla Cresima. Aveva una famiglia alla quale facevano riferimento tante altre famiglie. Quando il parroco incontrava qualche famiglia un po’ disastrata, con litigi o tradimenti, la mandava da lei, che viveva veramente in una famiglia esemplare. Ad un certo punto questa donna si trov` a vivere una situazione assurda. E mi ha raccontato: “Io due o o tre volte alla settimana prendo un maledetto treno dalla mia cittadina, faccio quaranta chilometri di viaggio. Poi scendo e vado da un uomo con il quale mi abbraccio e ho rapporti sessuali. Un uomo che detesto, che non ha niente che mi attira, che attraverso l’orecchio mi ` calato nelle profondit` e e a mi ha agganciato come un pesce viene agganciato all’amo. Io sono pienamente soddisfatta sessualmente da mio marito, ci vogliamo bene, ci siamo sempre voluti bene, mio marito mi adora. Nessuno sospetta minimamente quello che io sto vivendo da qualche mese a questa parte. Nessuno. Ma io sono una donna distrutta. Io vivo questo dramma, non mi riconosco, non so perch´ mi succede questo. Proprio non lo so”. e Nascondeva questo suo grande dramma dietro un evento. Uno dei suoi quattro figli, il pi` grande, era entrato in seminario. La gente la vedeva u sconvolta, e lei nascondeva tutto dietro questo evento. Mi diceva: “Padre, immagina, io sono felicissima che mio figlio sia entrato in seminario”. Per` o diventava la maschera attraverso la quale giustificava alla gente il suo malessere. Nessuno dubitava di nulla. Solo il marito aveva fatto, un giorno, una considerazione tutto sommato innocua, dicendo: “Certo che questa bolletta del telefono ` lievitata alle stelle”. Perch´ passava ore e ore l` a masturbarsi e e ı con questo linguaggio. Il punto debole della donna, lo sappiamo, ` l’orecchio, e attraverso il quale ci si cala nelle sue profondit`. a Ora, di fronte a questo evento, tu puoi dire tutte le parole che vuoi, fare prediche, ma questa le sapeva tutte. Era una donna profondamente cristiana. 84 CAPITOLO 5. LA MAGNA CHARTA DELL’AMORE CRISTIANO Alla fin fine non ti sai spiegare questa realt`. Non c’` possibilit` di intervento a e a con la parola. Lei, poi, si era gi` confrontata a questo proposito con altri a sacerdoti, ma tutti gli interventi fatti lasciavano il tempo che trovavano. La realt` dell’inconscio ` una realt` di fronte alla quale tu non puoi fare a e a i tuoi calcoli o dire: “Mi sta totalmente in mano”. Perch´ non ` cos` Non ` e e ı. e cos` ı. Una volta capito questo, bisogna essere molto umili riguardo a se stessi: “Sono uno sventurato! Chi mi liberer` da questo corpo votato alla morte?”. a Questa era votata alla morte. Quando tu soddisfi i bisogni, tu sei assoggettato, compi azioni contro te stesso e non entri nella logica di fare del bene a te stesso. Infatti, una delle forme pi` evidenti dell’uomo peccatore ` che non u e fa scelte per il proprio bene, anzi fa proprio scelte contro di s´. E lo si vede e dai fenomeni esterni, dai pi` elementari ai pi` profondi. u u “Ma perch´ hai fatto questo?”. e “Non lo so, non capisco, andava cos` Fare scelte non per il proprio bene. ı”. Gi` una persona che fuma ti fa capire che sta in questa logica. Senza arrivare a alla persona che prende la droga, all’alcolista o alla persona che ogni tanto beve. E anche quando il medico gli dice: “Guarda che oramai ` questione e di vita o di morte”, la risposta `: “Eh, ma io ormai non posso pi` farne a e u meno! Proprio non ci riesco pi`, perch´ ormai questo ` parte di me, si ` u e e e impossessato, ha preso piede. . . ”. Vi ho raccontato l’episodio del mio amico che portava i giovani in Assisi. Era bravissimo, capiva tutto il bene che Francesco faceva ai suoi giovani, ma per s´, niente! Perch´ oramai era nella logica del sesso. . . e e Il sesso, quando ti prende, ti aggancia e diventa una forza che ti domina. Per cui la conseguenza pratica, nelle persone, ` che fanno esperienza di un e male che non possono vincere: “Che scherzi, vado in chiesa, il prete mi dice di contenermi, e chi lo pu`? E chi ci riesce?”. o La religione che cos’`? Ti dice come dovrebbero andare le cose, ma chi ti e da la forza per operarle? Diceva Manzoni: “Le leggi son ma chi pu` mane o ad esse?”. Le persone stanno lontane, sentono come alienante quello che tu gli dici. Perch´ in un’esperienza concreta, pratica, umana, io non posso uscie re dal mio tunnel. Le persone sperimentano continuamente questo doppio livello nel quale vivono. Se tu potessi andare a togliere il velo alle persone, troveresti che tutti vivono questo dramma. Riconoscono il bene, per` o all’atto pratico fanno proprio il contrario. Alcuni lo sperimentano come una spaccatura interiore. E allora soltanto Ges` Cristo ricompone questo mondo u interiore. Infatti, la parola che noi annunciamo ` una parola diretta all’io, e 5.2. L’INCONSCIO 85 all’intelligenza. Ma la parola di Dio ` essenzialmente diretta alle profondit` e a dell’inconscio. Se vai dallo psicologo ti svela i meccanismi dell’inconscio, ti fa capire come ti condizionano. E questo ti aiuta, perch´ rinforza l’io. L’io ` continuamente e e giocato dalle forze profonde della persona, ma anche dalle forze che vengono dall’alto, dal super io, ossia dalla cultura, dalla morale e da quello che ti viene detto. Mi ricordo di un ragazzo, che era un po’ handicappato e in lui le forze istintive, affettive e sessuali, erano prorompenti. Mi diceva sempre: “Giovanni, a me viene una voglia di acchiappare una donna. . . ”. “Per carit`, non farlo eh! Attento! Non sia mai! Guarda che vengono i a carabinieri, guarda che ti mettono dentro, guarda che te lo taglio, eh. . . ”. E per` questo povero ragazzo era cos` E difatti una volta presso un pao ı. gliaio gli ` capitata una donna e le ha dato una strappata di qua e di l`. e a Sono arrivati i carabinieri e l’hanno portato in galera. Poi sono andato l` dal a maresciallo e gli ho detto: “Questo ragazzo ` cos` cos` e cos` che metti in e ı, ı ı, galera, che fai?”. E dopo un giorno l’ha fatto uscire e io sono andato l`. Il a maresciallo mi ha incaricato: “Parlaci tu”. “Ma te l’avevo detto io. . . ”. “Giovanni, non ho resistito, non gliel’ho fatta”. Non gliel’aveva fatta, poveretto. Allora, questo ragazzo combatteva con il super io. L` il super io erano ı i carabinieri. Era proprio qualcosa di molto concreto. Per` c’erano anche o queste forze profonde, e qui l’io era molto debole perch´ era un po’ handie cappato, non riusciva a governarle. Adesso ho raccontato di questo ragazzo handicappato, per` state attenti che anche chi non lo `, pi` o meno vive cos` o e u ı. Conoscevo una ragazzina di sedici anni che aveva fatto un pandemonio in casa perch´ i genitori cercavano di contenerla, di frenarla nell’uscire alla e sera con gli amici. Una sera lei aveva sbraitato tanto, aveva battuto i pugni: “Voi dovete avere fiducia, io so quello che fo’, io qui, io l`. . . ”. a I genitori un po’ a malincuore avevano ceduto e lei ` uscita con l’amico che e abitava proprio di fronte, un ragazzo di diciannove anni. Proprio vivevano come fratelli, stavano sempre in casa. Sono usciti con la macchina e a un certo momento, questo s’` portato verso una strada un po’ buia e gli ` saltato e e addosso. Il dramma di questa ragazza: “Ma noi eravamo come fratelli, ma noi eravamo veramente amici, ma come ` possibile. . . ”. e Era proprio sbalordita. E lui, senza dire una parola, stava l` Del resto ı. cosa vuoi dire? Non c’` niente da dire. Non c’` perch´. Perch´ ti trovi con e e e e 86 CAPITOLO 5. LA MAGNA CHARTA DELL’AMORE CRISTIANO certe forze che ad un certo momento ti sovrastano. Era umiliatissimo, povero figlio. Questi esempi ci insegnano, in senso generale, a non emettere mai nessun giudizio su nessuna persona, fosse anche il pi` grande criminale della storia. u Perch´ quello ` un uomo. E anche tu sei un uomo. Anche tu puoi fare e e quello che ha fatto lui: se non lo hai fatto ` per una grazia di Dio, perch´ e e non ti sei trovato in quel contesto, perch´ hai avuto un’altra formazione, e perch´ hai avuto la grazia di Dio. Per cui non ti meravigliare di niente su e questa terra. Perch´ la forza dirompente di questo enorme serpentone che sta e dentro di noi pu` riservare le pi` grandi sorprese. Non devi assolutamente o u giudicare. Ti devi sempre schierare di fronte a Dio dalla parte dell’uomo, il pi` peccatore. Mai dire qualcosa contro l’uomo, perch´ Dio si offende. “Ma u e quello ` un criminale, il pi` criminale dei criminali!”. Tu schierati sempre a e u favore di quello. Ch´ fai felice Dio. Perch´ contemporaneamente ti schieri e e a tuo favore. Mai meravigliarti di niente. I primi capitoli della Genesi non dicono che tutti gli uomini erano buoni e belli come la tua illusione ti fa credere. La tua illusione, perch´ la Bibbia, che ` realista, dice che il mondo ` e e e pieno di peccato. E tu ti meravigli quando l’amico ti tradisce? Quando quello ha combinato quell’altra cosa?. . . Embeh? Dormivi! Stavi nel sogno, nella fantasia. Ti devi meravigliare che questa ragazza ti ` stata fedele: questa e ` la meraviglia. Ti devi meravigliare che in quella situazione lui ` stato e e sincero, ` stato capace di un gesto d’amore totalmente gratuito. Questa ` e e la meraviglia. Che gli uomini sono peccatori lo sanno tutti. Ma dove vivi? Ma chi ti ha lavato il cervello? Ma chi ti ha detto che gli uomini sono sani, sono buoni, sono. . . Te lo ha detto Victor Hugo. Ma ` un pover’uomo. Ma e la Bibbia ` seria. Te lo dice proprio nelle prime pagine quello che ` l’uomo, e e ti dice di questa realt` profonda che ` l’inconscio. Ed ` solo la parola di a e e Dio che raggiunge queste profondit`, se te ne nutri. Te lo ordina l’inconscio, a patrimonio di tutte le tue ricchezze, di tutte le tue potenzialit`. Se te lo a ordina Dio tu diventi un uomo capace di tanto amore, di tanta creativit`, a geniale: un santo. Tu diventi bellissimo, bellissima. Una persona ` bella se e ` bello l’inconscio. e Noi celebriamo la festa dell’Immacolata, la festa di una donna la cui armonia della totalit` del suo essere non ` stata intaccata. Noi celebriamo a e Francesco. Io sono innamoratissimo di Francesco, perch´ ` un uomo bellissiee mo, ` la fine del mondo. Dopo Ges` Cristo non ne conosco un altro. Infatti e u ` chiamato l’“Alter Christus”. Vi ricordate la storia di frate Masseo? Frate e Masseo era un frate bello. Francesco era piccolino, mingherlino. “Francesco, 5.2. L’INCONSCIO 87 tu non sei bello, non sei nobile, non sei ricco, e dunque donde viene che tutto il mondo ti viene dietro, e chi desidera vederti e chi desidera toccarti?”. Perch´ era di una bellezza infinita, perch´ la parola di Dio messa in pratica e e (messa in pratica perch´ se rimane solo al cervello non produce niente, non e arriva, non porta l’effetto di curare di rendere bello l’inconscio). E l’inconscio ` l’incanto della persona. e Come si ha accesso all’inconscio? Tramite gli occhi. La luminosit` degli a occhi ti d` accesso all’inconscio. Io certe volte guardo gli occhi e dico: “Che a biondo che sei!”. Perch´ ci vedo il bello, ma soprattutto ci vedo la possibilit` e a di un bene e di un bello che pu` ancora venire. L’inconscio sono le parole, o ` ı le parole si creano nelle profondit` dell’inconscio. E l` che assumono colore a e calore. Per cui io posso dire le parole pi` belle, anche pi` belle di quelle di u u san Francesco, ma io non ho l’inconscio di san Francesco, perch´ l’inconscio e di san Francesco ` il luogo della presenza di Dio. Allora c’era un calore che e ogni parola che usciva era un dardo infuocato. Chiara chi era? Chiara era una donna splendida, bellissima. Io godo, io godo di tantissime donne. Ma che cosa godo? Godo la bellezza che Dio ha fatto nelle persone e quello mi sazia a oltranza. E che cos’` un rapporto sessuale di fronte al godere di e un’amicizia, di un amore con una persona limpida, bella e schietta che ti da tutta la risonanza, tutto il riverbero della presenza di Dio nella sua persona? Avendo a che fare con questa realt`, nella dinamica di coppia troviamo a tante conseguenze. Alcune le abbiamo dette. Ma ve n’` anche un’altra: che e tu del tuo partner devi essere geloso. Ho sentito delle stupidit` a questo a proposito, come la frase: “Io non sono geloso”. Come si fa a dire che una valutazione ` stupida o calibrata? Il riferimento e ` Dio. E Dio ` geloso. Anche tu devi essere geloso, ma della gelosia sana, non e e di quella patologica. Allo stesso modo in cui esiste una paura sana e una patologica: se c’` il terremoto, ho paura. Il che significa che devo far funzionare e il cervello per vedere che fare. Se, ad esempio, quando c’` stato il terremoto e ad Assisi le persone si fossero attenute ai principi che si danno - e cio` che e durante le scosse non si deve correre perch´ se no si moltiplicano le possie bilit` di danno, ma bisogna mettersi attaccati a una parete, possibilmente a una delle pi` sicure - non sarebbero morti. Il superiore mi ha raccontato che u appena c’` stato il terremoto, alcuni frati si sono terrorizzati e sono scappati, e e sono rimasti sotto le macerie. Invece lui ha preso un frate, di getto, e l’ha messo contro un muro. E si sono salvati. Allora la paura serve per farti capire una situazione. Ma quando la paura diventa costante e si chiama ansia: quella ` patologica. Ed ` la matrice di e e 88 CAPITOLO 5. LA MAGNA CHARTA DELL’AMORE CRISTIANO tutte le malattie psicologiche. Lo stesso discorso vale per la gelosia. C’` una gelosia sana, che vigila sul e partner, ma lo fa realisticamente, perch´ sa che anche lui ` fatto di questi e e ingredienti. Ad un certo momento si incomincia: una parola, una telefonata, un incontro. . . E la persona si aliena, se ne va cos` Per cui, dal momento che ı. il Signore ti ha dato un uomo o una donna e te ne ha dato la responsabilit`, a per quanto tu possa ritenere sia onesto, non sarai mai un beota. Sai che ` e fatto, ` fatta, anche di queste cose qua. Pertanto vigila. e Ho conosciuto un uomo a cui avrei tirato il collo. Sua moglie se la spassava ore e ore con il marito di sua sorella, andavano a fare gite. . . E lui: “S` ma ı, io ho fiducia”. “Ma tu sei cretino!”. Se ne ` accorto quando quello se l’` portata via. Cosa andava a fare, si pu` e e o comprendere. Arrivava l` quando lui andava al lavoro. ı “E che facevi, dormivi?”. “Ah, ma io mica sono geloso. . . ”. “Ti do due schiaffi che. . . ”. Ecco uno che ne sa pi` di Dio. E raccoglie i frutti. u ` Poi c’` la gelosia patologica. E quella gelosia esagerata, che costruisce e la realt`. Generalmente parte da una persona che non ha una profonda coa noscenza di s´, non ha molta stima di s´: una persona psichicamente non e e ` ancora ben strutturata, ben maturata. E una persona che, almeno a livello inconscio. ragiona cos` “Certo, io ho questa bella ragazza, lei mi vuol bene, ı: ma mi vuol bene fintanto che non incontrer` qualcuno migliore di me. Pera ch´ io non valgo tanto. Per cui la devo proteggere, le devo fare una siepe e intorno, perch´ da un momento all’altro, non appena se ne render` conto, e a mi lascer`. . . ”. Pertanto, opera sempre questo demone dentro, ossia questo a meccanismo psichico perverso. Se poi questa ragazza “sgarra” una volta, si dice: “Ecco, lo vedi, avevo ragione io; questa cosa che io temo stai a vedere che si verifica, ecco, infatti, io sono ritornato e lei stava alla finestra; perch´ e stava alla finestra? Stava l` perch´ doveva passare il signor x; devo stare ı e attento a questo signor x, quello ` un uomo un po’ cos` Il giorno dopo, al e ı”. suo ritorno, lei stava sulla porta: “Ecco, lo vedi, quella adesso lo sa che lui esce dall’ufficio a quest’ora e lo aspetta, per scambiarsi qualche cosa, e qui devo stare ancora molto pi` attento, devo andare anche a vedere se per caso u lei non abbia qualche biglietto o qualche lettera, devo anche scoprire dove va quando esce la domenica”. “Dove sei stata?”. 5.3. ASMODEO, DEMONE DELLA CONCUPISCENZA 89 “Sono stata al mare”. “Ecco, perch´ c’era lui! L’avevo detto io! Vedi?”. e La realt` ` costruita. La gelosia patologica uccide l’amore, perch´ dopo ae e un po’ di tempo chi ti sta a fianco non ce la fa pi`. u 5.3 Asmodeo, demone della concupiscenza Che cos’` allora quel demone che uccide? Come lo vediamo? Come lo dee scriviamo? Il demone che uccide ` la sessualit` abbandonata a se stessa. Gi` e a a abbiamo detto che nel rapporto sessuale, se un uomo non si mantiene, se non ha il controllo di s´, non pu` far felice una donna. Ma chiedere a un uomo di e o controllarsi sessualmente significa chiedergli una cosa difficilissima. Eppure, se tu vuoi parlare bene quel linguaggio, devi contenerti, devi volere il bene dell’altra persona, che ` strutturata in maniera diversa da te. e E poi in tanti altri aspetti legati all’affettivit` e alla sessualit`: ` l` che a a e a si gioca la partita pi` importante. Ecco perch´ l’angelo dice a Tobia “Tu u e non devi fare come gli altri fessacchiotti che la notte delle nozze, la notte del rapporto sessuale, si abbandonano allo sfogo, al piacere. . . Tu e la tua sposa, invece, mettetevi in preghiera, e poi prenderete questi utili medicamenti, che sono i sacramenti”. Daniel Ange, nel libro “Mi hai fatto come un prodigio”, descrive il rapporto sessuale come il simbolo e il segno dell’eucarestia, che ` un mangiare. e La sessualit` ` il grido dell’amore dell’uomo, per` ` anche distruttiva. Questo ae oe si studia in psicologia. Allora in questa realt` bisogna entrarci equipaggiati a della forza di Ges` Cristo. Ges` Cristo che ti dice che quando incontri una u u persona non devi essere egoista. Devi essere un uomo talmente maturo, talmente capace, che questo gesto lo fai per il suo bene, per il suo amore. Ma anche lei lo fa per il tuo bene, per il tuo amore. Allora acquista il suo significato, acquista quella forza dirompente che fa sprigionare l’amore, alimenta il matrimonio, tutto il contesto della vita di una persona. Non bisogna essere come quei fessacchiotti, che ci sono andati cos` sprovveduti e pluff!. . . Sono ı finiti nella tomba! Per Tobia e la sua sposa la tomba ` rimasta vuota. e Tutto questo discorso lo abbiamo fatto perch´ ci proponiamo una meta. e Proviamo ad approfondire la figura del demone, la concupiscenza, dal greco “eputum` ıa”, (= intervento della ragione sulla passione). Ci` che sporca o l’uomo non ` il ventre, ma ci` che esce dal cuore. E questo ` il simbolo e o e della attivit` psichica conscia. Lo sguardo cosciente di bramosia ` quello che a e 90 CAPITOLO 5. LA MAGNA CHARTA DELL’AMORE CRISTIANO sporca. Secondo la testimonianza dei santi, i demoni entrano nello spirito dell’uomo attraverso l’immaginazione, che si abbandona al godimento di immagini impure depravando lo Spirito. Cristiano maturo ` l’uomo che guarda e una donna senza provare nell’immaginazione nulla di sensuale. L’immagina` zione ` il primo organo sessuale. E qui che bisogna operare, stare attenti. In e questo campo la preghiera e la grazia (il cavallo bianco, cio` Cristo, facendo e riferimento al racconto di san Giorgio), sono le sole armi efficaci. La castit` a ` l’immaginazione totalmente signoreggiata e purificata. e Questo si trova descritto nella vicenda di Tobia, dove si mostra la vittoria della castit` sul diabolico elemento della concupiscenza, sbalorditivo anticipo a del sacramento del matrimonio cristiano. Tobia incontra una giovane che ha avuto sette fidanzati eliminati tutti da Asmodeo, demone della concupiscenza. Il simbolo ` chiaro. I fidanzati e sono dominati da un elemento demoniaco che si chiama concupiscenza. Esso fa strage. Attenzione: non significa che tu non devi sentire quella certa attrazione, ma che quell’attrazione deve arrivare fino alla maturit` di un a gesto d’amore, di volere il bene dell’altra persona. La giovane rappresenta, invece, la castit`. “Signore, Tu lo sai, io sono pura”, prega attirandosi la a divina benevolenza. E il giovane Tobia sentiva il cuore martellargli per lei. La notte delle nozze, l’arcangelo Raffaele - medicina di Dio - dice a Tobia di incensare il talamo nuziale, trasparente simbolo di purificazione e di preghiera offerta, sacramento. “Quando ti accosterai a Sara, alzatevi ambedue e pregate, pregate il Signore di misericordia il quale avr` piet` di voi e vi a a salver`”. L’incantesimo diabolico ` spezzato dalla castit` reciproca di Tobia a e a e di Sara. Asmodeo ` vinto, la concupiscenza distrutta alla radice per opera e della protezione celeste. In ebraico, infatti, Raffaele vuol dire “medicina di Dio”. Questo medicamento non ` altro che la castit` presente in ogni aue a tentico amore che si alimenta al divorante fuoco dell’eterno sacramento. La loro preghiera ne ` pervasa. “Signore, se io prendo questa mia sorella non ` e e per il piacere dei sensi (cieca passione), ma con retta intenzione, secondo la volont` di Dio”. E insieme dicono: “Amen”. a Prima del peccato, gli uomini andavano vestiti di nudit` senza vergogna. a Dopo si vestono di pudore, consci della caduta. Gli istinti sono manipolati dal campo illuminato della coscienza e della concupiscenza. Attraverso la coscienza passa la riflessione: non pu` averla l’animale, ma ce l’ha l’uomo. o I bruti non hanno concupiscenza: il loro istinto ` regolato dalla natura, e la e natura ` pura. Il prefisso “con” di “concupiscenza” indica l’intervento della e ragione, i cattivi desideri dal cuore. Dice sant’Agostino: “La verginit` della a 5.3. ASMODEO, DEMONE DELLA CONCUPISCENZA 91 carne ` di un ristretto numero di persone, la verginit` del cuore deve essere e a di tutti”. E va contemporaneamente conquistata e ottenuta in dono da Dio. Nella bellezza di un corpo sia rinviato lo splendore dello spirito, dalla bellezza dell’anima sia rapita la contemplazione di Dio. Pregare prima del rapporto coniugale, Tobia capitolo 8. Dall’esperienza di una coppia: “Ci conosciamo da circa vent’anni, quattro di fidanzamento e sedici di matrimonio e abbiamo tre figli. Il nostro cammino di amore e di castit`, la castit` ` una conseguenza del vero amore, ` un dono a ae e di Dio. Da tanti anni siamo membri di un gruppo di preghiera e di carit` e a abbiamo una buona guida spirituale. Da fidanzati, per grazia di Dio che ` one nipotente, il nostro amore fu bianco, i nostri corpi rimasero sempre nascosti, rispettati reciprocamente. Talvolta, per baci e abbracci troppo appassionati ci siamo sentiti in colpa e nella confessione abbiamo trovato la forza per vivere la tenerezza e combattere la malizia. Pensavamo che per pochi minuti di eccessiva passione la nostra coscienza passa ore di inquietudini. Allora decidevamo di frenarci un po’ per non diminuire la gioia e la pace successive agli incontri. No, non eravamo e non siamo scrupolosi, ma desideriamo avare una coscienza delicata, bene illuminata e sensibile alla grazia di Dio. Poich´ l’ae more ` soprattutto dirsi tutto e poi darsi tutto, poich´ l’amore ` soprattutto e e e parola, confidenza, fiducia reciproca. Noi pregavamo tanto la parola di Dio e ci parlavamo per ore ed ore. Alle soglie delle nozze facemmo una stupenda scoperta: avevamo la forte certezza di conoscerci talmente che il dono dei nostri corpi non avrebbe rivelato chiss` quali sconosciute novit`. E ne avema a mo conferma la prima notte. Conoscendoci nell’anima intuivamo i nostri corpi. Si pensa che la curiosit` maschile o la voglia di esibizione femminile, a la tensione psichica dell’attesa, il controllo sull’attrazione fisica siano quasi insopportabili. Questo perch´ non si affida tutto a Ges` che smorza ogni e u eccesso e mette ordine. Tante volte abbiamo pregato cos` “nelle tue mani, al ı tuo sangue o Ges` affidiamo la gestione dell’attrazione fisica e l’attrazione che u viviamo”, e Ges` ci rasserenava completamente. Nel matrimonio abbiamo u vissuto l’amore sessuale con gioia, gioco, ammirazione, aperti e accoglienti verso la vita. San Tommaso d’Aquino ha pienamente ragione: pi` la natura u ` pura, pi` grande e pi` profondo ` il godimento dei sensi. Talvolta abbiamo e u u e conosciuto degli eccessi di cui ci siamo pentiti e confessati, ma qui vogliamo raccontare di un particolare incontro di unione che abbiamo vissuto, la cui memoria ` impressa a fuoco nella nostra mente. Noi siamo convinti della e bont` del piacere erotico nuziale, benedetto da Dio. Tutti siamo nati grazie a ` al piacere di un rapporto dei propri genitori. E il peccato, definito come di- 92 CAPITOLO 5. LA MAGNA CHARTA DELL’AMORE CRISTIANO sequilibrio e disarmonia, che purtroppo sporca e guasta. Ma la preghiera ` il e potentissimo mezzo per riequilibrarci e per essere casti nel matrimonio, cio` e moderati e ordinati nel dono gioioso dei sensi. Vivevamo un periodo molto sereno, molto unitivo tra noi. Ci sentivamo una cosa sola, sempre insieme. Anche quando per impegni di lavoro eravamo lontani. Ma era una lontananza confinata nello spazio: il cuore aveva un calore di tenerezza costante. Una domenica, di comune accordo, volemmo vivere una giornata di ritiro spirituale di intensa preghiera in vista di un rapporto sessuale come quello di Tobia e di Sara, che pregavano prima di abbracciarsi e di unirsi. Quale mezzo pi` u potente della preghiera per metterci al sicuro dalla malizia, dall’abuso, dal possesso egoistico che minacciano la gioia della consumazione matrimoniale? Facemmo una bella confessione perch´ la confessione bombarda il male, e e d` la forza per sfuggire le occasioni e vincere le tentazioni. Quella notte i a ` nostri cuori, i nostri corpi esplosero nella luce. E molto difficile parlare di queste cose. Come partner l’uno sconfin` nell’altro, ricevendo lo stesso dalo l’altro in una rigenerazione originale. Essere fuori di s´ in due ` una grazia e e immensa, fuori di s´, immersi nella vita, in Dio, in un vortice di dono e di e circolazione del dono stesso: Eravamo incinti reciprocamente nello spirito di altri che amiamo e nello stesso tempo eravamo desiderosi al massimo di avere una carne sola, un bambino da concepire, grazie al quale il sangue del nostro amore non sarebbe stato che uno solo inseparabile. Ci sentivamo molto lievi, acorporei, con una coscienza maggiorata fuori del tempo, tutto il mondo era l` nel nostro abbraccio. Il resto non importava pi`: liberi dal passato e dal ı u futuro, presenti solo nel presente. L’eternit` non ` un presente continuato? a e Lo toccavamo con mano. Dilatati e bellissimi nel viso, nella pelle, nel sorriso, ma soprattutto nell’anima sconfinata e unica, unione di Dio e di noi insieme. Ci sembr` di vivere l’esultanza di un mattino di Pasqua, dove le campane o suonano a distesa, le rondini volano nei cieli e i bimbi vestiti a festa giocano nella gratuit`. Fu un salto nella contemplazione, un affacciarsi incantati al a mistero dell’amore uno e trino, un diventare quello che si guarda. Non era possibile possedere l’infinito, ma era possibile essere posseduti e cos` parteı cipare. Tutte la paroline d’amore di quella notte, anche se sussurrate, ad un certo punto lasciarono spazio al silenzio, il silenzio favoriva la concentrazione grazie alla quale raggiungevamo il centro, il top dell’unione. Allorquando l’uno diventava l’altro e ambedue diventavamo un po’ divini, esuberanti di vita da offrire in pienezza al mondo intero. Questo s` ` l’amore. Avemmo ıe la indicibile certezza. L’amore esiste, la gioia di quella notte fu tale e tanta che saremmo stati felici e pronti per il salto nella morte che fissa in eterno 5.3. ASMODEO, DEMONE DELLA CONCUPISCENZA 93 il proprio stato d’amore. Passammo tre giorni nella continua gratitudine al Signore”. Pu` accadere, soprattutto in chi ` giovane, questa forma di illusione. Per o e cui soltanto dopo una prova, dopo una qualche tempesta di qualche tipo, essenzialmente affettiva, pu` cominciare a vedere se ci sono gli elementi, se o la persona ha i piedi per terra. Altrimenti si pu` illudere e pu` illudere anche o o la persona. Questo accade sia quando i due sono fidanzati, sia per chi va alla consacrazione. Generalmente, quando arriva una tempesta, trovi che una persona che ti diceva: “Caschi il mondo mi devo consacrare, prego Dio, sto ore ed ore davanti al Santissimo. . . ”, cambia improvvisamente. Mi ` capitato il caso di e un ragazzo che ha buttato al macero Dio, la Chiesa, i sacramenti. . . Perch´ e ` stato deluso nella sua presunzione di essere un san Francesco nato, calato e dal cielo. Non esistono queste cose. Esistono persone che fanno la fatica di camminare nella storia mentre fanno le cose pi` ordinarie di questo mondo, u come Tobia. Dopo una giornata in cui hai camminato su una terra infuocata, i piedi sono indolenziti. Per cui il refrigerio di un po’ d’acqua ` la cosa pi` e u normale di questo mondo. Allora, mentre la vita di Tobia scorre nella normalit`, dalle acque (le a acque, nella Bibbia, significano le difficolt` della vita) che non risparmiano a nessuno ad un certo momento emerge un grande pesce che lo vuol divorare, e tenta di ucciderlo. Ma l’angelo lo esorta: “Prendilo! Lui vuol divorare te? Bene! Facciamo il contrario: divora lui! Prendilo, uccidilo: estrai questi utili medicamenti. Scarta tutto quello che ` da scartare: met` lo arrostiamo e ce lo e a mangiamo; met` lo saliamo e lo mangeremo strada facendo”. Cosa c’` al di la a e di questo linguaggio? Una realt` veramente profonda. Questo ` uno dei passi a e che anticipano quello che accadr` in Ges` Cristo e, in particolare, quando a u Ges` Cristo vince la morte. Nel libro di Tobia ci sono varie anticipazioni di u una realt` che sar` completata da Ges`. a a u I primi capitoli della Genesi dicono che il matrimonio ` aiuto e complee mentarit`. Il libro di Tobia dice che non basta essere Azaria, cio` “aiuto”: a e rivela che la realt` del matrimonio deve essere anche guarita. Ci vuole la a medicina di Dio. Conferma che l’avventura umana, con il matrimonio, ` un e aiuto: l’angelo che il Signore ti mette accanto nel cammino della vita, ma dice anche che questa realt` ` soggetta ad un male. E deve essere guarita ae con la medicina di Dio. Allora il matrimonio deve riattualizzare l’amore di Cristo per la Chiesa: se ti sposo, ti devo rivestire di misericordia, perch´ tu e sei anche malato, hai i tuoi limiti umani. E questa ` un’ulteriore rivelazione. e 94 CAPITOLO 5. LA MAGNA CHARTA DELL’AMORE CRISTIANO Al matrimonio allora, non ci si deve andare sprovveduti, perch´ la morte e ingoia e trascina gi`. Si deve andare ben equipaggiati, bisogna avere ben u chiare alcune cose. “` vero, Sara ` una bella ragazza ma tutti quelli con cui e e ` stata sono morti e io sono figlio unico. . . ”, dice Tobia. e “S` ma tu non ti comporterai come loro, che ci sono andati cos` sprovveı, ı duti, tu ti ricorderai del fiele, vi metterete a pregare”, risponde l’angelo. Quando la serva va a controllarli, dormono un sonno tranquillo e profondo. La tragedia non si ` consumata, la tomba ` stata richiusa. Per cui al e e matrimonio non ci si va cos` Al matrimonio ci si va equipaggiati. Di che ı. cosa? Di Ges` Cristo. Lui ` il modello. u e 5.4 Vincere la morte Allora le difficolt` della vita che sorgono all’improvviso, dalla normalit` delle a a occupazioni quotidiane, tendono a travolgerti. Ma proprio quella morte che ti vuole uccidere, diventa uno strumento per te, un’occasione per te, una grande opportunit`. Quella di partecipare di Ges` Cristo, che vince la morte. a u Questo ` il “kerigma” (= l’annuncio essenziale). La morte ` stata vinta. e e ` proprio un rovesciamenIl pesce, anzich´ divorarti, viene divorato da te. E e to di prospettiva, una cosa impensabile per l’uomo. Se non si ha ricevuto questo annuncio, si continua a vivere dominati dalla paura della morte: si ` e nemici della croce di Cristo. Tocchi ferro, fai le corna quando ti si prospetta qualche difficolt`. Viviamo in una societ`, in una cultura che coinvolge tutti: a a i familiari e gli amici. Tu stesso dici: “Non faccio questo per non farlo soffrire”. Tutti fanno per non farti soffrire, per darti la sicurezza: ` la grande e prepotenza e presunzione dell’uomo che vuole la sicurezza a tutti i costi. Qui c’` stato il terremoto: in dieci secondi sono cambiate completamente tutte e le prospettive. Quasi a dire, come dice anche il Vangelo, che la vita non sta nelle ricchezze, in tutto quello che puoi organizzare intorno a te, perch´ la e tua vita sta sempre nelle mani di Dio. Quella ` veramente la sicurezza. e Vincere il pesce. Ecco qual ` la grande notizia. In Cristo la morte ` stata e e vinta. E anche noi dobbiamo vincerla. Come? Mano nella mano a Ges` u Cristo. L’annuncio essenziale, la Buona Notizia, ` molto semplice: Cristo ` morto e e e risorto. E questo fatto, avvenuto nella vita di Cristo, si pu` e si deve o riattualizzare nella tua vita. Come nell’episodio che voglio raccontarvi. La vicenda si svolge a Orvieto, quattro anni e mezzo fa. La protagonista 5.4. VINCERE LA MORTE 95 ` una ragazza di diciannove anni, che chiameremo Letizia. Ha finito gli studi e superiori e vuole andare all’universit`. I genitori, per`, sono poveri. Allora a o lei si rimbocca le maniche, si d` da fare per procurarsi un po’ di denaro e va a a fare - nel mese di maggio - la baby-sitter presso una famiglia. Accudisce due bambini. Questa famiglia - a giugno - si trasferisce e va in una zona delle alpi orientali, in un paesino di villeggiatura. E lei anche. In questo paesino di montagna ci sono altre persone che stanno a villeggiare e hanno i bambini. Letizia era una ragazza cos` splendida e bella che incantava. E ı comincia a raccogliere i bimbi dei villeggianti fino a creare un piccolo asilo. Cos` tutte le famiglie parlano di questa ragazza limpida, trasparente, piena di ı entusiasmo, di gioia e di bellezza prorompente. Dopo un po’ di tempo, per`, o viene fatta oggetto di speciale attenzione da parte di un uomo di trentasette anni, sposato, che vive l` con la moglie e due figli. Quest’uomo bussa, bussa ı e bussa. La ragazza, di fronte alla bellezza di lui, alla prestanza e alla sua capacit` di coinvolgere e di saperci fare, sente che sta crollando. Per` sente a o vibrare dentro di s´ le forze dell’onest` e della rettitudine di fronte a un uomo e a sposato. E si trova in un dramma: ecco che, come per Tobia, nel mezzo della quotidianit` emerge un pesce che vuole divorarla. E allora, in un sussulto a di vita e di liberazione, senza dire niente a nessuno, parte di notte, e arriva a Vietri, vicino a Salerno dove un’amica le ha detto che c’` la possibilit` e a di andare a rassettare le camere negli alberghi. Proprio per tagliare ogni ponte, per uscire da un dramma incombente, come quando arrivano quei nuvoloni che annunciano il temporale. Lei non sa spiegarsi come lui abbia fatto a sapere dove si trovava, ma la raggiunge. La situazione ` veramente e drammatica. Sente che la morte ormai la avvolge, che si trova di fronte a un tunnel, a un torrente che la spinge inesorabilmente. Decide di confidarsi con la sorella. La sorella si precipita l` vede la situazione, la prende e la porta a ı, casa. A casa succede un dramma: la mamma si fa venire gli svenimenti per quello che sta succedendo, il padre la ricopre di botte, il prete le fa filippiche e prediche a non finire. . . E il dramma esplode. E questa ragazza, che era la felicit` in persona, quando io l’ho incontrata - era la fine di agosto - mi ha a pregato insistentemente di parlare perch´ la situazione era veramente difficile. e Ci siamo seduti e l’ho ascoltata. Dopo che lei aveva parlato un paio di ore, io non ho detto una parola e ho concluso dicendo: “Guarda, ti ` gi` stato detto e a tutto. Io non ho proprio nulla da aggiungere a quello che ti ` stato detto”. e Ed era vero, perch´ tutto le era stato detto. A livello di cervello lei sapeva e tutte le cose. Molto delusa, raccoglie la sua borsetta e fa per andarsene. Quando ` sulla porta io la richiamo e le dico: “Senti, Letizia, ma tu ci vai a e 96 CAPITOLO 5. LA MAGNA CHARTA DELL’AMORE CRISTIANO messa alla domenica?”. “S` ı”. “Ma tutte le domeniche?”. “S` ı”. “Ma tu ti confessi, preghi, ricevi l’eucarestia?”. “S` ı”. E allora l’ho richiamata e l’ho invitata a sedersi. Ho preso un foglio bianco, grande, e ho cominciato a dirle: “Senti. Tu vivi una situazione di agonia. Tu stai vivendo sulla tua pelle quello che ha vissuto Ges` Cristo. u Ti caratterizzano gli stessi sentimenti, la stessa situazione di Ges` Cristo u nell’Orto degli Ulivi, quando era pervaso e intriso di paura e di angoscia. “L’anima mia ` triste fino alla morte”, diceva. Ecco, io in te vedo tutti questi e elementi. Tu partecipi di questo mistero, adesso. Certo, non sei arrivata a sudare sangue, Ges` Cristo c’` arrivato. Possiamo immaginare che Lui stesse u e un passo pi` avanti in ordine alla sofferenza. Vedi, Ges` poteva rifiutarsi di u u vivere quella situazione, poteva non entrare nella morte. La morte, nella Bibbia, ` un concetto molto pi` ampio di quello che abbiamo noi. Per noi e u una persona ` morta quando non respira pi`, quando ` cadavere. Nella Bibbia e u e morte significa “malattia”, “depressione, “disagio, “disperazione, “angoscia. E Ges` poteva non entrarci, perch´ era Dio. Per` Lui nella morte ci ` entrato u e o e perch´ tu ci sei entrata. Tu non hai la capacit` di Dio, tu sei una creatura e a umana e non hai la forza per uscire da determinate situazioni. Ora, Ges` u Cristo, perch´ ti ama, ` venuto con te nella tua agonia, per partecipare di e e te, per farti partecipare di questo movimento che ` il suo. . . ”. e Mentre annunciavo a questa ragazza il “kerigma”, mi accorgevo che mi ascoltava, cio` intuiva e mi capiva, che aveva fede. E io so, per esperienza, e che quando una persona ha fede, poi il miracolo della risurrezione avviene. E ho continuato: “Tu hai fatto come Ges`: hai sollecitato gli apostoli, hai u sollecitato tua sorella, poi sono intervenuti i tuoi familiari. Per` vediamo che o anche gli apostoli, alla fin fine, che hanno fatto? Il dramma lo viveva Ges`, u loro erano mezzi addormentati, non capivano niente, erano delusi. I tuoi non si sono addormentati, ma ti hanno dato botte. In fondo, che dovevano fare? Tu rimani nel tuo dramma, il dramma ce l’hai tu. E poi ti sei fermata qui. Ora potresti continuare a muovere i tuoi passi l` dove li ha mossi Ges` a u Cristo. Ges` stava nell’angoscia, ha sollecitato gli apostoli e poi ha detto: u “Sia fatta la tua volont`. Ma come, una realt` cos` squallida, cos` brutta? a a ı ı E anche la realt` di Ges` era squallida, sai? Uno l’ha rinnegato, un altro a u l’ha tradito, altri ancora se ne sono andati o se ne sono lavati le mani, o 5.4. VINCERE LA MORTE 97 hanno istigato la folla. . . Era una situazione squallida. Anche intorno a te si muove un mondo di squallore, il mondo umano. Per` anche l` si dispiega il o ı mistero di Dio. Nulla accade cos` fuori dall’occhio e dalla portata di Dio, ı, e soprattutto nulla accade che possa sfuggire alla mano di Dio. Soltanto Dio ha la capacit` di trarre qualche cosa di grande, di bello e di stupendo a anche dalle cose pi` squallide di questo mondo. Come ` avvenuto in Ges` u e u Cristo, soprattutto nella sua passione, morte e risurrezione. Perch´ ` capitato ee proprio a te non lo so. Ma so che questa ` la tua parte. Ognuno nella sua e vita ha la sua parte, nessuno ` esente, nessuno cala dal cielo, nessuno vive e sulle nuvole: tutti viviamo su questa terra. Questo adesso ` il tuo cammino, e qui si dispiega per te una provvidenza: “Sia fatta la tua volont`, Signore. a Poi vediamo che Ges` pregava molto pi` intensamente. E come pregava? u u Recitava una giaculatoria: “Abb`, Padre. Qui Ges` coscientizza al massimo a u il fatto di essere figlio di Dio, lo dice e lo ripete, senza stancarsi mai. Vedi, Letizia, tu sei cristiana ma per te essere figlia di Dio ` un fatto e ` vero che quando ti sei battezzata hanno fatto festa, ma oggi, irrilevante. E se tu dici: “Sono figlia di Dio, per gli altri non significa niente. Se dicessi “Sono figlia di Berlusconi, allora. . . E tu ti gonfi: “Figlia di Dio. . . Niente, si girano dall’altra parte e fumano una sigaretta. Ma questo ` un fatto e straordinario, un capovolgimento: sei chiamata ad entrare nella famiglia di Dio, sei gi` dentro la famiglia di Dio. Sei figlia di Dio. Vedi, quando si a crea il deserto si stabiliscono bene i legami con Dio. La condurr` nel deserto, o parler` al suo cuore e la fidanzer` a me, dice il Signore. Guarda che il deserto o o ` non ` quel luogo che divora e distrugge tutto. E anche questo. Ma ` anche e e uno spazio singolarissimo, dove tu coscientizzi il fatto di essere figlia di Dio. “Abb`, Padre. Attenta che tu, come tutti, come il sottoscritto, vivi su un a trono d’oro e fai la figura di un mendicante che va a implorare cinque lire. Questa ` la situazione umana. Siamo figli di Dio, cio` abbiamo un Padre e e che ci potrebbe affogare nei suoi doni, ma non lo coscientizziamo, non glielo chiediamo, non ci crediamo proprio”. Vedevo che la ragazza aveva fede, mentre le annunciavo queste cose. Questo mi riempiva il cuore di speranza, perch´ quando io incontro una persona e che non accoglie la parola di Dio o la confonde o la sostituisce con una parola umana, mi si spegne il cuore, non sono neanche pi` motivato ad andare u avanti. Questa ` una realt` che ha senso, valore e portata soltanto nell’ame a bito della fede, di una adesione per fede. E trovavo che questa ragazza aveva fede. Le ho detto che anche lei avrebbe dovuto pregare. Per` capisco che o una ragazza di diciannove anni, per quanto fosse stata vicina alla parrocchia 98 CAPITOLO 5. LA MAGNA CHARTA DELL’AMORE CRISTIANO e si impegnasse, avrebbe potuto incontrare delle difficolt`. Allora le dissi che a l’avrei fatta aiutare dalle clarisse. Proprio nei giorni seguenti, a Citt` della a Pieve, dove c’` un monastero, si consacrava una ragazza, pi` o meno della e u sua stessa et`. Io sono andato l` e le ho detto: “Guarda che a pochi chiloa a metri da qua una tua coetanea vive questo dramma. Ricorda che la tua vita ` consacrata, cio` consegnata a Dio proprio per questi motivi”. Immaginate e e quanto ha pregato questa ragazza, coinvolgendo tutta la comunit`. a Poi ancora, Ges` aspetta una forza dall’alto. La forza dall’alto ` la fede. u e Essa ti dice che ci sono delle situazioni umane di morte tali per cui tu, facendo riferimento solo alle tue energie, non puoi fare niente. Una persona davvero legata, ` con le spalle al muro: umanamente non c’` niente da fare. L’incone e scio della persona ` tutto proiettato verso quell’uomo, verso quella donna, e che sia sposato, che sia un drogato, che sia un delinquente. . . La ragione dice che ` impossibile, per` i sentimenti sono quelli e non si pu` farci niente. Ope o o pure, nella Bibbia, da una parte c’erano gli egiziani, un esercito armatissimo e schierato, dall’altra il Mar Rosso. Nel mezzo gli ebrei. “Ma perch´ ci hai e portato a morire qui nel deserto, non c’erano sepolcri in Egitto?”, chiedono gli ebrei a Mos`. Queste sono le situazioni ideali per l’intervento di Dio. e Perch´ Dio ti fa inequivocabilmente capire che con le tue sole forze non puoi e farcela. Sai che le risorse umane sono finite: quello ` lo spazio adeguato per e l’intervento di Dio. La sproporzione ` lo spazio della fede. e Ges` ha aspettato una forza dall’alto. L’io di Ges` Cristo, di fronte a u u quella situazione, non ` caduto in depressione. Non ` un io distrutto, ma e e un io forte. E ha fatto fronte a tutto quello che ne ` derivato in maniera e unica e inaspettata. Il Vangelo di Giovanni dice a chiare lettere che hanno fatto il processo a Ges` Cristo, ma chi ha fatto veramente il processo agli u uomini ` stato Lui. Lui ha mostrato che cosa c’era nelle profondit` del cuore e a di Erode, che cosa c’era nel cuore di Pilato, nel cuore della gente, nel cuore degli apostoli. . . Lui ha fatto il processo totale e definitivo, di fronte alla storia umana. E questo rimane il prototipo di quello che accadr` sempre a nella storia. Allora Ges` Cristo conserva un io forte. Anche tu, se vuoi u conservare un io forte e non soccombere (il soccombere, generalmente, si traduce nella depressione) prendi il Vangelo di Marco, capitolo 14, 32-42 e ` imparalo a memoria. Aggrappati a Ges` Cristo, se no per te ` finita. E u e ` assaporare la morte su questa terra. come un imbuto che ti porta gi`. E u Il passato ti si arrotola dietro come un tappeto e ti schiaccia, per cui tutto diventa pesantissimo, tutto ` sbagliato e insopportabile. Il futuro ti si chiude e e tu stai l` in mezzo come schiacciato da una tenaglia. Spesso la persona non ı 5.4. VINCERE LA MORTE 99 resiste e si uccide. E cos` si consuma il tuo venerd` santo. ı ı ` C’` anche un sabato santo, caratterizzato dal silenzio di Dio. E carattee ` rizzato dalla macerazione: la sofferenza non te la toglie nessuno. E caratterizzato dalla discesa agli inferi. La discesa agli inferi significa pervenire a una profondit` di esperienza umana, di esperienza di Dio, di esperienza della a drammaticit` del peccato dell’uomo: significa pervenire a quelle profondit` a a dove non si arriva per altra strada che per la strada della sofferenza. Una persona che ha sofferto pu` capire. Non si impara sui libri, non viene raccono tato: o l’hai sperimentato e lo sai o non l’hai sperimentato e non lo sai. Si arriva alla profondit` del mistero dell’uomo, dell’uomo peccatore: al mistero a ` della morte e anche al mistero di Dio. E la strada per arrivare a un’altra qualit` di vita. a Poi ci sar` una domenica di risurrezione. La domenica di risurrezione ` a e caratterizzata da un fatto: Dio ha un corpo, ` Dio ma ` uomo. Perch´ ha e e e preso un corpo? “Non ha voluto sacrifici n´ offerte, un corpo mi hai dato. e Perch´ io venendo possa dire “Sia fatta Signore la tua volont`”. Lui, in e a questa vita nella carne, in questo suo essere uomo, ha accettato la morte. Ma da questa situazione di morte ` esplosa una realt` totalmente nuova, e a della quale noi possiamo soltanto balbettare, e che chiamiamo risurrezione. ` E la vendetta di Dio: il suo modo di agire, la sua rivendicazione, il suo rifarsi. ` E il modo di Dio di risolvere i problemi. Quando hai esplicato tutta la tua libert`, e se prende una inclinazione di male, vai avanti e alla fine ci sono a solo le ceneri della morte. Dalle ceneri della morte parte la rivincita di Dio, il rifarsi di Dio: la risurrezione. Allora tu hai avuto il coraggio di accettare una morte e Dio ti proporr` una soluzione inaspettata, inaudita, fuori da a ` ogni prospettiva o capacit` di concezione umana. E una realt` totalmente a a nuova. Questo lo sai soltanto per fede, questo ` il modo di agire di Dio. Non e esiste il Dio delle tue proiezioni, non esiste il Dio che ti sei immaginato, che ti mette l` la mano, ti sorregge, ti toglie dai pericoli. Questo dio esiste soltanto a nel tuo cervello. Esiste il Dio che si accompagna a te nel tuo cammino della morte perch´ proprio al momento giusto, quando tu hai coscientizzato che e non puoi far pi` niente, quando la morte ti ha divorato, Lui parte con la sua u stupenda, originale soluzione. Tu adesso hai accettato questo, e Dio ti far` risorgere. Per` la risurrezione a o non ` magica, avverr` al terzo giorno. Terzo giorno nella Bibbia significa tre e a giorni, tre settimane, tre mesi. . . Cio` uno spazio di tempo non eccessivamente e lungo, non determinato e conforme all’andamento delle vicende umane. Nel caso di Letizia il terzo giorno si ` compiuto nel mese di novembre. e 100 CAPITOLO 5. LA MAGNA CHARTA DELL’AMORE CRISTIANO Eravamo all’alba del terzo giorno. Gi` si cominciavano a vedere prospettive a di soluzione, gi` non stava pi` in un legame psichico terribile come l’avevo a u trovata le prima volte. Prima di Natale - eravamo in pieno giorno, piena risurrezione - Letizia era passata dentro questo tunnel di morte ma mano nella mano di Ges` Cristo: ` una ragazza nuova, ` una ragazza che si ` u e e e buttata alle spalle tutta questa realt`. Chi ` Dio nessuno glielo deve pi` a e u spiegare n´ annunciare: lei lo sa, perch´ l’ha sperimentato sulla sua pelle. e e E le ` costato sangue, le ` costato vita. Letizia si ` sposata nel settembre e e e scorso. Beato colui che se l’` sposata, non soltanto perch´ ` bella - tutte le e ee donne sono belle - ma perch´ ` ricca di un’esperienza che ti fa impazzire. Le ee parole di grazia che escono dalla sua bocca, la luce che esce dai suoi occhi sono un incanto. Quella s` che ` una persona da godere. ı e Dal mese di maggio a prima di Natale ` avvenuto tutto quello che ` e e avvenuto e adesso ` una ragazza nuova. Ha sperimentato la potenza della e risurrezione di Ges` Cristo nella sua vita. u Certamente qualcuno di voi si sar` chiesto: “Ma se questa ragazza non a fosse andata alla messa tu tutte queste cose non gliele avresti dette?”. Se lei non fosse andata alla messa non gliele avrei dette. Semplicemente perch´ quanto detto non ` una teoria, ` una persona. Si chiama Ges` Crie e e u sto, vivo, vivo oggi, vivo con un corpo, vivo con un’intelligenza, vivo con un cuore. . . Il destino di una persona ` relativo al grado di amicizia che ha con e quest’uomo. Non con le pagine del Vangelo, che possono diventare una dottrina, una teoria, che per` non ti serve. Come nel caso di certi espertissimi o teologi atei, che conoscono a menadito il Vangelo ma non hanno nessun contatto con Dio. Il contatto con Dio, l’amicizia con Dio, non ` una realt` che e a si improvvisa: ` una realt` che c’` o non c’`. Se l’amicizia con Ges` Cristo e a e e u c’`, gli dai la mano, passi in mezzo alla morte come gli ebrei sono passati e attraverso il Mar Rosso: le grandi difficolt`, le grandi acque si trasformano a in una muraglia a destra e a sinistra, attraverso la quale gli ebrei passarono a piedi asciutti, perch´ invocarono il nome del Signore. Ci volevano passare e anche gli egiziani, senza invocare il nome del Signore, e le acque rifluirono e non uno ne scamp`. Tutti stecchiti. Di fronte alla morte non si salva neso suno. Non ce n’` uno che si salva. La morte travolge tutto e tutti. Si salva e chi invoca il nome del Signore. Non ` che gli ebrei fossero pi` buoni degli e u egiziani, o pi` religiosi. Non ` questo che conta. Non conta se sei buono u e o se sei cattivo: Dio ama tutti. Ama di pi` i peccatori e i diseredati. Qui u ` questione di invocare il nome del Signore. Gli ebrei, quando stavano nel e deserto, venivano morsi dai serpenti. Il veleno, il peccato, invade la vita. 5.4. VINCERE LA MORTE 101 La Bibbia dice che basta guardare quel serpente innalzato per essere guariti. Soltanto guardando con amore quel serpente innalzato, che ` Ges` Cristo. e u Il serpente, per gli egizi, significava la vita. Allora solo guardando Colui che dichiara: “Io sono la risurrezione e la Vita”, ti salvi. Per` questo non lo si o improvvisa. O c’` o non c’`. Se non c’`, quando arriva la morte, ti travolge. e e e In Letizia c’era perch´, al di l` di tutti gli avvenimenti, conservava uno e a sguardo di speranza. Nonostante le cose non andassero bene, non aveva smesso di andare a messa. Quando le cose vanno male, a maggior ragione ci devo andare, perch´ pi` il veleno mi invade, pi` devo aggrapparmi alla Vita. e u u Invece uno fa un peccato e non va pi` in Chiesa. E il nemico non va cercando u altro, per divorarlo, per ucciderlo. Quella ragazza aveva fede, aveva speranza. Il mondo ci crolla addosso, ma “Da chi andremo? Solo Tu hai parole di vita eterna”. E l`, la risurrezione ha fatto irruzione. Appena le ho annunciato a il “kerigma”, lei ha subito aderito, perch´ c’era tutta la predisposizione. Ho e sperimentato che quando una persona non ha il contatto con Ges` Cristo u annunciare il “kerigma” quando gi` le fauci della morte hanno fatto presa, a non serve. ` Mi trovavo dalle parti di Napoli per una missione. E venuta una signora e mi ha presentato una ragazza di ventidue anni. Mi ha detto: “Padre, io questa creatura l’ho generata due volte”. “Che significa, signora?”. Mi ha raccontato che quando aveva sedici anni si era fidanzata con un ragazzo. Erano stati insieme sei o sette anni. A ventidue anni, improvvisamente, quando gi` preparavano le nozze questo la lascia. E dopo due mesi si a sposa con un’altra. Questa ragazza ` colta dalla morte. Per cui si mette a letto e vuol lasciarsi e morire perch´ non ha la capacit` di sopportare una sofferenza cos` grande. e a ı La mamma le apre la bocca e le d` omogeneizzati per farla sopravvivere. Non a c’erano amici, non le interessava nessuno. . . Voleva soltanto morire. Era cos` ı malridotta, quando ` venuta. Ho tastato un po’ il terreno per vedere se c’era e qualche granellino di fede. Non c’era. E allora dissi: “Signora, la porti da qualche neurologo, da qualcuno che la faccia un po’ riprendere umanamente. Signora, lei non me la deve portare adesso che la morte se l’` divorata, me la e doveva portare quando giovincella, a quindici, sedici, diciotto anni andava a braccetto con il suo fidanzato per le strade di Napoli a visitare i negozi. . . Ha sbagliato i calcoli. La vita non sta in queste cose. Non sta nell’avere, non sta nel potere, non sta nell’apparire. Famiglia molto nobile, ma alla messa ci andava questa figliola?”. 102 CAPITOLO 5. LA MAGNA CHARTA DELL’AMORE CRISTIANO “Beh, a messa ci va la povera gente”. Quando arriva la morte, non guarda in faccia nessuno. Stronca decisamente. Si salva chi procede mano nella mano di Ges` Cristo. La morte u diventa allora una grande muraglia d’acqua a destra e a sinistra e tu passi a piede asciutto. Ma queste cose non si possono improvvisare. Queste cose, sempre guardando a Ges` Cristo, le devi meditare, riflettere e pensare u quando la vita ti sorride, quando la vita ti va bene. Ges`, Pietro, Giacomo e u Giovanni sono saliti sul monte, il monte della Trasfigurazione, nel contesto di una grande gioia, di una grande luce, tanto che Pietro vaneggiava. “Restiamo qui, piantiamo tre tende”. Chiss` che pensava. L` Ges` Cristo discuteva a ı, u con Mos` e con Elia, cio` discuteva con la Scrittura, faceva la stessa cosa e e che facciamo noi adesso. Mos` significa i primi cinque capitoli della Genesi, e Elia ` il prototipo di tutti i profeti. Di che cosa discutevano? Di quello che e sarebbe accaduto a Gerusalemme, dell’esodo che sarebbe avvenuto in Gerusalemme. Per cui Ges` Cristo, quando arriva la morte, si comporta come da u copione. Non ` che alla morte ci si va cos` perch´ quella ti sorprende, diceva e ı, e Ges`, come un ladro. Si avvicina la morte con la consapevolezza di ci` che u o si ` appreso dalla rivelazione. e Adesso per voi si riattualizza il monte della Trasfigurazione, perch´ ` adesee so che voi vi confrontate con la Scrittura, in vista di quell’evento che prima o poi arriver`, arriver` o in una forma violenta o in una forma attenuata, ma a a arriver`. Beati quelli che sono equipaggiati. a Tre anni fa, da Gualdotadino, qui vicino, ` venuta una signora e mi ha e portato la figlia, di diciannove anni. Mi dice: “Giovanni, fa’ qualche colloquio con lei, ch´ ha certi problemi psicologici”. e “Ma guarda, io non sono uno psicologo e non ho tempo. Io faccio il frate, sono sacerdote”. “Ma no, ma fallo. . . ”. E ho fatto quattro colloqui con questa ragazza. Aveva veramente dei problemi psichici abbastanza rilevanti. Psicologicamente ho cercato di fare quello che ho potuto, per` poi ho giocato la mia carta vincente che tiro o sempre fuori, che ` stata quella di invitarla al corso, prima al vocazionale, e poi a quello per fidanzati. Nel corso si ` accesa un po’ di fede. In questa ragazza ce n’era poca, e per` si accese un lumicino. E di fede ne basta quanto un granellino di senao pe, poca poca, “Ma che sia la fede diritta”, direbbe san Francesco. E cos` ı conservammo l’amicizia. Passarono alcuni mesi e alla mamma di questa ragazza venne un cancro. 5.4. VINCERE LA MORTE 103 La ricoverano in ospedale, ci sono metastasi. Un caso grave. Di fronte a questo evento, che si chiama morte, accade che il marito, che era un po’ la causa dei problemi dalla figlia, crolla e va a finire in una clinica. Questa ragazza, poi, aveva un fratello di 24 anni. Io una volta avevo chiesto a questa signora di lui e lei mi disse che studiava medicina a Perugia, che era fidanzato, che era un ragazzo bravissimo, eccezionale. La figlia era il suo problema. Un giorno mi sono azzardato a chiederle. “Ma il suo figliolo, ci va alla messa?”. La signora ` rimasta un po’ offesa un po’ sorpresa, poi ha risposto: “Beh, e sa, padre, come sono i giovani oggigiorno. Dirgli di andare a messa. . . Per` o ` buono, ` bravo, ` la mia soddisfazione, perch´ studia, d` tutti gli esami e e e e a puntualmente, ha la fidanzata. . . Il mio problema ` questa ragazza. . . ”. e Quando noi eravamo ragazzini c’era l’uso, dopo aver fatto un’affermazione, di dire: “Passa l’angelo e dice amen”. E, nella vita di quella famiglia, ` passato l’angelo e ha detto amen. Infatti, il marito si ricovera, il figlio si e mette a letto e vuol morire: abbandona gli studi, abbandona la fidanzata e sta sul letto. La sorella, insieme alla nonna, si sobbarca tre mesi notte e giorno in ospedale: ` duro stare per tre mesi in ospedale, senza contare la fatica psicologica e di essere di fronte a una persona cara che sta male. Un giorno mi ha detto: “Mio fratello ` un mostro di egoismo!”. Tre mesi in ospedale da sola. E lui e non ` stato capace di andare una volta. Sdraiato sul letto. Lei ha dovuto e accudire il padre, che dopo una settimana ` uscito dalla clinica, la mamma e e questo fratello, cercando di farlo sopravvivere. La mamma, dopo quattro mesi di ricovero, ` uscita dall’ospedale, poi ` e e rientrata e dopo due mesi ` morta. Prima di morire ha supplicato di poter e rivedere il figlio, ma lui non ` stato capace di andare a raccogliere l’ultimo e sospiro della madre e ora, a distanza di tre anni e mezzo, ` in alienazione tra e vino, forse droga e donne. . . Niente studi, niente di niente. Alla deriva. . . La ragazza ` diventata un gigante: ha superato tutti i suoi problemi, sta e per sposarsi, insegna. . . Le conseguenze tiratele voi. Ma una la tiro io. Ed ` che voi siete autorize zati a raccogliere il bene dovunque si trovi, e il bene disseminato di qua e di l` c’` dappertutto, ma quando vi si avvicina una persona e vi dice tutte le a e sue belle teorie sulla vita, su Dio, su questo e su quello voi ascoltate tutto, per` alla fine domandategli: “Va benissimo tutto quello che hai detto. Adeso so, per`, dimmi qualcosa sulla sofferenza e sulla morte, perch´ io sono una o e 104 CAPITOLO 5. LA MAGNA CHARTA DELL’AMORE CRISTIANO persona che soffre e che muore e intorno a me ci sono persone che soffrono e che muoiono. . . ”. E constaterete che su questo punto nessuno ha niente da dire. Perch´ e proprio non c’` niente da dire. E allora riconsegnate tranquillamente le belle e teorie a chiunque ve le abbia presentate, perch´ sapete che sulle cose essenziali e - la morte e la vita - solo Ges` Cristo pu` dirvi qualcosa. E smettiamo di u o dire stupidaggini tipo: “Tutte le religioni, bene o male, sono buone. Sai, si pu` fare questo come quell’altro. . . ”. Certo che si pu` fare in tanti modi. o o Ma il problema centrale dell’uomo ` vincere la morte. Ed ` perch´ hai vinto e e e tutte le altre morti che saprai che vincerai anche l’ultima morte. Allora, guardando alla tua risurrezione e a quella degli altri, non guardi al futuro ma guardi al passato, a quanto hai sperimentato sulla tua pelle, a quanto hanno sperimentato le persone sulla loro pelle. E quando avrai verificato questo in te e in chi ti sta vicino, allora avrai lo spazio per vivere nell’ottimismo, per vivere tranquillo, per vivere felice. ` Questo ` il centro, ` il “kerigma”. E l’essenza di tutto il discorso. Quando e e giungono le situazioni di morte, quello ` lo spazio in cui tu assumi i tratti di e Ges` Cristo. Per cui quel pesce che voleva uccidere Tobia, tu lo ricicli per u un bene pi` grande. Perch´ tu troverai che tutte le volte che la morte ti ha u e aggredito, tu hai assunto i tratti di Ges` Cristo, tu sei diventato un altro u Ges` Cristo, tu sei equipaggiato per avere accesso dentro alla fornace della u Trinit`, perch´ il Padre riconosce soltanto i figli che portano i lineamenti di a e Ges` Cristo. u 5.5 Guarire la memoria Il passato pu` essere vissuto in diversi modi. Posso portarmelo pesantemente o sulle spalle. E condiziona e appesantisce la mia vita, diventando il filtro attraverso il quale io leggo il presente, un filtro che mi colora la vita, mi colora le relazioni e lo sguardo che ho sulle cose. Come un paio di occhiali da sole con le lenti verdi, che mi fa vedere tutto verde intorno a me. E dico: “Questo ragazzo ` verde”. e E lui mi risponder`: “No, guarda che ` il tuo filtro che ti fa vedere le a e cose cos` Quindi mi pregiudica nella relazione, che ` la cosa pi` essenziale, ı”. e u dove si gioca tutto. La relazione ` lo spazio dove viene veicolato sia l’amore e e il bene, sia il male e le sue conseguenze (il peccato). Allora guardare al passato ` cosa molto saggia. Siamo figli di Dio e abbiamo il diritto di vivere e 5.5. GUARIRE LA MEMORIA 105 da uomini liberi. Cos` il passato, una volta elaborato, pu` essere vissuto ı, o in maniera completamente diversa. Per cui posso dire: “S` il mio passato ` ı, e pesante, ho fatto delle cose che mi dispiacciono molto e ho fatto tanto male ` che mi fa rabbrividire”. Non devo rinnegarlo, n´ evitare di pensarci. E il e mio male, per` ` l`. E elaborato. Sta l`, non mi tocca pi`. Io sono una o e a ` a u persona diversa. Non mi leggo, n´ devono leggermi (per` gli altri facciano e o quello che vogliono) alla luce del filtro del mio peccato, del mio passato, delle mie storie negative. Non ` che lo nego, non dico: “Non c’`!”. O: “Cerco di e e non pensarci”. Perch´ reprimere o rimuovere non ` la soluzione. Il passato e e negativo pesante si elabora. Si scioglie. Allora, se vado da uno psicologo perch´ magari ho un disagio e lui molto saggiamente va a vedere le radici da e cui nasce questo male e quali sono state le relazioni pi` fondamentali, succede u che mi rimette in quel passato, lo frigge e lo rifrigge, e io rimango come un albero che ` diventato giallo. Allora bisogna andare alle radici, togliere il male e e far s` che l’albero recuperi tutta la propria forza, tutte le proprie energie, ı il suo bel colore vitale. Freud, sotto certi aspetti, ` stato un genio. Lui ha e studiato questo metodo di guarigione. Una delle sue conquiste ` stata guarire e delle donne isteriche. L’isterismo ` una malattia tipicamente femminile, ma e ` ` anche maschile. E caratterizzata dal fatto che, tenuto comunque conto che e ogni epoca e ogni cultura esprime la propria forma di isterismo, una persona assume certi atteggiamenti tipici: cade, sviene, e utilizza questi atteggiamenti come un tipo di linguaggio. Nelle cadute ` opportuno saper distinguere quando ` per un disturbo e e isterico o per un fenomeno epilettico, ed ` molto difficile. e Una po’ di anni fa, a San Damiano, stavamo facendo un corso in una piazzola con un centinaio di giovani. Stavamo tutti insieme a ridere e a scherzare quando una ragazza, improvvisamente, si ` messa a urlare ed ` e e caduta per terra. Tutti si sono terrorizzati. Io l’ho presa di peso e le ho dato quattro schiaffi. Tutti gli altri si sono scandalizzati: “Che cattivo questo Giovanni!”. “Questo ` ancora poco”. e L’ho rimessa in piedi e le ho detto. “Non ti azzardare pi` a cascare per u terra”. E tutti: “Ma povera ragazza, ma ` caduta, ma poverina. . . ”. e L’isterismo ` una forma di comunicazione, un modo di comunicare: “Guare da che io soffro terribilmente, aiutami!”. Per` ` un modo di comunicazione oe “disturbato”. Quando cade, l’isterico non si fa mai male, perch´ esamina e tutto molto bene prima, valuta come deve fare. La caduta per epilessia, in- 106 CAPITOLO 5. LA MAGNA CHARTA DELL’AMORE CRISTIANO vece, avviene per lesioni al cervello: ad un certo punto l’elettricit` fa tilt, la a persona si irrigidisce, nelle forme gravi tende a divenire cianotica, e bisogna intervenire molto prontamente mettendogli in bocca un fazzoletto perch´ non e si tagli la lingua. Freud ha notato anche che queste persone hanno a monte un trauma di ordine sessuale: quando erano piccole avevano subito qualche forma di violenza di ordine sessuale. Ha notato anche che la qualit` dell’intervento a non ` dovuta alla gravit` di quel che oggettivamente ` accaduto, ma alla e a e risonanza psichica che la persona d` a quell’evento. Poi ha notato un terzo a elemento: che la persona ` asciutta dal punto di vista dell’appetito sessuale, e cio` non ha piacere a livello di libido. Il piacere, nei primi tempi, il bambino e lo sente sulla bocca, quindi lo prova mangiando, poi si colloca nell’ano e lo prova nel defecare (quando un bimbo sui cinque anni fa la cacca fa un dono, comunica che ha una buona relazione con il mondo). Infine si colloca nei genitali. Ma di questo passaggio rimangono tracce ovunque. Pertanto la libido ` una realt` dinamica, in movimento, come fosse il fluire di un e a torrente che scorre lungo il proprio alveo. Se su questo fluire interviene una frana e l’acqua non va pi` per la sua direzione ed esce, abbiamo il sintomo. u Allora Freud sostiene che togliendo la frana, l’acqua dovrebbe tornare al suo percorso naturale e dovrebbe sparire il sintomo. Come? Con il metodo delle libere associazioni. In psicanalisi esistono molte diverse teorie che, a seconda dei casi, danno risultati diversi. Ad esempio, in ordine alle fobie, ottiene buoni risultati la teoria behaviorista americana, pragmatica, in cui lo psicologo ti fa stendere sul lettino e ti fa parlare. Da questo parlare, da quello che pu` reperire a livello di sogni, lui va a vedere dove insiste maggiormente o il mondo psichico interviene. Il metodo delle libere associazioni sostiene che all’inizio c’` un disagio: la persona soffre, alcune volte senza neanche sapere e ` il perch´, e deve cercare di recuperare con la mente. E un passaggio spesso e difficile, alcune volte praticamente impossibile: la persona va allora aiutata, perch´ talvolta la mente, di fronte a un fatto traumatico, che ha provocato e chock, cerca di rimuovere. C’` una donna, qui ad Assisi, che da bimba ` stata violentata da suo e e cugino di diciotto anni. In un giorno di festa, l’ha fatta salire con lui sulla canna della bicicletta e l’ha portata ad una fontana. L` l’ha spogliata e ı violentata. Lei ricordava soltanto il punto in cui lui l’ha spogliata e le diceva che bisognava fare il bagno. Il resto proprio non lo ricordava nel modo pi` u assoluto: l’aveva completamente cancellato. Questo le ` costato molto caro, povera donna. Perch´ dopo questo fatto e e 5.5. GUARIRE LA MEMORIA 107 lei ` diventata cos` violenta, cos` cattiva, che ` diventata la Maddalena di e ı ı e tutto il circondario: il suo desiderio profondo era di circuire gli uomini e di portare loro nel fango l` dove avevano portato lei. E con ogni uomo che a incontrava lei non provava piacere, e tutto questo ` andato avanti per molto e e molto tempo. Il principio delle libere associazioni, invece, vorrebbe che la persona recuperi i ricordi con la mente e li rivesta di quei sentimenti vissuti in quel momento. Nei bambini e nelle bambine c’` una grande curiosit` di ordine sessuale, e a che cerca di essere soddisfatta. Spesso questo avviene nei giochi infantili, giocando a moglie e marito o al dottore, per cercare di vedere, di esplorare. Questi sono giochi in s´ irrilevanti, a meno che non intervenga un adulto e e faccia calare il peso del suo giudizio, della sua valutazione. Questo crea danno. Cos` come crea danno il ricordo retrospettivo. Quando si arriva ı a diciassette o diciotto anni, il livello morale cresce per cui si carica un determinato evento con tutte le acquisizioni e le valutazioni avute in seguito. Si d` all’evento un significato nuovo. Questa ` un’operazione da evitare a e assolutamente. La persona deve invece rivestire l’evento di quelle percezioni, di quelle emozioni, di quei sentimenti e di quelle valutazioni che aveva nel momento in cui il fatto ` avvenuto. Non di quelle successivamente raggiunte, e n´ di quelle che hanno aggiunto gli altri, n´ di quelle che sono state le sue e e risonanze del vissuto rivestite di significati drammatici. Per fare questo primo passaggio alcune volte ci vuole molta competenza. ` Il secondo passaggio ` la verbalizzazione. E un processo altamente terae peutico. Quando si ha un problema, si sa che il parlare ` liberante e aiuta. e Tutto ci` che si sente a livello di emozioni va rivestito di parole. Molte volo te la persona si vergogna, talvolta fino al punto di ammetterlo a se stessa, visto che pu` essere stato un trauma, soprattutto per quelle realt` che sono o a di ordine sessuale. Oltretutto, spesso avviene, per un meccanismo psichico perverso, che la persona si carichi delle responsabilit`, che tenda a colpea volizzarsi dell’accaduto. Se, per esempio, in una famiglia moglie e marito litigano, il bambino pensa che sia colpa sua. Questa operazione ` necessaria e per poter “oggettivare”, ossia per consegnare una realt` che ` soggettiva a a e un’altra persona. Il terzo passaggio ` il ridefinire. Dare a quella realt` una nuova definizione, e a un significato nuovo. Tutti i passaggi prima di questo sono uguali per un sacerdote come per uno psicologo. La diversificazione avviene a questo livello: nel ridefinire. Un conto ` che a ridefinire sia Dio, un conto ` che sia un uomo. e e 108 CAPITOLO 5. LA MAGNA CHARTA DELL’AMORE CRISTIANO Ma dato che questo ` un processo terapeutico, oggi la gente non va pi` dal e u prete, va dallo psicologo. Perch´ il prete in genere dice quelle quattro cose, e sempre le stesse, mentre lo psicologo d` tempo, lascia parlare. Lo psicologo, a inoltre, si fa pagare: ` chiaro che ` pi` serio, che vale molto di pi`. . . e e u u Un conto ` che ridefinisca Dio, un conto l’uomo. Se tu hai un aborto, lo e psicologo ti dir` di non farci caso, al massimo di fare qualche offerta a un a qualche istituto di bambini poveri dell’Africa. Del resto, che cosa ti pu` dire? o Non dimenticher` mai una ragazza che era venuta a piangere tutte le sue o lacrime. Ripeteva in continuazione: “Io non posso non aver fatto quello che ho fatto!”. Quando aveva sedici anni, ad una festa, un balordo di ventitr´ e anni l’ha presa, si sono ritirati e ha perduto la verginit`. E il fidanzato, tutti a i giorni, le faceva pesare il fatto che non fosse pi` vergine. La tartassava u in continuazione, anche se lui andava con altre donne. Sosteneva che se lo poteva permettere perch´ lei non era pi` vergine. E questa povera ragazza e u era cos` esasperata che piangeva, piangeva, piangeva. ı Quando non aveva pi` lacrime le ho detto: “Solo Dio pu` fare che quello u o che hai fatto sia non fatto”. E ho cominciato a spiegarle le cose che sto per dire adesso. 5.6 Peccato, senso del peccato e perdono di Dio Consideriamo la figura di David. David non era mica un santo. Tutt’altro. Vi ricordate la sua scappatella con Betzabea? David era un re, un uomo prestigiosissimo, un uomo che nel proprio rapporto con Dio ` di una fede autentica. Ma non ` che la fede garantisca che e e tu non faccia i peccati. Non ` che il tuo stato, la tua posizione, possano e garantire alcunch´ a questo riguardo. Non ha garantito il suo genio politico e di uomo, uomo che ha costruito il pi` grande regno di Israele. Lui era re, u lavorava tanto, governava in una maniera stupenda: aveva fatto un regno come ancora oggi gli ebrei sognano, il regno di David. Un giorno, mentre si sgranchiva le ossa sul terrazzo della reggia, i suoi occhi caddero su un giardino vicino, dove una donna faceva il bagno. Si sa come l’uomo sia debole, e poi gli occhi sono gli occhi. . . Ha cercato di vincere la tentazione, ma come si fa vincerla? C’` ritornato ancora, c’` ritornato e e 5.6. PECCATO, SENSO DEL PECCATO E PERDONO DI DIO 109 ancora, finch´ ci ha fatto un pensierino e l’ha mandata a chiamare. Sono e stati insieme e lei ` rimasta incinta. e Lui era il re: era un bel guaio. Ma era un uomo molto geniale anche sotto questo punto di vista, e cos` fa richiamare il marito di lei, che stava in guerra, ı ordinandogli: “Ritorna e lavati piedi” (= sta con tua moglie). Ma quello probabilmente ha fiutato qualcosa, e risponde: “Macch´ schere zi, con la guerra in atto. . . Io mi vado a ubriacare per legarmi con le donne”. E non scese da sua moglie. Il giorno dopo, David lo invit` a pranzo e lo fece ubriacare, nella speranza o che con i fumi del vino dimenticasse tutti i buoni propositi e stesse con la moglie. Niente da fare: volle dormire nella reggia. Allora decise di mandare a dire al generale in capo di mandarlo in prima linea, perch´ rimanesse ucciso. e Per cui di male ne ha fatto, eccome. Dopo quest’esperienza, Davide compone uno dei salmi pi` belli che esistano, il salmo 50. Noi lo chiamavamo u il “miserere”, il salmo del perdono. Non credo che esistano al mondo parole pi` giuste, pi` appropriate per chiunque si metta davanti a Dio. David ha u u fatto il suo peccato, noi facciamo i nostri. A ognuno il proprio cestino. Di fronte al male, di fronte al peccato, ci possono essere due reazioni. Quella del credente, che sa che Dio ` implicato in ciascuna persona, cio`: se e e io faccio del male a te, Dio ha piet` di te e si costituisce come parte lesa. E a se ti faccio del bene, si costituisce come parte beneficata. Qualcuno potrebbe dire: “Ma io ho fatto del male a quella ragazza. Dio che c’entra?”. Per` un credente questo lo sa bene. Davide infatti dice: “Piet` di me, o a piet` di me o Signore, contro di te, contro te solo ho peccato. Quello che a ` male ai tuoi occhi io l’ho fatto. Sei giusto quando parli, retto nel tuo e giudizio”. Quello che per noi ` difficile accettare `: “Il tuo giudizio ` retto”. Per e e e esempio, in ordine ai rapporti sessuali, noi mangiamo l’albero del bene e del male. Questa ` la tendenza fondamentale di tutti quanti: “Quello che ` bene e e lo stabilisco io”. Ma tu non sei Dio. Dio ` un altro. Allora se lui non ` e e d’accordo con me, lo cacci di casa. Tu puoi ucciderlo. Una volta c’era lo slogan “Dio ` morto”. Ma Dio non ` morto per niente: muori tu quando ti e e escludi da Dio. Questa ` la verit`. Per` noi abbiamo la tendenza profonda a e a o mangiare l’albero del bene del male, cio` a decidere ci` che ` bene e ci` che e o e o ` male. Questa ` l’essenza del peccato: io mi costituisco Dio. Io mangio il e e frutto dell’albero del bene nel male. 110 CAPITOLO 5. LA MAGNA CHARTA DELL’AMORE CRISTIANO Per Davide, essendo un credente, questa realt` costituisce peccato. E al a peccato segue il perdono. Questa ` la sequenza. La stessa cosa per` pu` e o o averla fatto un altro che per` non ` credente. o e Allora troviamo un vuoto di fede: questa stessa realt` lui la vive come a male, ma questo male dentro il suo mondo psichico, chiuso nel suo guscio, gli diventa senso di colpa. Per il credente ` peccato, per lui ` senso di colpa. Se e e dentro di me c’` un male, la febbre mi dice che qualcosa non funziona, dentro e di me c’` una lotta contro qualche nemico che sta minacciando la vita. Allo e stesso modo il mondo psichico recepisce che c’` qualcosa di non fatto bene. e Questo struttura il senso di colpa. Il senso di colpa, poi, struttura il mondo psichico come autopunizione, come bisogno di espiazione. In qualche modo la persona ha bisogno di espiare. E procura il male a se stessa. Qui a Foligno, tempo fa, ` stato ucciso un bimbo. A un certo punto si e ` presentato un giovane di ventidue anni, da tutti ritenuto un bravissimo e giovane di buona famiglia, dichiarando di essere lui il mostro che tutti cercavano. Tutti rimasero sconvolti. Bisogna andare a vedere quanti sensi di colpa si portava dentro quel ragazzo, fin da quando era bambino. Il bambino ha una chiara percezione di quando fa il male e di quando fa il bene. Se per` la famiglia ` melensa, pap` non c’`, e magari a un rimprovero della o e a e mamma interviene il nonno dicendo: “Beh, lascialo stare, ` un bambino”, e lui non elabora il senso di colpa. Se per` gli si d` uno schiaffo, il bambino o a elabora il senso di colpa e gli si fa un bene. Diversamente, il mondo psichico si struttura in modo autodistruttivo. Credete: non si pu` essere pi` sapienti o u di Dio. Dio dice: “Togli con il bastone la stupidit` dalle spalle del giovane”, a anche se adesso a dare uno schiaffo a un bambino ti mettono in galera. Poi ci si stupisce se diventava rammollito, se finisce nella droga. . . Non consentire al bambino di elaborare il senso di colpa significa creargli un danno strutturale alla psiche, danno di cui la gente in genere non immagina neanche lontanamente la portata. Una mamma e un pap` che credono a di essere i pi` belli perch´ non hanno mai dato uno schiaffo al figlio o alla u e figlia, sono in realt` una mamma e un pap` stupidi. Se io dicessi queste cose a a durante una messa, il giorno dopo mi manderebbero via. Ma le cose stanno cos` La gente ` logorata da sensi di colpa. Il senso di colpa ti mette in una ı. e condizione che tu non fai pi` le cose per il tuo bene, ti autopunisci. Tu sai u che una determinata cosa ti fa male, te lo ha detto anche il medico. Perch´ e la fai? La persona non riesce a farne a meno. Se sai che il fumo provoca il cancro, perch´ continuare? Questo ` il serbatoio di tutta la patologia psichie e ca: il peccato. Il peccato ` un male. Ma se tu sei credente sai che Dio ti ama e 5.6. PECCATO, SENSO DEL PECCATO E PERDONO DI DIO 111 e che lui ` venuto a caricarsi del tuo male. Per cui hai fatto il male, certo, e e sai che lo rifarai, bisogna essere realisti. Per` se dentro di te vive questa o certezza, che tu sei proprio il figliol prodigo, quella parabola ti descrive bene, tu ti appropri di quello che ` di tuo padre. Vai da lui ` dici: “Dammi quello e e che mi tocca. Io me lo prendo e me lo gestisco a modo mio. Me lo gestisco sbagliando, per me, facendo quello che mi pare”. Per` sempre arriva nella vita delle persone un momento in cui si rientra o in se stessi. Ad un certo punto la vita presenta i conti e i conti dicono che sei proprio un maiale, ridotto a mangiare le ghiande. E rinasce dentro di te il desiderio di tornare alla casa del padre, anche alla condizione di servo. Almeno per mangiare, per soddisfare i bisogni primari. Quando una persona sta nella fase in cui ha chiesto ci` che le spetta al padre, sta nell’euforia o degli amici, delle macchine, delle donne. . . Non c’` niente da fare. A questa e persona puoi dire di tutto, non serve a niente. Non ` venuto per questa e persona il regno di Dio. Si deve consumare e si spera che la vita le dia la possibilit` di rientrare a in se stessa: qualche volta capita, qualche volta no (“. . . ` uscito dal mondo e un altro delinquente!”). Alcune volte le persone rientrano in se stesse. Io, per esempio, incontro moltissime persone che sarebbero pronte per il regno di Dio. Le invito perch´ se fossero in ascolto, diventerebbero delle pere sone molto cristiane, perch´ ormai sono decantate dai soldi, dal sesso. . . Ma il e pi` delle volte dicono di non avere tempo: ormai per loro la vita ` cos` e non u e ı sospettano che ci potrebbe essere l’aurora di un mondo nuovo. Altre persone rientrano, ed ` bellissimo: rientrati in se stessi, desiderano la condizione dei e servi, mangiare. Le persone, quando vengono ai corsi, cercano un po’ di pace e di tranquillit`. Vorrebbero quindi la condizione del servo. Tu vorresti la a pace, la tranquillit`, l’armonia, le buone relazioni in famiglia, con i genitori, a con il marito, con i figli, con il fidanzato. . . Il problema ` che tu vuoi i doni e di Dio trascurando il donatore. Cos` non funziona, perch´ Dio non si fa prendere per il naso. Tu hai ı e bisogno di Dio e vuoi fare il furbo cercando solo i suoi doni. Se vai verso la casa del Padre: la prima cosa che devi fare ` metterti a un altro livello: l` e a non ti aspettano i servi, ma ti aspetta il Padre in persona, che sta sempre a guardare se tu appari all’orizzonte. Quando ti intravede, viene, ti si fa incontro, ti abbraccia, ti bacia, ti stringe a s´, ti mette l’anello al dito, i e calzari ai piedi e la veste bianca. Questo significa che ti restituisce tutta la dignit` di persona umana. E per te inaugura la festa: uccide il vitello grasso! a In un’altra parabola si dice che si fa pi` festa in cielo per un peccatore u 112 CAPITOLO 5. LA MAGNA CHARTA DELL’AMORE CRISTIANO che per 99 giusti, perch´ tu metti Dio in condizione di essere Dio, cio` uno e e che ama. Ogni volta che ritorni, si verifica questo grande evento. Il peccato ` l’unica realt` che mette in scacco Dio e non gli permette di essere quello e a che ` per essenza: un amore che si vuol diffondere ed espandere. Dio ama e sempre, ama tutto e tutti, per` non pu` amare l’uomo - in quanto libero o o se questo lo rifiuta. Ma le cose non sono semplici, in quanto c’` sempre un fratello maggiore e che abita proprio dentro di te, e parla dentro di te. Il fratello maggiore ragiona alla maniera umana (e quello sei tu): ti prende nel tuo aspetto negativo, ti tuffa nel tuo passato negativo e ti ci inchioda, ` disperante e bisogna tape pargli la bocca, ma risulta alquanto difficile. Moltissime persone, quando si confessano, non confessano il peccato ma il senso di colpa: hanno un bisogno di dire in quanto risulta terapeutico, ma non c’` fede. Per cui rimangono e come sono. La fede ti dice che ti sono perdonati i peccati. E quando Dio dice queste cose ` serissimo: significa che il tuo peccato se lo prendo lui. E Dio se li ` gi` e e a presi: basta guardare Ges`, che si ` preso carico dei tuoi peccati, dei peccati u e di tutti gli uomini delle generazioni passate, di tutte le latitudini, perch´ Lui e ama e porta il peso dell’altro. Tu lo devi soltanto accettare. Che differenza passa tra Giuda e Pietro? Tutti e due hanno peccato, per` Pietro accetta di vivere di perdono, mentre Giuda no (si dispera e i o sensi di colpa lo hanno ucciso). Sono due personaggi con due stati psichici diversi, e tu alla fine devi accettare di vivere di perdono, quindi accettare che pecchi, che Dio si prende il tuo peccato ed ` continuamente pronto a e rimetterti l’anello al dito, i calzari ai piedi e la veste bianca. A restituirti gratuitamente la tua dignit` di persona umana: se accetti questo, vivi; se a non lo accetti, fai la fine di Giuda. Con questo non si vuol dire che Pietro non ha peccato, ma che questo non gli ha impedito di diventare il capo della Chiesa, che lui assolvesse al suo compito: questa ` la condizione umana, noi viviamo di perdono. e Chi ` Giovanni? Se voi mi poteste guardare dal punto di vista spirituale, e trovereste che Giovanni ` un uomo, che ha un abito tutto tappezzato di e pezzetti di perdono. Per cui sono uomo tutto perdonato, sempre perdonato. Io sono un ammasso di perdono. Non mi illudo che, andando avanti, possa diventare chiss` che cosa: mi spinge il fatto che vivo di perdono, che ogni a volta mi metto davanti al mio Signore e accetto questa condizione, di vivere di perdono. Ma la superbia mi potrebbe anche mettere in condizione di non voler vivere di perdono, di questa vita che non ` mia e mi viene data per puro e 5.6. PECCATO, SENSO DEL PECCATO E PERDONO DI DIO 113 amore che non posso ricambiare. “Percuoter` il Pastore e tutti si disperdono” o dice la Scrittura. Ges` diceva agli apostoli: “Anche voi!”. u E Pietro: “Noi! Noi! Ma scherzi Signore! Se anche tutti ti rinnegassero, . . . io, mai! E se anche dovessi morire per te, io sono pronto!”. E lo stesso dicevano tutti. Sono passate poche ore e non solo lo hanno rinnegato, ma sono scappati. Ges` sapeva cosa sarebbe successo, ma Lui ama non per essere riamato. Lui u ama e basta. Se Pietro fosse morto per Ges` Cristo, si sarebbe salvato? Ma u stai scherzando? Come se tu avessi la presunzione di poter ricambiare Dio! Ma dove stai? Noi siamo cos` l’amore si esprime. Dio mi ama non perch´ sono buono ı: e (sa benissimo che non lo sono affatto), Dio mi ama cos` come sono, sempliı cemente perch´ io accetto di vivere del suo perdono, tutto qui! Questo d` e a igiene psichica, rimane veramente risolutivo quando ridefinisce Dio, ma se tu ridefinisci te stesso (. . . io mi confesso direttamente con Dio!), io mi metto a ridere. . . E mi scappano tutti i denti! Questa ` una grossa stupidaggine. Cosa e ti vuoi ridefinire da solo, tu sei peccatore e la fortuna sta nel fatto di avere quell’umilt` di lasciarti guarire. Devi capire che la vita arriva da un altro, a che quest’amore cos` grande ti viene dato non perch´ tu possa fare qualcosa ı e (anzi, levatelo dalla testa perch´ non puoi fare niente). Guarisci la mente e del fatto di avere la presunzione di poter ricambiare Dio: non pronunciare la frase: “Io amo Dio”, in quanto molte volte ` un’affermazione falsa, ` segno e e che tu hai un vago sentimento. Certo che possiamo e dobbiamo ricambiarlo, ma la possibilit` di ricambiare il suo amore ci viene data come dono, e a come dono ci viene data la possibilit` di avere i tratti di Dio, quindi a mia a volta di perdonare gli altri perch´ io sono, per essenza, un uomo perdonato. e Allora, fratelli, capite cosa significa “ridefinire”? Dio, quando ridefinisce, ` e serio! Adesso la memoria ` guarita, perch´ ormai ` circondata da una luce e e e nuovissima: Dio mi ama gratuitamente, Dio si fa carico del mio peccato, Dio viene dentro l’esperienza del peccato. . . Ho letto un libro bellissimo che diceva: “Se non sai peccare, vai dallo psicologo! Ma se hai peccato, vai dal sacerdote!”. Quanta profondit` in queste parole! Dio sfrutta la situazione a del peccato per rivelarmi le cose pi` profonde: quando ho peccato capisco u quanto sono impotente a salvarmi da solo, quando ho peccato Dio dispiega la sua misericordia e la sua potenza, dove abbonda il peccato l` sovrabbonda la a grazia perch´ Dio pensa in maniera diversa dagli uomini (gli uomini pensano e cos` ha fatto un crimine, un ergastolo; ha fatto due crimini, due ergastoli). ı: Dio pensa: molto ha peccato, molta pi` grazia ci vuole! ` come quando cade u e 114 CAPITOLO 5. LA MAGNA CHARTA DELL’AMORE CRISTIANO una bomba e provoca un grande vuoto: pi` ` grande il vuoto e pi` bisogna ue u riempirlo. . . dell’amore di Dio! ` nell’impotenza umana che si dispiega la poe tenza divina. L’uomo pensa: “Guarda questo poverino, che vita ha, viene da una famiglia . . . , guarda come fa . . . , non ha avuto niente . . . , ` poca e cosa!”. Ma ` l` che Dio dispiega la sua forza e la sua potenza, perch´ ragiona e a e in una maniera diametralmente opposta all’uomo. La croce rimane come un libro inesauribile per poter capire come ` e chi ` l’uomo, chi ` Dio, che cosa e e e fa l’uomo (che uccide il suo creatore). . . Se vuoi capire la misericordia di Dio devi guardare alla croce. Quando ` stata smentita la menzogna pi` terribile e u che attraversa il cervello degli uomini, perch´ Satana, in Eva, ha corrotto il e concetto di Dio: ha messo in Dio alcune cose che sono obbrobriose (che possa essere geloso). Eva ha aderito, per cui ` avvenuta la corruzione del concetto e di Dio, e in questa corruzione sono contenute tutte le altre corruzioni. Se vuoi analizzare la qualit` di una persona, per prima cosa devi indagare qual ` a e il suo concetto di Dio: dal concetto di Dio, tu capisci tutto di quella persona. Talvolta, il nostro cervello produce immagini cos` diaboliche e orrende di Dio ı da far rabbrividire (certe battute, certe recriminazioni, certi giudizi). Questo ` il peccato che tesse la vita degli uomini e che si trova proprio dentro al cere vello, dove opera Satana, attraverso una menzogna terribile. All’interno del cervello lui opera facendo una tessitura, prendendo dalle supreme menzogne della vita un filo, e dalle supreme verit` un altro filo, e fa un tessuto dove a ` bene e male, vero e falso sono tutti mischiati. E molto duro lavorare contro Satana per smascherare, per mettere da parte tutte le mezze verit` di cui ` a e imbastito il nostro parlare, il nostro modo di dire, e se una persona non ` pi` e u che esperta, il peccato le si insinua dentro. Le battute che noi facciamo, sono tutte mezze verit`, perch´ Satana, dentro la menzogna, corrompe il concetto a e di Dio. Sulla croce, finalmente, scopri che Dio ti ama (e se non lo scopri l`, a non lo scoprirai mai pi`); sulla croce hai sputato a Dio e Lui dice: “Io ti u amo, anche se tu mi sputi”. Tu gli hai conficcato una spada al centro del cuore, e lui ti dice: “. . . Per` io ti amo”. Tu l’hai flagellato, l’hai deriso e Lui o ti dice: “Ti amo”. Tu l’hai coronato di spine e Lui ti dice: “Io ti amo”. Per cui, sulla croce, viene smascherata la suprema menzogna: beati quelli che arrivano a capirlo! Ma quello che ti accompagna ` sempre il concetto di Dio, e perch´ in base al concetto di Dio vengono ridefinite queste realt`, che sono e a comune eredit` di tutti gli uomini. a ` Per esempio: un uomo ha ucciso un bambino nella zona di Napoli. E certo che certe cose non si devono fare, ma ` necessario sempre distinguere e il peccato dal peccatore: il peccato va sempre condannato, il peccatore no. 5.6. PECCATO, SENSO DEL PECCATO E PERDONO DI DIO 115 Quell’uomo alla fine ` morto e non lo volevano nemmeno al cimitero. Chi e stava vicino a quell’uomo? Ci stava soltanto Ges` Cristo, colui che ` morto u e fuori dalle porte della citt`, nell’infamia (morire fuori dalle porte della citt` a a ` l’infamia pi` grande). Perch´ ` morto in un luogo cos` isolato, dove non lo e u ee ı voleva nessuno? Perch´ si identificava con quell’uomo. Per questo a trovare e e a raccogliere quell’uomo ` stato solo Ges` Cristo. Neppure la Chiesa ha sae u puto dire una parola di fronte a tutta la gente che alzava dei cartelli contro di lui. Neppure un uomo di Chiesa ha detto: “State attenti, che state condannando Ges` Cristo, perch´ a te non importa niente della vita delle persone, u e ma a Lui costa il sangue”. Per cui quell’uomo ha riattualizzato proprio Ges` u Cristo. E non c’` stato un cane, una Chiesa melensa che abbia detto una e parola a favore di quell’uomo. Solo Ges` Cristo ` andato a prenderlo e a u e morire con lui, fuori dalle mura della citt` (Ges` ` morto fuori le mura e non a ue lo hanno voluto neanche i suoi!). 116 CAPITOLO 5. LA MAGNA CHARTA DELL’AMORE CRISTIANO Capitolo 6 Nuclei di morte nella coppia 6.1 Pericolosit` dei nuclei di morte a Mentre una coppia vive la propria storia tranquillamente, magari con un po’ di ingenuit` ed una fiducia superficiale nelle proprie possibilit`, lungo il suo a a cammino pu` trovare delle insidie che possiamo chiamare “nuclei di morte”. o I nuclei di morte possono essere paragonati ad un cancro: una persona vive tranquilla e magari non sa che a qualche livello procede un male che, se preso in tempo, pu` essere sconfitto, mentre se ci dormi su ti uccide. o Immaginate il cruscotto della vostra macchina: voi avete davanti tutte le segnalazioni. Ad un certo momento si accende la spia dell’olio; puoi andare ancora un po’ avanti, ma devi stare attento. Se intervieni puoi salvare il motore, altrimenti rischi di fonderlo. Si pu` accendere la spia dei freni; o puoi ancora andare avanti, ma stai attento perch´ ` un organo vitale della ee macchina e potresti andare a finire male. Cos` conoscere questi nuclei di ı, morte, significa avere un occhio sull’apparato, sull’insieme, affinch´ tu ti e possa difendere, perch´ insidie ce ne sono! e Passiamo all’esame di alcuni nuclei di morte. 6.2 Il rapporto non paritario ` E importante chiedersi sempre: “Il nostro ` un rapporto paritario?”, perch´ e e non ci vuole niente a prevaricare l’uno sull’altro! Le persone sono profondamente diverse le une dalle altre: generalmente la donna ` un po’ pi` ben strutturata e pu` trovare un uomo un po’ pi` e u o u 117 118 CAPITOLO 6. NUCLEI DI MORTE NELLA COPPIA debole. Perch´ il rapporto vada bene, due persone si devono incontrare: se e si sorreggono l’un l’altra entrambi crescono, ma se uno prevarica, il rapporto non funziona. Immagina nella tua mente la ruota di un carro, poi un asse e dall’altra parte la ruota di una bicicletta: come pu` funzionare un o meccanismo del genere? Tutti i rapporti umani devono essere paritari. Il Vangelo lo dice chiaramente: “Voi non chiamate padre nessuno sulla terra, il Padre ` uno solo, e quello del cielo. Voi non chiamate maestro nessuno sulla terra, il Maestro ` e uno solo, il Cristo. Voi siete tutti fratelli”. Il fidanzamento (e ancor pi` il matrimonio) ` la pi` bella e la pi` alta tra u e u u le relazioni umane, perci` il rapporto deve essere assolutamente paritario. o Spesso non ci facciamo caso, ma esistono delle differenze, ad esempio tra le nostre famiglie , le nostre tradizioni, culture, le esperienze passate, che condizionano le nostre personalit`. a Pur dando per scontato un certo squilibrio, bisogna tenere sotto controllo questa realt`, altrimenti non si va avanti (pensa ad una ruota del carro a grande e l’altra piccola!). Gi` vi accennavo alla ragazza che mi diceva di a aver 8 motivi per non sposarsi con il suo ragazzo. Soltanto quando lei ha fatto il viaggio di Cristo in discesa, per andare a mettersi a livello paritario e spronare l’altro a farlo salire e crescere, il rapporto ` rinato. e Il godere nell’essere pi` forte uccide il rapporto di coppia, purtroppo per` u o esercitare il proprio potere su un’altra persona da un gusto incredibile e non ci si rende per` conto che cos` la dinamica di coppia muore. o ı Per fare qualche esempio, ` abbastanza frequente negli uomini una certa e avversione al matrimonio, ma a ben vedere spesso questa ` dovuta al fatto e che sentono la donna quasi come una mamma e il sentirsi superati sotto tanti aspetti produce in loro un senso di inadeguatezza e insicurezza che distrugge i sentimenti Pochi giorni fa ` venuta una coppia sposata. Avevo individuato il male e nella loro storia, che non sembrava avere un approdo dopo 10, 11, 12 anni, in attesa di chi sa che cosa. Quando lei ha preso coscienza del suo atteggiamento prevaricatore, ha fatto il cammino di Ges` Cristo e ha ceduto lo u scettro di essere arbitro di tutte le situazioni, il rapporto ` migliorato, lui si e ` incoraggiato, i sentimenti si sono rinvigoriti, e andare all’altare non ` stato e e difficile. Non crediate che sia una cosa semplice: ci vuole molta attenzione per riuscire a mettersi l’uno di fronte all’alta e rendersi conto di ci` che o affatica e fa morire l’amore. 6.3. IL RAPPORTO SIMBIOTICO 119 6.3 Il rapporto simbiotico Il rapporto “simbiotico” `’ un nucleo di morte molto vicino al rapporto “non e paritario”. Immaginate un ponte sorretto da diversi pilastri; se uno dei pilastri non ` vuole pi` rimanere al suo posto ma cambiare posizione, il ponte crolla! E u la tipica situazione di quel partner che, ad un certo momento, ubriacato dal fascino e dall’amore dell’altro, non pensa pi` con la sua testa: “Quello che u decidi tu, ` fatto bene, quello che pensi tu, ` fatto bene, quello che senti tu, ` e e e fatto bene”. Si spoglia della sua personalit`, delle sue reazioni, del suo modo a di vedere e di sentire la realt`. a Alcune volte si dicono delle stupidit`: “Sai, noi siamo troppo diversi!”. a Ma non c’` niente di male, ` Dio che ha voluto che fossimo diversi: maschio e e e femmina. Non c’` diversit` maggiore di questa! Il punto ` che queste due e a e diversit` si richiamano anche, e si devono superare. a Nel rapporto simbiotico una persona si annienta nell’altra: se una non ` funziona, l’altra muore. E fondamentale che ognuno continui a pensare con la propria testa. Facciamo il caso di un ragazzo che faccia tutto ci` che la o ragazza decide: la donna pensa, sente e vede le cose in una maniera totalmente diversa dall’uomo, lui non pu` vedere, sentire e giudicare le cose come o le giudica lei, non deve rinunciare alla propria personalit`! Lei vuole andare a al mare mentre lui vuole andare in montagna: che si fa? Si discute e ci si viene incontro, una volta accontentando uno e una volta l’altra. 6.4 Non avvenuta desatellizzazione Si verifica quando si prova una sorta di obbligo nei confronti della famiglia, che in qualche modo agisce con opera di risucchio. Se tu cerchi di desatellizzarti, la famiglia ti riaggancia attraverso una trappola insidiosa: il senso di colpa. C’ ` una via esplicita: “Che figlia sei!? E tutti i sacrifici che ho fatto!? e Non ti rendi conto che tuo pap` sta male?. . . ” a Ma esistono altre forme pi` insidiose perch´ implicite. Pensa se la mamma u e non va d’accordo con il marito e quest’ultimo ne approfitta picchiandola: chi resta a difenderla? Dentro di te pensi di dover salvare la situazione, di avere un obbligo. E cos` passano i 20 anni, passano i 25 e si arriva ai 30 anni; ı e intanto passano gli anni migliori della giovinezza, un ragazzo bussa alla 120 CAPITOLO 6. NUCLEI DI MORTE NELLA COPPIA tua porta, una ragazza bussa, ma tu sei impegnatissimo: “Che ne sai tu dei problemi di casa mia? Ma che ne sai tu di quanta sofferenza che ha avuto mia mamma? Ma che ne sai tu delle botte che le ha dato pap`? E mi vieni a a dire di pensare a un ragazzo!? Ma se inizio a concepire, nella mia vita, che devo godere, che mi devo trovare un ragazzo, io mi sento in colpa. E come posso goderlo, un ragazzo, dopo che ho lasciato una situazione disastrata per andare per la mia strada? Non ` concepibile!”. e Il senso di colpa: ti aggancia, ti tiene legato, come un cane tenuto al guinzaglio. I tuoi genitori non ci pensano, non pensano che, arrivato a 20 ` anni, te ne devi andare per la tua strada. E in questo modo che rendi onore a tua madre e a tuo padre. Si tratta di capire bene il significato del dare onore a tuo padre e a tua madre: fino a 20 anni ` l’obbedienza, ma dopo, se continui e a obbedire ai tuoi genitori, tu li disonori. Devi dire: “Io ho anche un cervello e so per quale strada passa il mio bene, ormai!”. Passati 20 anni, i criteri di giudizio e di comportamento li devi desumere dall’alto. Se S. Francesco avesse obbedito a suo padre e a sua madre, avremmo avuto un mercante in pi`, ma non avremmo avuto un benefattore dell’umanit`. u a Una ragazza, una volta, mi ha fatto un disegno rappresentando i figli come satelliti all’interno del proprio nucleo famigliare che ti attira, mentre il momento della desatellizzazione ` stato rappresentato dalla presenza di e fulmini tra la terra (rappresentata dai genitori) e i suoi satelliti (i figli): ` e un processo dialettico. Non ti puoi aspettare che vada sempre tutto bene e che sia sempre tutto tranquillo; qualche volta questo succede, ma solo nelle famiglie illuminate! Dopo che ti hanno fatto con la possibilit` di pensare con il tuo cervello, di a camminare con le tue gambe, ti hanno dato tutte le possibilit` di diventare a pienamente autonomo, cosa vuoi ancora dai tuoi genitori? A 20 anni i genitori si devono “rigenerare”. Ci si deve mettere in atteggiamento di dare. Lo “smammamento” deve essere almeno psichico: puoi stare anche a casa, ma devi essere comunque una persona autonoma, una persona libera oramai. Il difficile ` dato dalle situazioni familiari che non funzionano bene. Infatti e l` spunta il senso di colpa. ı Una ragazza di 27 anni, alla domanda di cosa facesse, rispose: “accudisco i miei”. Diceva di avere i genitori anziani e malati e di doversi prendere cura di loro. Alla domanda di quanti erano in famiglia, rispose che erano 7 figli, tutti sposati e che nessuno di loro si poteva prendere cura dei loro genitori. Le avevano detto di fare quello e pensava che la sua vocazione fosse quella. 6.5. EGOISMO DI COPPIA 121 “Dove sta scritto? Chi te lo ha detto? Ma tu che cosa volevi fare?”. “Ho sempre sognato di diventare suora!”. Finalmente un giorno ha avvisato i suoi famigliari che sarebbe partita per andarsi a consacrare e, che d’ora in avanti, si sarebbero dovuti prodigare loro per i propri genitori. I fratelli e le sorelle si sono allarmati moltissimo. Comunque, alla fine, si sono dovuti organizzare. Oggi, questa ragazza, ` una missionaria: ` gi` stata in Africa e ora non so se e e a ` una donna fiorita. I genitori sono morti: se fosse ` nell’America Latina. E e stata con i genitori, quando essi fossero morti, lei cosa avrebbe fatto? Si sarebbe arrovellata il cervello perch´ la vita non ` servita! e e 6.5 Egoismo di coppia L’egoismo di coppia si configura cos` “Adesso io e te ci siamo fidanzati, ı: adesso gli amici e le altre persone non servono pi`. Siamo sufficienti io e te!” u ` come se rimanesse un albero (io e te), senza le radici che ramificano e E assorbono; l’albero si secca. Con un meccanismo del genere le due persone muoiono di inedia, si seccano come un fiore senza acqua. Neanche la loro dinamica va avanti: inizialmente pu` sembrare andare bene, ma dopo muore. Tu non puoi fare a o meno di tutto il tessuto umano di amici, di parenti, degli amici di lui, degli amici di lei. Questi interscambi devono avvenire. Il tessuto dell’amicizia deve essere sempre allargato. Generalmente, per un credente, ` soprattutto e il tessuto ecclesiale degli amici, di altre coppie, di altre esperienze a dover essere curato. 6.6 Rapporti sessuali prematrimoniali Il rapporto sessuale prematrimoniale non permette la crescita perch´ fere ma l’energia ad un livello che non le permette di trasformarsi nell’elemento psichico che veramente fonde le due persone. L’amore ` un dato psichico. e Questa energia rappresenta il tuo tesoro, ` quanto di pi` prezioso hai. Con e u essa devi imparare a convivere, non ne puoi fare a meno, ma la devi governare con intelligenza. La prima domanda che mi fanno generalmente ` questa: “Ma, Giovanni, e fin dove bisogna arrivare?”. Io non lo so, ma sul libro del mio amico Walter Trobish (che si ` sposato), ho trovato una regoletta “super” che dice: “dalla e 122 CAPITOLO 6. NUCLEI DI MORTE NELLA COPPIA cintura in gi`, niente!”. Questo perch´ quando si entra in aree dove l’erou e tizzazione ` molto elevata, costa fatica tornare indietro, perch´ ` come se si e ee scendesse da un piano inclinato. 6.7 Doppio legame Questo punto lo dovete capire molto bene perch´ ` di un’insidia tale che ti ee accompagna sempre e ovunque. Succede quando una modalit` di comunicazione smentisce l’altra: la coa municazione gestuale pu` averti detto “aggressivit`”, mentre la comunicao a zione verbale ti pu` aver detto il contrario. o Il problema ` complicato perch´, certe volte, la contraddizione ` nelle e e e parole che noi diciamo. Se io ti dico: “Sii libera”, ti sembra la cosa pi` ovvia u di questo mondo, ma non ti accorgi che c’` una contraddizione? Ad esempio: e il fidanzato ha un rapporto sessuale con la sua fidanzata per la prima volta. Tutte le ragazze mi raccontano che piangono. Ad un certo momento lui le ` chiede: “Perch´ piangi? E stato un gesto d’amore, ` stato cos` bello!”. Non e e ı coglie in quale stato d’animo lascia quella ragazza, che magari torna a casa e non ha il coraggio di incrociare lo sguardo dei suoi genitori. Quando qualcuno ` superficiale, non arriva a pensare che da un gesto che per lui ` naturale e e e spontaneo possano scaturire delle conseguenze. I fatti contraddicono le parole: con le parole ti dico che ti voglio tanto bene, poi magari non vengo all’appuntamento o ti faccio aspettare. Questo atteggiamento uccide l’amore e lo appesantisce in una maniera gravissima. Il doppio legame ` una dinamica che scatta a livello inconscio, questo ` il e e problema. Vi ricordate quando precedentemente avevo enunciato le 8 regole d’oro per vincere il non amore? Tra queste ve n’era una che diceva di parlare tu e lui soli; ma quando c’` il doppio legame non ` pi` sufficiente, ci vuole una e e u terza persona dall’esterno che abbia un po’ di orecchio e un po’ di fiuto per rendersi conto che la dinamica ` paralizzata dal doppio legame, che infarcisce e tutta la loro comunicazione e, come risultato, entrambi si trovano spossati, non ce la fanno pi` ed hanno solo voglia di gettare la spugna. u 6.8. AMORE PATERNO-MATERNO E AMORE SPONSALE 123 6.8 L’amore paterno-materno che ingloba si unifica all’amore sponsale Se io smonto un ragazzo, trovo in lui una potenzialit` sponsale, cio` capace di a e entrare in rapporto d’amore con una ragazza e vivere un’avventura d’amore, per` contemporaneamente trovo anche una capacit` paterna di accudire, di o a venire incontro, di mettere in atto tutta una serie di gesti e di comportamenti tali da assolvere il compito di padre. Ugualmente una donna ha la capacit` sponsale, come anche la capacit` a a materna. Capita che, ad una certa et`, si cerchi il rapporto sponsale. Facciamo a per` l’esempio di un ragazzo “mezzo sfasato”. Dentro la donna nasce un o sentimento materno, da salvatrice. Succede quindi che si aprono tutti e due i rubinetti, quello sponsale e quello materno. Questo tipo di amore finisce, muore, perch´ nessuno vuol essere eternamente figlio e nessuna vuol e essere eternamente madre. Quando hai aperto entrambi i rubinetti, hai la percezione di un grandissimo amore, ma quando questo muore (e presto o tardi succede), tu sei agganciato a tenaglia e per venirne fuori avviene una lacerazione, uno strappo dolorosissimo. Un esempio opposto: conoscevo una coppia; lei era una donna strutturata, avevano 4 figli. Il marito si vantava davanti a me dicendo: “Io, questa, me la sono cresciuta!”, poi andava a donne. Si vantava di averle fatto da padre, ma il padre lo doveva fare qualcun altro. Un altro esempio: giunge un ragazzo che ti racconta di arrivare da una famiglia disastrata, che ha sofferto molto, e ti racconta tutta la storia. Tu, ragazza, la prima volta lo ascolti e va bene perch´ l’amore si nutre di conoe scenza. Il giorno dopo, quando lui riprende l’antifona, devi chiedergli: “Mi stai chiedendo di farti da mammina, vero? allora devi andare da un’altra persona”. L’infantilismo di una persona si trova subito all’interno del suo linguaggio, quando ti chiede il pietismo (abbi piet` di me, mi devi capire a perch´ ho sofferto). Bisogna essere svegli, ma le donne di solito ci cascano! e L’essenza del peccato della donna ` sentirsi la salvatrice delle situazioni umae ne. La donna ha bisogno che qualcuno abbia bisogno di lei. Ma nessuno ti costituisce salvatrice delle altre persone, tanto meno dei ragazzi, tanto meno di quello che devi sposare, che pensi come l’uomo della tua vita. La persona che hai davanti pu` avere dei problemi, ma per risolverli o bisogna andare da chi ` veramente Padre, da chi questi problemi pu` gestire. e o 124 CAPITOLO 6. NUCLEI DI MORTE NELLA COPPIA Non devi affidare questo compito alla ragazza o al ragazzo: il ragazzo ti deve essere solo fidanzato e la ragazza solo fidanzata. In seguito queste problematiche sboccano all’interno della famiglia dove trovi il fenomeno pi` consueto: il pap` periferico, cio` un uomo che non conta u a e perch´ la donna si ` appropriata di tutto. e e Nella linea di cui vi parlavo in precedenza, il rapporto ` sano quando la e dinamica sinusoidale ` buona: se una persona esagera nella prepotenza, ` e e perch´ sotto c’` stato qualcuno che ` diventato profondamente dipendente. e e e Ti puoi chiedere: “Ma io, con i miei genitori, ho una buona relazione? Con i miei figli ho una buona relazione? Con il mio fidanzato ho una buona relazione?”. C’` un momento in cui io devo essere comprensivo e c’` un altro e e momento in cui io devo essere forte. Se sono sempre forte viene il dissidio, la lotta, ma se sono sempre debole viene la dipendenza: entrambe le strade sono patologiche. 6.9 Il non amore per s´, la non conoscenza di e s´ e Se una persona non si ama non pu` stabilire buone relazioni con gli altri, o con il partner. L’amore a s´ ` condizione imprescindibile per una buona e e relazione d’amore. L’amore ` inoltre una realt` che viene data ma che deve e a essere anche ricevuta. Quando la persona non si conosce, non si ama, non va bene: potr` fare un po’ di strada, ma poi ` destinata a morire. Conoscersi a e e amarsi non ` comunque una cosa semplice. Bisogna partire dal dato che e nessuno conosce se stesso, che nessuno ama se stesso se non ` stato preso e per mano da qualcuno. Se faccio un grafico con due estremi, dove vi ` un e negativo ed un positivo e ti posso dire che un 50% dell’amore a te pu` partire o da un totalmente negativo: si va da persone che soffrono di molti complessi di inferiorit`, a persone che si lamentano di tutto, a persone che credono di a essere un poco di buono, a persone che affermano: “Beh, non c’` male!”, a e persone che si ritengono normali. L’altro 50% lo devi raggiungere per fede. Dio doveva fare un altro Dio, ma non lo poteva fare. Per` ha fatto l’immagine e la somiglianza di Dio, cio` o e ha fatto te e, quando ti ha fatto, ti ha messo a paragone con ci` che aveva o creato prima di te (la terra, il cielo, la luce e il buio, ecc.). Poi si ripos`. o Infatti, uscito il capolavoro, non c’` pi` nulla da aggiungere e da ritoccare. E e u ´ ´ 6.9. IL NON AMORE PER SE, LA NON CONOSCENZA DI SE 125 questo giudizio ` inappellabile, l’ha detto Dio su ogni persona umana. Per` e o tu vivi in un contesto culturale che non fa altro che devastare l’immagine e la somiglianza di Dio che sei. Il faraone, cio` la cultura intorno a te, ti dice e che tu non sei come quello e quell’altro. Da quando nasce un bambino, si tende a dire che assomiglia tutto a sua madre o che assomiglia tutto a suo padre. Poi il confronto continua dicendo che non sei come tuo fratello o tua sorella, poi si continua all’asilo facendo il confronto con gli altri bambini, si continua nella scuola a fare un confronto con gli altri attraverso i risultati ottenuti con gli esami e i punteggi, esci dalla scuola e tutto diventa competizione (nello sport, nei concorsi di bellezza). Dentro a queste stupidit` tu ci vivi come il pesce nell’acqua, ritenendola a la cosa pi` normale di questo mondo, e non ti sorge neanche il dubbio che u ti puoi trovare all’interno di una mistificazione infinita, come al pesce non viene in mente che al di fuori di quell’acqua ci pu` essere tutt’altro orizzonte, o un altro mondo. Il risultato finale ` che le persone sono devastate dall’immagine di s´, e e hanno perso la cosa fondamentale: l’unicit` del proprio essere. Ricordate a che si entra nell’ambito dell’amore quando si riconosce l’unicit` dell’altra a persona. Quindi se qualcuno non ti ha preso per mano, dentro a questa realt` ci sei e ci rimani. a Ad esempio, non dimenticher` mai la mamma di una suora. Era proprio o una bella signora, e io mi sono permesso di farglielo notare. Ancora oggi ` arrabbiata con me perch´ l’ha percepito come un insulto. Quello che io e e vedevo esternamente non corrispondeva all’immagine psichica che lei aveva di se stessa. La persona vernicia questo comportamento con l’umilt`, non a pu` farsi questi complimenti, altrimenti sarebbe presuntuosa. o Il sintomo che ti fa capire che una persona non si ama, che il deterioramento ` grave, ` dato dall’impatto con il cibo. Tale difficolt` pu` portare e e a o al fenomeno della bulimia o dell’anoressia, esiti diversi dello stesso fenomeno. Quando una volta elogiai una bambina per la sua bellezza, la mamma intervenne dicendomi: “Padre, invece di fare tutti questi elogi, perch´ non e dice a questa bambina di mangiare di meno, visto che ` diventata grassa?”. e Il danno che ha fatto quella mamma, nessuno lo potr` mai considerare! a Hadler, uno dei grandi psicologi del nostro tempo, fa dipendere tutta la patologia psichica umana dal complesso di inferiorit`. Tutte le volte che tu a accetti il giudizio di un’altra persona, il veleno stilla dentro di te avvelenandoti tutta la vita. Non devi giudicare, non compete a te. Cos` una persona ı che non si conosce e che non si ama, non assolve al compito: soffre e fa soffrire 126 CAPITOLO 6. NUCLEI DI MORTE NELLA COPPIA gli altri. La Grazia di Dio suppone che la natura funzioni bene, ed amarsi ` e assolutamente necessario. Mi si present` una volta una donna di 32 anni, con 20 ragazzi alle spalle o ed un fallimento dopo l’altro. “Dio che cosa deve fare per te?”, gli chiesi. E lei candidamente disse: “Io cerco un ragazzo perch´ mi vorrei sposare”. e “No! Domanda sbagliata! Con il Dio della rivelazione bisogna anche saper formulare la domanda e ci vuole qualcuno che ti aiuti a domandare le cose giuste”. Allora dissi a questa ragazza: “No! Tu non devi chiedere un ragazzo! Del resto te ne ha mandati tanti, e che ne hai fatto: tutti sciupati! Perch´? e Perch´ c’` un problema a monte: tu non ti ami! Questo ` il tuo vero problema. e e e “Che cosa devo fare?”. Gli risposi: “Devi fare tanti e tanti esercizi di un certo tipo, mettendo per iscritto il contenuto del Salmo 102, 1 - 5, imparandolo a memoria e poi realizzandolo. Dice cos` “Anima mia benedici il Signore, ı: quanto in me benedica il suo Santo nome. Anima mia benedici il Signore, non dimenticare tanti suoi benefici. Egli perdona tutte le tue colpe, guarisce tutte le tue malattie, salva dalla fossa la tua vita, ti corona di grazia e di misericordia, sazia di beni i tuoi giorni e tu rinnovi come aquila la tua giovinezza”. Se ti metti a pensare a tutto quello che sei, andandoli a ripescare troverai almeno 100 motivi per dare lode a Dio, perch´ sei stata abituata dalla e cultura intorno a te solo a piangerti addosso. Inoltre, egli perdona tutte le tue colpe, ma se non accetti il dono primo di te a te stesso, Dio dove pu` o mettere gli altri doni? Altri esercizi li fai allo specchio cercando qualche parte della tua corporeit` che ` negata. Ti devi amare cos` come sei, anche se hai 20 chili in pi`. a e ı u Una ragazza mi ha insegnato che il suo grasso era un grasso a “mela”: non importa, ti devi amare cos` come sei, in obbedienza a Dio. Quando avrai ı fatto questo, solo dopo, ti troverai un dottore serio e farai una ricerca sulla tua fisiologia per impostare una cura sotto controllo medico. Dio ti dice che sei un prodigio, un capolavoro, e quando insisti dicendo che non ` vero ` come sputare in faccia a Dio. Glorifica Dio nel tuo corpo: e e ci ha fatto un prodigio e un capolavoro. Quando una persona non ama il suo corpo, il sintomo lo trovi nel mondo psichico, attraverso la timidezza, attraverso l’aggressivit`, attraverso tante altre forme, paure e depressioni, a ecc. Un “io” si rinforza, diventa sicuro, tranquillo, forte nella misura in cui si accetta e si ama. Quando una persona non si ama, te ne accorgi subito perch´ ha un imbarazzo, va cercando il modo per presentarsi agli altri e per e far s` che in qualche modo ti approvino e ti accettino. Si recuperare l’unicit` ı a dell’essere, la convinzione che non sei confrontabile, tu sei unico nella tua 6.10. NON ELABORAZIONE DEL FANTASMA DELL’ALTRO originalit` e nella tua bellezza. a 127 6.10 Non avvenuta elaborazione del fantasma dell’altro o dell’altra Quando sentiamo affetto, ad esempio, per un ragazzo che viene da una lunga storia conclusa, bisogna porsi nell’atteggiamento di chi dice: “Calma, prima dammi prova che il fantasma, cio` la presenza dell’altra persona, che rimane, e ` uscito fuori (. . . e non esce con una passata di spugna, perch´ ci vuole e e tempo, esercizio, ci vuole buona volont` e tutto il resto per poterlo elaborare): a soltanto quando l’altra ` uscita e lui ` tornato a risplendere tutto per te, allora e e gli darai spazio. Occorre prendersi uno spazio di tempo, riequilibrarsi dentro, rimettersi nella condizione e nella predisposizione di. . . , e poi ripartire. Altrimenti l’altro ti diventa un motivo compensativo, cio` che compensa il fatto che io e adesso sento una solitudine. 6.11 Fissazione a tappe precedenti nel cammino della maturazione della libido La libido in una persona si sviluppa, cresce per varie fasi: - la prima fase ` definita “autoerotica”: significa che il bambino ` tutto e e concentrato su se stesso, trova piacere da s´ e tutto il mondo che sta e intorno deve servire a lui. Per il bambino il piacere deriva dallo scoprire il piedino mettendoselo in bocca, ecc. La masturbazione ` una e regressione a questo stadio in cui tu trovi il piacere da te stesso; - la seconda fase ` definita “omoerotica”: il ragazzo e la ragazza trovano e ` gioia nel confrontarsi con l’amico o l’amica. E indice di un passaggio, di una crescita in quanto tu esci da te stesso e vai verso una persona dello stesso sesso perch´ ` pi` facile, perch´ ti intendi meglio. Questa fase ` ee u e e buona a meno che non intervengano manipolazioni di ordine genitale. - la terza fase ` definita “eteroerotica”: quando tu senti che la forza e e le tue energie tendono alla persona dell’altro sesso. Questo processo ` e molto diversificato nelle persone. Molte persone possono attraversare 128 CAPITOLO 6. NUCLEI DI MORTE NELLA COPPIA una fase intermedia, di incertezza, di ambivalenza; ` come se arrivassero e sul crinale dove hanno la possibilit` di ritornare indietro o traboccare a ` una situazione che vivono dentro di s´ e di nella parte autoerotica. E e cui non parlano nella maniera pi` assoluta con nessuno perch´ hanno u e una paura e una sofferenza grandissima, anche perch´ intorno c’` seme e pre un polverone di pregiudizi e di stupidit` per cui la persona non lo a dice a nessuno. Se arriva un giudizio di un esperto, di uno psicologo, di un prete che gli da dell’omosessuale, lo uccide. Culturalmente devi sapere che ci pu` essere questo periodo di ambivalenza, quindi ti ci o devi avvicinare con una certa delicatezza per fare in modo di aiutare il processo. Molte persone si sono rovinate a causa di un giudizio, che li ha poi portati a fare delle esperienze. E sono queste che poi ti inchiodano impedendo alla libido di progredire. Se una persona si trova nel periodo dell’ambivalenza ` inutile tentare di portare avanti un rappore to sponsale con quel ragazzo/a, non ci sono le condizioni ed ` tempo e perso. Se il fidanzato si masturba, non lo deve dire alla fidanzata: questa si offenderebbe e non capirebbe il problema. Inoltre la fidanzata non deve cercare di aiutarlo facendolo parlare, certe cose devono essere dette solamente a un padre che ti pu` spiegare il fenomeno e ti d` le ino a dicazioni per superarlo. Facciamo un passo avanti: la persona pu` aver o fatto questo cammino per cui, dal punto di vista fisiologico, funziona, va bene, ha l’attrazione per la donna. Ma alcune persone rimango` no legate psichicamente allo stadio precedente omoerotico. E il caso di un ragazzo che viveva nei dintorni di Roma: la ragazza raccontava che il suo ragazzo studiava a Roma, ritornava il sabato sera e dopo un semplice bacetto chiedeva: “Hai chiamato i miei amici? La pizza dove andiamo a mangiarla questa sera?”. Pu` funzionare una relazione del o genere? Lui dice di volerle bene, ma si contraddice con i fatti. 6.12 Complesso di onnipotenza Il complesso di onnipotenza ` dato una personalit` tipica. Supponiamo lei e e a lui: su tutte le cose che sa e che fa lei, lui sa tutto. Tu parli dicendogli certe cose e lui dice le sue, ma se tu non acconsenti a ci` che dice lui, si meraviglia o moltissimo: “Ma come, ` tutto cos` chiaro e distinto come le idee cartesiane, e ı possibile che tu non capisca? O sei stupida o sei cattiva! Perch´ io ho detto e ` l’immaturit` di una persona che non si sa la verit`, ` cos` lampante!”. E a e ı a 6.13. COMPLESSO DELLO “STATO ABBANDONICO” 129 minimamente porre dal punto di vista dell’altro. Se lui ha un bisogno e te lo esprime, e tu non lo soddisfi, ti mangia. La realt` ` soltanto quella che vede ae ` lui, l’altra prospettiva, l’altro modo di sentire, non conta. E come un pulcino che sta ancora dentro l’uovo: visto che la nostra cultura tutto ti facilita, tutto ti ` dovuto, non c’` stato nessuno che gli ha dato un colpo rompendo e e il guscio, facendo in modo che debba pedalare con i suoi piedi, che cominci a sentire il freddo, che cominci a beccare con il suo becco. Tutto questo non ` accaduto: sta ancora dentro il suo guscio. e 6.13 Complesso dello “stato abbandonico” Alcune persone hanno esperienze vissute da piccolo, o per altre vicissitudini, che le portano a soffrire di questo complesso. A 3 mesi, un bambino vive del volto della madre, di un amore estremamente personalizzato. Se la mamma si ammalasse, andasse in ospedale o peggio morisse, essendo la nostra una famiglia nucleare il bambino ne riceverebbe un trauma terribile, portando da grande con s´ il presupposto di essere una persona “non amabile”. “Visto e che mi ha abbandonato la mia mamma, immagina se non mi abbandonano anche gli altri!”. Se mi fidanzo con una ragazza, dentro di me c’` un principio di fondo per e cui non credo che lei mi voglia bene, prima o poi mi abbandoner`. Cos` la a ı metto continuamente alla prova, la esaspero per vedere se mi ama comunque, nonostante tutto. Ma questo lo puoi chiedere a Dio, lo puoi chiedere ad una mamma, ma non lo puoi chiedere ad una fidanzata. 6.14 Il troppo lavoro Quando una persona lavora troppo e va oltre le 8 ore, sta pur certo che la dinamica affettiva non funziona. Noi abbiamo un patrimonio energetico preciso, e se lo spendi tutto da una parte non ne ha pi` nulla da spendere u altrove. 130 CAPITOLO 6. NUCLEI DI MORTE NELLA COPPIA 6.15 Il complesso da consacrazione Si ha quando una persona, andando avanti in una dinamica di coppia, ogni tanto sventola la bandiera: “Ma tanto io mi faccio frate. Ma tanto io mi faccio suora. Ma io mi faccio prete.” Bisogna stare molto attenti. Voi immaginate a pensare ad una ragazza innamorata ed al suo ragazzo che ogni tanto le sventola davanti questa frase: che cosa deve fare quella ragazza? Non pu` mica mettersi contro Dio! Se ti devi far prete, fatti prete; svelto! Certe o volte capita (l’1%) che la persona abbia veramente un’altra vocazione, ma i sintomi li puoi riconoscere bene: trovi, per esempio, che la dinamica sponsale va benissimo e la persona dice di volersi consacrare. Se vuoi consacrarti devi innanzitutto parlare con il partner dicendogli: “Guarda, io porto dentro di me questo tormento, non vorrei stare davanti a Dio con il dubbio di non avergli obbedito. Adesso vado da una persona esperta, faccio un’adeguata ricerca e consulto il Signore. Se il Signore veramente mi chiama, vuol dire che ` per te c’` un’altra provvidenza e io devo seguire il Signore. E bene stabilire e 5 - 8 mesi, senza dimenticare che tu hai in mano il destino dell’altra persona; ` come se tu avessi la chiave della vita del partner e questo ti carica di una e grande responsabilit`. Quando una persona incomincia ad obbedire a Dio, a diventa proprio bella, trasparente, piace per la limpidezza e la sincerit`. Se a veramente ti devi consacrare, non ci sono santi. Ti possono girare intorno tante persone, ma quando il Signore chiama le cose risultano chiare e da l` non si scappa. Prima di tutto ti chiedo come principio di farmi vedere ı se sai gestire un rapporto con una ragazza, perch´ diventare frate significa e diventare un corteggiatore per Ges` Cristo. Ma se tu non sai corteggiare per u te, cosa per cui bisogna conseguire una mini-laurea, come puoi essere assunto da Ges` Cristo? u Capitolo 7 Amore adulto 7.1 L’arte di amare Suppongo che voi conosciate il brano della lettera agli Efesini dove si dice che l’amore umano va misurato sull’amore di Cristo per la sua Chiesa. Quello ` e il modello di amore maturo, e allo stesso tempo un grande mistero. “Mistero” nella Bibbia significa una verit` che non ` assolutamente proa e ducibile, che non pu` emergere dal nostro sforzo umano n` dalla nostra intelo e ´ ligenza, ma semplicemente ti viene da Dio, ti viene rivelata. E come essere introdotti in uno spazio di grande luce; in cui gli occhi si devono adattare; quando Dio rivela una verit` ` tanto sorprendente e tanto originale che il a e ´ cervello umano fa fatica a capire, al punto che dice: “E troppo bello per essere vero!”. Nella Bibbia il mistero ` sempre qualche cosa che ti sorprende. e Si tratta di andare a vedere il dinamismo di Dio, Cristo con la chiesa, per capire bene il dinamismo della coppia. Non dimenticare mai che su questa terra tu sei chiamato a riattualizzare la Trinit`: pi` assumi i tratti della a u Trinit`, pi` sei vicino a “In principio le cose erano. . . ”. Guardando alla a u coppia e guardando a Dio devi trovare unit`, che ` fedelt`, ` fecondit`. a e a e a Incominciamo con l’andare a cercare alcuni criteri umani per capire quali sono i tratti, gli elementi che a lume di naso ti fanno capire se un cammino sta procedendo bene oppure no. Amare ` un’arte e come tale va appresa, ed e ` il tirocinio pi` bello che esiste in natura. Creati ad immagine e somiglianza e u di Dio, noi siamo capaci di relazione con Dio, con gli altri e con la creazione. ´ E stato il peccato a far scricchiolare le relazioni umane: una volta che l’uomo si ` staccato da Dio, subito ne viene un gran male, e il male lo ritrovi nella e 131 132 CAPITOLO 7. AMORE ADULTO relazione pi` essenziale che esiste in natura, la relazione uomo-donna, Adamou Eva. Dopo il peccato, l’uomo fugge e si nasconde, scopre di essere nudo (nudo significa nella sua limitatezza, senza pi` un punto di riferimento che gli dia u l’identit`). Quando il cane ha perduto il padrone, non sa se deve abbaiare, a se deve fuggire, se deve tacere, ecc., cio` gli manca il punto di riferimento e essenziale. Il cane diventa randagio, diventa sperduto, non capisce pi` niente, u ` morto come si dice nel Genesi di Caino. e Da l` viene ogni male; l’uomo si ritrova nella sua finitezza, si ritrova apı poggiato alle sue sole risorse umane, ` nudo, ` debole, ` fragile, ` creatura, e e e e non ha pi` i tratti del Creatore perch´ si ` staccato da Dio e l` si ` inquinata u e e ı e la sorgente della vita. Il male lo si vede nelle relazioni, la relazione pi` essenu ziale viene intaccata; la Bibbia lo esprime dicendo “L’uomo far` sulla donna a opera di potere e la donna far` opera di seduzione”, cio` questa dinamica a e si struttura, vi si inserisce una tirannia, una violenza. Poi, dopo, si rovina la relazione con il fratello (Caino uccide Abele), con la creazione (“produrr` a cardi e spine” per dire che la situazione si ` deteriorata). Tutto questo si e riflette anche a livello sociale: l’uomo si port` nella valle di Sennahar e disse o che l` potevano costruire una grande torre che arrivava fino al cielo, tentando ı di ristabilire il rapporto con Dio. Parlando tutti la stessa lingua, gli uomini si sarebbero salvati da soli, organizzandosi, riuscendo anche a riaprire la sorgente del rapporto con Dio. Questa ` l’illusione eterna dell’uomo. Non hai potere di intervenire su e Dio, puoi fare una torre che tocchi il cielo, puoi sognare di parlare una stessa lingua e di farti un nome, ma devi sapere che questo non ` frutto del tuo e sforzo ma sempre e solo un dono di Dio. Nella Bibbia ` scritto: “Dio vide e confuse la lingua su tutta la terra”. e Per costruire una relazione d’amore, per costruire una famiglia dove circola amore tra moglie-marito-figli e via via tutti gli altri, lo devi chiedere come dono a Dio, non sta nelle tue risorse, nelle tue potenzialit`, nelle tue facolt` a a di uomo. Nell’esperienza di Francesco e di Chiara c’` come la possibilit`, l’intuito e a di recuperare quella che doveva essere la condizione dell’uomo prima del peccato, Francesco ha fatto un cammino di recupero fino a tornare l` alle a sorgenti, quando l’uomo usciva fresco-fresco dalle mani di Dio ed aveva con Lui un rapporto semplice, e da questo rapporto recuperato con Dio viene un rapporto recuperato con tutta la creazione. Francesco ` un uomo che e ha un rapporto bellissimo, intimo, semplice, fresco, di bambino, proprio di 7.1. L’ARTE DI AMARE 133 primissima creazione. Francesco ha un rapporto con la donna che ` stupendo e (una volta ho sentito dire: “Mai uomo ha amato una donna come Francesco ha amato Chiara) e tutti i cammini d’amore dovrebbero arrivare a quella meta, al rapporto Francesco - Chiara. E poi il rapporto di Francesco con la creazione: con gli animali, con gli alberi. Le fonti dicono che quando vedeva un campo pieno di fiori e di messi, lui le invitava a lodare Dio, si entusiasmava e partecipava alla creazione. Dobbiamo arrivare alla fraternit` che ha saputo creare Francesco, doba biamo arrivare al rapporto semplice e filiale con Dio come l’hanno realizzato Francesco e Chiara, dobbiamo arrivare ad avere una relazione, non solo tra noi, ma anche con la stessa natura. Nella spiritualit` cristiana sono poche quelle realt` in cui un’esperienza a a spirituale viene condotta avanti all’insegna di una complementariet` uomo a donna, Francesco - Chiara. Tutta la storia dell’amore ` sempre una storia di relazione, e questa storia e di relazione va collocata nel contesto del grande progetto di Dio, che non ha progetti di sventura ma progetti di pace. Tutto ci` seguendo il modello della o Trinit`, di Ges` Cristo e la Chiesa. a u Volendo caratterizzare l’amore, si pu` dire che raggiungiamo gradi di o maturit` differenziati. A volte si assumono comportamenti maturi, a volte a si possono assumere modalit` regredite. Quando parla una ragazza io mi a domando se parla la bambina, parla l’adolescente o parla la donna adulta? A volte parla la persona adulta, ma sotto certi aspetti, certe volte, parla ancora la bambina, parla ancora l’adolescente. Una ragazza di 23 anni si scandalizzava perch´ un ragazzo le aveva mane dato un mazzo di fiori. Ma a 23 anni non dovrebbe parlare l’adolescente ma una donna matura, che non va pi` avanti con i criteri dell’emozione e dei u sentimenti, ma con la sua ragione. Deve parlare, non deve avere paura e fuggire stando l` a fare la bambina. Maturit` significa rifiuto di una mentalit` ı a a bambina - adolescenziale. Ci` che caratterizza la psiche del bambino ` il prevale dell’egocentrismo, o e il non rendersi conto che possono esserci punti di vista diversi dal proprio, una certa incapacit` a capire che ci possono essere aspetti della realt` che a a io non si conoscono, l’accentuazione di esperienze personali che hanno per` o una portata assai limitata, il non capire che la tua esperienza ` solo tua e e le modalit` espressive possono essere tantissime e altrettanto valide di quelle a che hai fatto tu. A questo proposito vi potreste leggere un libro molto bello di 134 CAPITOLO 7. AMORE ADULTO Elisabetta Baldi, “Principe o ranocchio”, delle Edizioni Paoline, che presenta modello per caratterizzare la maturit` secondo la psicologia esistenziale. a La regressione ` un fenomeno abbastanza comune nella vita quotidiana; e fugaci manifestazioni regressive certe volte servono ad allentare la tensione dell’io, cio` di fronte ad una situazione drammatica come un incidente, o e quando una persona non sa che cosa fare, l’io ` talmente sotto pressione che la e persona sviene. Questo capita perch´ sono persone che non sanno affrontare e la realt` e il mondo psichico regredisce. Che tutto questo succeda in qualche a momento della vita ` comprensibile, non ha niente di patologico: il fenomeno e assume aspetti patologici quando la persona, per sottrarsi a obblighi ed a responsabilit`, a doveri sociali, fa uso continuo di questo meccanismo psichico a fino a caratterizzarne la vita (come, ad esempio, il bambino a cui non piace proprio andare all’asilo che si fa addirittura venire la febbre). La regressione consta di diverse fasi: - la prima fase ` la regressione alla primissima infanzia: ` dominata dalla e e modalit` orale. Succhiare, mordere, sgranocchiare semi, sono aspetti a sfruttati anche dalla pressione pubblicitaria. Ma la vera patologia regressiva si ha nella mentalit` orale propria delle a persone parassite, che esigono continuamente attenzione, assistenza. L’orale parassita vuol prendere tutto da tutti, senza dare niente in cambio, e questa gran voglia di assumere ed avere si configura anche nel cibo: l’anoressia o la bulimia sono lo stesso fenomeno su due aspetti diversi, in quanto sono sempre relativi a questa primissima tappa del cammino umano; - la seconda fase ` la regressione alla prima infanzia: corrisponde alla e ´ fase anale del modello psicanalitico. E sollecitata da messaggi che promettono il maggior controllo sugli altri, maggior potere, pi` riuscita, u pi` prestigio, pi` valore personale, pi` autonomia. Macchine di lusso u u u superaccessoriate, spese folli oltre le proprie possibilit`, fanfaronate, a vestiti, pulizia, igiene, ecc., sono tutti elementi che ti dicono come la persona ` regredita alla prima infanzia. e Le persone regredite in senso anale sono competitive, aggressive, polemiche, hanno della vita una visione dogmatica e manichea, categorie mentali rigide e antitetiche (se hai portato il tuo fidanzato dai tuoi amici e tornando ti dice che sono persone stupende, sono persone sante, ma ` 7.2. TEST DI MATURITA 135 se ti dice che sono tutte persone cretine, ` tutta gente che non capisce e niente). Non vedono le infinite sfumature della realt`, che ` sempre bianca o a e nera. Ha una sessualit` ancora immatura sollecitata dai mass-media, a imbocca la via della facile seduzione, di un superficiale erotismo, ricerca della conquista disimpegnata, del fascino irresistibile, fanfaronate su avventure pseudosessuali e di eccitazione sessuale; - la terza fase ` la genitalit`, che rappresenta la fase ultima dello sviluppo, e a e vede la metamorfosi del bambino in adulto, persona non pi` governata u dal principio del piacere, ma da quello della realt` in cui predomina la a ragione. Quindi il bambino prende, l’adolescente e gli amici scambiano, l’adulto dona. 7.2 Test di maturit` a Passiamo ora ad esaminare alcune domande che possono aiutare a capire il proprio grado di maturit`. Mi preme che vi ricordiate questo test perch´ ` a ee come avere un prontuario a disposizione; mentre la vita scorre e ci si relaziona con un ragazzo o una ragazza, con le persone in genere, pu` essere un punto o di riferimento importante per verificare come vanno le cose. Che cosa vuoi fare? - Il maturo risponde: “Esattamente quello che sto facendo”. L’adulto sogna ci` che fa. o - L’immaturo risponde, invece, che ha voglia di fare altro, sogna l’irreale, il diverso, l’impossibile. Soprattutto puoi notare che sogna queste cose ma poi non ha la capacit` di organizzare quelle strategie e quei piccoli a passaggi necessari per arrivare a quella meta. Questo ` il segno di una e immaturit`. a Ti cambieresti con. . . ? Conosci una persona al mondo con cui cambieresti il nome, il posto di lavoro, il tuo ruolo, il tuo carattere, la tua vita, il tuo essere? - La persona matura risponde: “No. Ci` che io desidero essere ` esattao e mente ci` che sono”. La persona matura assume i tratti del genio, che o 136 CAPITOLO 7. AMORE ADULTO ` uguale solo a se stesso (che poi ` il destino di ogni persona, di ognuno e e di noi). - L’immaturo non si riconosce nel suo specchio: sogna di essere altro, essere diverso, stare in un’altra situazione, avere un viso - occhi - capelli diversi, ecc. ´ Chi deve cambiare, io o l’altro? E quasi ovvio ritenere gli altri responsabili delle mie difficolt`, per cui la mia crescita, la mia felicit` avverrebbe a a automaticamente solo quando l’altro fosse diverso, cambiasse in base alle mie aspettative. “Il nostro fidanzamento andrebbe a gonfie vele se lui/lei facesse quello che dico io. - La persona davvero matura sa che il cambiamento sta nel comprendere, nel modificare il significato di un fatto. Il punto critico, ci` che ha valore o decisivo, ci` che pi` conta, non ` la difficolt` o il problema, ma la mia o u e a ´ reazione con quel problema. E su te e solo su te che puoi lavorare fruttuosamente. L’immaturo aspetta che a cambiare siano gli altri, che siano le circostanze: quasi mai accadr`. a - La persona immatura segue la logica del: “Se tu fossi diverso, io sarei migliore”. Seguiranno cos` molte frustrazioni e delusioni, perch´ siamo ı e sulla via della totale deresponsabilizzazione e del disimpegno. Peggio: qui c’` un modo implicito di dare all’altro potere su di noi, per cui chi e comanda ` uno che sta fuori di me, lui mi determina, lui condiziona e la mia vita. Quindi, in qualche modo, gli ho rimesso il potere, per cui svendo la mia libert`, quel bene supremo che fa godere ogni altro a bene. La richiesta che l’altro cambi si fa pi` rigida e assillante quando u la persona ` totalmente immatura: pi` la persona ` immatura, pi` e u e u ci sono queste richieste. Per esempio: non so essere paziente, allora esigo che gli altri non mi mettano nell’occasione di perdere la pazienza. Invece di operare all’esterno, io devo operare su di me. In questo senso non esistono persone difficili, ma piuttosto persone di fronte alle quali emergono le nostre difficolt`, ma siamo cos` poco abituati a prestare a ı attenzione ai nostri vissuti interiori! Se mi crea tensione il fatto che tizio non mi saluta, vuol dire che il mio disagio nasce dalla pretesa che lui mi saluti, altrimenti mi sento poco valorizzato, poco rispettato. L’intero processo di maturazione si gioca sul come reagiamo alla difficolt`. a ` 7.2. TEST DI MATURITA 137 L’immaturo non vede che difficolt`: egli ` cos` superficiale da scorgere a e ı solo i problemi e da interessarsi poco delle proprie reazioni, che invece sono l’unica cosa che conta, l’unico spazio dove posso operare, l’unico spazio che influisce sul mio avvenire. Le difficolt` si susseguono e passano, ma la noa stra reazione non passa. Ecco la rivoluzione copernicana: si tratta di una continua, paziente microconversione, cio` una faticosa e costante ristrutturae zione del nostro mondo percettivo, un lavorio spesso penoso fatto di continui superamenti e purificazioni. Sarebbe sciocco, dicono i cinesi, pulire lo specchio quando ritrai il tuo volto sporco. Spesso le reazioni che detestiamo le inneschiamo noi stessi con i nostri atteggiamento spesso reattivi. Vi racconto questo episodio che ho letto su un libro di psicologia: una signorina lavora in un ambiente dove ` arrivato ultimamente un capo uffie cio insopportabile, ma tanto insopportabile che lei si sente scoppiare per cui decide di licenziarsi e di andare a fare un altro lavoro. Faceva queste considerazioni durante una cena tra amici, a cui partecipava anche uno psicologo. Alla fine del racconto lo psicologo dice: “Certo, a questo problema ci sarebbe una soluzione, ma non te lo dico perch´ tanto tu non lo fai.”. E la cosa e rimane l` la ragazza continua a cercare lavoro a destra e a sinistra, vede che ı: la situazione ` un po’ difficile e si ricorda di questo suo amico. Gli telefona e e gli dice: “Tu mi avevi detto che ci sarebbe stata una soluzione, ma non me la potresti dire?”. “No, non te la dico perch´ tanto tu non la fai”. I giorni e passavano, lei era sempre pi` incuriosita ed ` andata a trovare questo amico, u e il quale non voleva saperne di rivelarle la soluzione al problema. Infine, ancora pi` curiosa ed insistente, riesce ad ottenere risposta: “Ecco quello che u dovresti fare: dovresti prepararti nello spazio di una decina di giorni a fare una solenne dichiarazione d’amore al tuo capo ufficio”. La ragazza rimane di sasso. “Te lo avevo detto che non lo avresti fatto!”. Passano i giorni e la situazione si fa sempre pi` critica. La ragazza ritorna ancora dall’amico: u “Ma concretamente, che cosa dovrei fare?”, “Concretamente ti devi mettere davanti ad uno specchio, devi vestirti bene (devi andare a fare una dichiarazione!), poi devi fare tanti esercizi su come atteggiare il volto, le labbra, gli occhi, sulle parole da dire, le devi scegliere, devi trovare le parole pi` belle u (. . . con un evento di questa portata!). La ragazza la prende come sfida e si prepara. Arriva il giorno x, il giorno del grande evento: lei arriva vestita di tutto punto, sorridente, tutta bella. Il suo amico ` gi` in fondo, camminano e u uno verso l’altro e, ad un certo momento, quando l’uomo riesce a metterla bene a fuoco, esclama: “Signorina, ma io non la riconosco oggi! Ma lei ` una e donna stupenda, ma. . . !”, alla fine ` stato lui che ha fatto la dichiarazione e 138 CAPITOLO 7. AMORE ADULTO d’amore a lei. ´ E proprio cos` La realt` ` come uno specchio: se tu la guardi arcigna, ı. ae ti ritorna un volto arcigno, se tu la guardi con volto benevolo, ti ritorna la realt`! a Chi `, allora, il responsabile? e Il responsabile di tutto ci` che ` successo, sono io: ho esattamente quello o e che ho seminato, posso essere giudicato sui miei frutti. Ho quello che ho voluto, sono responsabile di ci` che mi succede, di ci` che mi ` successo. o o e L’immaturo, invece, non si riconosce nel suo specchio, devia dicendo: “Non sono stato mica io! Non ` dipeso mica da me! Io non volevo questo. La e colpa ` della maestra (ti dice il bambino che ritorna a casa quando qualcosa e ` andato male). La verit` non ` una cortigiana che si da a chiunque, ma solo e a e a chi ha il coraggio di portarne il peso. Se tu fossi migliore, gli altri sarebbero meno cattivi (cio` sono responsabile e non solo di me, ma anche degli altri, se li amassi di pi`, se li amassi davvero, u se fossi pi` creativo, sarebbero certamente migliori). u Ne segue che da te e sempre da te parte il cambiamento intorno a te. 7.3 L’amore crocifisso Cosa preferite? Amare qualcuno che non vi ama o essere amati da qualcuno ´ che non amate? E una domanda alquanto difficile, ma il succo del discorso ` e che si deve scegliere di amare o di essere amati. Essere amati da una persona ´ che non si ama, corrisponde allo stadio dell’et` infantile. E il bambino che a fa cos` egli ` amato, coccolato, protetto, servito, abbracciato, baciato e non ı: e ama nessuno. Egli divora sua madre; la sveglia la notte a tutte le ore, la sollecita, la sfrutta, la saccheggia, ma ` solo un bambino. e Nello stato adulto, cio` all’altro estremo, c’` una madre che ama qualcue e no, fa il primo passo, prende l’iniziativa, si sacrifica, rischia, insiste, soffre, pazienta pur di non spezzare, d` fiducia, rinnova la fiducia, tenta e ritenta a fino a svegliare l’amore nell’altro: tutta l’evoluzione umana consiste nel passare dallo stato captativo allo stato oblativo, dalla condizione in cui si ` amati e senza amare a quella in cui si ama anche se l’altro non ama, svegliando l’amore finch´ un giorno forse l’altro capir`. Solo se disinteressato, l’amore suscita e a amore. L’amore ` incanto, gioia, estasi, rapimento, incontenibile contentezza, e seduzione, gaudio, canto, poesia, ma anche prova, sofferenza e croce. Illuminante ` la parabola delle nozze di Cana. Gli sposi improvvisamente fanno e 7.3. L’AMORE CROCIFISSO 139 un’esperienza di delusione; le provviste sono finite, il vino della gioia ` finito. e La festa rischia di finire con l’acqua: proprio non c’` pi` vino. Le coppie e u se ne accorgono abbastanza presto: il primo amore ` fatto di entusiasmo, e gioia, dono senza difficolt`, intesa senza sofferenza, il magico della pi` bella a u e grande avventura umana ad un certo momento sparisce. Ma questo primo amore non ` male, non va scoraggiato e non va svilito, solo bisogna sapere e che il secondo vino ` migliore del primo, il secondo amore che viene dall’alto e ` pi` saporoso, forte, consistente, tenace, perch´ fa appello alle risorse pi` e u e u profonde di noi stessi e a quel seme di divino che ` in noi, suscitando risorse e immense di inventiva e creativit`. Partecipiamo di un mistero profondo. Dio a da prima ci ha amati di un amore munifico (munus in latino significa dono), dandoci tutta la creazione ed organizzandola per noi: il sole che sorge la mattina, l’acqua, la pioggia, il vento e l’aria che respiri, tutto questo ` l’Eden e che ti ` stato dato e nel quale tu sei stato posto, ` un Eden meraviglioso in e e cui ci scorrono ben 4 fiumi e l` si trova anche l’oro. Questo ` dono di Dio, a e Dio ti ha amato cos` e questa ` la prima forma di amore. Ma poi, in Ges` ı e u Cristo, ci ha amato di un amore crocifisso, soffrendo con noi, soffrendo per noi. Capitelo bene: dapprima ci ` stato rivelato l’amore munifico, poi in e Ges` Cristo Dio si ` venuto a mettere accanto alla mia sofferenza, a soffrire u e con me e per me, perch´ io lo faccio soffrire. L’amore ` l’intreccio di queste e e ´ l’intreccio di questi due amori che codue realt`; munifica e crocifissa. E a stituisce l’asse portante di una dinamica d’amore, di una dinamica sponsale. Solo sulla croce si capisce che cos’` l’amore, l` appare il vero volto dell’amore, e a l` qualcosa si pu` intuire, si vede innanzitutto la debolezza dell’amore; chi a o ama `, prima di ogni cosa, debole, ` esposto all’abuso altrui, al tradimento, e e all’ingratitudine, all’abbandono. Ges` ` debole sulla croce perch´ la logica ue e dell’amore non gli permetteva di usare la forza o legioni di angeli. Il leone di Giuda, cio` il forte che vince anche la morte (che significa il non amore) ` in e e realt` l’agnello sgozzato dell’Apocalisse. Per essere leone bisogna diventare a agnello: l’amore ` forte quando ` debole, vince quando ` sconfitto, perde e e e oggi per poter vincere domani. Sulla croce potrai finalmente contemplare la vendetta di Dio sul tuo peccato, cio` sul tuo non amore, che ` la sua totale e e remissione. Al termine di ogni cammino d’amore ci saranno sempre un cuore squarciato, due mani e due piedi trafitti (“Tommaso metti il dito nel costato, tocca le piaghe delle mani e dei piedi”). L’amore ` un lutto elaborato, ` un e e disgusto, una delusione, una indifferenza, uno schiaffo superati. L’amore ` e croce, cio` l’imprevisto, il non voluto, il non programmato, ci` di cui vorresti e o fare a meno, tutto ci` che azzera i tuoi piani, i tuoi sogni, le tue aspettative, o 140 CAPITOLO 7. AMORE ADULTO tutto ci` che ti spoglia, ti falcia, perch´ fintanto che sei tu che programmi la o e tua vita, lavori e fatichi, fai e disfi, hai in mano la tua esistenza (o almeno cos` ti illudi), ma poi arriva la croce ad infrangere ogni illusione. Qui, proprio ı qui, in questo punto preciso incomincia l’amore, quando differenza, scacco, delusione, amarezza ti fanno dire: “Non l’amo pi`”, ` esattamente quello lo u e spazio per l’esercizio dell’amore maturo, ` proprio quello l’istante in cui nasce e ´ l’occasione di un atto d’amore. E un paradosso. La misura dell’amore qual’`? e ´ proprio quando si crede di perdere l’amore che esso La necessit` dell’altro. E a pu` cominciare, l` dove tutti piangono che l’amore ` finito, per il credente o a e inizia l’avventura dell’amore: regala ci` che non hai, occupati dei problemi o e dei guai del tuo prossimo, prendi a cuore gli affanni e le esigenze di chi ti sta vicino, regala agli altri la luce che non hai, la forza che non possiedi, la speranza che senti vacillare in te, la fiducia di cui sei privo, illuminali dal tuo buio, arricchiscilo con la tua povert`, regala un sorriso quando hai voglia di a piangere, produci serenit` dalla tempesta che hai dentro. “Ecco, quello che a non ho, te lo do”, questo ` il paradosso. Ti accorgerai che la gioia, a poco e a poco, entrer` in te, invader` il tuo essere, diventer` veramente tua nella a a a misura in cui l’avrai regalata agli altri. La maturit` si misura dalla capacit` a a di incassare uno smacco e reagire in maniera originale, accogliere una sofferenza e saperla portare, sapere ci` che si ` e rischiare di perderlo, insomma o e ´ l’amore ` un investimento ad altissimo rischio. E il paradosso dell’enigma e dell’amore: se cerchiamo l’amore di cui tutti abbiamo pungente bisogno, non ´ lo troveremo mai, saremo sconfitti. E una legge inalterabile: l’amore se lo esigi si allontana, se gratuitamente lo regali, ritorna. Chi cerca di uscire dalla solitudine procacciandosi amore, sprofonder` in un baratro peggiore del a primo, se i nostri sforzi sono volti a leccarci le ferite piangendosi addosso per attirare lo sguardo altrui, inevitabilmente troveremo anzich´ consolazione, e una desolazione pi` profonda. Come dice Ges`, devo perdere la vita per u u ritrovarla. Accade spesso che a causa di ferite che ci portiamo dentro, delle pene che ci affliggono, degli esempi di competizione e cupidigia che vediamo intorno a noi, ` difficile fare il sacrificio di noi stessi, del proprio io che deve e diventare un altare su cui si consuma un sacrificio. Ma per quanto difficile, l’unica via ` la pienezza; dobbiamo utilizzare all’inizio il pur poco amore, e quel poco amore disponibile per uscire da noi stessi e fare un gesto totalmente gratuito, allora l’amore giunger` silenzioso e misterioso come dono, come a grazia di Dio. Pur non avendo cercato nulla per noi, riceveremo tutto. Sentite questa storia. Conoscevo una coppia: lei molto credente, lui ateo. Dopo un po’ di tempo lui vuole avere dei rapporti sessuali con questa ragazza. 7.3. L’AMORE CROCIFISSO 141 Lei si rifiuta, ma lui si arrabbia e il giorno dopo ha il muso lungo. Cerco di parlare con lui, ma ` irremovibile: “Lei ` una donna condizionata, i criteri di e e giudizio e di valutazione di prende dall’alto, dal suo Dio. Ma dove sta questo Dio? Non c’` Dio, le cose devono andare cos` “Ma non si pu` dire che non e ı”. o c’` Dio solo perch´ lo dici tu”. Una volta la ragazza mi dice che dovevano e e andare con delle amiche a fare una gita, un fine settimana in alta montagna e dormire in un rifugio. Sapeva che le altre coppie dormivano gi` tutte insieme a e mi chiedeva come doveva fare. Riusc` a tenerlo a bada, ma la mattina ı seguente le altre ragazze la deridevano chiamandola la verginella. Nel tempo abbiamo cercato di fare altri tentativi, ma lui era fermo e rigido nelle sue convinzioni, sembrava il re dell’universo, chi stabilisce il bene e il male e, anzi, il fatto di credersi Dio lo poneva al di l` del bene e del male (quando a inizi a fare i primi peccati e vedi che non succede niente, provi un’energia che pu` farti arrivare a credere Dio). Passa un po’ di tempo e questa ragazza mi o ritelefona dicendomi che si ripresentava l’occasione di rifare un’altra gita in montagna. Ci siamo risentiti e le ho detto: “L’altra volta sei stata come su un ring, ti hanno messo l` nell’angolo e hanno cominciato a darti pugni. Potrebbe ı essere anche il momento di cambiare strategia: una volta le hai prese, ora sarebbe anche il momento di darle”. Cos` le ho dato dei suggerimenti: “tira ı fuori la grinta, comincia a fare notare al gruppo quanto ` squallido avere un e rapporto sessuale in un sacco a pelo, in una zona di montagna dove fa freddo, mentre vi sono anche gli altri. Le donne quando si sposano infiorettano le loro lenzuola perch´ rappresenta un momento molto importante”. Dopo un po’ e di tempo questa ragazza mi ritelefona e mi dice: “Giovanni, le ho fatte nere! Al mattino, quando scendevamo, nessuno mi guardava negli occhi, tutte mi scansavano, tutte se ne andavano”. I due iniziarono a dire che si sarebbero sposati il giorno di San Francesco. Ma lui continuava a dire di essere ateo, e ad un certo momento mi ` scappato dalla bocca di dire: “Tu sei ateo, tu conosci e soltanto l’amore munifico, ma ti aspetto al passo quando arriver` l’amore a crocifisso”. La ragazza nel mese di agosto fu ricoverata improvvisamente all’ospedale con dolori acutissimi e perdite nell’apparato riproduttivo, in una situazione veramente grave, e subito fece una telefonata al ragazzo Lui ha incominciato a tremare e a balbettare con la voce: “Ma io non sono abituato, a me l’alcool fa male!”. “Giovanni, io avrei voluto solamente che fosse venuto per starmi vicino, che mi tenesse la mano!”. Non ha avuto il coraggio, ed allora ho pensato bene di rimandare il matrimonio, perch´ questo ragazzo e non si intende per niente di amore crocifisso, perch´ l’amore crocifisso ` e e soltanto un dato rivelato. L’amore munifico lo conoscono tutti, ` come il e 142 CAPITOLO 7. AMORE ADULTO primo vino delle nozze di Cana, ma il secondo vino, quello che veramente regge, ` un vino che viene dall’alto; quello l’ha prodotto Ges` Cristo. Prima e u ti ha fatto riempire le giare, perch´ non ti venga il dubbio che ci sia stato e qualche inganno e per farti capire che si tratta di un intervento particolare. Vuoi costruire il matrimonio? Se lo costruisci con il primo vino, come ` e venuto dal nulla, prima o poi ritorna al nulla. Il modello dell’amore maturo ` l’amore di Cristo per la chiesa, quando si ` venuto a mettere sopra a tutto, e e accanto, crocifisso, a soffrire con te e per te. Solo se hai fatto un’esperienza di Ges` Cristo, lo capisci e ti fluisce dentro, altrimenti sei asciutto, sei proprio u come questo ragazzo, dotatissimo, sotto tutti i punti di vista, ma idiota e ignorante in fatto di amore. Cosa hai fatto per me? Quando facciamo quella domanda ` il momento in cui cessiamo di amare, perch´ siamo fermi e non e e in viaggio. “Un samaritano che era in viaggio arriv` vicino a lui”. o Accostando le due espressioni “era in viaggio” e “arriv` vicino a lui” il o Vangelo ci porta a pensare che ogni viaggio ha lo scopo di portare vicino a Lui: questa ` la vera destinazione di tutti i nostri sforzi, di tutto il nostro e mondo interiore. Lo scopo della vita non ` quello di arrivare in qualche luogo, e sul posto, ma di arrivare vicino a qualcuno. Che te ne fai della tua vita se non fai felice nessuno? Se non c’` qualcuno che si rallegri per te, che si apra e alla gioia quando tu ci sei? E che te ne fai delle tue ricchezze se non servono a spezzare le catene della fame, della solitudine, dello sconforto, affinch´ e qualcuno riprenda a sperare perch´ ora potr` mangiare, vestirsi, studiare, e a nutrire i suoi bambini? Se qualcuno ha incominciato a sorridere alla vita, a conoscere un po’ di felicit` dall’ora in cui ti ha incontrato, allora tu hai a liberato la vita da ulteriori spiegazioni, hai vinto il non senso, a questo punto puoi anche ritenere che la tua stagione ` compiuta perch´ il tuo albero ha e e maturato i suoi frutti, puoi anche morire perch´ hai eguagliato Dio. Andare e a vivere il dolore dell’altro ` la vicinanza incarnata inventata da Dio per e venirci a salvare; la vicinanza ` la residenza della compassione, lo spazio e dove l’amore pu` operare. Senza la vicinanza l’amore ` velleitario, ` inutile, o e e perch´ le ferite del prossimo rimangono aperte e scoperte, senza un po’ di e olio che possa lenirle. Quello della donna di Lc 7, quello ` l’amore: a questa donna tutto ` e e perdonato perch´ ha amato. Ma tu fariseo, nobile, bello, santo, giusto, ree ligiosissimo, ecc., tu non hai fatto queste cose, perch´ l’amore ti ` rimasto e e dentro al cervello e nell’aria di vaghi sentimenti. L’amore si fa con una vicinanza toccabile. Ma c’` di pi`: l’altro non solo lo devi aiutare, ma l’altro ` e u e un ferito come pure tu sei una persona ferita. La persona ferita devi rivestirla 7.3. L’AMORE CROCIFISSO 143 di compassione. “Accanto ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasci` o le ferite, lo port` in una locanda”; l’unico luogo vivibile per l’uomo dove si o sente veramente a casa sua, dove ` veramente accolto, ` la compassione dele e l’altro. La casa di uno, quindi, ` la misericordia dell’altro; senza misericordia e nessuno si sente accolto e di casa, presso nessuno. La vita ` impossibile pere ch´ ci manca ci` di cui tutti ci sentiamo bisognosi, appunto perch´ limitati, e o e perch´ feriti. Per questo si dice che l’Agape, l’amore vero di Dio, cio` l’ae e more di misericordia, edifica, cio` costruisce la casa dell’amore per l’uomo: ` e e l’ospitalit`, ` il servizio ricevuto nella locanda, l’accoglienza che solo l’altro a e pu` darmi quando mi accoglie ferito e mi riveste di misericordia, allora viene o superato il mio limite e la mia solitudine esistenziale. Diversamente nessuno pu` vivere. La vera casa dell’uomo, dove l’uomo dimora con Dio e Dio con o lui, ` proprio la misericordia, questo amore reale e fattivo; solo in questa casa e si pu` vivere. La casa di Dio ` il dolore dell’uomo, e la misura dell’amore ` o e e la necessit` dell’altro. a Dalla vita di San Vincenzo De Paoli, il santo della carit`, cogliamo una a frase sconvolgente che non pu` non mettere in crisi. Scrive ad una novizia: o “Carissima Jean, presto ti accorgerai che la carit` ` pesante pi` della pentola ae u della minestra, pi` del cestino colmo di pane, ma tu conserverai ugualmente u ´ la tua dolcezza ed il tuo sorriso. E fatica dare, ma lo ` anche portare il pane. e Far dono del pane e del brodo non ` tutto; anche i ricchi possono farlo. Tu e sei la piccola serva dei poveri, la suora di carit` sempre sorridente e di buon a umore. I poveri sono i tuoi padroni, e padroni terribilmente suscettibili ed esigenti, lo vedrai! Allora, pi` essi saranno ripugnanti e luridi, ingiusti e u volgari, pi` tu dovrai donar loro il tuo amore e per il tuo amore, solo per il u tuo amore, i poveri ti perdoneranno il pane che a loro offri. ”Quest’ultima frase ` tagliente come il bisturi di un medico: non ci possiamo fermare ad e esaminarla, ma questa ` di una portata che ti falcia. Se ad una persona e sono state richieste rinunce , in una modalit` e tempi indebiti, spesso non a ´ ` pi` capace di entrare nella logica e nelle richieste dell’amore. E un vero e u guaio quando uno nella vita ha incontrato solo le richieste dell’amore e non l’amore stesso: bisogna aver incontrato l’amore prima di incontrare la morale, altrimenti ` uno strazio. Quando l’io non ha sperimentato il paradosso di una e morte per pi` vita, sopporta, tenta e ritenta, e alla fine esausta esplode in una u violenza. L’io diventa forte e l’uomo vecchio si struttura; l’io forte, aggressivo, prepotente, rivendicatore di diritti, ribelle, insofferente ad ogni regola, ad ogni disciplina, sordo ad ogni argomento umano e divino, deciso a camminare per la sua strada magari calpestando le cose pi` sacre (Dio e le persone). L’io u 144 CAPITOLO 7. AMORE ADULTO si dimentica di tutto, vuole solo la sua parte, vuole raggiungere a tutti i costi il suo scopo; ` la rivincita di chi non ha bevuto alle sorgenti dell’amore. e Qui i matrimoni vacillano, le alleanze tremano, fedelt` si incrinano, onest` a a si offuscano, valori nobili sbiadiscono: la lotta divampa. Bisogna andare a vedere le persone a 30 - 35 anni, 40 - 50 anni; l` la vita ti presenta il conto di a tutto quello che hai seminato all’inizio. Tu vedi suore, tu vedi frati dove non c’` patto coniugale, non c’` professione religiosa che regge, non c’` niente, e e e tutto viene calpestato. Puoi parlare, puoi dire, ma l’io si rinforza, l’uomo vecchio vuole la sua parte, si impone: Sarcs, egoismo incarnato. Imparare la lingua dell’altro. La prima faticosa conquista ` imparare a e parlare nella lingua dell’altro e dell’altra; accettare di conoscere l’amore dell’altro in un linguaggio che non ` il mio ` assai penoso! Prima di riuscire ad e e accettare di essere amati diversamente da come vorremmo, desidereremmo, ci augureremmo, avremmo bisogno, . . . quanto ` duro! Generalmente si pene sa di dover essere amati come si ama: troppo bello, ma non succede mai! La pi` grande sofferenza per una moglie ` accettare che suo marito l’ami diveru e samente da come lei ama lui. Solo una donna matura riesce ad accettare che un uomo non pu` amare una donna come una donna ama un uomo, e non o basta constatare che si ama diversamente, ma occorre proprio sforzarsi di rispondere all’amore dell’altro o dell’altra, cercando di parlare la sua stessa lingua, assumendo il suo linguaggio, scoprendo la sua sensibilit`, uscendo a dalla propria terra per andare nel pianeta dell’altro o dell’altra. Il miracolo della Pentecoste ` stato proprio questo: ognuno parlava la lingua dell’altro. e Il marito parlava la lingua della moglie, la moglie quella del marito; i genitori il linguaggio dei figli, i figli quello dei genitori; i sacerdoti quello dei fedeli laici, e viceversa; i vecchi quello dei giovani. Infatti il solo linguaggio che si capisce ` quello dell’amore. Invece ognuno parla la propria lingua: il marito e parla la propria lingua chiedendo alla moglie di essere meno bambina e meno sentimentale; la moglie parla la propria lingua chiedendo al marito di essere pi` delicato, pi` attento, pi` sensibile e pi` presente; i genitori parlano la u u u u loro lingua chiedendo ai figli e questi non capiscono; i nonni parlano la loro lingua e tutti dicono “che pizza”! E quando ognuno parla la propria lingua, non ci si capisce. La si chiam` Babele perch´ l` il Signore confuse la lingua di o e a tutta la terra. Non essere sulla stessa lunghezza d’onda crea frustrazione, ma ` proprio questo lo spazio dell’esercizio dell’amore! Ecco l’esempio di come e un uomo potrebbe approdare al pianeta donna: vi ` una cosa che la donna e pi` intelligente di questo mondo non riuscir` mai a capire, che suo marito la u a ama anche se non glielo dice mai. Infatti lavora, torna puntuale a casa, fa 7.3. L’AMORE CROCIFISSO 145 i piccoli servizi domestici, aiuta ad accudire i figli, ecc., e tutto questo per un uomo ` amore. Eppure ad una donna ci` non basta! Lei ancora non sa e o che suo marito l’ama. Tutto ci` che si ` e si fa per una donna, deve essere o e rivestito di parole. Quando si fa un dono, bisogna curare anche la confezione: la confezione, per una donna, ` la parola. In un mondo psichico “donna”, si e entra essenzialmente per l’udito, l’orecchio, unico organo altamente possibile. Purtroppo, l’uomo detesta parlare; dire “ti amo” ` per lui una gran fatica, e un peso insopportabile. E poi non serve, glielo dimostra in mille altri modi pi` concreti, pi` essenziali, esistenziali: per esempio le ` fedele, si sacrifica u u e per lei tutto il giorno, insomma d` prova tangibile di un grande amore. E a lei, sua moglie, ancora non lo sa; ma se solo glielo dicesse! Forse anche per questo Ingrid, la moglie di Walter Trobish, ha scritto: “Solo dopo anni di matrimonio felice ho capito che su questa terra, nessun uomo pu` soddisfare o le aspettative profonde di una donna (dal libro “Saper dire addio” dopo la morte del marito avvenuta a 55 anni). L’aspetto fisico ` importante per la partenza; poi da questo aspetto fisico e ho accesso al suo mondo psichico, poi al suo mondo spirituale, poi al mistero della sua vita. Quando io sposo una persona, io sposo il mistero che lei `: e vi ho precedentemente detto che di questa persona io vedo soltanto la punta di un iceberg, ma tutta la profondit` del suo essere, tutta la sua ricchezza ` a e ancora tutta da scoprire. Quando mi presento all’altare per dire il mio “s` ı”, affermo questo mistero, come persona umana, un mistero che ` rivestito del e mistero di Dio, un mistero che mi viene decodificato dall’amore di Cristo per la sua Chiesa. 146 CAPITOLO 7. AMORE ADULTO Capitolo 8 L’altra via 8.1 Generare Cristo Una coppia cristiana deve sapere che tutta la ricchezza del mistero di Dio, di tutto quello che Lui ci ha donato, non trova piena realizzazione unicamente nella realt` del matrimonio, ma vi ` anche un altro modo per far fiorire i a e propri talenti di fondo. Se infatti la via “normale” dell’amore che unisce due persone e le rende padre e madre ` chiara a tutti nella sua semplicit` e accese a sibilit`, il Signore dona ad alcuni un’altra possibilit` di far fruttare i propri a a talenti di fondo: la consacrazione, dove il rapporto non ` con un’altra persoe na umana ma direttamente con Dio. Avevo citato quel brano di Chesterton: “A meno che non sposiate Dio, come le nostre monache in Irlanda”. Non vi meravigliate dell’espressione “sposare Dio”, perch´ tanta ` la nostra dignit` e e a di persona umana, che il nostro fine ultimo non ` un’altra persona, ma la e comunione con Dio, cio` sposare Dio. Noi balbettiamo che siamo figli di Dio, e ma quello che saremo non ` stato ancora rivelato! Per cui il matrimonio ` un e e amore penultimo, poich´ l’ultimo ` tutto in Dio (anche l’amore che lega due e e sposi, alla fine verr` rinnovato e ulteriormente purificato). Quando Cristo a riconsegner` tutta la creazione, allora saremo tutti in Dio. a Alcune persone anticipano nel tempo questa meta in virt` di un misteriou so intervento di Dio affinch´ nel mondo possa esserci una presenza costante e che richiami questa verit` ultima, ma soprattutto perch´ Dio ha una grande a e stima di noi, vuole fare grandi cose, ma le vuole fare sempre con la sua Chiesa. Affinch´ Cristo nasca in ogni persona, Dio affida ad alcuni il ruolo della e Vergine Maria: la consacrazione non ` altro che il mestiere della Madonna, e 147 148 CAPITOLO 8. L’ALTRA VIA di colei che sar` la madre del Signore, di colei che ha generato Cristo. Un a consacrato o una consacrata non genera un altro Ges` storico, come la Mau donna, ma fa s` che in ogni uomo spunti questa nuova vita e diventi Cristo. ı Un bambino non viene creato con il desiderio, con i sogni o con la fantasia dei genitori, ma con carne e sangue; allo stesso modo, per generare Cristo bisogna dare il sangue, la vita. Ad alcune persone viene chiesta la vita affinch´ e generino Cristo nel cuore dei fratelli. Un po’ di tempo fa abbiamo fatto una festa per una suora che nessuno conosce, che ` rimasta in una cucina per 40 anni. Guardando soltanto quello e che fa, umanamente diresti: “Ma che vita ` questa?” Se per` prendi in e o considerazione il fatto che ha dato la vita per questo scopo, per generare Cristo, allora riuscirai a vedere oltre, apparir` e sboccer` il frutto della sua a a maternit`, una schiera innumerevole di figli come le stelle del cielo e i granelli a di sabbia sulla spiaggia del mare, e vedrai come sar` incoronata regina, perch´ a e partecipa dello stesso mistero della Madonna. Come Maria ha generato la salvezza degli uomini nella solitudine e nel silenzio, cos` la vita nuova in ı Cristo va generata nella solitudine e nel silenzio, non come fa il mondo che ti esalta, che ` sottomesso alla legge del potere, dell’avere e dell’apparire; e Dio ` l’esatto contrario: nessun potere, nessun avere e nessun apparire. E e in questo modo, per il tempo e per l’eternit`, quella persona viene collocata a nella genealogia di chi ha generato Cristo. Nell’Antico Testamento c’` la stupenda storia di Rut, una moabita. e Una famiglia di Betlemme (il padre, la madre Noemi e due figli maschi), emigrata a causa della carestia, giunge nella regione di Moab (nell’area dell’attuale Giordania). I due giovani sposano due moabite, Orpa e, appunto, Rut, ma dopo poco tempo muoiono il padre e i due figli, lasciando le tre donne senza pi` la possibilit` di generare, cio` di entrare nella genealogia da cui u a e sarebbe venuto il Messia, come tutte le donne, tutte le famiglie speravano. Cessata la carestia, Noemi decide di tornare nella sua terra e dice a Rut e a Orpa (perch´ sente una grande responsabilit`, dal momento che in quel e a contesto culturale una donna deve generare e il non avere figli ` un segno e d’incompiutezza): “Andate, tornate ciascuna a casa di vostra madre; il Signore usi bont` con voi. . . conceda a ciascuna di voi di trovare riposo in casa a di un marito”. Ma queste due nuore decidono di rimanere con lei. E Noemi insiste: “Perch´ verreste con me. . . se anche avessi un marito questa notte e e anche partorissi figli, vorreste voi aspettare che diventino grandi e vi asterreste per questo dal maritarvi?” Alla fine Orpa ritorna presso il suo popolo, alla sua cultura, alla sua religione, al suo dio, mentre Rut rimane: “Dove 8.1. GENERARE CRISTO 149 andrai tu andr` anch’io; dove ti fermerai mi fermer`; il tuo popolo sar` il o o a mio popolo e il tuo Dio sar` il mio Dio; dove morirai tu, morir` anch’io e a o vi sar` sepolto. Il Signore mi punisca come vuole”. Giungono a Betlemme o (che sar` proprio la citt` dove nascer` Ges` Cristo), dove la gente riconosce a a a u Noemi. A questo punto bisogna ricordare che nella Bibbia il significato di un nome ` assai importante: Noemi significa “amata da Dio, prediletta da e ´ Dio”, e quando le dicono: “E proprio Noemi”, lei ribatte: “Non mi chiamate Noemi, chiamatemi Mara, perch´ l’Onnipotente mi ha tanto amareggiata! Io e ero partita piena e il Signore mi fa tornare vuota. ” Comunque, la vita di queste due donne ricomincia. Per avere di che mangiare Rut va a spigolare, a raccogliere le spighe che cadono ai mietitori nei campi. Quando farete un viaggio a Betlemme, per arrivare alle grotte dei pastori passerete per alcuni campi pianeggianti, quelli sono i campi di Booz. Questi vede Rut, una gran bella donna e chiede chi fosse. Quando viene a sapere chi ` e cosa ha fatto per la famiglia di Noemi (che ` una sua parente), e e dice ai mietitori: “Lasciate cadere il grano, in modo che lei possa raccoglierne abbondantemente!” Difatti la sera Rut porta a casa un bel sacco di grano, ´ e spiega a Noemi di essere stata nel campo di Booz. “E un nostro parente,” dice Noemi “di quelli che hanno su di noi diritto di riscatto”. Riscattare in questo senso significa sposare una donna, fare in modo che riprenda la catena generazionale di una famiglia. Noemi capisce che proprio quell’uomo potrebbe essere la salvezza per Rut, per cui le consiglia di continuare a spigolare in quel campo e di recarsi da Booz, sull’aia, quando incomincia a far buio, vedere dove va a dormire e coricarsi ai suoi piedi. Rut segue i suoi consigli, e quando Booz si sveglia, Rut gli chiede di stendere il lembo del suo mantello su di lei, un gesto con cui un uomo prendeva una donna sotto la sua protezione e ne faceva la sua sposa. Booz accetta di sposare Rut. Il loro figlio ` Obed, padre di Iesse, e padre di David. Questa donna pagana, che non sarebbe potuta entrare nella genealogia di quelli che hanno generato Cristo, in virt` del fatto di essersi legata a una u Noemi, cio` a una amata da Dio, per il tempo e per l’eternit` viene collocata e a nella genealogia di Ges` Cristo. u Noi per natura siamo uomini e non possiamo generare Cristo, ma se ci leghiamo a una Noemi, a una Chiara di Assisi, a un Francesco d’Assisi, a un amato da Dio, possiamo ricevere, per il tempo e per l’eternit`, il sigillo a di quelli che hanno generato Cristo (“Sarai la madre del Signore. . . ” si dice a una persona che si consacra). Questo dono ` un mistero anche per e 150 CAPITOLO 8. L’ALTRA VIA chi lo riceve; non te lo puoi dare da te stesso, non ti puoi autocandidare, esso proviene da Dio. Quando qualcuno mi dice che si vuole consacrare, io rimango incerto: troppe volte, a un’attenta verifica, si scopre che si tratta di un’autocandidatura. 8.2 Autocandidatura o vocazione Una volta mi ` capitato di incontrare una coppia in fuga. Il loro amore era e nato da adolescenti come un grande sentimento. Dopo sette anni questo grande sentimento si era sgonfiato e loro erano rimasti nudi l’una di fronte all’altro, con le loro debolezze e i loro limiti. Di fronte a questa realt` si a impauriscono e precipitosamente ritornano all’adolescenza, perch´ vogliono e ritrovare i sentimenti e le emozioni degli inizi, ma a 26-27 anni non ` possibile e provare quello che si provava a 15-16 anni. E visto il fallimento di questa scelta, entrambi decidono di fuggire nel religioso e di consacrarsi. Io ero l` ı per verificare se era veramente Dio a chiamarli, amministrando la Parola che penetra il mistero della consacrazione e ho cominciato a indicare loro dei brani biblici. Man mano che passava il tempo, notavo che lo Spirito non li spingeva in quella direzione, sia lei sia lui non capivano, non vibravano di certe cose altissime, di mistero, cio` della rivelazione di Dio nel diventare (anche e tu, uomo) la madre del Signore. Ho capito che si stavano ingannando e mi stavano ingannando, e allora ho parlato prima con lei, dicendole che il Signore non inganna i suoi figli per ben sette anni: l’amore c’era, era anche cresciuto, soltanto si erano scandalizzati quando avevano capito che non procedevano pi` sull’onda dei sentimenti ma che dovevano cominciare a camminare con u l’intelligenza e la fede. Non conoscevano ancora l’amore crocifisso, dove si esercita l’amore, loro erano scappati (come accade di solito). Dopo ho parlato anche con lui e, sulla base di criteri nuovi (di cui vi ho detto), si ` rinfocolato e l’amore, si sono sposati e sono nati dei bambini. La consacrazione ` un carisma che non ti dai da te stesso, ma ` un dono e e che ti d` Dio quando ti riveste di una qualit` d’amore che ` Agape, cio` amore a a e e totalmente gratuito. Dio ci ama senza ricevere niente in contraccambio, ci ama e ci ha dato la cosa pi` cara che aveva al mondo, Ges` Cristo. A sua u u volta, Ges` ci ha donato la cosa pi` cara che aveva, la vita, e con questa lo u u Spirito Santo. Amore totalmente gratuito. Quindi, se hai in te il desiderio di amare quelli che non sono amati, di amare chi non ricambia il tuo amore, il bambino abbandonato, l’handicappato, il vecchio, tu ami non perch´ l’altro e 8.2. AUTOCANDIDATURA O VOCAZIONE 151 ti riama, ma perch´ ami proprio come Ges` Cristo, senza aspettarti niente, e u perch´ il tuo unico amore ` Lui; gli altri possono anche non ricambiare e e come d’altronde capita il pi` delle volte - ma tu sai bene qual ` il tuo centro: u e Ges` Cristo. u C’era una ragazza che si occupava dei marocchini, facendo di tutto per loro: gli cercava la casa, il lavoro. C’era uno del gruppo che la molestava e lei mi chiedeva: “Giovanni, perch´ questa persona fa cos` Io non posso e ı? amare soltanto lui! Io voglio amare anche gli altri, perch´ voglio aiutare e anche gli altri, e sono tanti con tante necessit`!” E io le ho detto: “Ma non a fare la stupida. Credi che tutti la pensino come te?” Questo ragazzo aveva capito che lei era una ragazza di valore e cercava di dirle che voleva stare con lei. “Perch´ fai l’ingenua?” “Ma io non voglio bene solo a lui!” “Ma e tu non sei fatta per la vita matrimoniale, tu sei fatta per la vita consacrata, difatti il tuo ` un amore totalmente gratuito, non ti torna niente”. Ora ` una e e suorina, e ogni volta che compare da queste parti con il suo abitino azzurro le ricordo la sua immensa ingenuit`. Lei si meravigliava che un ragazzo la a toccasse; figurati se quel ragazzo andava a pensare ai suoi desideri e alle cose spirituali: se le capitava a tiro, si poteva ben vedere che ne sarebbe stato di lei! Ma la ragazza non lo capiva, non lo sapeva. Il matrimonio non era al di fuori delle sue prospettive, ma in concreto non si innamorava di una persona in particolare perch´ lei era portatrice di un altro dono, elargito da Dio e e che prende il nome di Agape, l’amore totalmente gratuito, secondo il quale non ci si aspetta niente da nessuno, ma che ` fatto per generare, perch´ si e e partecipa di Cristo che genera il Regno di Dio, della vita eterna che genera Cristo nel cuore degli uomini. Per cui ci` che conta non ` tanto ci` che farai nella vita - quello te lo o e o suggerisce il carisma - ci` che conta ` l’essere. Una volta ho incontrato un o e carcerato, sono entrato nella sua cella dove c’era un altarino con delle madonnine nude, davanti al quale lui forse si inginocchiava e pregava. Abbiamo iniziato con una battuta, poi gli ho annunziato Ges` Cristo, il Vangelo. Lui u mi ha ascoltato per un decina di minuti e poi molto limpidamente mi ha detto: “Senti Giovanni, Ges` Cristo non si mangia, non si vede, non si tocca, u non ci si va a letto. Invece di portarmi Ges` Cristo perch´ non mi hai poru e tato una bella donna?” E tu cosa fai con un uomo del genere? Allora l’ho guardato intensamente e gli ho detto: “Va bene! Tu sei arrivato fin qui, al limite umano. Il resto lo far` io. Io ho dato la vita per te; non io Giovanni, o ma io in quanto chiamato a partecipare di Cristo”. Se fossi stato sposato non avrei potuto dirglielo perch´ non sarebbe risultato vero l’aver dato la e 152 CAPITOLO 8. L’ALTRA VIA vita per lui. Non ` l’operare che salva l’altro, non bisogna illudersi, neanche e il predicare. Io parlo - e bisogna parlare - ma chi genera ` il fraticello che e nessuno conosce, che sta l` nella fedelt` della sua vocazione; ` la suorina che a a e nessuno conosce che ti genera, nella sofferenza, nella solitudine, nel silenzio. San Francesco ce lo dice in modo trasparente. Questa ` l’altra via, e tu lo devi sapere. Bisogna evitare che quando il e Signore fa il dono di una chiamata a un figlio o a una figlia, tutti si ribellano, come invece spesso accade. Al contrario, le vere mamme e i veri pap` pregano a che il Signore si degni di volgere lo sguardo sulla loro famiglia per scegliere un figlio o una figlia per il Regno di Dio. Queste cose, in qualche modo, bisogna che voi le sappiate perch´ voi siete la famiglia del futuro. Il Papa dice e sempre che voi siete la Chiesa del domani, quindi dovete avere gli orizzonti ampi e aperti del respiro di Ges` Cristo, degli sguardi sconfinati di Dio. u Nel matrimonio voi siete sempre collaboratori di Dio, il che vi conferisce gli stessi suoi caratteri: la sponsalit`, la paternit`, la maternit`. Le due a a a vocazioni sono complementari, non in antitesi, l’una non ` migliore dell’altra: e ` migliore quella che ti indica Dio. Quando entro in una famiglia e vedo una e mamma che accudisce il marito e i figli, il bambino che sta male fin nel pi` u piccolo particolare, mi chiedo come posso farcela io che ho tanti figli. Come faccio a dedicarmi a ciascuno in questo modo approfondito e scrupoloso? Ho montagne di lettere, responsabilit`, non riesco a trovare il tempo, dovrei a rispondere, curarmi di questo, di quello. Ci metto la buona volont`, ma poi a le cose mi travolgono. Per` quando una mamma viene e mi vede in queste o condizioni le dico: “Guarda che se tu vuoi crescere e arrivare alla piena maturit` di mamma, come quella della Madonna, una mamma universale, tu a non devi guardare soltanto al tuo orticello, alla tua famigliola. Tu devi avere un cuore aperto”. Una volta in una cittadina una donna mi ha veramente incantato. Mi ha detto: “Sai Giovanni, qui vicino c’` una ragazza che si comporta male, tutti e la criticano. Io sono una mamma, a me piange il cuore per quella figlia!” Questa era una mamma che aveva l’orizzonte dilatato, e non diceva: “Eh, le mie figlie si comportano bene, sono le altre invece. . . !” Questa mamma aveva un cuore aperto che si preoccupava di tutti e di tutto, che aveva una vibrazione veramente materna, non soltanto per i figli che aveva generato, ma anche per le altre persone. La meta sarebbe la maternit` della Madonna: io lo dico ai genitori pera sone che vengono a consegnare un figlio o una figlia a Ges` Cristo: “Voi oggi u siete come la Madonna ai piedi della croce, offrite un figlio per la salvezza del 8.2. AUTOCANDIDATURA O VOCAZIONE 153 mondo. Magari il vostro cuore ` trafitto, ma quel figlio o quella figlia partee cipa di quel mistero di Ges` Cristo che offre la vita sulla croce ”. Pertanto, u la vita consacrata `, alla fin fine, salire sulla croce con Cristo. Egli non ha e salvato il mondo quando faceva i miracoli, risuscitava i morti, sfamava le folle o guariva le malattie, ma quando ` salito sulla croce e ha dato la vita per gli e altri: non c’` amore pi` grande che dare la vita per i fratelli. Allora il cone u sacrato e la consacrata si avviano a salire sulla croce tramite i tre voti, che li inchiodano l` sulla croce e li fanno partecipare di Cristo che d` la vita. Non a a c’` amore pi` grande, per cui tu, arrivato a questo punto, non puoi avere un e u desiderio pi` grande, non puoi fare nulla di pi`. Tu puoi fare quello che sta u u facendo Ges` Cristo e partecipare di Lui, perch´ questo ` l’apice dell’amore, u e e l` veramente la tua persona attinge a tutte le sue possibilit` di amore. L` li ı a a am` fino alla fine, cio` fino all’estremo, fino al massimo di quello che si pu` o e o amare perch´ ha dato la vita. Nella consacrazione dai la vita inchiodandoti e a questi tre chiodi attraverso i quali partecipi di Cristo, e quindi del mistero di salvezza, di rigenerazione degli uomini, perch´ Dio vuole che su tutti i suoi e figli appaia il volto di Ges` Cristo, con i suoi tratti, cio` che giungano alla u e maturit` dell’amore alla quale ` arrivato Ges` Cristo. a e u 154 CAPITOLO 8. L’ALTRA VIA Capitolo 9 Il matrimonio francescano 9.1 Sposarsi secondo Francesco d’Assisi Il matrimonio francescano ` chiamato cos` perch´ ` preparato in un determie ı ee nato modo e celebrato con un elemento presente solo ad Assisi, la seraficit`. a Questa ` una caratteristica essenziale di Francesco, che ` detto appunto il e e serafico, che fonde due persone insieme a una temperatura altissima; quella fusione avviene in maniera tale che un ragazzo e una ragazza siano talmente uniti da rendere impossibile qualsiasi separazione o l’attrazione per un’altra persona. Invece, nel mondo d’oggi sono assai frequenti le fusioni a 300◦ , della terracotta, in cui dopo due giorni vi ` gia qualche frattura (sono quelle fusioni e che avvengono quando gli sposi sono davanti all’altare e il sacerdote che dice: “Il Signore sia con voi” e nessuno risponde). Il matrimonio francescano ` caratterizzato proprio da questo ingrediente e tipico di Assisi, ma anche tutti quelli che portano il Tau continuamente si riforniscono a questa fonte. I tre nodini che si trovano sul Tau ti ricordano che anche nel matrimonio, per quanto riguarda l’avere devi comportarti con attenzione perch´ pure tu sei francescano (sei il poverello di Assisi); per ci` e o che riguarda l’area importantissima della castit`, questa ` in ordine all’amore, a e e se sei casto si sviluppa tanto amore; e per quanto riguarda l’obbedienza, essa ` dovuta solo a Dio. e Parecchi anni fa, Luigi e Pina, una famiglia di Moncalieri (vicino a Torino), hanno fatto il corso qui da noi. Poi, tornati a casa, hanno impostato la loro vita secondo l’ordine francescano secolare. Una volta sono andato a trovarli e sono stato ospitato a casa loro, dove ho anche dormito. Dopo cena 155 156 CAPITOLO 9. IL MATRIMONIO FRANCESCANO mi hanno fatto vedere un documento in cui loro si impegnavano a vivere l’obbedienza, la povert` e la castit` - per ciascuno di questi voti, c’erano a a dieci punti. Avevano trovato dieci modi per essere francescani nel loro ambito di persone sposate e nel mondo. La povert`: “Noi decidiamo di vivere a da poveri per cui la nostra casa serve per l’accoglienza, la nostra biblioteca serve. . . ” Per ci` che riguarda l’obbedienza: “Noi obbediamo l’uno all’altra, o il nostro riferimento ` Dio. . . ” Ero molto curioso di sapere cosa dicevano a e riguardo della castit`. Sono rimasto sbalordito. “Il nostro linguaggio di amoa re deve essere fatto nel pi` assoluto rispetto, tenendo presente le condizioni u dell’uno ma soprattutto dell’altra; il nostro rapporto deve esprimere quello che noi abbiamo costruito di amore durante il giorno; il nostro rapporto deve essere sempre aperto alla vita. . . ” Rimpiango solo di non essere riuscito a segnarmi tutti questi punti, ma me li far` spedire, perch´ sono rimasto o e impressionato dalla loro capacit` di tradurre nel concreto questi tre punti a fondamentali. Questi voti devono essere vissuti e valgono per tutti - anche per coloro che si sposano - sono ambiti di somma importanza e la Chiesa ha sempre riconosciuto che esprimono la totale dedizione a Dio. Il matrimonio francescano, quindi, richiede continuamente che i due attingano a quella sorgente inesauribile di felicit` prodotta da Francesco; la a gente arriva qui e se ne irradia anche solo camminando per i santuari. E poi bisogna attingere perennemente alla bellezza di Chiara che proveniva dalla sua assiduit` con Dio. Le sue compagne dicevano che quando tornava dalla a preghiera dai suoi occhi uscivano fasci di luce; era capace di grande tenerezza e maternit`, avvolgeva veramente le sorelle di quell’amore pieno e totale che a ` l’amore fatto di compassione, perch´ accudiva personalmente le pi` malate, e e u lavava i piedi a quelle che chiedevano l’elemosina, rivestendo tutte di misericordia verso l’altro, che ` la vera casa di cui l’uomo ha bisogno, come gi` vi e a ho detto. L’anno scorso, un frate che era stato mio maestro e che io amo e stimo molto, mi aveva detto che era morto suo fratello, in seguito alla morte della moglie. Mi ha spiegato che i due, ultraottantenni, si amavano veramente tanto, si erano sempre aiutati quando stavano male e la moglie non permetteva che certi servizi venissero svolti dai nipoti n´ da altri. Quando la donna mor` e ı, la sofferenza per questa separazione fu cos` forte da portare alla morte anche ı il marito. Il Padre ha usato altre parole per spiegarne il motivo, ma io lo interpreto cos` la moglie praticava nei suoi confronti l’amore misericordioso; ı: lui conosceva le sue mancanze, le sue debolezze e i suoi problemi di salute, e questa donna lo aiutava. Quando si ` reso conto che questi servizi sarebbero e 9.2. FUORI DAGLI SCHEMI 157 stati svolti da altre persone, senza pi` questo tipo di amore, ` morto. u e Francesco e Chiara producono queste realt` di felicit` e bellezza. Voi a a avete attinto a questa sorgente in virt` dell’esperienza che avete fatto qui in u Assisi. Ai bambini certe volte dico: “Ma tu l’hai fatto il pieno qui in Assisi?” “No!” “Te lo faccio io. Questa ` la pompa (mostrando il cordone francescano e con i tre nodi): cosa vuoi?Felicit` o bellezza?” Non so perch´, ma chiedono a e sempre la felicit` (un bambino una volta mi aveva risposto perch´ tanto bello a e lo era gi`). Allora mi avvicino e gli faccio il pieno con il cordone e per 7 anni a sono a posto. “Fra 7 anni tu ritorni che rifacciamo un altro pieno, ma se vuoi continuamente fare il pieno, basta che leggi un libro di San Francesco, e se ti metti il Tau hai un rifornimento continuo ”. Il matrimonio francescano comporta tutte queste cose, seguendo l’esempio di Francesco. Perch´ una persona diventi buona bisogna restituirle lo spazio e della felicit` e della bellezza, una bellezza che difficilmente si trova altrove. a Vi ricordate che Mos` quando scende dal monte Sinai irradia tanta bellezza e da rendere impossibile guardarlo in faccia, per cui gli devono mettere un velo? Il matrimonio francescano comprende l’amore crocifisso e l’amore munifico. Nella preghiera Francesco dice: “Due cose ti chiedo, Signore, prima di morire: che io possa sperimentare l’amore che Tu hai avuto per noi, il dolore che hai sopportato”. 9.2 Fuori dagli schemi Arriva poi il giorno in cui si incomincia a precisare il modo di celebrare questo tipo di matrimonio. Secondo la mentalit` comune, bisogna andare al a ristorante, il men` deve essere fatto in un certo modo, la torta deve essere a u sette piani. . . Tu sarai l’alternativa. I genitori di una coppia che si doveva sposare avevano trovato un ristorante per 200 persone a 140.000 lire l’uno. I due futuri sposi, un po’ perplessi, hanno iniziato a fare qualche calcolo, cercando allo stesso tempo di non offendere i genitori, e sono riusciti a scendere fino a 40.000 lire. Hanno poi deciso di non andare in un ristorante, perch´ ai giovani non piace dover see guire un men` gi` stabilito da altri, e avevano pertanto optato per i saloni u a e il prato della parrocchia in cui si sarebbero sposati, dove avrebbero potuto invitare 500 persone. Hanno preso qualcosa dal ristorante, qualcosa preparato dagli amici e qualcosa preparato da loro. Inoltre, durante la ce- 158 CAPITOLO 9. IL MATRIMONIO FRANCESCANO rimonia non sarebbero rimasti per conto loro, ma sarebbero andati tra gli ` invitati, interessandosi di ognuno. E stata una festa bellissima, tutto il paese parlava di questo matrimonio, diventato il matrimonio dell’anno, una cosa originalissima. Il matrimonio francescano richiede che i desideri che vi animano mentre stabilite tutte queste cose non siano modesti. Che non accada ci` che ho o visto una volta al matrimonio di un mio parente. Dopo una cerimonia cos` ı cos` siamo andati a pranzo. Tutti si sono avviati mentre io sono andato a ı sbrigare delle faccende. Li ho raggiunti verso le quattro ed erano arrivati soltanto all’antipasto (2 ore solo per questo); ho mangiato in fretta e sono di nuovo andato via. Vedendo che il pranzo si prolungava, sono andato a cena tra le sei e le sette. A quell’ora gli invitati erano ancora l`; avevano visto a nel men` che c’era anche il pesce al cartoccio e hanno speso 2.700.000 lire u per avanzarlo tutto. Sono tornato verso le ore 9 e ho visto tutta la gente piena fino all’orlo. Ma quanto vuoi mangiare? Si deve mangiare quello che ` opportuno. E poi, arrivati verso una certa ora, bisogna che gli sposi se ne e vadano salutano tutti gli amici e vanno per la loro strada. Come dice l’Antico Testamento: “L’uomo, quando ha sposato una donna, la deve far felice per un anno, per cui non deve andare al lavoro e non deve andare alla guerra per far felice la donna della sua vita”: capisci quanto ` progredito l’Antico e Testamento? Mettiamo che, rispetto alla cifra iniziale stabilita per il matrimonio, siate riusciti a risparmiare un po’ di soldi che vi potrebbero servire anche per il viaggio di nozze, ma non deve mancare una tappa ad Assisi, perch´ ti devi e ripetere: “Ad Assisi ci sono le mie sorgenti”. Poi, sempre con il denaro risparmiato, un viaggio in Terra Santa, con un’associazione e magari una persona esperta che ti faccia godere di tutto ci` che vedi e rivivere il Vangelo. o Poi, andando dalle parti di Nazaret, si potrebbe pensare di generare. . . e potrebbe nascere un altro Ges` Cristo! Oppure, se generate in Assisi, nasce u un altro Francesco o un’altra Chiara! Una volta ` venuta una coppia che mi e ha confessato di essere venuta ad Assisi per “darci dentro”! Questi s` che ı se ne intendono! Perch´ ci sono i grandi desideri, a partire dal nome che si e decide di dare al figlio. Quando muori e ti presenti a San Pietro come la madre di Francesco, si spalanca un portone dove all’interno trovi tutti frati ad accoglierti; e se fossi la mamma di Chiara, ci si aggiungono anche le suore. Se poi a tua figlia metti nome Maria, ti si spalanca il portone centrale con sullo sfondo la Trinit`. Notate come nella Bibbia si faccia una grande sul a nome si fa una grande discussione sul di una persona. 9.2. FUORI DAGLI SCHEMI 159 L’alternativa al classico invito di nozze, potrebbe essere una lettera scritta da voi agli amici direttamente, chiedendo di non fare doni ma esprimere il vostro desiderio di raccogliere un po’ di soldi per poter trascorrere il viaggio di nozze di un mese circa dai vostri amici in Ruanda, per esempio presso le Clarisse, dove potrete pregare stando con loro, rendervi conto della situazione e, a seconda delle vostre capacit` e dei vostri talenti, potervi prodigare in a ci` che necessita loro. Ma prima o dopo il viaggio dovete sempre passare in o Assisi per il sigillo, in quanto qui sono le vostre sorgenti. Per quanto riguarda la preparazione delle bomboniere, dovete pensare a un ricordo originale, a qualche cosa che veramente piaccia e piaccia a tutti, a un qualcosa che richiami Dio e la fede. Con una coppia ho girato tanto per trovarne una, finch´ hanno visto una bella riproduzione del crocifisso di e San Damiano. Grazie ad alcuni frati che avevano il genio degli affari siamo risaliti all’artefice. Ne avevamo ordinati 200 a un prezzo discreto ma non sono bastati e ne hanno dovuti ordinare altri 200 perch´ tutti volevano quel e dono. La partecipazione va mandata a tutti gli amici e i parenti, fatta in modo intelligente e con una nota in cui pregherete tutti di venire con l’abito nuziale, vale a dire confessati perch´ devono partecipare, minacciando che, se il e frate che celebra il matrimonio vede qualcuno che non risponde o che parla con altri, inizier` ad aggredirli, richiamandoli ai loro peccati Per cui, o vena gono con l’abito nuziale, partecipando, rispondendo e facendo la comunione, altrimenti non devono venire (non esagerate troppo nelle minacce)! Ieri sono andato a vedere il matrimonio di due giovani che avevano mandato una lettera in cui tutte queste cose venivano dette in maniera pi` discreta di come u ve le ho dette io, e infatti le persone presenti partecipavano attivamente alla celebrazione. Guai a chi ha lo spirito muto e sordo, che non parla, non ascolta, non risponde e pensa ad altro. Questo demonio muto e sordo ` presente in tutti e quelli che non sono stati evangelizzati, che sono ancora rivestiti la roccia che spesso ` anche la nostra. Anche loro devono partecipare perch´ la sua e e presenza ha un certo significato, ma si parler` personalmente con queste a persone, avvicinandole e aiutandole magari anche con un libro. I fiori non devono essere molti e bastano 15 fotografie per fissare i momenti pi` importanti. Non spendete molto in queste cose! Successivamente u si prepara tutta la cerimonia in modo discreto, all’insegna della semplicit` a francescana. La parola d’ordine per preparare il vostro matrimonio deve essere “alternativo” a ci` che propone il faraone, ma con elasticit` perch´ anche o a e 160 CAPITOLO 9. IL MATRIMONIO FRANCESCANO i genitori hanno delle esigenze, delle aspettative e non potete creare fratture. Dopo aver celebrato il matrimonio alternativo, bisogna immediatamente pensare a una vita alternativa, a un modo di vivere alternativo (e non pu` o essere diversamente). Vi viene allora detto che ` c’` una possibilit` di ape e a prodare ed entrare in questa meravigliosa famiglia francescana, un modo di vivere il Vangelo all’insegna dell’ottimismo, della gioia, all’insegna di Francesco, che aveva previsto anche l’approdo degli sposati. Quando lui si trovava a Cannara, a pochi chilometri da qui, la gente del posto era rimasta talmente entusiasta delle sue parole che lo voleva seguire; Francesco, vedendo che erano persone sposate e con figli, le ha fermate, dicendole di non preoccuparsi ` perch´ avrebbe scritto una regola di vita per loro. E quella che una volta si e chiamava “Terz’ordine”, ma che ora ha preso il nome di “Ordine Francescano Secolare”. Vi sono molte famiglie che seguono questa regola presso le quali potrete continuare la vostra formazione e il vostro cammino. Potrete avviare questi contatti o mantenere le attivit` che state gi` portando avanti, per` a a o Assisi e Francesco rimangono sempre la vostra patria segreta, per cui ai figli lascerete qualche foto fatta qui, dove sono le vostre sorgenti, dove Dio vi ha alimentato alle sorgenti di Francesco e di Chiara. Io, generalmente, regalo e consiglio sempre “Le fonti francescane”, dove ` raccolto tutto quanto ` e e stato scritto intorno a San Francesco nei primi 100 anni da letterati, storici, biografi, ecc. Lo porrete come patrimonio per i vostri figli, preparando una bella biblioteca dove metterete i vostri studi, i libri che vi hanno aiutato nel cammino della vostra formazione. Padre Emidio quando era giovane aveva fatto un viaggio in oriente da dove vi era ritornato deluso. Tornato a casa, prese un libricino dalla biblioteca della mamma: “Vita di San Francesco” di Maria Sticco. Ha aperto a caso leggendo “Madonna Povert`” e si ` detto: “Io sono andato in capo al mondo a e a cercare quello che sta qui sulla porta di casa mia”. Lui ` di Roma ed ` e e venuto qui, trovando lo spazio che tanto desiderava e tanto cercava. Quindi vi preparerete anche in questo senso. Una volta che avrete avuto accesso alla vita secolare francescana, incontrerete tantissime famiglie e vi arricchirete all’infinito. Molti corsi per fidanzati che tengo sono stati preparati da famiglie e giovani che hanno partecipato ai miei corsi e che hanno fatto un’esperienza di vita; tanto ` stato il bene che hanno ricevuto che desiderano e moltiplicarlo anche per altri. Vi ho detto le cose pi` essenziali. Quando iniu zierete il cammino, vi consiglio “La famiglia sulle orme di Francesco”, scritto da un nostro Padre, Padre Lorenzo Di Giuseppe (Edizioni Porziuncola), il direttore dell’Ordine Francescano: vi assicuro che ` un libro veramente bello. e 9.2. FUORI DAGLI SCHEMI 161 E cos` miei fratelli, abbiamo concluso il nostro cammino. Io vi ammiro e ı, vi ringrazio per la vostra pazienza nell’ascolto. Spero che questo sia il seme per una fioritura incalcolabile, che tanto, tanto bene possa venire a voi, e tramite voi possa rifluire, circolare ad amici, ad altri giovani, ad altri ragazzi, ad altre coppie, alle quali voi metterete a disposizione quello che il Signore vi ha suggerito. 162 CAPITOLO 9. IL MATRIMONIO FRANCESCANO Trascrizione del corso a cura di A Composizione realizzata con L TEXda Mauro Di Domenico Tratto dai siti http://cool.altervista.org, e http://web.infinito.it/utenti/s/silvermarc 163
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